Il caso LUISA BETTI – III

Luisa Betti è a rischio? Si! Questo il titolo su uno dei blog che tanto odiano la giornalista del Manifesto.

Ad essere preso di mira è il messaggio con il quale Luisa Betti annunciava la chiusura dello spazio dedicato al confronto sulla pas.

Di cosa è accusata la signora Betti? Di manipolare la verità, tagliando gli interventi scomodi che non le piacciono e lasciando quelli che le fanno comodo, per millantare un’immagine di sé come di una donna aggredita e maltrattata, verbalmente ed ideologicamente, per manovrare una certa porzione di mass media e propagandare l’essenza di un certo femminismo, essenza riassunta dalla frase: la solita favola insomma, della bambina buonissima, onesta e generosa, che viene maltrattata dal maschio cattivone: una favola, dunque, che persone vittime di ideologismi come quello da cui è affetta la dottoressa Betti, devono fissamente (e a volte sembra proprio: ossessivamente), riproporre, forse per garantirsi un proprio equilibrio personale, più che professionale.

Chi è l’autore di questa invettiva? Il Dottor Gaetano Giordano.

Il Dott. Giordano è furioso perché il blog del Manifesto non ha pubblicato il suo intervento, intervento che lo avrebbe scagionato dall’accusa di essere l’autore dell’articolo pubblicato sul sito dell’Adiantum; perché la giornalista Luisa Betti con il suo messaggio Quando chi scrive “è a rischio” ha inteso inequivocabilmente insinuare che è lui l’autore di tale articolo (cito dal blog della Betti: mi sono trovata comunque investita da una campagna denigratoria costruita dalle stesse persone che venivano su questo blog a scrivere sull’argomento, chiaro riferimento al Dott. Giordano, secondo il Dott. Giordano, che scrive: nell’attribuire questa pretesa aggressione che sarebbe avvenuta su altri siti, non indica chiaramente chi ne siano gli autori, ma lascia credere che ad aver scritto l’articolo sia stato io)

La signora Betti, in calce al suo intervento Quando chi scrive “è a rischio” posta il link all’articolo dell’adiantum (un sito ben preciso, quindi), articolo che è firmato “Redazione”. Francamente io la tesi che il Dott. Giordano sia l’autore di questo articolo non la trovo espressa da nessuna parte, ma evidentemente qualcuno ha la coda di paglia.

Il Dott. Giordano precisa: Tecnicamente, ottiene tale effetto contando sul fatto che l’unico che polemizzava contro i concetti sostenuti da lei ero io, e che io ero poi l’unico cui potesse attribuire, in quel contesto, l’ipotesi che avessi scritto quell’articolo su Adiantum.

Assolutamente no: a sostenere tesi contrastanti con quelle esposte dall’articolo Pas? no mobbing genitoriale  c’era anche Fabio Nestola, che scrive regolarmente sul sito di adiantum. Perché l’autore dell’articolo “incriminato” dovrebbe essere proprio lui?

Inoltre, considerato che il Dott. Giordano condivide la tesi espressa dal suddetto articolo, ovvero che Luisa Betti, nel suo blog, attui una concreta disparità di trattamento ai danni dei soggetti di sesso maschile, proponendo ossessivamente l’equazione “la donna è sempre vittima – l’uomo è sempre colpevole”, che è l’essenza di un certo femminismo, perché è tanto sconvolto dall’idea che qualcuno possa attribuirgli anche l’articolo di adiantum?

La tesi sostenuta è che Luisa Betti abbia chiuso le pagine dedicate alla pas per tappare la bocca a chi dice cose sgradite utilizzando mistificazioni e censure verso chi puntualizzava dati precisi e poneva domande troppo impegnative.

Che il Dott. Giordano dica cose sgradevoli, non credo che possiamo obiettare. Che le sue puntualizzazioni siano precise, beh, basta questa sconclusionata invettiva a metterlo in dubbio. Che gli si possa tappare la bocca, mi sembra più arduo che infilare un cammello nella cruna di un ago.

Se lo scopo di questi interventi contro la giornalista Luisa Betti, della quale viene messo in dubbio addirittura l’equilibrio, è ribadire la serietà dei sostenitori della Sindrome d’Alienazione Genitoriale (che, ricordiamo La si può dunque chiamare come volete: “Sindrome del figlio di Medea”, se volete. O anche “Bullismo Genitoriale”. O “collusione genitore-figlio” , alla faccia della dignità nosografica), per ciò che mi riguarda l’effetto è esattamente il contrario.

Vorrei concludere soffermandomi su una frase dell’articolo di Luisa Betti è a rischio? Si, una frase rivelatrice: La dottoressa Luisa Betti non dice la verità: e non la dice giocando, e giocando bene. Per la precisione, giocando come fa una brava e bella bambina, che vuol sembrare tanto assennata per far con tutti la primina della classe. E battere pure i maschi.

Attente, brave e belle bambine, coi vostri tentativi di fare le prime della classe, non mettevi in testa di battere i maschi!

Ve lo sconsiglia caldamente il Dott. Gaetano Giordano.

F.A.Q. Sindrome da Alienazione Genitoriale: http://xoomer.virgilio.it/andreamazzeo/faq/pas.htm

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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2 risposte a Il caso LUISA BETTI – III

  1. maria serena ha detto:

    poraccio….ha così bisogno di apparire che ci svela di essere stato lui quando tutti si chiedevano “Ma chi sarà mai l’autore?”

  2. Si autoaccusa per potersi lamentare di essere stato diffamato: potremmo definirlo “vittimismo”? Direi di si…

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