Esprimiamoci liberamente.. e con rispetto

Oggi, fra i commenti di un blog, ho trovato questa frase: la Costituzione permette a chiunque di dire qualsiasi cosa, anche la più aberrante. E pure di prendere in giro la gente. Accettalo, come tutte le persone normali accettano le opinioni discordanti.

Andiamo a vedere l’ art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Ad una prima lettura sembrerebbe proprio di si. Ma non è così semplice. In realtà il nostro sistema giuridico fissa dei limiti alla libertà di espressione, e questi limiti sono dettati dal buon costume, dall’ordine pubblico e dai cosiddetti reati d’opinione.

Un’opinione può mettere in pericolo l’ordine pubblico? Si, se in essa si configurano reati come l’apologia di reato o l’istigazione a delinquere.

Se un’opinione è lesiva nei confronti di qualcuno o della collettività si parla di reati d’opinione, come l’ingiuria, la diffamazione o il vilipendio.

Con “buon costume” generalmente la giurisprudenza intende l’insieme dei principi etici dominanti in un certo momento storico, riassumibili con l’espressione “pubblica moralità” (da notare che il limite del buon costume è l’unico espressamente menzionato proprio nell’art. 21 stesso).

Come diceva Martin Luther King con estrema capacità di sintesi: La mia libertà finisce dove comincia la vostra.

Parlare di libertà è inebriante, ci fa sentire subito migliori; parlare di limiti alla libertà subito crea un’atmosfera di imbarazzo.

Proviamo però un attimo ad immaginare che cosa succederebbe se davvero non ci fosse limite alcuno alla manifestazione del pensiero.

Proviamo ad immaginare che cosa accadrebbe se domani mattina un libero pensatore decidesse di distruggere la vostra reputazione raccontando che lo avete derubato. O se un altro libero pensatore decidesse di gridarvi addosso parole oscene ogni volta che uscite dalla porta di casa. O se un terzo libero pensatore decidesse di pubblicare un interessante volume che spiega quanto sia importante, per il benessere dell’intera comunità, che tutti i portatori di handicap vengano sterilizzati o, meglio ancora, eliminati.

Caro libero pensatore, grazie al cielo la nostra Costituzione non ci permette di dire qualsiasi cosa, tanto meno se è aberrante.

Sospiro di sollievo.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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8 risposte a Esprimiamoci liberamente.. e con rispetto

  1. Paolo1984 ha detto:

    “Proviamo ad immaginare che cosa accadrebbe se domani mattina un libero pensatore decidesse di distruggere la vostra reputazione raccontando che lo avete derubato. O se un altro libero pensatore decidesse di gridarvi addosso parole oscene ogni volta che uscite dalla porta di casa. O se un terzo libero pensatore decidesse di pubblicare un interessante volume che spiega quanto sia importante, per il benessere dell’intera comunità, che tutti i portatori di handicap vengano sterilizzati o, meglio ancora, eliminati.”

    nei primi due casi si configura il reato di calunnie, diffamazione, forse ingiurie.e anche stalking per chi ti insulta ogni volta che esci di casa quindi chi lo fa può essere querelato e portato in tribunale, libertà d’opinione non è libertà di mentire accusando falsamente qualcuno di un reato o di perseguitarlo con offese e minacce ogni volta che esce di casa
    Il terzo caso merita qualche riflessione: io sono contrario alla censura e ai reati di opinione, Se quel volume non invita esplicitamente la gente ad ammazzare i portatori di handicap va proibito? Io sono dell’idea che una democrazia matura non debba aver paura di nessuna idea, neanche delle idee orrende come quella che hai descritto e che potrebbero e dovrebbero essere distrutte da altre idee in un libero dibattito. Se invece proibiamo quelle idee significa che ci fanno paura, che le riteniamo “potenti” e quindi pericolose..e allora forse è il caso di riflettere sulla solidità della nostra democrazia..quello dei limiti della libertà di parola e di espressione all’interno di una democrazia moderna è un tema difficile e controverso (per quanto ne so, negli Stati Uniti non c’è alcun limite fatto salvo i casi di calunnia e diffamazione che per ovvie ragioni non rientrano nella libertà d’opinione)

    • Paolo1984 ha detto:

      ripensandoci proporre seriamente di sterilizzare o peggio uccidere i portatori di handicap è oltre che moralmente orrendo, apologia di reato perciò è giusto e legale vietarla. Ma Eè giusto, per fare un esempio più “soft” proibire i libri che negano la Shoah?..io rimango in genere dell’idea che ho esposto sopra, ma sono disponibile a discuterne se non altro perchè, confesso, mi troverei in serio imbarazzo a difendere la “libertà di parola” di certi figuri ma al tempo stesso non voglio che facciano i martiri

