Annuncio pubblicitario argumentum hominem

Abbiamo parlato di aringhe rosse, abbiamo parlato di coerenza testuale, e adesso un argomento che mi sta molto a cuore, tanto che gli ho dedicato diversi articoli (tutti quelli relativi al caso Luisa Betti, ad esempio, qui e qui la seconda e terza puntata).

L’annuncio pubblicitario argumentum hominem (per gli amici annuncio pubblicitario hominem), è un tentativo di negare la verità di una argomentazione indicando una caratteristica negativa o una fede della persona che lo sostiene.

Questa tecnica sfrutta il cosiddetto effetto aureola o effetto alone, un pregiudizio cognitivo a causa del quale i nostri giudizi del carattere di una persona possono essere sotto l’influenza della nostra impressione generale di loro (Edward Lee Thorndike).

Per attaccare le argomentazioni di qualcuno, si può tentare di attribuire un tratto distintivo “cattivo” all’avversario: in questo modo gli altri tenderanno a dubitare della qualità dei suoi argomenti, anche se il tratto distintivo “cattivo” è non pertinente agli argomenti stessi.

Andiamo a fare un esempio pratico, prendendo gentilmente in prestito un articolo della Dott. Peloso Morana, che molto scortesemente mi ha citata senza riportare la fonte (niente di così grave, tanto che non le restituisco la scortesia, e metto il link del suo post).

Franco Grillini pubblica su Facebook una lettera aperta alla Dottoressa, esponendo delle sue critiche in merito ad una intervista della stessa.

Riporto una delle critiche di Grillini:

Cara Peloso, leggo sul suo blog frasi come questa:

“Il lesbismo è dovuto secondo Freud, che a me stava e sta particolarmente antipatico ma qualcuna che appoggia tutti i comunicati contro di me, lo cita a sproposito in un altro articolo e dunque lui, a un narcisismo esasperato che promuove una ricerca della propria identità sessuale rispecchiandosi nella partner, o a un ostilità verso la madre, o a un ostilità patita da parte del padre. Perciò mentre la parola fobia descrive un ambito preciso che è la psichiatria perlopiù e con preciso intervento, la parola lesbismo descrive una scelta sessuale dettata per lo più da motivazioni infantili e che rientra in un altro ambito che non è compatibile con l’altro.”

Va da se che ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni da libero cittadino, ma quando si è dirigenti di partito, del nostro partito, è doveroso per parte mia  esprimere qualcosa di più di una perplessità soprattutto quando si parla delle donne omosessuali in modo non rispettoso come se si trattasse di persone malate o comunque con problemi psichici.

Le persone omosessuali sono persone assolutamente normali e non lo dice solo l’Oms ma anche il Dsm e tutta la psicologia moderna.

La Dottoressa risponde a questa accusa in particolare così:

Colpisce il pregiudizio proiettato. Chi è che parla di lesbiche come persone malate o con disturbi psichici? Lo fate voi insieme a quelle del branco, attribuendomi pensieri e parole mai pensati e di conseguenza pronunciati.  Certo tra le lesbiche ci sono persone con evidenti disturbi psichici ma questo vale anche per certe femmine etero e per certi  maschi etero o gay che siano. Oppure volete dire che parlare di lesbiche non va bene? Cioè mi date forse il permesso di parlare di etero nell’ombra mentre voi siete una casta intoccabile? Questo sembra. E comunque le censure di pensiero manifestano una notevole debolezza.

La Dott. Peloso accusa Grillini di proiezione. E’ una psicologa, e come tutti gli psicologi, appena qualcuno muove un appunto, risponde: stai proiettando (come se per analizzare una persona bastasse un’occhiata! Neanche: due righe scritte, deprivate del linguaggio non verbale…). Ovvero: non sono io che ho detto che l’omosessualità è una patologia, ma è lei che lo pensa in realtà; siccome non vuole accettare di pensarlo, perché questo turberebbe l’immagine che ha di se stesso, sposta questa affermazione da se stesso a me.

E’ comoda, la proiezione. Sposta l’attenzione dall’argomento in questione al soggetto: quello che lei dice  è falsato da ciò che accade nella sua mente (quindi non è ancorato alla realtà), lo dice perché la sua mente sta mettendo in atto un meccanismo di difesa, dipende tutto da lei e dai suoi processi mentali. L’argomento in discussione diventa la mente del soggetto, e  quello che ha detto passa in secondo piano.

Tutto nasce dalla famosa frase incriminata della Dott. Peloso Morana: Le cosiddette femministe sono femmine, per lo più lesbiche nell’ombra, che trovano il loro corrispettivo violento opposto nei maschi.

