La contraddizione di chi predica bigenitorialità e contemporaneamente PAS

Si professano numi tutelari dei bambini, e sostengono a gran voce il diritto del minore ad avere due genitori, ma di fatto l’applicazione della teoria del Dott. Gardner, la cosiddetta Sindrome da Alienazione Genitoriale, spesso priva il minore di entrambi i genitori, costringendolo a lunghi e destabilizzanti periodi di “prigionia” in strutture dedicate; la giustificazione di questa scelta è la necessità tutelarlo dal “conflitto genitoriale” o dal “genitore alienante”.

Interrogazione Pedica (IDV) Al Ministro della giustizia 

Premesso che: con legge 27 maggio 1991, n. 176, l’Italia ha ratificato e dato esecuzione alla Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo, stipulata a New York dai Paesi aderenti all’ONU il 20 novembre 1989; la predetta Convenzione, all’articolo 3, comma 1, recita:

“in tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza sia delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente”;

risulta all’interrogante che nelle separazioni conflittuali alcuni giudici del Tribunale dei minori di Roma, negli ultimi tempi, avrebbero fortemente penalizzato i genitori idonei e con i quali i figli hanno il legame affettivo più forte; in particolare questi giudici si distinguerebbero, come sottolineato da numerosi atti di sindacato ispettivo presentati negli ultimi anni, per sentenze nelle quali i figli che hanno un forte legame con uno solo dei due genitori verrebbero separati da loro e collocati in case famiglia con forti restrizioni nelle visite e, in diversi casi, anche con l’interruzione di qualsiasi rapporto affettivo con il genitore con cui sono cresciuti e i suoi familiari;

il Comitato “Vittime della giustizia minorile” ha segnalato all’interrogante diversi casi nei quali le relazioni dei consulenti tecnici del Tribunale o dei periti di parte non sarebbero state prese in considerazione dai giudici e, laddove si sconsigliava la separazione dei figli dalle madri per i gravi traumi che questo avrebbe comportato, i bambini sarebbero stati comunque tolti loro e collocati in case famiglia;

tale quadro potrebbe indicare la sussistenza di un problema che oggi affligge numerosi genitori, i quali risulterebbero in qualche modo vittime di una controversa interpretazione della legge n. 54 del 2006 sull’affido condiviso, o di imperizia del collegio giudicante, poiché, sebbene per il perseguimento dell’ammirevole scopo di dare al bambino entrambi i genitori, di fatto si addiverrebbe al risultato di rendere il minore “orfano” per decreto del giudice e con metodologie spesso contrarie ai più elementari principi di tutela e rispetto nei confronti dei minori.

I guru della PAS sostengono a gran voce che Più a lungo i figli restano sotto l’influenza e il controllo psicologico del genitore alienante, maggiore è il danno psicologico di cui è vittima il bambino: il bambino va sottratto al genitore alienante ed affidato al genitore alienato.

Questi bambini sottratti risultano però – come riporta l’interrogazione della quale ho citato l’incipit a proposito di uno specifico caso esemplare – bambini che a scuola vanno bene e che vivono serenamente con la madre; manifestano un unico “sintomo”: il rifiuto della figura paterna (ha motivato le sue determinazioni imputando alla signora P. ed alla famiglia materna la responsabilità del “tentativo, fin qui riuscito, di escludere del tutto la figura paterna dalla vita del figlio” rilevando la necessità di interrompere “al più presto questo legame malato” tra madre e figlio: un figlio che rifiuta uno dei genitori è necessariamente malato, e malato è anche il genitore che invece gode della fiducia e dell’affetto del figlio)

Quello che io mi domando: come è possibile che una sindrome si manifesti con una serie di sintomi tutti riconducibili al semplice fatto che un figlio riconosca un unico punto di riferimento affettivo?

Come è possibile che un minore, vittima di un genitore affetto da un Disturbo della personalità narcisisticamente organizzato (la patologia che affligerebbe il genitore alienante, secondo i pas-ologi), probabile vittima della medesima grave patologia (in quanto trasmessa dal genitore alienante), appaia come un bambino sereno, con rapporti sociali normali nella scuola e nelle attività extrascolastiche?

