Bic for her: il marketing in rosa

Ultimamente il rosa è nell’occhio del ciclone e la Bic decide di cavalcare l’onda delle polemiche con le Bic for her, le penne solo per lei.

La trama: una ragazzina ha bisogno di scrivere. Le porgono una serie di penne, ma nere o blu non vanno bene! Per fortuna arriva l’uomo Bic, che finalmente le porge la penna rosa di cui aveva bisogno e ottiene un casto bacio sulla guancia per i suoi sforzi. Con il suo favoloso stile e scrittura regolare, Bic per lei è l’unica scelta“, dice la voce fuori campo.

La pubblicità gioca sul sessismo imperante, e vince: tutti parlano della penna bic.

Resta da scoprire se questa strategia porterà ad un incremento delle vendite o se il pubblico deciderà di boicottare la penna maschilista.

Quello che invece noto con piacere è la creatività che parecchi  stanno dimostrando nello sbeffeggiare la penna per signore: c’è addirittura un tumblr che raccoglie i commenti più spassosi.

Alcuni esempi:

Ho comprato queste penne per scrivere la lista della spesa, a piedi nudi in cucina. Ma la confezione era così difficile da aprire che ho dovuto aspettare che mio marito tornasse dal lavoro per farmela aprire! Poi ho provato ad usare questi aggeggi. Non sono riuscita a scrivere più di due parole di fila perchè continuamente distratta dal bellissimo inchiostro rosa luccicante che usciva da questa bella penna. Ho dovuto nuovamente chiedere aiuto a mio marito per la lista della spesa. “uova, latte, medicine per la mia prossima lobotomia..” Le donne sono così stupide, non è vero?

Mia moglie ha sempre voluto il divorzio, ma quando è arrivato il momento di firmare le carte mi sono sbellicato di ridere nel suo tentativo di usare le mie penne Bic. Stupida donna, come poteva utilizzare queste penne?, non conosce la virilità della penna Bic onnipotente? Le sue mani non riuscivano a gestire la sua potenza e il testosterone. Poi Bic ha creato questo demone: uno strumento per consentire alla donna di scrivere. Non sono più i giorni in cui ho potevo rinchiudere mia moglie nelle segrete del mio seminterrato. Bic ha aperto il vaso di Pandora. Ora sono un uomo amareggiato e solo. Bic mi è costata il matrimonio!!

Prima di queste penne non ero niente. Ero una donna insignificante, che scriveva cose senza senso con delle penne troppo grandi che mi facevano apparire ridicola. […] Ma ora… Ora è tutto diverso. Queste penne mi hanno cambiato la vita, non soltanto la mia calligrafia. Queste penne mi hanno liberata…

Immagino che prima o poi raccoglieranno le simpatiche proteste in un e-book…

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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2 risposte a Bic for her: il marketing in rosa

  1. Paolo1984 ha detto:

    evidentemente alla bic sono convinti del motto (mutuato da Oscar Wilde, pare): “ne parlino bene o male purchè se ne parli”
    A me l’iniziativa sembra sciocca oltre che sessista e infatti sono fioccate le prese in giro

  2. Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde (1890): «There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about».
    Eppure io ho trovato un “esperto” che sconfessa questo modo di vedere le cose (fonte: http://www.beingstuart.com/easyreading/le-10-leggi-del-marketing-applicate-alla-vita-di-tutti-i-giorni.html):
    OSCAR WILDE NON SI INTENDEVA DI MARKETING
    “Bene o male, purchè se ne parli” (Oscar Wilde). Vera e propria paleontologia del sapere umano. Coerente con il periodo in cui fu scritta.
    Manda a cagare certe arcaiche ed egocentriche convinzioni!
    Oggi è tutto diverso: cellulari, email, social network, blog, youtube, decine di giornali, migliaia di canali TV: basta una sola persona che parli male di te e, potenzialmente, il tuo sputtanamento diventerà planetario molto velocemente. Non a caso esistono i “Brand Reputation Manager” (addetti al controllo del “buon nome” di un marchio)
    Identifica chi parla male di te e convincilo a cambiare idea, a costo di persuaderlo, ipnotizzarlo, corromperlo, minacciarlo: una persona che ti osteggia fa lo stesso rumore di dieci che ti inneggiano.

    Oscar Wilde all’epoca voleva dissacrare una certa tipologia di morale borghese proponendo un modello alternativo basato sul concetto estetico di bellezza: ma la fine del suo eroe, il povero Dorian Gray, che alla vista della sua anima orrenda si uccide, ci fa comprendere che la bellezza esteriore, persino per un dandy come Oscar Wilde, non poteva rendere la vita degna di essere vissuta.
    Il re dei paradossi scrive il romanzo-paradosso: quello che sconfessa le sue stesse teorie…

    Quello che comunque è interessante, al di là delle solite osservazioni sul sessismo nella pubblicità (che continuano a non far riflettere gli addetti ai lavori), è la reazione creativa del pubblico, che spende tempo ed immaginazione per creare piccoli pezzi comici ad uso e consumo della rete.

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