      • Io mi rendo conto, è un argomento spinoso. Non so se hai mai letto Primo Levi (visto che parli della Shoah); lui racconta di un incubo: è a casa, al sicuro, la sua famiglia è intorno a lui intenta alle faccende di ogni giorno, come era prima degli orrori di Auschwitz; lui tenta di raccontare cosa ha vissuto, ma nessuno lo ascolta. Le sue parole cadono nel vuoto.
        Come pensi che si debbano sentire i sopravvissuti ai campi di concentramento, con i loro numeri ancora ben visibili sul braccio, a trovare negli scaffali delle librerie i libri di quei signori che sostengono che i forni crematori non sono mai esistiti? Non è una enorme, sconfinata mancanza di rispetto nei loro confronti? Non hanno il diritto forse di pretendere che la società intera, attraverso le istituzioni che la rappresentano, restituisca loro la verità, dopo quello che hanno passato?
        Ribadisco, parlare di libertà ci fa sentire migliori, perché è umano e perché siamo umani.
        Ma non tutti sono così “umani” ed è per questi soggetti, che da soli non sanno porsi dei limiti, esistono le leggi.
        La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo recita: “Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri”.
        Io ritengo che per ogni caso si debba andare ad analizzare se ci sono dei diritti lesi, che siano di un individuo o della collettività, intesa come sistema organizzato da una serie di principi ispiratori (la nostra Costituzione parla di principi fondamentali, le fondamenta su cui tutto è costruito).
        Il negazionismo della Shoah, oltre ad essere ridicolo e facilmente confutabile, a mio avviso non lede profondamente solo la dignità delle vittime, ma anche la nostra dignità, la dignità di tutte quelle persone che fanno onestamente i conti con la storia e con la lezione sulla natura umana che la storia duramente ci impone di imparare. Lede il diritto della collettività ad una corretta informazione, con dati falsi e false ricerche. Non è solo una opinione personale, è una argomentazione basata su premesse non vere costruita consapevolmente con l’intento di ingannare chi vi incappa, non c’è buona fede, non è possibile. E’ libera manifestazione del pensiero, questa?

      • Paolo1984 ha detto:

        ma appunto se è ridicolo e facilmente confutabile perchè vietarlo dimostrando così di averne paura? Perchè non divertirsi appunto a distruggerlo e ridicolizzarlo in un libero dibattito? Proibendo certe idee non facciamo che renderle “affascinanti” proprio perchè “proibite” e diamo il destro ai negazionisti per dire che sono “vittime della censura”, questo va a vantaggio di chi ha sofferto la Shoah? (e comunque per essere esatti: i negazionisti non negano i forni crematori, negano le camere a gas e che ci fosse un piano di sterminio sistematico degli ebrei).
        Scusami, ma se dovessimo vietare tutti quei libri o film il cui contenuto potrebbe “offendere” la sensibilità di qualcuno allora andremmo sì nella censura vera e questo Primo Levi (l’ho letto) non lo voleva di sicuro.
        Comunque sia, la discussione è accademica poichè con internet vietare la diffusione del negazionismo o di qualunque idea anche aberrante è diventato impossibile
        Ripeto: gli Stati Uniti, culturalmente, non mi sembrano un paese insensibile nei confronti dei sopravvissuti alla Shoah, ma là reati di opinione non ce ne sono (è anche vero che loro il fascismo non l’hanno avuto) perchè vige l’idea che le idee aberranti si combattono con altre idee, e in questo caso le falsità dei negazionisti si combattono esponendo i fatti

      • Paolo1984 ha detto:

        un altro conto è se le teorie negazioniste venissero insegnate nelle scuole, quello sì andrebbe vietato poichè l’istituzione scolastica deve dare spazio solo a ciò che è validato storicamente e scientificamente

      • Beh, purtroppo io credo che di certe “idee” si debba aver paura, e noi che non abbiamo vissuto direttamente l’epoca in cui idee assurde hanno preso piede non possiamo renderci conto di quanto siano pericolose. Beh, idee assurde regolano la vita della gente non troppo lontano da noi, ancora oggi.
        Ma noi viviamo secondo un codice diverso, e mi sembra giusto ricordarlo, di tanto in tanto…
        Metto la parola “idee” fra virgolette, perché in realtà hanno poco di razionale, e non possono essere confutate con la ragione.
        Certe idee, come ad esempio l’anitisemitismo veicolato dalle tecniche dell’abile Goebbels e compagni, non avevano bisogno di essere scientifiche, perchhé non facevano appello alla “ragione” delle persone, ma usavano degli strumenti atti ad affabulare dal punto di vista emotivo, facendo leva su sentimenti irrazionali e potenti quali la rabbia e la frustrazione. Pensi che non ci fossero anche allora persone che si confrontassero con le teorie antisemite del nazionalsocialismo? Parlo ad esempio degli eroi dimenticati del Münchener Post, che per anni misero in ridicolo i seguaci della razza ariana.. e finirono quasi tutti ammazzati una volta che Hitler arrivò al potere.
        Ovvio che non si può controllare il web, che è anarchico perché è stato concepito così. Ma l’anarchia non è assenza di regole: una comunità anarchica si autoregola continuamente attraverso un confronto tra pari dei suoi componenti.
        Quindi io mi confronto con gli utenti del web cercando di confutare le affermazione di assurde, come quella “la Costituzione ci permette di esprimere libermante le cose più aberranti”, perché non è vero: che si leggano la Costituzione e le leggi fondamentali del nostro Stato, e solo dopo si mettano a scrivere…

  2. Paolo1984 ha detto:

    ok, io il mio parere l’ho detto, grazie della conversazione. Ciao

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