The brave

Una piccola premessa: io sono una fan della Pixar.

Scoppio in lacrime ogni volta che rivedo la scena in cui Mike Wazowski dà a Sully l’ultimo pezzetto della porta a fiori rosa di Bo, ho il pupazzo di Buzz Lightyear, del quale sto ancora cercando la modalità spagnola (per ora si limita a ripetermi To the infinity and beyond!), ho quello di Wall-e, EVE e soprattutto M-O, il robottino igienista, per non nominare neanche i primi 10 minuti di Up, durante i quali mio figlio si è sinceramente preoccupato per lo stato in cui versavo…

Sono una fan come può esserlo solo una ragazzina che twitta con la foto dell’imberbe cantante pop di turno, tanto che ho dipinto ad acquarello le cascate Paradiso, con la casetta che trascinata dai palloncini colorati veleggia verso la cima della montagna, e l’ho pure appeso.

Quindi mi sento molto Mollica, stasera.

Spero abbiate capito che sono andata a vedere l’ultimo film Disney-Pixar, Ribelle, e che, come previsto, mi è piaciuto.

Questa non consideratela una recensione.

Dopo una serie di analisi del rapporto padre-figlio (Finding Nemo, Chicken Little, Piovono polpette … in cui curiosamente la madre è sempre rigorosamente morta) e altrettante terrificanti matrigne (Biancaneve, Cerentola, Raperonzolo…), finalmente una madre ed una figlia al centro della scena.

C’è anche una simpatica strega ad un certo punto, una vecchietta che, più che essere cattiva, è piuttosto incapace, visto che rifila la medesima pozione a chiunque si presenti con la richiesta di cambiare il proprio destino; forse a suggerirci – a noi, che siamo adulti e sagaci – che chi pratica la magia non è animato dal desiderio di fare del male, solo si guadagna da vivere facendo leva sull’ingenuità di chi pensa di risolvere i problemi con un colpo di bacchetta.

Una figlia, dicevamo. Un’eroina dei nostri tempi: se Cenerentola cantava i sogni son desideri guardando le guglie del castello lontano, se la bella addormentata nel bosco ballava  con un invisibile innamorato, la Principessa Merida, semplicemente, non sa cosa vuole. Quello che sa perfettamente è ciò che non vuole, e non vuole che qualcuno le indichi cosa desiderare, neanche se questo qualcuno è sua madre.

Non voglio essere come te, grida Merida alla madre Elinor. Prima voglio avere il tempo di scoprire chi sono io.

Sua madre è bella, intelligente, ha un marito (Re, per giunta) che non solo la ama (e non stiamo parlando di atmosfere alla Dolce Stil novo, visto che non perdono occasione di ammiccare a cosa fanno mentre non sono inquadrati… o disegnati, o vedete voi), ma è tanto consapevole della superiorità intellettuale della Regina da lasciarle le redini del Regno per dedicarsi (oltre a soddisfare la moglie) alle uniche cose che gli riescono meglio che a lei: cacciare e guerreggiare.

Non è un governo-ombra, quello di Elinor: i rappresentanti dei clan fanno apertamente riferimento a lei, per nulla turbati dal suo appartenere al gentil sesso, è chiaro a tutti chi  comanda: lei riceve la posta, lei gestisce le assemblee, lei organizza ed inaugura il torneo, lei fa i discorsi, insomma, lei prende tutte le decisioni importanti.

Il fatto che la Regina sia colei cui i sudditi si rivolgono, non mina nei sudditi il rispetto per Re Fergus. Non crea neanche attrito fra i due coniugi! Si confrontano serenamente, lui la supporta…

Io vorrei essere lei! Visto che non è mia madre…

Vabbè… nella realtà questo genere di situazione è raro come il quadrifoglio in un prato (o forse non esiste), ma è un cartone animato… Non credo si possa pretendere del realismo.

Tornando a Merida e alla sua ribellione (che poi brave significa coraggioso, non ribelle… ricordate braveheart?), si può definire la Principessa un’eroina “femminista”, oppressa dalla discriminazione di genere e in cerca di un modo diverso di essere donna? E’ Ribelle un film sulla condizione femminile (come ho letto da qualche parte)?

