Turismo dell’infibulazione

Leggo una notizia sconvolgente e la condivido: in Gran Bretagna l’infibulazione non è reato, e può quindi essere perpetrata tranquillamente su bambine e adolescenti. Non solo, proprio perché la “civilissima” Inghilterra permette questa pratica barbara e priva di alcuna motivazione di carattere medico (se non quella di eliminare il piacere sessuale e rendere la vita intima femminile una vera tortura), si sta diffondendo un deprecabile “turismo” dell’infibulazione che spinge molte famiglie a prenotare in viaggio a Londra e dintorni al fine di effettuare sulle figlie un’operazione che altrove, in zona UE, è proibita.

Per chi non avesse ben chiaro cosa sia l’infibulazione, riporto alcune testimonianze delle donne che hanno subito questa orrenda e insensata mutilazione:

Amina: «Fu mio padre a decidere la mutilazione mia e di mia sorella Mariam, quando avevamo 12 e 10 anni.Ci legarono i polsi e le caviglie. Abbiamo sentito la lama, poi un impasto appiccicoso, tuorlo d’uovo e farina, per fermare l’ emorragia…Un lenzuolo tagliato a strisce ci immobilizzò per giorni dalla vita alle ginocchia. Due anni dopo venni data in sposa ad un uomo più anziano, che riuscì a stento a mettermi incinta. Il bambino nacque morto: l’ utero era troppo infiammato a causa dell’infibulazione.Venni ripudiata…».

Hagi Ali Maga: «Quando mia madre mi disse che ero pronta per l’infibulazione, ne fui felice. Addirittura orgogliosa. Era un momento importante per la mia femminilità. Le conseguenze le ho capite molto più tardi… non farlo mi sembrava allora la cosa più brutta che mi potesse accadere. Le bambine che ancora non l’avevano fatto erano viste come delle persone incomplete… Certo che mia madre non poteva fare altrimenti, non farlo sarebbe equivalso a non essere accettata socialmente, e venire unanimamente considerata una poco di buono… Quando ho avuto la prima mestruazione è stata un’esperienza terribile… i dolori sono lancinanti…. È la regola dei tre dolori: la prima mestruazione, il primo rapporto sessuale e il parto. La croce che ogni donna deve portare, un destino che nessuna chiede o rigetta, semplicemente lo accetta.»

Vorrei chiarire che, nonostante le pratiche di mutilazione genitale siano oggi diffuse soprattutto in area isalamica, ciò non deve far pensare  che esse siano imputabili all’Islam. La loro origine è molto antica, molto più antica dell’Islam (da 5000 a 3400 anni fa).

In secondo luogo, non sembra che nel Corano o negli ‘Hadith (Detti e fatti attribuiti al Profeta) compaiano precetti dottrinari al riguardo. L’infibulazione non e` assolutamente una pratica Coranica visto cheil Corano proibisce ogni azione che puo` danneggiare il corpo o la salute. L’Islam, inoltre, diversamente dal Cristianesimo, attribuisce una grande importanza al rapporto intimo tra coniugi che deve essere piacevole per entrambi. Lo stesso Maometto istruiva gli uomini ad accostarsi alle proprie mogli con dolcezza inviando messaggeri d’amore “baci e parole affettuose ”.

Infine, l’escissione e l’infibulazione sono praticate anche da non musulmani: cattolici, protestanti, copti, animisti, ecc..

Secondo un ipotesi etologica, l’infibulazione sarebbe stata lo strumento attraverso il quale la donna, cui era riservato prevalentemente il ruolo dell’allevamento delle greggi (ovini e caprini), ha potuto diminuire (o almeno presupponeva di diminuire) i suoi odori vaginali con due esiti positivi: 1) ridurre la possibilità di attirare a sé i predatori che avrebbero messo a repentaglio, in assenza dei mariti – in perenne ricerca di pastura per i cammelli e gli zebù,- la propria vita, quella dei propri figli e quella degli animali, unica fonte di sostentamento; 2) allevare meglio il bestiame che, stimolato dalle periodiche emanazioni femminili poteva entrare più facilmente in calore e interrompere così la produzione del latte.

Questa ipotesi è corroborata dal fatto che il periodo di sviluppo di questa pratica (si fa risalire a 5000-3400 anni fa) coincide, per esempio in Somalia, con l’introduzione dell’allevamento delle greggi miste.

La motivazione religiosa consiste nell’attribuzione di un valore spirituale a un comportamento rituale caratterizzato da un immenso dolore. Attraverso un atto cruento la bambina simbolicamente viene iniziata nel cammino della vita delle donne, un cammino che si presenta pieno di dolori, sopportato solo da quelle che saranno riuscite a superare la prima prova. In un mondo di completa esclusione dell’emisfero femminile dalla vita pubblica e di segregazione di genere, la mutilazione dei genitali rappresenta il più importante atto rituale di rappresentazione della spiritualità femminile, un atto di dolore condiviso, un segreto da custodire che sancisce la totale distinzione fra la comunità degli uomini e quella delle donne. Ricordiamo al proposito che la pena da scontare per un uomo che assiste alla cerimonia è (secondo le credenze somale, per esempio) la perdita perenne e irrimediabile della sua potenza virile.

Si parla molto di rispetto delle culture diverse. Io ritengo che prima di rispettare la “cultura”, dobbiamo rispettare gli esseri umani.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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8 risposte a Turismo dell’infibulazione

  1. stefano mosso ha detto:

    Scusa, ma l’ipotesi etologica a cui fai rifeimento dove si trova? Perché il collegamento conduce alla paginetta di wikipedia sull’etologia umana…

  2. Vincenzo Puppo ha detto:

    Vi copio un link di un articolo specialistico recente (anche in Pubmed, dove tutti i ricercatori del mondo fanno le loro ricerche “cartacee” scientifiche…) importante sulle (contro) MGF (anche con l’ultima classificazione accettata): Abdulcadir et al. 2011. Care of women with female genital mutilation/cutting. Swiss Med Wkly. 2011 Jan 6;140:w13137. http://www.smw.ch/content/smw-2011-13137/ clicca sul mio nome anche per un video youtube interessante…

  3. lory ha detto:

    Il 20 dicembre 2012 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione sulla messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili. La risoluzione, depositata dal gruppo dei Paesi africani, è stata in seguito sponsorizzata dai due terzi degli stati membri delle Nazioni Unite.
    (in Egitto erano già state ufficialmente vietate dal 2008, ma le pratiche continuano….)

    Il 5 febbraio 2013, Plan Italia e Nosotras hanno lanciato la petizione “Stop alle Mutilazioni Genitali“ con lo scopo di chiedere al Futuro Governo Italiano di impegnarsi a porre fine alle Mutilazioni Genitali Femminili in Italia e nei Paesi dove ancora viene praticata.
    http://www.plan-italia.org/because-i-am-a-girl/le-mutilazioni-genitali-femminili/petizione-stop-alle-mutilazioni-genitali-femminili/

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