Tutti i giri di parole della Dott. Peloso Morana vogliono dimostrare che questa frase non è offensiva, né verso le femministe, né verso gli omosessuali. Ma di fatto la frase è offensiva.

Come fa la signora Peloso Morana a sostenere che la maggior parte delle femministe (per lo più) sono lesbiche, e per di più lesbiche con problemi di accettazione del loro stato di omosessuali? Ha condotto uno studio in merito? Quanti soggetti ha esaminato? Che metodo ha utilizzato per giungere a simili conclusioni?

Questo è un insulto, miei cari. Un insulto bello e buono. E’ una affermazione becera analoga al “le bionde sono tutte oche”: non posso giustificarmi rispondendo “ma a me piacciono i capelli chiari”, oppure “le oche sono splendidi volatili”, per fare una bella figura dovrei scusarmi, o almeno tacere.

Inoltre, perché fare un affermazione del genere (Le cosiddette femministe sono femmine, per lo più lesbiche nell’ombra) in un paragrafo che scredita le femministe (che trovano il loro corrispettivo violento nel maschio) mettendole in relazione con la violenza?

Il termine lesbica è in un contesto offensivo, accanto ad un concetto odioso come la violenza, rapportato ad una categoria non pertinente (il femminismo, che è un movimento politico ed ha poco o niente a che fare con l’orientamento sessuale degli individui)… ci sono eccome delle buone ragioni per invocare un maggior rispetto.

Poi, ci sono altre due parole importanti: censura e debolezza (Cioè mi date forse il permesso di parlare di etero nell’ombra mentre voi siete una casta intoccabile? Questo sembra. E comunque le censure di pensiero manifestano una notevole debolezza).

Grillini non ha invocato la censura (Va da se che ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni da libero cittadino), anzi, ribadisce il diritto della Dottoressa Peloso Morana ad esprimere ciò che vuole e quando vuole; semplicemente risponde ed esprime a sua volta il suo dissenso.

Non essere d’accordo con qualcuno e verbalizzarlo non equivale a censurarlo, almeno non nel significato più comune della parola censura (Mi date il permesso= esercitate un controllo). Inoltre la parola censura è associata a debolezza, di modo che il lettore sia maggiormente condotto a pensare alla censura intesa come quel mezzo che sottopone a controllo l’espressione del libero pensiero per epurarlo da ciò che viene ritenuto “pericoloso”; censura, in realtà, può anche significare critica rigorosa dell’operato di qualcuno. Ma chi critica non è debole: è debole chi, non sostenendo le critiche altrui, le fa sparire.

Grillini, dopo essere stato associato al meccanismo della proiezione, viene associato alla censura e alla debolezza: tutti questi tratti negativi tolgono valore alle sue argomentazioni, pur non essendo pertinenti all’argomentazione in sé (l’intervista della Dottoressa Peloso Morana), grazie all’effetto alone.

Ecco un esempio, spero chiaro, dell’annuncio pubblicitario argumentum hominem.

C’è, comunque, da segnalare anche un’aringa rossa in conclusione del post:

Lei è responsabile nazionale dei diritti civili di Idv e detta la linea per i diritti dei gay e delle lesbiche. Io riconosco il suo ruolo e manifesto un pensiero di appoggio per quanto riguarda gli adulti ma non i bambini. Lei non riporta questo. Anche lei colto da amnesia? Io sono responsabile regionale di un dipartimento che si occupa di infanzia e detto la linea per i diritti dei bambini e delle loro famiglie. Anche i bambini hanno diritto ai diritti e non ne hanno: è tutto finto. I bambini hanno diritto e bisogno di una madre e di un padre, soprattutto se i genitori si separano. Difendo i diritti delle mamme e soprattutto dei papà, molto penalizzati da questo punto di vista, perché faccio gli interessi dei bambini. E ho gli strumenti tecnici per farlo. Condivido la sua linea per gli adulti tra loro. E lei per i bambini?  O pensa che quello che diciamo noi sia meno importante di quello che dice lei? Anche qui vale il detto  “Chi troppo vuole nulla stringe”.

I bambini: che c’entra? Niente. E’ il lavoro della Dott. Peloso Morana, certo, ma non c’entra nulla con l’argomento della lettera aperta, né con l’intervista di cui tanto si è parlato.

Tutti amano i bambini: sono teneri, indifesi… Ma qual è il legame con l’argomento in questione? Nessuno. Sono uno specchietto per le allodole, un modo per per sbrodolarsi addosso qualche lode (faccio gli interessi dei bambini. E ho gli strumenti tecnici per farlo), un’aringa rossa assolutamente decontestualizzata. Che ultimamente è un articolo che va per la maggiore.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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