Non scomodiamo Cesare Lombroso

Ultimamente mi capita di leggere il nome del Lombroso piuttosto spesso e piuttosto a sproposito.

Per quanto le teorie del Dottor Lombroso si siano rivelate scientificamente insostenibili, al suo lavoro va riconosciuto il merito di aver acceso l’interesse (oggi vivo più che mai) per la criminologia; non credo che il Dottore imaginasse che le sue teorie avrebero preso la piega che hanno poi preso grazie al nazionalsocialismo.

Il Dottor Lombroso viene chiamato in causa dai sostenitri del ddl 957-2454 per screditare chiunque sollevi delle obiezioni, ad esempio la giornalista de Il Manifesto Luisa Betti.

Dopo la campagna diffamatoria che ha seguito la pubblicazione degli articoli Pas? No mobbing genitoriale, dopo la campagna diffamatoria che la seguito la denuncia della prima (Quando chi scrive è a rischio), Luisa Betti coraggiosamente affronta l’argomento da un altro punto di vista, scendendo il campo per difendere la Senatrice Dalla Monica dagli attacchi personali degli aggueritissimi “padri separati”, che non hanno gradito la posizione del PD nei confronti del disegno d legge Serra-Maglietta (Fuori dal web chi istiga alla violenza).

Nonostante le esortazioni a mantenere il dibattito all’interno dei limiti dettati dal concetto di civile confronto, di civiltà nei commenti se ne riscontra, come al solito, ben poca.

Alcuni commenti:

“Chi nega che alineare un bambino è un abuso sull’infanzia è feccia.”

“in merito alla preparatissima giornalista che ha redatto questo articolo mi permetto solo di chiederle… ma i numeri da dove li ricava …. ve li manda il cern di ginevra?”

“Coloro che parlano di violenza sulle donne, e non della violenza, sono persone ipocrite.”

“gentile giornalista si ricordi e lo tenga presente che una menzogna anche se ripetuta 1,10 e 100 volte resta sempre una menzogna come sono delle mensogne strumentali i numeri che lei titra fuori”

“cioè essere giornalisti vi autorizza a parlare di tutto come se fosse tutto riconducibile al semplice raccontare fatti di cronaca rosa e o di oroscopi?”

“lei fa un minestrone unico… non so cosa fa nella vita e come si procura reddito…”

“La ringrazio per il fatto che il suo articolo presenti tante e tali sciocchezze sin dalle prime righe che non sarà necessario andare oltre per comprendere chi si ha davanti, perdendo solo tempo”

“E’ incredibile leggere certe considerazioni proprio qui sul manifesto.
Evidentemente il germe del politicamente corretto ha colpito anche qui, e come!
La violenza contro le donne è un problema serio ma quello che scrive Luisa Betti rasenta il nazismo. Si vergogni, come donna, madre, compagna mi dissocio totalmente da questa visione che se non fosse ridicola sarebbe drammatica.”

“Fuori dal giornalismo chi lo fa per interesse economico e per commissione.A buon intenditore poche parole.”

“gentile signora luisa non mi ha toccato particolarmente il cumulo di sciocchezze che racconta in questo articolo… resto solo in attesa di capire se è competente a parlare di certi argomenti e o è solo un esperta…”

“Vergogna, provo io solo vergogna per chi scrive queste cose.”

“Se esistono femministe buone, capiranno che è opportuno che si facciano da parte ed usino i giornali per denunciare pubblicamente le avvocate che con le calunnie hanno ormai irremediabilmente rovinato l’immagine pubblica del femminismo.”

Potrei andare avanti, ma rischierei di annoiare chi legge.

Perché le affermazioni dell giornalista Luisa Betti sono razziste o addirittura “naziste”? Perché parecchi articoli tirano in causa le teorie del Dottor Lombroso, accusando chiunque contesti il ddl 957-2454 di riportare l’Italia in un oscuro e crudele Medioevo? (Siamo tornati a Lombroso e cancellato cento anni di psicologia e cinquanta di psichiatria sistemica)

Gli screenshot, che la giornalista Luisa Betti pubblica per dimostrare che chiunque esprima liberamentei suoi dubbi sul disegno di legge in questione viene aggredito, vengono definiti menzogne. Peccato che non siano immagini truccate, o modificate: in che modo sono menzogneri?

