Riguardo l’articolo pubblicità ingannevole

Mi sembra giusto riportare il comunicato stampa del gruppo Bigenitorialità Assente riguardo la manifestazione del 4 ottobre 2012.

Manifestazione Roma, 4 ottobre 2012

Comunicato Stampa, 23 agosto 2012

Bigenitorialità Assente (gruppo di donne separate e madri provenienti da diverse regioni italiane) è orientata a dare voce alle madri italiane che necessitano di ricevere un maggior aiuto e supporto nella crescita dei figli prima e dopo la separazione. A noi preme sostenere tutte  quelle donne che quotidianamente sostengono, proteggono e curano i figli.

Si continua a parlare dei casi in cui le madri manipolano i figli per allontanarli dai padri e mai dei padri che rifiutano di assumersi le loro responsabilità rispetto alla crescita dei figli. ISTAT e  Caritas conoscono da vicino il disagio economico delle madri, i casi di violenza non sempre vengono tempestivamente denunciati ai centri antiviolenza e sovente le violenze proseguono anche dopo la separazione. Violenze agevolate anche dal diritto di visita ai figli. La diagnosi di PAS (vd. Sindrome da alienazione genitoriale) viene spesso eseguita senza la necessità dello specialista di parte di incontrare la madre e il bambino, quindi vi è in gioco sempre un alto rischio di strumentalizzazione nei casi di violenza e abuso. Senza tener conto di quanto possa essere emotivamente devastante per un bambino doversi sottoporre a controlli o visite specialistiche a causa dell’egoismo di un genitore, a suo volta mai cresciuto.

Si parla di false denunce per violenze subite, ma di fatto volendo essere obiettivi, al Senato arriva un unico documento frutto di valutazioni e di commenti dei Magistrati ed esperti di settore e non certo da superficiali considerazioni. Gravi i casi in cui ci sono violenze fisiche e morali a danno delle madri, a danno dei figli, senza contare di quanti si astengono a versare l’assegno di mantenimento. Sappiamo che l’assegno di mantenimento agita particolarmente i padri separati, tanto da arrivare a diffamare le ex mogli per questo motivo anche a distanza anche virtualmente, utilizzando termini e mostrando link con l’unico scopo di fomentare ed innescare tormenti mediatici. Un famoso social network raccoglie quotidianamente “vivaci” commenti, che volendo approfondire si rivelano poi essere calunnie, ingiurie, intimidazioni, diffamazioni.

Vi Aspettiamo numerosi ilgiorno 4 ottobre 2012 – Piazza Montecitorio, ROMA – certe di trovare solidarietà e sostegno in associazioni sensibili al reale e concreto disagio delle donne madri separate italiane.

Un saluto cordiale.

Immacolata Cusmai Responsabile e Coordinatrice – Bigenitorialità Assente

Anna Consoli – Ufficio Stampa – Bigenitorialità Assente

Mi sembra chiaro, ormai, che si tratta di due manifestazioni ben distinte.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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2 risposte a Riguardo l’articolo pubblicità ingannevole

  1. Nella ha detto:

    Nestola si fa pubblicità screditando le MAMME che scenderanno in piazza Montecitorio il 4 ottobre: http://www.adiantum.it/public/3094-pantheon,-4-ottobre–cosa-nascondono-i-maldestri-tentativi-di-boicottaggio–.asp

    https://www.facebook.com/notes/giannetto-furlan/la-prova-della-malafede-delle-associazioni-dei-padri-separati/351291328286184:
    LA PROVA DELLA MALAFEDE DELLE ASSOCIAZIONI DEI PADRI SEPARATI.
    pubblicata da Giannetto Furlan il giorno Martedì 28 agosto 2012 alle ore 13.43 ·

    Dal febbraio 2011 stiamo divulgando il link della sentenza della Cassazione penale (250/2011) che sancisce che la strumentalizzazione del figlio contro l’altro genitore si configura come reato (maltrattamenti psicologici, Art. 572 del CP). La sentenza è di fine gennaio, quindi già ampiamente nota alle loro associazioni prima che la trovassimo noi; con tutti gli avvocati che hanno al loro servizio riescono a sapere in notevole anticipo ciò che si muove nel mondo giuridico.È questa una sentenza che loro, amanti delle denunce e delle querele contro chiunque, dovrebbero sbandierare: giustizia è fatta; la madre che manipola il figlio mettendolo contro il padre commette un reato. E invece sui loro siti e blog, sempre solleciti a pubblicare articoli contro le donne e le madri, questa notizia non compare. Evidentemente la denuncia a loro non piace, continuano a battere il tasto della PAS, preferiscono la falsa malattia alla denuncia. Vediamo di capirne i motivi.

