Uomini che raccontano di donne

“Ho scoperto di essere povera e di non avere nessuno diritto a tutte le speranze che avevo all’inizio. Senza un futuro, con niente davanti. Intrappolata in una casa che non sarebbe mai stata mia. (…) Con dei figli che non avevano nessuna speranza come me; e starmene a guardare loro era la cosa peggiore, la più crudele di tutte. (…) Ero io il loro futuro. Era così che lo vedevano, il mondo dei grandi. Botte strilli e un frigorifero vuoto…”

A parlare è Paula Spencer, la protagonista de La donna che sbatteva nelle porte, di Roddy Doyle.

Paula è una ragazza dei quartieri popolari di Dublino,  che si innamora del “bello” del quartiere, il più invidiato, il più, forte, il più chiacchierato: “Stava in un gruppo, ma era come se fosse solo (…) Confronto a lui gli altri ragazzi sembravano grossi e deformi. (..) Io gli misi la testa sulla spalla. Mi aveva conquistata”. Charlo la fa sentire amata, rispettata, Charlo è la felicità.

Paula rimane incinta, e tutto cambia. Da innamorato appassionato, persino romantico a tratti, Charlo si trasforma nel peggiore degli incubi.

“Non mi viene una risposta vera, una cosa da farmi dire Ecco, ci siamo. Mi amava e mi picchiava. Io lo amavo e mi facevo picchiare. E’ una cosa tanto semplice, tanto stupida e tanto complicata. E’ una cosa terribile. (…) E il suo amore per me diventa una cosa crudele, come il sorriso sulla faccia di un nazista”.

Perché resta, Paula non lo sa. Forse contribuisce anche l’indifferenza di tutti quelli che ha intorno: “Il dottore non mi guardava mai in faccia. Mi esaminava in vari punti, ma non mi vedeva mai tutta. Non mi guardava mai negli occhi”. Tutti credono alla sua storia: “ho sbattuto contro una porta”. Ci credono? Fingono di credere?

Paula ci racconta della difficoltà di convivere con i propri ricordi, di come rimane ferma, per anni oscuri e terribili, a giustificare la sua vita alla luce del suo amore: la felicità provata, l’illusione di una possibile felicità futura sono ciò che le impedisce di andare oltre. Il passato pieno di bei ricordi sembra più forte del presente pieno di orrori, e tutto il suo lungo monologo interiore gira sempre intorno al problema di conciliare due immagini che non trovano nessuna spiegazione logica del loro succedersi del tempo: l’uomo che la amava ieri, e l’uomo che la picchia oggi. Paula ha paura che rinunciando al nuovo Charlo, quello feroce e crudele, debba rinunciare anche al Charlo che aveva illuminato la sua giovinezza. Paula ha perso tutti i suoi sogni e sente di non avere nulla cui aggrapparsi per inventarsene di nuovi.

Un giorno, però, Paula trova la forza di dire basta…

Leggetelo, è molto bello. Non c’è odio, non c’è rancore, nei pensieri di Paula. C’è la scoperta della voglia di sopravvivere, e forse, addirittura, di ricominciare a vivere.

E lo ha scritto un uomo.

Roddy Doyle

Annunci

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in le persone che stimo, recensioni scadute e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Uomini che raccontano di donne

  1. Paolo1984 ha detto:

    anche Stephen King scrive con grande sensibilità e senza banalità di questi temi nei suoi romanzi (segnalo Dolores Claiborne, Rose Madder e per certi versi It riguardo al personaggio di Beverly Marsh)

  2. Maria ha detto:

    Lo leggerò sicuramente. Sarà doloroso e commovente per me farlo, ma lo farò
    Grazie per il consiglio

  3. Maria ha detto:

    Posso consigliarti anch’io un libro illuminante sull’argomento?
    Si tratta di un saggio scritto dalla psicologa sociale Patrizia Romito qualche anno fa.
    Reca il titolo di : “Un silenzio assordante. La violenza occultata su donne e minori” .
    Denuncia in maniera estremamente convincente le strategie che la società attiva per occultare, minimizzare, negare le violenze maschili sulle donne.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...