La donna vittima di nuovi oscuri dogmi

Vi ricordate Odeon TV? Forse no.

Abbasso il razzismo e abbasso i napoletani, conclude Giobbe Covatta.

Noi non siamo razzisti, sono loro che sono napoletani, ribatte Paolantoni.

Secondo me questo video d’antan riassume simpaticamente le teorie in difesa dei siti clonati.

Esaminiamone una.

(Lo so, è ancora del Dott. Gaetano Giordano che sto per parlare. Forse sono inconsciamente innamorata di lui, chi lo sa. Lui lo affermerebbe di certo, se mi leggesse)

Nel suo blog Mobbing Genitoriale  il Dottor Gaetano Giordano ribadisce le tesi accennate in calce all’articolo de Il Fatto quotidiano che denunciava il contenuto misogino e i titoli spesso ingannevoli di una serie di blog e pagine facebook, tesi che difendono il diritto di questi siti ad esprimere una opinione… Opinione che il Dott. Giordano condivide in pieno.

Cosa sostengono questi siti? Che la violenza di genere non esiste: Non esiste nessuna “violenza di Genere”, quindi non esistono i “femminicidi”, esistono invece gli omicidi e altre violenze varie, che vedono vittime sia uomini che donne, a prescindere da chi tra uomini e donne commette più violenza. Le principali vittime di omicidio e altre violenze varie sono maschili(in Italia, solo per far un esempio, le vittime di omicidio sono al 75%-80%), pertanto anche se gli autori di violenze fossero solo uomini-e non è affatto così-comunque le principali vittime rimarrebbero maschili, pertanto in questa società che voi definite “maschilista”, si uccide e si compiono violenze più verso uomini che donne, cioè i “cattivi” uomini uccidono e commettono violenze varie più verso uomini che non donne. E comunque non sono solo gli uomini a commettere violenze, tutti gli studi di accreditate università, riviste scientifiche e quant’altro, attestano e confermano che la violenza tra uomini e donne è pressochè equa e reciproca, pur manifestandosi in forme e modalità non sempre uguali fra i due sessi. Le “ricerche” dell’ Istat sulla violenza contro le donne non sono affidabili in quanto sono “statistiche di Genere”(come ammesso dall’ Istat),commissionate e finanziate da organi femministi(come il ministero delle sedicenti “Pari Opportunità”) al fine di accreditare, quindi, le tesi precostituite femministe secondo cui le donne sono “buone e vittime” e gli uomini sono “cattivi”.

Il Dott. Giordano aggiusta il tiro nel suo articolo La donna è una Madonna… Trascinata verso un nuovo Oscurantismo, e trasforma leggermente l’assunto (lasciandone intatto comunque il nocciolo, come vedremo poi): Chi ha una posizione “non-femminista”, non nega le cifre del femminicidio, né la gravità degli eventi omicidiari che ne sono alla base.

Mi spiace Dott. Giordano, invece è proprio il contrario: chi si professa non-femminista (o nei casi più estremi anti-femminista) non solo nega le cifre del femminicidio, ma sostiene l’esistenza di un maschicidio (Le principali vittime di omicidio e altre violenze varie sono maschili); chi si professa non-femminista sostiene, in evidente contraddizione con la teoria del maschicidio (eppure contemporaneamente ad essa) che la violenza tra uomini e donne è pressochè equa e reciproca (quindi il numero di vittime è al 50% di sesso maschile e al 50% di sesso femminile), aggiungendo però la precisazione pur manifestandosi in forme e modalità non sempre uguali fra i due sessi; precisazione che crea un ulteriore confusione in una frase già confusissima.

Prima si afferma che le vittime sono gli uomini con una percentuale del 75%, che gli aggessori non sono solo uomini ma anche donne (E comunque non sono solo gli uomini a commettere violenze: si, ma le percentuali sulle aggressioni perpetrate da donne non ci sono?), poi che le vittime sono sia donne che uomini con un rapporto 50:50 (equa e reciproca – e quel 75% che fine ha fatto?), benché a fare la differenza fra i due generi è la modalità di espressione della violenza (si intende cosa? L’arma utilizzata?).

Tutto molto fumoso… Si cita qualche percentuale, giusto per dare ad intendere che i dati ci sono (dove siano e forniti da chi, ovviamente non si sa), grande enfasi, pathos… ma in quanto a coerenza, beh!

Prova a darci una spiegazione il Dott. Giordano: Il problema è invece che oltre al femminicidio c’è una violenza nella coppia che è bidirezionale e appannaggio anche del genere femminile, che nella nostra società anche la donna è violenta quanto l’uomo, e che chi ragiona da “non-femminista” dà di tutto questo una spiegazione diversa (fatto fino a prova contraria permesso, in democrazia) del problema della violenza sulle donne.

Ecco cosa si intende con modalità di espressione della violenza equa e reciproca: è vero che morire sono le donne (le cifre del femminicidio non si possono negare), ma la violenza bidirezionale, insita nella coppia contemporanea, si reifica dalla donna verso l’uomo attraverso modalità che non portano alla morte, mentre (che sfiga!) dall’uomo verso la donna con l’omicidio.