    1) Il mito della PAS è, per tutti coloro che ruotano intorno alle famiglie che si separano (avvocati matrimonialisti, CTU, psicologi, consulenti, criminologi, ecc), la classica gallina dalle uova d’oro, lo abbiamo già scritto; se si cominciasse a fare denunce perderebbero questo lucroso affare. Una causa di separazione in cui viene tirata in ballo la PAS ha dei costi notevoli, che in quanche caso divengono allucinanti (il caso dei 148.000 euro); per non parlare di tutti i convegni e i corsi di formazione sulla PAS che rappresentano un’altra importante entrata per queste associazioni. So di parcelle consistenti, richieste da consulenti che diagnosticano la PAS a madri e figli senza nemmeno conoscerli; so di consulenti che da quando sono diventati esperti di PAS hanno un tenore di vita che prima si sognavano.

    2) Al mito della PAS è collegato l’altro affare messo in piedi, quello dei centri di mediazione familiare; fate una ricerca con Google e saprete chi sono. Allo stato attuale della normativa nessuno dei cosiddetti mediatori familiari ha le carte in regola; per il semplice motivo che la figura professionale del mediatore familiare attende ancora una legge che la regolamenti, che istituisca i corsi universitari per formare i mediatori familiari, manca un Albo pubblico dei mediatori familiari, soprattutto non esiste l’incompatibilità tra il riuolo dimediatore familiare a altri ruoli professionali. Insomma è tutto da costruire; in questo vuoto legislativo si sono inseriti gli attuali centri di mediazione familiare. La formazione attuale è svolta da privati che si sono inventati il mestiere; non c’è alcun riconoscimento giuridico. Poiché l’ideologia che li sostiene è quella della PAS non è difficile immaginare in che direzione orientano la mediazione familiare; in alcuni centri si ritrovano padri separati che hanno avuto una separazione conflittuale della quale portano ancora vivo il trauma, magari non hanno avuto l’affidamento dei figli, ecc.

    Onestamente, chi affiderebbe il proprio destino a chi è ancora emotivamente coinvolto nella propria vicenda separativa, al punto, lo vediamo in internet, da avere una posizione fin troppo definita contro le donne e le madri? E poi, premiata ditta separati & affini: come mai tutta questa insistenza sui vostri blog perché siano tolti i finanziamenti ai Centri antiviolenza e dirottati ai vostri centri di mediazione familiare? Se la logica è ancora logica le due cose non sono intercambiabili. Non è che volete che spariscano i Centro antiviolenza così le donne sono ancora più sole e le potete menare per bene senza rischi?

    3) Ma la denuncia non piace loro anche per un terzo motivo; il processo penale riconosce all’imputato il diritto di difesa. Da un processo si può uscire condannati, con possibilità di ricorrere in appello, ma si può anche uscire assolti; e in caso di assoluzione, se cioè il processo conferma che non c’è stata manipolazione dei figli da parte della madre, si dovrà cercare per davvero il motivo del rifiuto dei figli di incontrare il padre. È forse questa la paura delle associazioni dei padri separati? Che le madri vengano riconosciute innocenti e si debba davvero cercare il vero motivo del rifiuto espresso dai figli? Sarà per questo che a loro piace tanto la PAS? La falsa malattia che condanna le madri e mette i figli in istituto senza possibilità di difesa e senza appello?

  2. La possibilità che un genitore condizioni i rapporti di un figlio con l’altro genitore, è una possibilità che nessuno nega. Anche su questo blog sono arrivati commenti accorati “ma non avete a cuore il benessere dei bambini?” come se l’unica forma esistente di violenza su minore fosse questo genere di manipolazione. E i casi in cui un minore è veramente abusato da un genitore?
    Tutte le testimonianze infantili di abusi probabilmente non sono vere (sicuramente non a priori), ma parecchie, purtroppo, lo sono. Come mai tutta questa attenzione sui falsi abusi e così poca attenzione dedicata a tutelare il minore dagli abusi veri?
    Quello che ho criticato e critico è la PAS di Gardner; solo il fatto che i suoi stessi sostenitori, messi alle strette, regiscono sempre “non chiamiamola PAS, chiamatela in altro modo se vi infastidisce” – come se si parlasse di dare un nome pittoresco ad una nuova ondata di caldo – dimostra la scarsa fondatezza scientifica della faccenda; è ai testi di Gardner che pretendono di fare riferimento, e quelli sono senza valore.
    Mi sembra giusto che le madri manifestino contro una patologia creata da uno che ha sostenuto l’esistenza un “innata” propensione della madre (della donna) a programmare il figlio contro il padre pretendendo di non essere sessista. La sindrome della madre malevola
    http://associazioni.comune.firenze.it/crescereinsieme/articoli/turkat.htm non è sessista? A me sembra francamente impossibile che questi “studiosi” affermino di non aver mai rilevato un padre malevolo (come l’esimio Turkat).
    Già solo per il titolo “La sindrome della madre malevola” dovrebbe essere accolta da sonore risate.
    Qualcuno pubblicherebbe mai un libro intitolato “la dimostrazione scientifica della taccagneria dei Giudei”, o “misurazioni nasali: riconosci il bugiardo”?

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