Dicono della Pas VII

Martedì 16 ottobre 2012

Quest’oggi il capogruppo della Federazione della Sinistra, Roberto Sconciaforni ha presentato una interrogazione alla giunta regionale dell’Emilia – Romagna, per appurare se e in quali casi sia stata diagnosticata la presunta sindrome da alienazione genitoriale (PAS) all’interno delle ASL della regione.

Sindrome non riconosciuta dalla comunità scientifica e che rischia di prestarsi ad un utilizzo strumentale nei casi di separazione, anche in presenza di gravi violenze.

Sconciaforni, inoltre, interpella la giunta in merito alle azioni che questa intenda intraprendere per evitare che la PAS venga inserita all’interno del nostro ordinamento.

Di seguito il testo dell’interrogazione

Al Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna

Interrogazione a risposta scritta

PREMESSO CHE

  • La Sindrome da alienazione Genitoriale o PAS (dall’acronimo di Parental Alienation Syndrome) è una controversa sindrome  e ipotetica dinamica psicologica disfunzionale che, secondo le teorie dello psichiatra statunitense Richard Gardner, si attiverebbe in alcune situazioni di separazione e divorzio conflittuali non adeguatamente mediate. 
  • E’ attualmente in discussione un ddl (957) nazionale che sancirebbe l’introduzione della PAS nel nostro codice civile

VALUTATO CHE

  • Detta presunta sindrome non è ufficialmente riconosciuta ne in campo nazionale ne in campo internazionale, tanto che la Associazione Psichiatrica Americana ha rifiutato di inserirla all’interno della stesura del prossimo manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DMS 5 o DMS V) 
  • La PAS non è inserita nella classificazione internazionale delle malattie (ICD) promulgata dall’OMS

VALUTATO INOLTRE CHE

  • Nel rapporto dell’ONU contro la violenza di genere a cura di Rachida Manjoo e in specifico nella parte riguardante l’Italia  si sottolinea che: “al momento la letteratura scientifica ed i professionisti legali internazionali sono unanimi nell’affermare l’inesistenza della PAS e la sua inammissibilità nelle sede legali, e altresì sulla necessità di ulteriori approfondimenti su ricerche e studi prima che nuove teorie possano essere utilizzate in complesse e delicate questioni collegate alla cura dei figli nei casi di sperazione”
  • Nel rapporto ombra elaborato dalla piattaforma italiana “Lavori in Corsa: 30 anni CEDAW” in merito allo stato di attuazione da parte dell’Italia della Convenzione ONU per l’Eliminazione di Ogni Forma di Discriminazione nei Confronti della Donna (CEDAW),  si sottolinea l’infondatezza delle basi scientifiche della PAS e i rischi di un utilizzo strumentale della stessa nei casi di separazione, anche in presenza di gravi violenze.
  • Sono già diversi i casi in Italia in cui questa presunta sindrome, nonostante non sia inserita nel nostro ordinamento, viene utilizzata nelle controversie per l’affidamento dei figli minori

SI RICHIEDE

  • Se e in quanti casi sia stata diagnosticata la PAS all’interno delle ASL dell’Emilia – Romagna
  • Quali iniziative intenda intraprendere la giunta affinché, considerati i pareri sfavorevoli della comunità scientifica internazionale, detta sindrome non sia inserita all’interno del nostro ordinamento,
  • In caso ci siano già state diagnosi di PAS sul territorio regionale, in che modo e con quali azioni, la giunta, intenda intervenire.

Bologna, 16/10/2012

Il Consigliere

Roberto Sconciaforni

Lunedì 12 novembre 2012

Alleghiamo la risposta dell’Assessore Lusenti all’interrogazione del Capogruppo FdS Sconciaforni sul tema PAS (sindrome da alienazione genitoriale).

Sconciaforni esprime soddisfazione per il fatto che tale presunta patologia “non può trovare spazio all’interno delle diagnosi cliniche”, così come affermato dall’assessore Lusenti.

