La sottomissione

L’uomo deve incarnare la guida, la regola, l’autorevolezza. La donna deve uscire dalla logica dell’emancipazione e riabbracciare con gioia il ruolo dell’accoglienza e del servizio.

Sia chiaro: si deve. Lo dice Costanza Miriano.

Proprio qualche giorno fa citavo la lettera di Paolo ai Galati in tema di uguaglianza (Non vi è né Ebreo né Greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è più uomo né donna, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù) e trovo sia una curiosa coincidenza essere incappata nella signora Miriano.

Anche la signora Miriano fa riferimento a San Paolo e immagino intenda questo passo della lettera agli Efesini: «Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà  alla sua donna e i due formeranno una carne sola. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito.» (5,22-33).

Eh già, leggo il Vangelo. Anche la Bibbia. O i discorsi del Buddha. Ma a differenza della signora Miriano non sono convinta che in cielo si vada solo per raccomandazione, non cerco sempre dei canali preferenziali per arrivare al Capo Supremo, ma soprattutto se c’è chi  predica e chi razzola, e la signora Miriano afferma Io mi candido per la parte della predicatrice, che razzolare bene è troppo faticoso, io né predico né razzolo, ma su certe cose ci rifletto bene.

Ci rifletto così tanto che a volte mi sembro Manfredi nel film Per grazia ricevutaincapace di comprendere se mi interessa di più sbirciare sotto le gonne di Gerard Butler, comprare un rosario tibetano, iscrivermi ad un forum di studi biblici oppure fare tutte quante queste cose insieme… ovviamente solo nel caso in cui Gerard Butler fosse consenziente. Giusto per chiarire la mia posizione in merito.

Il suo post dal titolo La sottomissione si apre con un eloquente immagine, questa:

La coppia felice è la coppia primitiva, quella che torna alle origini. Quella che usa termini come sottomissione.

Sottomissione: (dal dizionario) riduzione a uno stato di dipendenza, di soggezione al dominio altrui. Sottomesso: soggetto al dominio, all’autorità di qlcu., privo di autonomia.

Spiega la signora Miriano: dobbiamo uscire dal linguaggio del mondo, che legge tutto nell’ottica del dominio, del potere… Anche noi quindi dobbiamo uscire dalla logica del potere, capovolgerla completamente…

Apprezzo l’impegno della signora Miriano nell’addentrarsi nei meandri delle Sacre Scritture, davvero. Io non mi ci metterei neanche. Eppure c’era quasi, secondo me, soprattutto quando parla di capovolgere la logica del potere.

Non pretendo di essere una teologa, ma di certo sono una inguaribile ottimista, e penso che la soluzione dei problemi non si possa mai trovare riproponendo il passato.

Il passato può insegnarci tanto, in primis a non commettere ossessivamente i medesimi errori, ma non esiste un felice passato al quale tornare. Non c’è mai stato un mondo perfetto popolato di temerari e coraggiosi Fred, di tenere e devote Wilma, circondati da un’aura di divina serenità.

Le parole si aggrappano al loro significato, ed è difficile separare la parola “sottomissione” dai concetti “dominio”, “autorità” e “dipendenza”…

Dove c’è sottomissione c’è dominio, ci sono un potere esercitato e un potere subito, e quando si parla di subire, quando si perde l’autonomia, non si può più parlare di libera scelta.

Gesù è stato un grande rivoluzionario, nonché il primo femminista della storia: se nel Talmud è scritto  Piuttosto che affidare la Torah ad una donna, essa andrebbe bruciata… Chi insegna a sua figlia la Torah è come se le insegnasse la lascivia, Gesù aveva addirittura delle discepole donne, che abbandonavano la famiglia per seguirlo, ed insegnava loro come insegnava agli Apostoli maschi. Conversava con loro, da pari a pari. Addirittura molte delle sue più importanti rivelazioni le fece a delle donne (è a Maria, sorella di Lazzaro che parla della sua prossima Resurrezione, a nessun altro). Più e più volte i Vangeli raccontano di come Gesù violasse le più elementari norme di comportamento, sfidando la società dell’epoca, e ostentasse di disapprovare tutte quelle leggi che relegavano la donna ebrea in uno stato di enorme inferiortà rispetto all’uomo (sempre il Talmud: Chi parla molto con una donna si attira verso di sé disgrazia, trascura la Legge, e, infine, guadagna l’Inferno); nel Vangelo di Giovanni c’è l’episodio della donna Samaritana presso il pozzo: Gesù parla con una donna, le parla in pubblico (ancora più grave per uno che si faceva chiamare Maestro), e sceglie una Samaritana per giunta, in un sol colpo fregandosene di discriminazione sessuale ed etnica e lasciando i suoi discepoli letteralmente a bocca aperta.

