La mia vecchiaia avrà inizio quando smetterò di indignarmi. (André Gide)

Lo sapevo che sarebbero arrivati, i commenti degli “addetti ai lavori”.

E che mi sarei indignata.

Persone, ovviamente, non informate dei fatti. Persone che, ovviamente, scrivono – come scrivo io – solo dulla base del video, persone del tutto prive di qualsiasi altro documento informativo, ma che, nonostante ciò, mettono tutto il loro impegno a negare ciò che si vede e si sente.

In questo video c’è un bambino in carne ed ossa che grida aiuto. Lo vedo, lo sento.

Persone che affermano: troppo comodo mostrare solo l’ultima scena della tragedia senza puntare l’attenzione sulle responsabilità di chi viveva col bambino e l’ha probabilmente portato a quel rifiuto drammatico verso l’altro…

Quindi: i cattivi non sono quelli che materialmente trascinano il bambino, bensì qualcuno che non possiamo vedere, qualcuno che dobbiamo presupporre,  qualcuno che “ha costretto” degli innocenti a compiere l’atto che tutti possiamo vedere.

Chi commette materialmente una violenza non è mai innocente.

Ci raccontano che un bambino non ha una sua personalità, non ha una sua voce: può solo ripetere ciò che gli viene detto di ripetere. Un bambino non pensa, un bambino non ha sentimenti, un bambino può solo essere manipolato, come una marionetta, quindi se grida e chiede aiuto, non è spaventato, è “manipolato” da qualcuno che lo costringe a mettere in atto la sceneggiata della paura. Un bambino non può autonomamente “rifiutarsi”. Un bambino può solo ubbidire.

E’ evidente che quel piccolo è stato in qualche modo condizionato a non volere alcun rapporto con l’altro genitore, quello a cui l’intervento della Polizia lo consegnava, per ridarlo alla sua potestà.

Davvero? E’ evidente da cosa? Qual’è il momento esatto in cui si coglie il condizionamento? Dipende dal timbro del grido di aiuto? Dal mondo in cui cerca con le mani qualcosa cui aggrapparsi per non lasciarsi trascinare via? Quali sono i segnali evidenti? Da quando in qua si diagnostica una “malattia” dopo aver visionato qualche minuto di ripresa video, senza neanche aver mai parlato con il paziente? E’ professionalmente corretto?

“Chi l’ha visto?” non ha in alcun modo accennato alle responsabilità di chi avrebbe dovuto educare il bambino all’affettività verso entrambi le figure genitoriali.

Certo: la reponsabilità non è del genitore rifiutato, è senz’altro di qualcun altro. Il genitore si ama e basta, non esiste un motivo al mondo per rifiutarsi di amarlo. Tutti, tutti dobbiamo contribuire ad instillare questo dogma nei bambini: amate i genitori, qualunque cosa facciano, o la Polizia vi porta via! E se non lo facciamo ci meritiamo questo: sopportare la vista di bambini trascinati a quel modo.

E’ criminale il comportamento del programma tv o il comportamento  di chi materialmente agisce con violenza?

In questo modo lo spettatore è stato portato a stigmatizzare come terribile solo questa ultima minuscola frazione della vicenda, e non gli anni di tragedia e di conflitto che l’hanno preceduta e, soprattutto, senza prendere in alcuna considerazione che molto probabilmente dietro quelle urla e quegli strilli, prima di quel prelievo, ci sono stati – molto probabilmente – terribili omissioni educative, forse veri e propri lavaggi del cervello- da parte di chi doveva far crescere il piccolo in un sereno contatto con entrambe le figure genitoriali.

Vogliamo mettere quelle urla e quegli strilli con “le terribili omissioni educative”? Vogliamo soffermarci sul fatto che le forze dell’ordine hanno prelevato di peso un bambino di 10 anni che grida aiuto, lo hanno trascinato con la manina che gratta sull’asfalto nel disperato tentativo di aggrapparsi a qualcosa, per spedirlo lontano da tutto ciò che conosce, che ama?

Perché dovremmo… Sono le “omissioni educative” (omissione: ovvero “non fare”), la vera tragedia che il bambino ha vissuto. Anche se ci sono state molto probabilmente (non: omissioni che ci sono state per certo).

Perché chi parla non è a conoscenza dei fatti. Ma comunque, si sente nel pieno diritto di andare oltre ciò che vede e sente, per proporre le sue teorie come “molto probabili”. Sulla base di che? Non ci è dato saperlo.

Comunque fra qualcuno che ha “omesso” di fare qualcosa (quindi non fare), e qualcuno che agisce (quindi fare) con violenza: a chi assegnereste la medaglia del comportamento più criminale?

Lo spettatore è stato portato: attenti, signori spettatori! In questo mondo di subdoli manipolatori, voi non siete in grado di farvi una vostra opinione! Quindi ascoltate l’opinione di chi sa che “è molto probabile” cosa sia successo prima e dimenticate ciò che materialmente si vede e si sente adesso…

Davvero la ascoltate?

E’ mistificatorio additare come terribile solo gli ultimi istanti di una tragedia quando, se si è giunti a quel punto, devono esserci terribili responsabilità negli adulti che hanno accompagnato la vita di quel piccolo, e molto probabilmente soprattutto negli adulti che l’hanno portato a rifiutare con tanta tragedia la vita con uno dei due.

No, è mistificatorio dare per scontato che quel rifiuto non possa essere motivato, se non si hanno dati concreti per presupporlo. Perché le responsabilità devono essere molto probabilmente di chi ha indotto il rifiuto? Sulla base di quale dato concreto questa conclusione? Si sta sostenendo che non esistono rifiuti motivati, ma solo rifiuti indotti? Stiamo sostenendo che un bambino non è mai in diritto di rifiutarsi?

E’ criminale parlare dell’accaduto senza essere a conoscenza di quel passato che si descrive con tanta precisione, senza in realtà conoscerlo affatto.

E mi permetto: quello era un bambino che stava andando a scuola ed è stato trascinato via come il peggiore dei delinquenti, dalla Polizia. Un bambino, di fatto, trascinato di peso. Un mucchio di adulti contro un bambino. Di adulti vigliacchi, che si fanno scudo delle loro divise per imporsi su un bambino…

Niente di tutto ciò che può essere accaduto prima giustifica questo genere di comportamento. Soprattutto se è agito da una persona che sostiene a gran voce di essere un genitore.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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Una risposta a La mia vecchiaia avrà inizio quando smetterò di indignarmi. (André Gide)

  1. Blossom ha detto:

    Finalmente leggo qualcosa di decente in proposito. Io mi sono indignata anche per il modo superficiale di come certe pseudo femministe hanno parlato del caso, cercando pure di mettere a tacere le critiche – giuste – su un padre che non solo ha permesso tutto ciò, ma che era parte integrante della violenza. Perché questo il bambino ha subito: una grave violenza.

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