La bisbetica indomabile

“Una donna irosa è come una fontana intorbidita, fangosa, brutta a vedersi,opaca, priva di bellezza, e finché è così,  nessuno, per quanto a gola secca o assetato, si degna di sorbirne o toccarne una goccia. Tuo marito è il tuo signore, la tua vita, il tuo custode, il tuo capo, il tuo sovrano; uno che ha cura di te e del tuo mantenimento,che si sottopone a laboriose fatiche per mare e terra, a vegliare di notte, durante le tempeste, di giorno al freddo,mentre tu stai calda e al sicuro in casa;e non brama da te altro tributo che amore, affabilità, e sincera obbedienza.

L’obbedienza che un suddito deve al suo re, la donna deve a suo marito; e quand’ella è caparbia, stizzosa, imbronciata, aspra e non obbediente agli onesti voleri di lui, che cos’è essa se non una ribelle infame e litigiosa, una sciagurata traditrice del suo signore che l’adora? Mi vergogno che le donne siano così sciocche da offrir guerra mentre dovrebbero chieder la pace in ginocchio, che vogliano legiferare, dominare, soverchiare, quando son nate a servire, ad amare e a ubbidire. E perché sarebbero i nostri corpi molli e fragili e lisci, inadatti a faticate e penare pel mondo se non perché il nostro tenero stato e i nostri cuori debbono armonizzare col nostro aspetto esteriore? Via, via, poveri vermi insolenti e incapaci! L’anima mia è stata superba un tempo come la vostra, il mio cuore così altero, e forse ancor più la mia ragione, per ribattere parola con parola, cipiglio con cipiglio; ma ora lo comprendo che le nostre lance non sono che pagliucole, la nostra forza è altrettanto fragile, la nostra debolezza estrema, e meno di tutto siamo quello che pretendiamo d’esser di più. Abbassate la vostra prosopopea, poiché vano è il vostro sforzo, e ponete le mani sotto i piedi di vostro marito. E in segno di questa sottomissione, se a lui piace, la mia mano è già pronta al suo cenno.”

elizabeth-taylor

L’anima di certe donne è superba, e restia a piegarsi all’evidenza di corpi molli e fragili e lisci, inadatti la natura ha già emesso la sua sentenza e meno di tutto siamo quello che pretendiamo d’esser di più. Oggi più che mai.

Tutti conoscono la storia di Caterina, che – persuasa con  sapienti lusinghe – si risolve a sposare Petruccio, mosso in realtà solo dal bisogno della sua dote.

Non pago d’aver incassato il denaro, Petruccio si adopera ad addomesticare lo spirito ribelle della sua signora, sottoponendola ad umiliazioni, privandola del cibo, degli abiti, usando una curiosa tecnica che sfrutta il potere straniante del linguaggio: quando la priva del cibo sostiene di farlo perché le vivande non son degne di lei, quando la priva del sonno accusa il letto mal fatto, strapazza sarto e cappellaio poiché gli abiti non sono sufficientemente eleganti per negarle la gioia di abbigliarsi; inoltre la costringe ad accettare e ripetere la più assurde affermazioni, per esempio che è chiar di luna lo splendore del sole, che è mattina mentre invece è pomeriggio…

Violenza fisica e manipolazione del linguaggio, questi sono gli strumenti per piegare la donna che pretende di legiferare, dominare, soverchiare.

Prostrata dal sonno e dalla fame, Caterina non riesce a protestare con convinzione, perché le torture – pur se imposte per mezzo della forza fisica – sono accompagnate da parole ingannatrici che recitano affettuosa protezione: fra gesto e parola c’è un contrasto tale da provocare  una sospensione del giudizio, la capacità di pensare ad una reazione razionale è compromessa dall’irrazionalità della situazione.

Il sole è luna, il mattino è pomeriggio: anche le percezioni sensoriali sono messe in discussione e Caterina è costretta ad accettare la sudditanza dei suoi sensi alla parola del marito. Una parola che non rappresenta la realtà, una parola che inventa una realtà ad uso e consumo di chi la impone con la violenza.

Caterina comprende che le sue lance non sono che pagliucole, la sua forza è altrettanto fragile, la sua debolezza estrema, e sceglie di sopravvivere, si arrende al suo signore, che la compensa con un bacio.

Le donne che non si inginocchiano a chiedere la pace  sono come una fontana intorbidita, fangosa, brutta a vedersi,opaca, priva di bellezza, e finché è così,  nessuno, per quanto a gola secca o assetato, si degna di sorbirne o toccarne una goccia. Le donne non sono che la loro bellezza, la quale è direttamente proporzionale alla loro sottomissione: che se la tengano stretta, perché di altre doti non hanno bisogno, visto che su tutte la forza regna incontrastata.

Vedi il lato positivo: il marito ha cura di te e del tuo mantenimento. (Peccato che i soldi fossero di Caterina.)

Sono passati 500 anni, anno più anno meno, dalla stesura questa commedia. Ancora oggi la rappresentiamo: nei teatri e nelle case di parecchi italiani.

Alle donne che non si inchinano, alle donne che non hanno paura di essere brutte, alle donne che non obbediscono, alle donne che dicono ostinatamente di no: alle bisbetiche indomabili.

A quelle che sono morte, con la promessa che verrà un domani in cui nessuna donna dovrà morire per mano dei Petrucci di questo mondo.

Advertisements

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in attualità e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...