La caratteristica essenziale del Disturbo Narcisistico di Personalità è un quadro pervasivo di grandiosità, necessità di ammirazione, e mancanza di empatia, che comincia entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti. Grandiosità: gli individui con questo disturbo  sovrastimano le proprie capacità, ed esagerano i propri talenti, apparendo spesso vanagloriosi e presuntuosi. Necessità di ammirazione: gli individui con questo disturbo generalmente richiedono eccessiva ammirazione  Si aspettano di venire soddisfatti, e quando questo non accade sono sconcertati e furiosi.  Questo senso di diritto insieme alla mancanza di sensibilità per i desideri e le necessità degli altri (mancanza di empatia) possono sfociare nello sfruttamento degli altri cosciente o involontario.

Un disturbo narcisistico della personalità non passa inosservato.

E’ stato diagnosticato a queste madri alienanti il livello di degrado psicopatologico?

Questa interrogazione parlamentare denuncia che nei Tribunali è applicata una controversa interpretazione della legge n. 54 del 2006 sull’affido condiviso: basandosi sul principio che deve essere ad ogni costo tutelato il diritto del minore ad avere due genitori, il minore finisce col ritrovarsi completamente solo.

Predicare bigenitorialità e PAS contemporaneamente è come dichiararsi vegetariani dopo aver ingoiato una fiorentina: ipocrisia? Incoerenza? Bispensiero modello 1984?

Scegliete voi.

Non ci sono dubbi che la deprivazione prolungata di cure subita da un bambino può avere effetti gravi e prolungati sul suo carattere e in tal modo su tutta la vita futura. I bambini deprivati delle cure sopratutto materne, specialmente se cresciuti in istituzioni da un’età inferiore ai sette anni, possono essere colpiti nel loro sviluppo fisico, intellettuale, emozionale e sociale; inoltre un bambino emotivamente deprivato genera un circolo vizioso che si autoperpetua generando un genitore trascurante di domani”. John Bowlby

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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2 risposte a La contraddizione di chi predica bigenitorialità e contemporaneamente PAS

  1. gwyn ha detto:

    salve. può pubblicare anche quest’altra interrogazione contro la PAS di IDV da parte della sen. Carlino? poi c’è anche una interr orale urgente presentata dal consiglio regionale IDV toscana……vuole anche quella? grazie . la seguo sempre. saluti. Frida
    ATTO SENATO INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07513

    Dati di presentazione dell’atto Legislatura: 16

    Seduta di annuncio: 727 del 22/05/2012

    Firmatari

    Primo firmatario: CARLINO GIULIANA

    Gruppo: ITALIA DEI VALORI

    Data firma: 22/05/2012

    Destinatari Ministero destinatario:

    MINISTERO DELLA GIUSTIZIA MINISTERO DELLA SALUTE

    Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 22/05/2012

    Stato iter: IN CORSO

    Atto Senato

    Interrogazione a risposta scritta 4-07513 presentata da GIULIANA CARLINO martedì 22 maggio 2012, seduta n.727

    CARLINO – Ai Ministri della giustizia e della salute – Premesso che, per quanto risulta all’interrogante: nel gennaio 2011 un’assistente sociale, una dirigente dei servizi sociali ed una psicologa operanti presso l’Asl 6 di Livorno Bassa Val di Cornia, hanno inoltrato alla Corte d’appello di Firenze ed al Tribunale dei minori di Firenze, apposite relazioni in cui diagnosticavano la presunta e controversa sindrome della “parental alienation syndrome” (PAS) su una minore, proponendo con urgenza l’allontanamento della piccola dalla casa materna, dove tuttora è collocata, e la decadenza della patria potestà della genitrice; la madre ha proceduto ad una querela presso la Procura di Livorno (in data 11 aprile 2011), chiedendo al Sindaco e alla responsabile dei servizi sociali del Comune la sostituzione delle operatrici per il loro operato pregiudizievole e asserendone la mancanza di obiettività.

