Al di là dello specchio (e quel che Alice vi trovò)

Nel mondo oltre lo specchio, in cui la piccola Alice fugge per gioco (o forse per noia), i luoghi lontani si avvicinano, mentre ciò che sembra vicino diventa irraggiungibile; oppure si corre a lungo, ma si rimane sempre nel medesimo posto; o ancora,  il passato può non essere ancora accaduto e può succedere che un condannato sconti la pena ancor prima di aver commesso il reato; nel mondo oltre lo specchio la realtà è al contrario.

Alice, alla fine dell’ onirica avventura, si ritrova nel suo rassicurante salotto con in braccio il suo gatto: – Tu m’hai svegliato da… da… da un sogno così bello. – disse Alice, sfregandosi gli occhi, e volgendosi rispettosamente al gattino, pure con qualche severità.

Mi chiedo: e io, quando mi sveglierò?

Perché, davvero, da quando sono entrata nel mondo “degli adulti”, il mondo in cui il tempo scorre in unica direzione, il mondo nel quale non ci si dovrebbe percepire come sproporzionati solo per aver ingoiato o meno un boccone di biscotto, continuo comunque ad avvertire quella sensazione, una sensazione che definirei straniamento: tutto ciò che dovrebbe essere chiaro e semplice è incomprensibile e ciò che dovrebbe essere “reale” mi risulta assolutamente estraneo, alieno.

Alice rise: «È inutile che ci provi» disse «non si può credere a una cosa impossibile.» «Oserei dire che non ti sei allenata molto», ribatté la Regina. «Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz’ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione.»

Mi si chiede di credere a cose impossibili e non sono una bambina, né mi diletto a conversare coi pezzi degli scacchi.

Vediamo chi me lo chiede.

E’ di questi giorni la polemica su un post dal blog dell’Avvocato Marcello Adriano Mazzola, dal curriculum di tutto rispetto, che, partendo dal triste caso di Carmela Petrucci, arriva ad affermare: la misandria è “un fenomeno ben crescente se si vuole guardare in faccia la realtà”.

Da wikipedia: il termine misandria, dal greco μίσεω (mìseō), odiare, e ανήρ (anér), uomo, indica un atteggiamento psicologico preconcettuale di avversione ed ostilità verso l’uomo ed il genere maschile.

Misandria? Ma si parla di donne aggredite!

«Quando uso una parola», Humpty Dumpty disse in tono piuttosto sdegnato, «essa significa esattamente quello che voglio – né di più né di meno.»
«La domanda è», rispose Alice, «se si può fare in modo che le parole abbiano tanti significati diversi.»
«La domanda è» replicò Humpty Dumpty, «chi è che comanda – tutto qui.»

L’Avvocato Mazzola sostiene che l’aumento dell’atteggiamento misandrico (da parte di chi – uomini o donne o entrambi – non è chiaro) dipende dall’uso improprio del termine “femminicidio”. Secondo l’Avv. Mazzola, il “femminicidio” non esiste perché “nel mondo siamo tra i Paesi meglio messi. La donna da noi gode di piena tutela ed ogni altro messaggio è falso e tendenzioso”.

Buffo, davvero, perché è recente la presentazione, a Ginevra, durante la 20° sessione del Consiglio per i diritti umani (giugno 2012, credo), del documento ONU elaborato dal relatore speciale Rashida Manjoo (ex commissario parlamentare della Commissione sulla parità di genere in Sud Africa, docente Dipartimento di Diritto Pubblico dell’Università di Città del Capo) sulla violenza contro le donne: in l’Italia la violenza di genere è un problema significativo, sottostimato e affrontato in maniera poco appropriata ed efficace da parte del governo. Questo dice, il documento Onu.

Ne cito alcuni passi: Gender stereotypes, which predetermine the roles of men and women in society, are deeply rooted. Women carry a heavy burden in terms of household care, while the contribution of men thereto is amongst the lowest in the world… Despite article 51 of the Constitution, which entrenches the principle of gender equality, women are underrepresented in the public and private employment spheres, whether at the national, regional or local levels…

O ancora: domestic violence is the most pervasive form of violence that continues to affect women across the country… Domestic violence in the private sphere remains largely invisible and underreported.. .The continuum of violence in the home is reflected in the increasing numbers of victims of femicide. Since the beginning of the 1990s, the number of men-on-men homicide has diminished, while the number of women murdered by men has increased

Abbastanza deprimente.

Ma, secondo l’Avv. Mazzola, assolutamente falso.

“Se si analizzano invece i dati ufficiali e incontrovertibili” annuncia, e io mi chiedo: ma perché i suoi dati sono ufficiali e incontrovertibili, mentre i dati riportati dall’Onu no? E’ davvero solo una questione di “chi comanda”?

Di fatto c’è una ragazza uccisa, una in ospedale e più di 100 donne uccise dall’inizio dell’anno per quelli che vengono definiti dalla stampa “motivi passionali”.

Questo fatto preoccupa l’Avvocato Mazzola? No, lui è preoccupato di una incipiente “guerra dei sessi” e del fatto che, cianciando e ciarlando (di queste cose non bisognerebbe parlare…), “gli onesti vengono additati come diversi e i ladri dominano e svettano, impuniti”.

Sono i furti che preoccupano l’Avvocato Mazzola.

Non so perché, ma questo accenno ai furti e ai ladri mi fa pensare immediatamente a quella scena di Johnny Stecchino in cui si proclama che i grandi problemi della Sicilia sono l’Etna, la siccità e il traffico:

Straniamento. Forse dipende dai biscotti, molto più probabilmente dal fatto che a scacchi non sono mai stata troppo brava. Oserei dire che non mi sono allenata molto, ma sono convinta che, se comincio a leggere regolarmente il blog dell’Avvocato Mazzola, potrei arrivare a credere a ben sei cose impossibili prima ancora di aver addentato il primo biscotto della mattina.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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4 risposte a Al di là dello specchio (e quel che Alice vi trovò)

  1. Giulia ha detto:

    I dati veri sono quelli dell’ONU riportati da Mazzola. Gli altri dati non sono dell’ONU ma di un comitato femminista chiamato CEDAW e descritto qui http://www.dirittoeminori.com/pages/cedaw/

  2. Ah, le femministe cattive… Scusa, Giulia, avevo dimenticato le femministe cattive. Cedaw è la Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination Against Women). E’ un accordo internazionale, onnicomprensivo e legalmente vincolante sui diritti delle donne ed è stata prodotto dalle Nazioni Unite nel 1979. Il sito diritteminori che cos’è? E’ gestito da chi, scritto da chi? Perché dovrei considerarlo una fonte attendidibile? Alla pagina info mi mette un video di Tiberio Timperi, famoso per aver condotto “Mattina in famiglia”, poi diventato “Unomattina in famiglia”…. non mi sembra, in tutta franchezza, una fonte da proporre per essere presi sul serio… Qui il sito delle Nazioni unite: http://www.ohchr.org/EN/Issues/Women/SRWomen/Pages/SRWomenIndex.aspx
    Qui il Global Gender Gap Report 2012: http://www3.weforum.org/docs/WEF_GenderGap_Report_2012.pdf per dare un’idea del fatto che quel ciarlare di “donne pienamente tutelate in questo paese” è piuttosto inopportuno.
    Citare dirittoeminori per confutare l’Onu è esattamente l’atteggiamento che descrivo in questo articolo, un atteggiamento che dovrebbe tornare dall’altra parte dello specchio, invece di proporsi qui nel mondo reale…

  3. Pingback: Sul Femminicidio negato sul Fatto » Massimo Lizzi

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