Come esprimere un concetto e il suo esatto contrario nella medesima intervista

Con coerenza, la linguistica testuale identifica la relazione che lega i significati degli enunciati che formano un testo. La coerenza, quindi, ha a che fare con la semantica: si analizzano i significati dei singoli enunciati che compongono un testo, alla luce della produzione di un senso del testo nel suo complesso.

Un testo “produce senso” quando c’è continuità, ovvero una relazione coerente, fra gli enunciati che lo compongono, fra le espressioni testuali e le porzioni di sapere che attivano.

Oggi ho letto un’ intervista che ha messo veramente in crisi il mio concetto di coerenza testuale.

A parlare è la Dott.ssa Valentina Peloso Morana, psicologa investigativa, psicoterapeuta e scrittrice, che si occupa da più di venti anni di violenza e dal 2000 di diritti dell’infanzia. E’ autrice di “La pandemia dei cervelli pedofili” (Armando Editore), collabora con l’Istituto Psyché di Trieste ed è responsabile del Dipartimento Infanzia e Famiglia di Italia Dei Valori del Friuli Venezia Giulia. Il tema è: i diritti femminili, la parità tra i sessi e la violenza sulle donne.

Partiamo dal primo enunciato della Dott.ssa Peloso Morana: Il pensiero maschile è quello che gestisce la nostra società. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi e si sintetizzano in due concetti: sesso e soldi. Su questo ha costruito molte strutture di potere.I maschi da sempre hanno cercato di sopprimere il pensiero femminile, in un’ottica di dominio. Il concetto: questa è una società gestita dal pensiero maschile che sopprime il pensiero femminile. La Dottoressa ha usato il tempo presente, quindi sta parlando di qualcosa che è oggi, che è attuale.

Poi ci spiega il pensiero femminile: Anche le origini del pensiero femminile si perdono nella notte dei tempi. Basti pensare a donne come Maria Maddalena che girava con i capelli sciolti in un’epoca e in un luogo dove le donne portavano il foulard. Ancora oggi lo portano. Ma possiamo andare indietro fino a Ipazia d’Alessandria, la regina Nefertiti e ancora indietro. Si tratta di un pensiero di libertà e condivisione. Perciò trasgressivo al pensiero maschile. In parole semplici: le donne, da tempo immemorabile, cercano di emanciparsi (pensiero di libertà) dal ruolo gregario imposto loro da una società dominata dal maschio.

Fin qui tutto chiaro. Poi all’improvviso, due personaggi nuovi: l’uomo, in contrapposizione al maschio (al pensiero maschile), e la donna, in contrapposizione alla femmina (al pensiero femminile):  Gli uomini, diversamente dai maschi, sono esseri completi che cercano la condivisione e non il controllo delle donne. Le femmine, diversamente dalle donne, che sono esseri completi, sono concentrate sui soldi e sul sesso, come i maschi.

Ma come? Non aveva detto poche righe prima che quando si parla di pensiero femminile si tratta di un pensiero di libertà e condivisione? Da dove sbucano queste femmine concentrate su sesso e soldi? Hanno a che fare con Nefertiti e Maddalena? E questi uomini completi, che cercano la condivisione e non il controllo, che ruolo ricoprono in una società dominata da un pensiero maschile dedito a sottomettere le donne? Si allineano? Si oppongono? In che punto della storia sono comparsi, quanti secoli dopo Nefertiti?

Continua la Dott.ssa Peloso Morana: la discriminazione femminile in Italia quasi tutti se la portano sulla pelle e negli sguardi. Per non parlare delle parole. E questo riguarda anche le donne. Mi viene spontanea una domanda: se è discriminazione femminile, chi dovrebbe riguardare se non le donne? Poi rifletto: eh no, donne e femmine sono due cose diverse: le femmine sono quelle concentrate su sesso e soldi, sono quelle che si oppongono al pensiero maschile che cerca di sottomettere le donne (e forse anche le femmine), o forse le femmine (e anche le donne)… Insomma, mi sono già persa.

Subito dopo: In tema di occupazione le donne sono messe malissimo, come i giovani, mentre in tema di famiglia c’è uno sbilanciamento scandaloso a loro favore, soprattutto nelle separazioni con figli. Cose che dovrebbero far riflettere. Soprattutto le cosiddette femministe. Contro la violenza sessuale vedo solo tanti movimenti corporei scomposti e tanta ideologia. In sintesi, chiacchiere per arieggiare il palato.

In poche righe, una marea di concetti: le donne (non le femmine, quelle che puntano ai soldi) sono mal messe per ciò che riguarda il lavoro. Questo è facile: le donne occupate sono  il 47,2% della popolazione di riferimento, gli uomini il 70,3%; inoltre le donne guadagnano meno a parità di mansione con gli uomini, ci raccontano sempre le statistiche.

Ma: lo sbilanciamento in loro favore in tema di famiglia come si spiega? Il fatto che la famiglia sia tutta sulle spalle della donna è un punto a favore delle donne? Davvero? Oppure stiamo entrando nel merito della polemica sul “vero affido condiviso”?

Poi: le femministe arieggiano il palato. E la Dott.ssa Peloso Morana ci spiega cosa sono le femministe:

Le cosiddette femministe sono femmine, per lo più lesbiche nell’ombra, che trovano il loro corrispettivo violento opposto nei maschi e, infatti, con questi si scontrano. Il loro è un pensiero di contrapposizione al pensiero maschile ma nella stessa dinamica. Attaccano i pensieri e le azioni dei maschi proponendo la stessa cosa al femminile. Non propongono qualcosa di totalmente diverso, ma la stessa cosa versione gonnella. No grazie. Cercano di imporre il loro pensiero che è retrogrado e attaccano tutte le donne e tutti gli uomini che propongono un modello di condivisione, usando la rete e i giornali agendo atti compatibili con il cyberstalking, che è una nuova emergenza, praticato sempre più da femmine.