    Il pubblico ministero presso il Tribunale di Livorno chiedeva tuttavia l’archiviazione in quanto riteneva che le tre operatrici avessero esposto una valutazione professionale. La madre faceva opposizione alla richiesta di archiviazione (23 settembre 2011), argomentando come la valutazione professionale avesse incluso la diagnosi di una patologia non formalmente riconosciuta ed anzi oggetto di forte contestazione nella letteratura medico-scientifica sia in Italia che all’estero; in data 22 dicembre 2011 la dirigente dei servizi sociali e l’assistente sociale convocavano la piccola e la sua mamma allo scopo di fare un incontro protetto con il padre.

    Vista la reazione ostile e spaventata della bambina che, per l’ennesima volta, opponeva un netto rifiuto all’incontro con il padre, le due operatrici avrebbero provveduto a stilare una relazione in cui accusavano la madre di aver tenuto un comportamento non collaborativo.

    A giudizio della donna, invece, esse si sarebbero rivolte in maniera offensiva alla madre, la quale procedeva con ulteriori denunce e richieste di sostituzione. In data 29 marzo 2012, infine, il giudice delle indagini preliminari accoglieva la richiesta di archiviazione, accettando le motivazioni del pubblico ministero; va tenuta presente la circostanza che la bambina avrebbe confidato a più persone di avere subito molestie dal padre, ma il consulente tecnico d’ufficio, all’epoca incaricato di analizzare la situazione familiare, non aveva considerato credibile tale accusa. Anche sull’assunto di queste conclusioni, il PM di Pisa ha infatti chiesto e ottenuto l’archiviazione delle denunce di abuso; valutato che: si assiste sempre più frequentemente all’utilizzo, nella cause giudiziali di separazione, della citata PAS al fine di decidere sull’affidamento dei figli. Tale sindrome, tuttavia, non è comunemente riconosciuta come verificabile né attendibile da ampia parte della comunità scientifica internazionale.

    Per citare alcune importanti prese di posizione in materia, si evidenzia che nel marzo 2010 l’Associazione dei neuropsichiatri spagnoli ha criticato ufficialmente il suo uso, sia psichiatrico che giuridico, e lo stesso Governo spagnolo ha indirizzato una nota ai professionisti del settore, onde evitarne l’utilizzo. Negli Stati Uniti d’America i procuratori di Stato hanno adottato nel 2003 una risoluzione al fine di non utilizzare la PAS nelle cause di affidamento di minori; il Dipartimento di giustizia del Canada, infine, ha emanato una direttiva suggerendo di ricorrere ai normali strumenti processuali già esistenti, che offrirebbero maggiori garanzie di scientificità. La PAS, non a caso, è stata definita da uno studio commissionato dalla NDAA (la più grande associazione dei procuratori di Stato americani) come uno strumento utilizzabile da un genitore per screditare accuse di abuso sessuale da parte del figlio e del genitore alienante.

    Secondo tale associazione la PAS costituirebbe una teoria non dimostrata, potenzialmente in grado di minacciare l’integrità del sistema di giustizia penale e la sicurezza di bambini vittime di abusi; tale patologia non è, dunque, riconosciuta unanimemente nel panorama internazionale e neppure nel mondo scientifico italiano: nondimeno, essa viene sovente prospettata, ed utilizzata nei casi di contenziosi di separazione afferenti all’affidamento dei minori e, non di rado, ove vi siano bambini che lamentano violenze ricevute da uno dei genitori, si chiede di sapere:

    se il Ministro della giustizia non ritenga di dover valutare la possibilità di attivare il proprio potere ispettivo presso il Tribunale dei minorenni di Firenze, allo scopo esclusivo di accertare se i servizi giudiziari abbiano proceduto secondo le leggi, i regolamenti e le istruzioni vigenti;

    se il Ministro della salute consideri compatibile con i doveri professionali del personale operante presso l’Azienda sanitaria locale di Livorno l’aver proposto l’allontanamento di una minore dalla casa materna, su controverse basi informative, scientifiche e conoscitive. (4-07513)

  2. So che ce ne sono diverse di interogazioni sull’argomento… Temo più di tre.

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