Segue il testo della risposta

Oggetto: interrogazione n. 3252 del Consigliere Sconciaforni

Riguardo all’interrogazione di cui all’oggetto, comunico che i Servizi di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza delle AUSL, competenti per materia, non formulano e non hanno mai formulato diagnosi di Parental Alienation Syndrome (PAS). La deliberazione della Giunta regionale n. 911/2007, che definisce i criteri di qualità di questi servizi, stabilisce che la diagnosi vada codificata secondo quanto previsto dalla classificazione ICD 10 (classificaziane statistica intemazianale delle malattie e dei problemi sanitari correlati), all’interno di tale c1assificazione non rientra la PAS.

L’opinione condivisa dei professionisti della nostra Regione è che al momento la Parental alienation syndrome, o sindrome da alienazione genitoriale, sia da considerare solamente un costrutto di natura argomentativa che, in quanto, tale non può trovare spazio all’interno delle diagnosi cliniche.

Infine, qualora la Regione venisse chiamata ad esprimersi sull’argomento, lo farà in sintonia con quanto sostenuto dalla comunità scientifica.

Cordiali saluti

Carlo Lusenti

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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7 risposte a Dicono della Pas VII

  1. Geco ha detto:

    Di questa questione della PAS è molto interessante l’analogia parziale che c’è con la quasi conslidata “Sindrome da deficit di attenzione e iperattività”,la famigerata ADHD,che ci ha messo anni per essere accettata ed ancora è una diagnosi fatta con prudenza e controvoglia laddove ci siano professionisti competenti e sensibili.
    Sintetizando, la storia è quella di una sindrome costruita a tavolino,nel caso dell’ADHD,pare, con vantaggi notevoli per le grandi case farmaceutiche che avevano pronta un’anfetamina al’occorrenza. Quindi,diciamo,motivi di interesse economico.
    Ma,d’altro lato, vi era un interesse del sistema -in ultima analisi organizzativo/economico anch’esso , che consisteva nel dotarsi di minor personale di sostegno in classe e psicologico,nel limitare le spese per anni scolastici in più,e quindi con minori costi sociali e sanitari complessivi.
    Si presero una serie di comportamenti naturali ad una certa quota di bambini (anzi,a molti: disturba,non sta attento,fatica a stare fermo nel banco,ecc) e li si mise assieme costruendo appunto una “sindrome”,cioè un insieme di comportamenti che se rientranti nella fattispecie della sindrome ne diventano giocoforza predittivi e/o indicatori.
    Si è oggettivata e medicalizzata una serie di normali comportamenti da sempre costituenti l’esser-bambino,semplicemente legandoli assieme in un fascio con un’etichetta scritta sopra.
    E pare che questa procedura sia la stessa messa in atto nel caso di PAS,da quel che si capisce.La natura che diventa patologia. Perchè è logico che un bambino sotto tensione manifesti certi comportamenti.Ma sarebbe ,per estensione paradossale,come sospendere l’innamoramento creando ad hoc una “Sindrome da investimento affettivo disadattivo” mettendo come indicatori: mangia meno,dorme poco,sul lavoro e nello studio mette meno attenzione,ha spesso la testa per aria,ecc.ecc.
    In questi casi si fa sempre bene, per capirci di più, a chiedersi “Chi ci guadagna?” (soldi,ma non solo). E’ l’approccio migliore.E,purtroppo,può succedere (come nel caso del’ADHD) che a guadagnarci non siano solo interessi privati di singoli o di qualche lobby o corporazione ,ma anche la società nel complesso o in sue componenti e funzionalità importanti.E bisogna sapere che in quei casi la “sindrome” è destinata ad avere successo.Speriamo qui non sia così,ciao.(PS:bravi Sconciaforni e Lusenti anche se il suo “al momento” non è rassicurante..)