Altro che Pussy Riot. Difatti lo hanno crocefisso.

Poi, una volta morto lui… Come si dice: sono sempre i migliori che se ne vanno anzitempo.

Ma torniamo alla Miriano, alla lettera di San Paolo e alla sottomissione di chi predica ma non razzola.

Intanto la signora Miriano ci elenca i vantaggi dell’essere una donna sottomessa: ignoro se la mia auto possegga una ruota di scorta, ed eventualmente dove si nasconda, la subdola. Non ho la minima idea di come, attraverso quali misteriose vie la mia casa venga rifornita di energia elettrica, calore, gas. Posso guardare Sex and the city e trascorrere svariati minuti a scegliere uno smalto senza perdere il mio prestigio, perché la mia frivolezza è ormai socialmente ammessa.

Dovrei dedurre che un uomo serve a cambiare la gomma bucata dell’auto? O che mi deve pagare le utenze, mentre io sperpero la mia paga in smalti e profumi? E soprattutto: perché guardare la televisione è definito una frivolezza che, prima di essere socialmente ammessa, avrebbe condotto gli incauti spaparanzati sul divano ad una perdita di prestigio?

A leggere queste righe viene in mente una canzone di Nilla Pizzi che mi cantava mia mamma da piccola quando facevo i capricci. Non so quale sia il nesso, è una associazione da lettino dello psicanalista. Ed io non ho un marito che me lo paghi.

Non ho mai subito discriminazioni di genere… Per questo, lo confesso, non ho mai sentito il bisogno di nessuna rivendicazione di genere ci spiega la signora Miriano.

Se però andiamo più avanti scopriamo che dichiara non voglio ribellarmi agli uomini, ma, riconoscendo la loro superiorità in tanti settori (e in altri la nostra), una volta trovato quello giusto ho capito che ascoltare ed ”obbedire” alla sua lucidità, la sua razionalità, non poteva che farmi del bene.

Per scoprire quali sono i settori in cui l’uomo è superiore, a parte la maggiore razionalità e lucidità, immagino dovrei comprarmi il libro. Mi sembra anche giusto.

Quello che però vorrei chiarire alla poco lucida e poco razionale signora Miriano è che se dividiamo la società in categorie in base al sesso -maschi e femmine – stabiliamo che una è superiore all’altra, che una ordina e l’altra obbedisce (per il suo bene, è chiaro, ma comunque obbedisce e tiene a freno la lingua), stiamo teorizzando (e nel suo caso attuando) la discriminazione di genere.

Forse quando la signora Miriano scrive “non ho mai subito la discriminazione di genere” intende “ho scelto attivamente di vivere in un modo regolato dalla discriminazione di genere”, e quando dice “non ho mai sentito il bisogno di rivendicazioni di genere” intende “sto bene così”.

Sono sinceramente felice per lei. Anche perché conclude: se ci si vuole bene davvero si esce dalla logica delle rivendicazioni e dalle misurazioni di chi fa di più e come, ma si cerca di fare a gara per servire. In altre parole: in un’unione ci si serve reciprocamente, non c’è una donna che serve e un uomo che ordina (Wilma, la clava!), ci sono due esseri umani che nel rispetto delle reciproche esigenze si sforzano di supportarsi a vicenda. Con queste poche parole la signora Costanza Miriano soffia sul castello di carte che aveva faticosamente innalzato, ma non lo sa, e a volte la serenità sta proprio nell’inconsapevolezza. Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Non credo che comprerò il libro, in ogni caso. E vi sfido a gridarmi da una stanza all’altra di portarvi qualcosa.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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10 risposte a La sottomissione

  1. Paolo1984 ha detto:

    la Miriano è cattolica, perciò cita sempre la Bibbia e San Paolo. Io gradirei lasciasse in pace Fred e Wilma ma vabbè.
    La miriano che io sappia è una giornalista affermata e al contempo moglie e madre felice..in pratica ha realizzato il sogno femminista di realizzarsi tanto nel lavoro quanto nel privato, un obiettivo che senza il movimento di emancipazione femminili difficilmente avrebbe potuto raggiungere. Tra l’altro sono d’accordo con lei quando parla dellunione coniugale come sostegno reciproco