Luisa Betti parla di violenza di genere, quindi è ipocrita: mente sapendo di mentire, perché la violenza di genere non esiste.

Allora come si spiega l’espressione Se esite una femminista buona? Scrivere che tutte le femministe sono cattive non esprime forse un pensiero profondamente dicriminatorio? Non identifica forse un genere (le femministe) attribuendogli determinate caratteristiche (non sono buone) senza alcuna considerazione per gli individui che ne fanno parte?

Ma razzista e nazista è la signora Betti, perché sosterrebbe che “tutti i maschi sono cattivi”, nonostante specifichi chiaramente che il suo articolo parla di Un piccolo esercito che rivendica l’essere padre non come fosse un lavoro di cura nei confronti dei figli, ma come un’identità in sé per sé, imprescindibile strumento di potere, un diritto inalienabile dell’adulto nei confronti della prole, a dispetto della madre, e sprezzante del genere femminile. Un piccolo esercito, come dire – in modo meno gentile -“quattro gatti”. Luisa Betti spiega chiaramente che il suo articolo non riguarda “tutti i maschi”. Sostenere il contrario è una mistificazione.

Mistificare: L’inganno o la mistificazione consistono (…) nella deformazione a proprio vantaggio della realtà altrui, Amedeo Benedetti, Decisione e persuasione per l’intelligence (e la politica), Genova, Erga, 2004, p. 13.

Lasciamo in pace il Dottor Lombroso, che con questa faccenda non c’entra proprio niente.

Qual è il vero nodo, attrorno al quale si è costruito ad arte il velo della bigenitorialità, la favola dei poveri bambini alienati?

Ce lo spiega uno degli aggressivi commentatori dell’articolo di Luisa Betti:

“a un ex coniuge cos se ne dovrebbe importare della miseria dove casca una donna dopo una separazione… gli ex m(A)r(I)ti non sono assistenti socilai… ognuno è cusa della poverta dove cade suo malgrado e l’assegn o divorzile (S)pero che presto venga abolito nel 100% dei casi”

Gli uomini separati italiani non collaborano economicamente dopo il divorzio, questo lo dicono le statistiche e le cause in Tribunale per mancato mantenimento (mancato mantenimento, ovvero non sentono il bisogno di dare un euro per i loro figli).

Il disegno di legge 957-2454 sostiene che il mantenimento diretto potrebbe stimolare i padri (lo spiega nell’introduzione), i quali, sentendosi direttamente coinvolti con l’attribuzione di capitoli di spesa, si deciderebbero a contribuire economicamente alla vita dei loro figli; questo presuppone che il loro essere restii a pagare dipenda esclusivamente dal non poter esercitare il controllo diretto su come i soldi vengono utilizzati (stiamo sempre parlando di  esigenze dei figli, è chiaro): in parole povere questi padri inadempienti non vogliono dare in mano i soldi alla ex moglie, perché questo implicherebbe lasciarla libera di gestire i loro soldi, decidendo in autonomia delle esigenze dei figli.

Ecco come questi padri si sentono stimolati dal mantenimnto diretto: “a un ex coniuge cos se ne dovrebbe importare della miseria dove casca una donna dopo una separazione… gli ex m(A)r(I)ti non sono assistenti socilai… ognuno è cusa della poverta dove cade suo malgrado e l’assegn o divorzile (S)pero che presto venga abolito nel 100% dei casi”

Aggiungo solo: meno male che parliamo di quattro gatti, meno male che i padri separati non sono tutti così, e, a maggior ragione, gli uomini (intesi come categoria identificabile attraverso il sesso) non sono affatto così.

E’ giusto che questi quattro gatti decidano per tutti?


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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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