Non è una violenza di genere, ma una violenza di relazione, ed emerge nelle relazioni perché la nostra è una cultura che non sa più gestire le frustrazioni e il crollo delle aspettative, ci rassicura il Dott. Giordano. Le donne muoiono, nella coppia, non perché sono vittime di una violenza unidirezionale e di genere, ma perché non sanno concretizzare in un bell’omicidio quella violenza di relazione che comunque esercitano (le modalità non meritano di essere citate, sarebbe troppo banale); d’altra parte, lo dice anche Zygmunt Bauman (davvero?).

Secondo me, dunque (e qui viene il bello), identificare il “maschio” come colpevole della violenza sulle donne non solo è falso, ma anche pericoloso e, mi si perdoni razzista e- guarda un po’ – soprattutto oscurantista, conclude democraticamente il Dott. Giordano (stilisticamente sottolinerei la gigionata “e qui viene il bello”).

Piccola parentesi: per oscurantismo (dal latino obscurans) si intende una sistematica pregiudiziale opposizione al progresso, attraverso la messa in discussione di teorie ed idee innovative e la limitazione della diffusione della conoscenza oltre certi limiti. Si tratta di un termine esplicitamente dispregiativo nato all’incirca nel XVIII secolo in antitesi all’Illuminismo. Viene utilizzato da correnti di pensiero che si autodefiniscono progressiste per indicare l’atteggiamento culturale proprio di chi si schiera contro una visione dinamica della cultura ed una diffusione del pensiero e della ricerca scientifica e intellettuale in qualunque campo del sapere. Abbiamo già visto come chi non concorda col disegno di legge Serra-Maglietta lo fa con lo scopo di riportare indietro nel tempo questo paese…

Ovvero: il maschilismo è morto, la violenza è bidirezionale, il femminicidio (che non va negato in termini di cifre) è solo la personale partecipazione ad una cultura portatrice di violenza (c’è chi la concretizza in omicidio e chi no), e chi dice il contrario è razzista.

La colpa è sempre di quei disgraziati di dogmi medievali, che vedono nella donna una immagine terrena della Madonna, sempre loro. E’ colpa loro se si finisce in ogni caso per arrivare ad una spiegazione genetica della violenza maschile.

Quello che è veramente oscuro, nell’articolo del Dott. Giordano, è come si sia arrivati alla spiegazione genetica della violenza maschile. Io non ho mai trovato un blog o un articolo, neanche uno di quelli della perfida Luisa Betti, in cui si accenni ad una teoria della violenza su basi genetiche.

Nell’articolo del Dott. Giordano non sono citate fonti a riguardo.

Però c’è unaprecisazione: se la violenza è di genere (e non degli individui), le sue radici affondano nella dimensione fisica, che ha improntato di sé l’eventuale esprimersi in
valori culturali (il maschio è violento come genere perché fisicamente più
forte), non essendoci altra spiegazione all’assunto.

Di spiegazioni ce ne sarebbero tante. Storiche, ad esempio. Mi è capitato di accennare all’influsso che il diritto romano ha avuto sul Rinascimento europeo. Ma al Dott. Giordano la storia non piace, o forse la considera ininfluente, chi lo sa.

Cerchiamo di riassumere il pensiero del Dott. Giordano: parlare di violenza di genere implica necessariamente una condanna del maschio in quanto entità fisica identificabile esclusivamente attraverso il sesso, quindi parlare di violenza di genere significa essere razzisti. Le femministe parlano di violenza di genere, quindi sono razziste.

Domanda: dove fa acqua questo ragionamento che sembra logico e incontestabile?

Qui: parlare di violenza di genere implica necessariamente una condanna di tutti i maschi. Non è vero! Ma chi l’ha mai sostenuto? Dove? Quando? (Adesso sono io quella enfatica… smetto subito)

Postulare che, siccome esiste una violenza di genere, che coinvolge un certo numero di invidui, allora tutti i maschi sono condannabili a priori sulla base di una “genetica teoria della violenza”, è assurdo come sostenere che siccome c’è stato l’Olocausto tutti i tedeschi erano antisemiti. E’ una banalizzazione. E nessuno ha mai sostenuto una banalità del genere.

Ci sono degli individui a perpetrare le brutture umane. Ad uccidere le donne sono degli uomini, non tutti gli uomini. Uomini che agiscono spinti dall’odio verso le donne intese come categoria identificabile attraverso il sesso.

C’erano degli individui a rinchiudere delgi uomini nei lager nazisti, individui spinti dall’odio verso determinate categorie di uomini: ebrei, avversari politici, diversamente abili, zingari.

E’ chi perpetra la violenza che agisce sulla base di una spersonalizzazione degli individui, non chi la subisce. E, se le cifre dei femminicidi non possono essere negate, vuol dire che ci sono degli individui che non percepiscono le donne come esseri umani, ma come una categoria sulla quale sfogare la propria personale moderna frustrazione.

Chi parla di violenza di genere non è contro i maschi, ma cerca di difendere le donne. Non ribaltiamo la questione.

Come anni fa, ci ricordavano Covatta e Paolantoni.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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