    • Non so quale sia “il sogno femminista” cui fai riferimento… Io credo che siamo tutti esseri umani, uomini e donne. Che non ci sono qualità aggiudicabili a priori ad un sesso o ad un altro. Vero che c’è chi ha un utero e chi delle gonadi, ma osservando il genere umano ho notato che le ovaie non si associano sempre ad uno spiccato senso materno né ad una sconfinata pazienza, come il pene non va a braccetto con la tendenza alla razionalizzazione allo stesso modo in cui si accoppia felicemente con la barba.
      Fred e Wilma non sono piaciuti neanche a me, neanche un po’. Soprattutto perché guardavo sempre i Flinstones e non credo che ci guadagnerei ad affidarmi ad uno come Fred!
      La Miriano contraddice se stessa con l’affermazione che citi tu, ed era proprio ciò che volevo sottolineare. Per non parlare del fatto che usa il termine sottomissione in un modo che crea confusione.

      • Paolo1984 ha detto:

        “Io credo che siamo tutti esseri umani, uomini e donne…”
        e sono d’accordo. L’ho forse negato? se vuoi riprendere la discussione sull’avere l’utero o le gonadi (ma che c’entra?) no non penso che il possesso di un certo apparato riproduttore ti renda di per sè un genitore migliore o peggiore ma, ho già detto quello che penso nel topic sul gorilla, che si legava ad un post di Marina Terragni, credo

  2. teresa ha detto:

    La Miriano non parla della donna, ma della cameriera probabilmente.

  3. Lissa (@Lissa91) ha detto:

    Ciao, è la prima volta che visito e commento il tuo blog ma voglio dirti subito che questo post mi ha colpito molto.

    Avrei un suggerimento: perché non farlo leggere proprio alla signora Miriano?

    Secondo me potresti segnalarlo con un commento sul suo sito o tramite email. Merita davvero di essere condiviso!

    Hai scritto un’ottima riflessione, chiara e dettagliata. Penso proprio che tornerò spesso da queste parti.

    PS: Neanche io ho letto il libro di Costanza, dal momento che ho fatto già fatica a digerire le varie recensioni positive che si trovano in giro e le sue apparizioni televisive…

    • Grazie.
      In realtà la mia riflessione si limita a quelle poche righe che ho letto nel suo blog, non ho approfondito molto il suo pensiero. La Miriano dichiara, in un intervista: “Spose siate sottomesse ai vostri mariti è l’invito di San Paolo nella Lettere agli Efesini. Sottomesse nel significato di stare sotto, sostenere, sorreggere, perché sotto si mette chi è più solido e resistente, perché è chi sta sotto che regge il mondo”. Un bellissimo significato, che rende la donna protagonista e sostegno della famiglia e della coppia. Ma non è il significato comunemente condiviso della parola. E questo crea confusione, soprattutto considerando quanto dolore la sottomissione porta a tutte quelle donne che non vivono – come la signora Miriano – solo “tutti i vantaggi” della femminilità.
      Inoltre: ad una prima lettura essere quella metà del cielo che porta stoicamente sulle spalle tutta la famiglia, come Atlante, potrebbe sembrare molto gratificante… ma, riflettendoci meglio: è gratificante pensare di dover portare tutto quel peso da soli, senza la collaborazione dell’altro componente della coppia? Uno fa tutto il lavoro, e l’altro si limita a godere i frutti della fatica?
      Il tono del libro immagino sarà lieve e vagamente ironico, come quello del post, ma affronta un tema invece drammatico.
      Questi ultimi due anni sono stati gravemente funestati dall’alto numero di omicidi commessi nell’ambito di una relazione di coppia: scrivere che la donna deve essere sottomessa, che deve obbedire e tenere a freno la lingua, implica purtroppo una sorta di giustificazione per quegli uomini che – di fronte alla compagna che si dichiara stufa di obbedire in silenzio – decidono che deve morire.

  4. roberta ha detto:

    Io me lo sono perfino comprato, probabilmente leggerò una pagina sì e una no.
    concordo pienamente con le tue considerazioni, soprattutto quella finale sul castello di carte.
    ho visitato il suo blog, ho provato a postare alcuni commenti, rispettosi ma critici , e sono stati regolarmente cassati.
    mi basta questo per capire come razzola, anche se dice di predicare solamente!
    comunque grazie
    roberta

  5. neofrieda79 ha detto:

    Concordo, articolo scritto magistralmente, come gli altri che ho letto in questo blog, da lettrice silenziosa e da madre che cerca di svegliarsi!
    @roberta: dopo qualche battuta scambiata in una libreria che ospitava uno dei suoi testi, sono finita sul blog per capire se ci è o ci fa. E mi sembrava stranissimo che i commenti fossero tutti elogiativi 🙂 Ecco spiegato il mistero 😎

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