L’ingrata Marissa

Pochi giorni fa l’annuncio: è una donna ed è incinta il nuovo CEO di Yahoo.

CEO, ovvero chief executive officer, ovvero direttore generale, ovvero:

E quasi immediatamente, una importante precisazione: I don’t think that I would consider myself a feminist. E aggiunge: I do think that feminism has become in many ways a more negative word. You know, there are amazing opportunities all over the world for women, and I think that there is more good that comes out of positive energy around that than comes out of negative energy.

Marissa Meyer, CEO di Yahoo, precisa però: I think that I certainly believe in equal rights, I believe that women are just as capable (Ovviamente credo nella parità dei diritti e nel fatto che le donne sono competenti come gli uomini).

Mi domando: questo cos’è, se non il succo del movimento femminista?

Andiamo a vedere cosa Marissa Meyer non apprezza del femminismo e perché, secondo lei, oggi la parola femminismo ha assunto una connotazione negativa: I don’t have the militant drive (lo spirito attivista) and the sort of, the chip on the shoulder (il risentimento) that sometimes comes with that.

Risentimento: Il risentimento (o rancore) è un’emozione data da un misto di rabbia e desiderio di rivalsa, protratto nel tempo, che si prova come conseguenza di un torto subito, sia esso reale o immaginario.

Eccolo di nuovo: lo stereotipo della femminista acida, che cova rancore per immaginari torti subiti e che, se non ottiene ciò che desidera, è solo perché ossessionata dal pensiero negativo, che le impedisce di cogliere le meravigliose opportunità (there are amazing opportunities all over the world for women) che il mondo in realtà le offre.

Uno stereotipo che, una donna come Marissa Meyer, donna in un ristretto club di uomini (nel mondo della tecnologia le donne si contano sulle dita di una mano, Meg Whitman, capo di Hewlett-Packard, Virginia Rometty, al vertice di IBM e Sheryl Sandberg, numero due di Facebook dietro a Zuckerberg) accetta e diffonde, dimentica del fatto che se non fosse per i 200 anni di femminismo militante e rancoroso, lei non sarebbe lì.

Il New York Times aveva reagito così alla sua nomina: it was a good day for women in Silicon Valley — and women in business everywhere — when Marissa Mayer, 37, became chief executive of Yahoo and announced that she is seven months pregnant… There remain distressingly few women among Silicon Valley engineers, start-up entrepreneurs, venture capitalists and computer science and engineering majors, for reasons including the technology industry’s girl-repelling image problem, the tiny number of powerful women role models and the insular Silicon Valley deal-making boys’ club… Ms. Mayer is a role model who will be closely watched…

Si, Ms Meyer sarebbe davvero un meraviglioso modello cui ispirarsi, e probabilmente lo è, in parte, se non consideriamo l’ingrata dichiarazione: io non sono femminista.

Ms Meyer dovrebbe riconoscere onestamente che la sua nomina a CEO ha fatto scalpore proprio perché questo, ancora, non è un mondo pieno di rosee opportunità per le donne, e soprattutto per le madri lavoratrici, e che non ha raggiunto la posizione che ha raggiunto solo grazie al pensiero positivo, ma grazie all’impegno di tutte quelle femministe che si sono battute e si battono ancora oggi affinché le donne meritevoli trovino la giusta collocazione nel mondo del lavoro.

E’ importante che Marissa Meyer abbia risposto alle femministe felici della sua nomina prendendo le distenze dalla parola femminista e dichiarando che femminismo è una parola negativa?

Si, è importante. Al di là dell’ingratitudine, Marissa Meyer ci dimostra con questa dichiarazione che una donna, per entrare a far parte di quel boys’club che è il mondo del lavoro, deve condividerne gli stereotipi di genere.

Una piccola nota: di cosa discutono le donne italiane a proposito della nomina di Marissa Meyer? Si chiedono preoccupate: come il fa il marito di Marissa a sopportare il suo successo?

Questa, non la commento nemmeno.

Annunci

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in attualità e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a L’ingrata Marissa

  1. Paolo1984 ha detto:

    oltre a riflettere su quanto è “ingrata” la Mayer, sarebbe bene chiedersi come mai delle donne anche emancipate non si considerano o non si dichiarano “femministe”..sono tutte ingrate, seguono un “pensiero maschile” (e vorrei capire poi cos’è questo pensiero maschile..)? Il femminismo come ogni movimento di liberazione ha diverse correnti e anche i suoi estremismi in cui molte donne magari non si riconoscono (anche la Mayer mi pare che abbia detto che solo a volte il risentimento si accompagna all’attivismo, non sempre). E comunque a me pare un fatto che spesso il femminismo viene percepito (non sempre a torto) come “giudicante” e prescrittivo verso alcune donne, cioè quelle donne che magari non vogliono rinunciare ad un po’ di vanità, ad essere anche seducenti o che semplicemente fanno delle scelte familiari o lavorative o affettive giudicate da un’ottica femminista “classica” come “poco emancipate”.
    Secondo me bisogna tenere presente che non esiste il femminismo, ma i femminismi (pensiamo a tutto il dibattito tra femminismo “dell’uguaglianza” e pensiero della differenza, o le posizioni diverse che si registrano nel femminismo riguardo alla pornografia, tanto per fare un esempio) e un’altra cosa: il femminismo si è battuto per tutte le donne o solo per quelle che si dichiarano femministe? Secondo me si è battuto afinchè ogni donna potesse realizzare se stessa nella maniera e negli ambiti che preferiva quindi la nomina di Marissa Mayer è comunque una bella notizia. E secondo me pure lei è grata al movimento di emancipazione femminile, frse non condivide cert radicalismi tipici di una parte del femminismo nordamericano

    • Quello che mi chiedo io è come mai la Meyer ritenga che “il mondo sia pieno di occasioni per le donne”, quando proprio nel suo ambito professionale le donne sono rarissime… Come mai il New York Times denunci una tendenza della Silicon Valley ad emarginare i talenti di sesso femminile e la Meyer sembra non averlo mai notato…
      Io non condanno la Meyer e sono felicissima della sua nomina, ma seppure il femminismo non è, come noti tu, un movimento omogeneo ma portatore di tanti messagi, a volte annche in contrasto tra loro, su tutti il primo e il più importante obiettivo è ottenere la pari dignità, la parità sociale, politica ed economica tra i sessi: chiunque vi creda può definirsi femminista.
      .

      • Paolo1984 ha detto:

        Quello che mi chiedo io è come mai la Meyer ritenga che “il mondo sia pieno di occasioni per le donne”

        mah..bisognerebbe chiederlo a lei, sarà una molto ottimista

      • Paolo1984 ha detto:

        comunque non so se la Mayer sarebbe così ottimista se fosse italiana

      • Se fosse italiana probabilmente si lamenterebbe, come la Fornero!

      • A volte le persone dimenticano di guardare al di là del loro naso… Ragionando per analogia: il fatto che io non sia su una sedia a rotelle non implica che io non mi possa indignare per le barriere architettoniche! Allo stesso modo, anche se non sono stata discriminata perché donna e madre, non dovrei dimenticarmi di spalleggiare chi manifesta il problema…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...