Assolutamente no. Merida è un’adolescente irrequieta, che vive in una società in cui effettivamente si vedono poche donne, ma che gode della libertà di cavalcare selvaggiamente nella foresta, tirare con l’arco e arrampicarsi a mani nude su pareti di roccia che neanche John Bachar… Insomma: nel mondo di Merida non esiste la discriminazione di genere. E se non esiste discriminazione di genere, che senso ha parlare di rivendicazioni di genere?

Merida è un’adolescente in conflitto con sua madre: una madre che le impone delle regole che lei non comprende, che le fa indossare vestiti che non le piacciono, che le ordina di star composta a tavola, che le fa studiare cose che lei trova terribilmente noiose… una madre che le pianifica il futuro. Una madre così impegnata a renderla la figlia che vorrebbe da essersi dimenticata di osservare ed ascoltare davvero la figlia che ha… Una madre che non si rende conto che la figlia è cresciuta e può camminare con le sue gambe. Tutto quello che faccio lo faccio per il tuo bene: dove l’ho già sentita?

Insomma, un banalissimo conflitto genitore-figlio, il conflitto di tutti i giorni, di tutte le epoche, in una sana famiglia qualsiasi. Mi correggo: in una famiglia idealmente sana, nella famiglia-sana-così-come-dovrebbe-essere: un sano, necessario conflitto con la figura genitoriale, quel conflitto fisiologico che fa parte del processo di crescita, il conflitto-così-come-dovrebbe-essere…

Più la strega, l’orso cattivo, i fuochi fatui, i magici monumenti megalitici…

Il conflitto esplode in tutta la sua violenza quando la madre le prospetta il matrimonio politico: per mantenere la pace nel Regno fra i diversi clan, è bene sugellare il tutto con un bel matrimonio combinato.

Tra parentesi, uno dei tre pretendenti somiglia tanto al Trota:

 

 

Ovviamente va a finire bene: è per questo che amo tanto i cartoni animati. Quando entri al cinema, lo sai già che il papà ritroverà Nemo, che il robottino Wall-e non rimarrà rotto per sempre, che il genere umano alzerà il culo dalla poltrona per ripulire il pianeta dall’immondizia, che Andy non butterà i suoi giocattoli nella spazzatura e che Mr e Mrs Incredibile risolveranno la loro crisi coniugale…

Entri al cinema e contemporaneamente in un mondo magico in cui la madre riconosce le qualità della figlia anche se non sono quelle che aveva desiderato per lei, la figlia perdona la madre e comprende di amarla nonostante i suoi difetti, la madre, obbligata dalle circostanze a farsi da parte, scopre che la figlia è cresciuta e se la cava egregiamente da sola… un mondo in cui l’incantesimo si rompe all’ultimo momento, il perfido Principe trova la pace, l’assemblea giunge alla conclusione che le tradizioni non sono poi così importanti quando si condividono gli stessi valori, che un civile compromesso è sempre possibile, e tutti vissero felici, single e contenti.

Il mondo Pixar.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in attualità, recensioni scadute e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a The brave

  1. Antonio Caravella ha detto:

    Una volta ho avvistato uno schiopodo sparacoda ma non mi ha creduto nessuno. Riguardo alla recensione: grazie di cuore, penso che sarà il prossimo film che vedrò insieme alla mia mogliettina “disney-dipendente”. 🙂

    • Questi babbani! Girerebbero ad occhi chiusi pur di non vedere…
      Io penso che il fanciullo dentro di noi vada nutrito continuamente con libri magici e cartoni animati: questo non significa che ci dimentiamo di essere serissimi adulti, ma che possiamo essere tutte e due le cose contemporaneamente, e anche molto di più!

      • Antonio Caravella ha detto:

        E probabilmente è quello che fanno, i babbani intendo! Per il resto, condivido in pieno. Felice di aver trovato il tuo blog. Alla prossima 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...