Si discute di Pas al Parlamento Europeo

12 ottobre 2012

Interrogazione di Sonia Alfano

Giovedì 11 ottobre, le versioni online delle maggiori testate giornalistiche italiane diffondono il video – http://bit.ly/Q3zi3V – di un bambino letteralmente trascinato fuori da scuola, da alcuni agenti della questura di Padova. Il prelevamento é finalizzato a condurre il bambino in una struttura protetta, in esecuzione a un decreto della Corte d’appello di Venezia, che conferisce la patria potestà unicamente al padre, ritenendo il bambino affetto da PAS. Allo stato attuale, la madre sembra non avere diritto di accesso alla struttura.
La PAS o sindrome da alienazione parentale é una dinamica psicologica disfunzionale che si attiverebbe nel bambino quando la separazione genitoriale conosce una brutale fase di conflittualità. Si precisa, tuttavia, che gran parte della letteratura scientifica internazionale smonta l’esistenza della sindrome come fenomenologia medico-psichiatrica e la riduce a mero strumento di retorica forense nei casi di affidamento.

A prescindere dalle cause che lo hanno determinato, si ritiene che il trattamento ricevuto dal bambino in questa situazione specifica sia altamente lesivo del suo interesse superiore, specie se si considera la volontà espressa di voler rimanere con la madre. La Convenzione relativa ai diritti del fanciullo si pone a sostegno di questa ipotesi per le ragioni qui di seguito esposte. Al bambino, rinchiuso in una struttura, viene negato di avere relazioni familiari (art.8); all’atto del prelevamento gli viene negato il diritto di essere ascoltato (art.12) e non gli viene garantito il diritto a non subire violenza alcuna (art. 19). In linea generale, l’intera situazione viola il diritto del bambino a vivere in un’atmosfera di “amore e di comprensione [nonché] di affetto e sicurezza (…) morale”, nel rispetto del Principio sesto della Dichiarazione dei diritti del Fanciullo. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea protegge dal canto suo i diritti del minore all’articolo 24, con particolare riferimento al diritto della presa in considerazione dell’opinione personale del bambino.

Alla luce di questi fatti, non ritiene la Commissione che, nel caso specifico, possa configurarsi da parte dell’autorità pubblica italiana una violazione dei diritti fondamentali del fanciullo? Che cosa fa l’Unione europea per garantire che l’opinione del bambino abbia il giusto peso nelle cause di affidamento? Ritiene la Commissione che la legge L. 54/2006 – che al suo articolo 155 sexies fissa a 12 anni la soglia minima consentita a un bambino per partecipare a un procedimento giudiziario che lo riguarda – sia conforme al diritto internazionale? Il tema dell’inammissibilità del concetto di “alienazione genitoriale” – rigettato dalla comunità scientifica – é stato mai trattato dalle istituzioni europee? Esiste un progetto in tal senso?

Principio sesto della Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo: il fanciullo, per lo sviluppo armonioso della sua personalità ha bisogno di amore e di comprensione. Egli deve, per quanto è possibile, crescere sotto le cure e la responsabilità dei genitori e, in ogni caso, in atmosfera d’affetto e di sicurezza materiale e morale. Salvo circostanze eccezionali, il bambino in tenera età non deve essere separato dalla madre. La società e i poteri pubblici hanno il dovere di aver cura particolare dei fanciulli senza famiglia o di quelli che non hanno sufficienti mezzi di sussistenza. E’ desiderabile che alle famiglie numerose siano concessi sussidi statali o altre provvidenze per il mantenimento dei figli.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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