Da questo punto dell’intervista in poi, lo confesso, sono andata avanti con estrema difficoltà. Quando ho letto: le femministe sono femmine (quindi non donne) per lo più lesbiche nell’ombra, sono tornata a rileggermi tutti i titoli della Dott.ssa Peloso Morana: psicologa investigativa, psicoterapeuta e scrittrice, si occupa da più di venti anni di violenza e dal 2000 di diritti dell’infanzia; è autrice di “La pandemia dei cervelli pedofili” (Armando Editore), collabora con l’Istituto Psyché di Trieste ed è responsabile del Dipartimento Infanzia e Famiglia di Italia Dei Valori del Friuli Venezia Giulia.

E mi è venuta la più spontanea delle osservazioni: il peggiore dei mali di questo paese è la totale assenza di meritocrazia.

Dove avrà investigato la psicologa Peloso Morana, per partire da un pensiero femminile di libertà e condivisione, attraverso il concetto di femmine e maschi ossessionati da sesso e soldi, per arrivare alle femministe lesbiche nell’ombra? Nell’ombra di chi, di che cosa?

E soprattutto, considerato che il tema dell’intervista era i diritti femminili, la parità tra i sessi e la violenza sulle donne, perché  ha sentito il bisogno di farci entrare la separazione con figli e la bigenitorialità? Sostiene forse, la Dott.ssa Peloso Morana, che in una società – parole sue – gestita dal pensiero maschile, in cui tutti si portano sulla pelle la discriminazione femminile, la violenza sulle donne è causata da un pensiero femminista retrogrado e violento che attacca le donne e gli uomini in seno alla famiglia, generando il drammatico fenomeno dei padri separati?

Il pensiero maschile, supportato dalle gonnelle delle cosiddette (le femministe), ha prodotto il fenomeno dei papà separati che è un vero e proprio allarme sociale.
Insomma, il vero problema sono i poveri padri separati, non la violenza sulle donne. I padri separati sono le vere vittime della discriminazione. E quella discriminazione femminile cui aveva accennato poche righe sopra?

La conclusione di questo guazzabuglio? Eccola:

Il mondo è intriso di violenza di tutti i tipi, dunque anche le famiglie italiane… Mi pare chiaro che la violenza non ha genere. Solo chi porta i paraocchi come i cavalli da tiro non lo vede e parla di omicidi di donne come se esistesse “solo” questo. Usano un termine che ha senso nei paesi stranieri dove è nato, ma non in Italia, dove abbiamo avuto negli settanta e ottanta un movimento femminile che ha portato tante conquiste come l’aborto e i consultori familiari. Noi dobbiamo proseguire, non arretrare. La violenza è tutta brutta ma solo guardandola in faccia la possiamo eliminare.

La violenza è tutta brutta, il mondo è intriso di violenza… Banalità esasperanti! Ma questo perché, probabilmente, io non mi rendo conto di essere un cavallo da tiro.

In Italia la violenza di genere non esiste, ci ha dimostrato la Dott.ssa Peloso Morana: perché la società è dominata dal pensiero maschile e violentata da femministe lesbiche che agiscono nell’ombra, mentre poveri uomini e donne portatori di un messaggio di condivisione (messaggio che trova la sua massima espressione nella bigenitorialità e il “vero affido condiviso”) soffrono, vengono picchiati ed uccisi. Meno male che ci sono i consultori, nei quali possiamo incontrare persone con le idee chiare come la Dott.ssa Peloso Morana.

In barba alla coerenza testuale.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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6 risposte a Come esprimere un concetto e il suo esatto contrario nella medesima intervista

  1. Paolo1984 ha detto:

    mi pare che la signora abbia le idee confuse: innanzitutto essere concentrati su sesso e soldi mi pare che sia una cosa che riguarda uomini e donne o maschi e femmine (sinceramente non condivido la dicotomia maschio/femmina = cattivo, donna/uomo = buono, ma vabbè sono opinioni mie) e poi quando parla delle femministe forse dovrebbe dire di quali femministe parla. Comunque nellintervista afferma anche questo: “esistono femmine che gli stupri se li inventano, come inventano gravidanze e cose simili.”..ora non entro nel merito delle false denunce di violenza (non nego che esistano ma credo che non siano tantissime e sopratutto il più delle volte vengono smascherate) ma come cavolo si fa a simulare una gravidanza? O sei incinta o non lo sei, che fai, simuli il pancione con dei cuscini?? L’inganno viene fuori subito..se poi si hanno dubbi sulla paternità c’è il test del DNA.

  2. teresa ha detto:

    La frase della Peloso “Basti pensare a donne come Maria Maddalena che girava con i capelli sciolti in un’epoca e in un luogo dove le donne portavano il foulard” fa schiantare dal ridere. E ai piedi la Maddalena cosa portava? Gli stivali da cowboy?

  3. teresa ha detto:

    Prima ho dimenticato di fare i complimenti all’autrice del blog: è fantastico! Continua così perché ti seguiamo in tantissimi e ti ammiriamo.

  4. maria serena ha detto:

    forse mi sbaglio. ma i consultori non sono proprio una conquista-invenzione femminista? le lobby dei padri separati (quelli a cui non interessa nulla dei figli,ma vogliono solo vendicarsi di ex mogli resesi indipendenti) non sono i primi a volerli eliminare? e lei non difende i papini dalle femministe? e poi difende anche i consultori che invece incoraggiano le donne maltrattate a denunciare e scappare coi figli?…..beh,dire confusa è un po’ pochino…..pora stella….
    P.S.ho notizie del ricciocorno in Finlandia,può essere?

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