  2. Purtroppo le notizie relative all’argomento “psichiatria” non sono confortanti http://www.scienzaeprofessione.it/public/nuke/modules.php?name=News&file=article&sid=717 Qui ad esempio leggo: “Il DSM V sembra proseguire in questo inquietante processo di psichiatrizzazione della sofferenza psicologica: una delle novità più avversate è quella di classificare come patologica una reazione depressiva da lutto se questa dura più di 2 settimane.” Vorrei sottolineare: DA LUTTO. C’è un fattore oggettivo che determina lo stato depressivo, non è una depressione non motivata, eppure la si vuole classificare come “patologica”… Non abbiamo più il diritto di soffrire? Di provare dei sentimenti? Ancora: “Una ulteriore significativa novità, anche questa riguardante bambini ed adolescenti, è che viene creato il “disturbo dell’umore distruttivo” i cui criteri diagnostici sono 3 attacchi di collera alla settimana ed uno stato persistente di irritabiltà, rabbia e negativismo. Sorge spontanea la domanda di quale sarà la sorte dei giovani etichettati con queste caratteristiche. Inoltre, la definizione di disturbo della attenzione con iperattività viene resa più ampia, con il rischio di aumentare ulteriormente la già frequente diagnosi.” La causa di tutto questo sarebbe “un fattore culturale: una oligarchia di psichiatri è convinta di detenere le chiavi della conoscenza delle profondità della psiche e non esita a psichiatrizzare anche situazioni di sofferenza che forse sono solo varianti della normalità.”
    Io non nascondo che tutto questo mi fa pensare (e non solo a me) ad una famosa distopia, “Il mondo nuovo” di Huxley, in cui si paventa una umanità in cui le emozioni “negative” (considerate negative alla luce di valori come “stabilità” e “consumo”) sono messe chimicamente a tacere con l’unico scopo di perpetuare un sistema.

  3. Geco ha detto:

    Sì,da tempo la psichiatria (dal greco “cura dell’anima”) è una prima linea fra l’umanità e la disumanizzazione,la mercificazione,il “controllo sociale”,il bio-potere e così via.
    Lo è perchè l’oggetto stesso di cui si occupa lo porta ad esserla.
    Il preoccupante,anche leggendo queste cose sulla PAS,è la tendenziale estensione di certe prassi,del processo di etichettatura di tutti i comportamenti che non siano un liscio, pulito, plasticosamente convenzionale esistere-nel-mondo,al modo di quello irreale delle famiglie delle pubblicità.
    Personalmente,farei invece delle sindromi su misura per chi non ha qualche volta all’anno almeno una discussione animata,per chi passa più di tot ore al giorno a pulire la casa gli oggetti sulle scansie e le mani ed il corpo (spesso sono molto aggressivi,è “scientifico” anche questo),per chi
    non abbracci o accarezzi un figlio/a almeno una volta al giorno, per chi sovrainveste sul denaro e la ricchezza o sulla professione,ecc.ecc.
    Il fatto è che
    1)chi costruisce le sindromi psichiatriche per il DSM sono professionisti quasi sempre anche consulenti per case farmaceutiche,persone che in cambio hanno denaro,visibilità,avanzamenti di carriera,potere accademico,ecc.Cosa ci guadagnino le case farmaceutiche sappiamo già:denaro.
    .2)queste convenienze si intrecciano in modo perverso con certe convenienze sistemiche.Una medicina che riesca fa risparmiare su personale d’appoggio,psicologi,servizi sociali,medici.In realtà non è sempre così,ma tanto basta ai governanti ai vari livelli. Pensiamo alle difficoltà economiche un servizio sociale comunale o di un servizio sanitario regionale oggi.
    3)Più sfumata,ma certo presente,la necessità del sistema sociale di individuare,catalogare,e disciplinare le potenziali deviazioni/perturbazioni che per esso sono sempre pericolose.Un’esempio ne sono le schedature di massa delle polizie per i contestatori.E’ un’esigenza antica.
    Nell’intreccio di questi fattori e di altri si muove la psichiatria.
    Nel caso della PAS bisogna individuare bene il “cui prodest”,che sarà leggermente diverso,ma ci sarà senz’altro. E considerare anche l’aspetto del vantaggio sistemico,che di solito sta in disparte ma è determinante.

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