Misoginia nel web: l’argumentum ad feminam

Ho scritto tempo fa dell’’annuncio pubblicitario argumentum hominem, ovvero il tentativo di screditare un argomento o una posizione richiamando l’attenzione sulle caratteristiche della persona che sta sostenendo l’argomento o che mantiene la posizione.

Un tipo particolare di questo genere di fallacia (dal latino fallere, ingannare) è l’argumentum ad feminam, che ricomprende tutte quelle considerazioni che tendono a screditare un argomento, o una posizione, richiamando l’attenzione sul fatto che a sostenere l’argomento è una donna, una donna che probabilmente è nel bel mezzo del ciclo mestruale.

Una mia cara amica mi segnala, che (probabilmente con l’intento di farsi perdonare) il blog di Beppe Grillo affronta il delicato tema della violenza sulle donne, lasciando la parola ad Anna Costanza Baldry, psicologa e membro dell’associazione Differenza Donna.

La Dott.ssa affronta il tema dello stalking e la reazione del pubblico “evoluto” non si fa attendere…

Si comincia con il piagnisteo del babbomat sul lastrico, che non c’entra niente, ma compare ogni volta che qualcuno digita sulla tastiera del pc la parola “donna”: Faccio presente che ci sono milioni di uomini che hanno dovuto cambiare le proprie abitudini dopo un divorzio e/o separazione. Vivono nascosti nei sottoscala ed elemosinano ospitalita’ a parenti o amici, mangiano alla caritas, non si fanno piu’ vedere in giro dagli amici coi quali prima prendevano il caffe e commentavano le partite di calcio, perdono la salute, si ammalano di rettocolite ulcersosa, cambiano numero di cellulare per doversi vergognare . . . . e le istituzioni non fanno niente. E se provano a reclamare un po di giustizia, si deveono pure pagare il patrocinio legale. Assurdo!

Anche le stelle sono milioni di milioni, ma hanno anche tanto spazio ove distribuirsi… Tutti questi sottoscala intasati da uomini deperiti, perché nessuno li fotografa? Non possono passare inosservati, in fondo l’Italia non è così grande…

Vi cito comunque il testo dell’art. 612 bis c.p.per darvi modo di verificare l’attinenza del commento:

E’ prevista la pena della reclusione da sei mesi a quattro anni per chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da .

– cagionare un perdurante e grave stato di ansia ;

– cagionare un perdurante e grave stato di paura ;

– ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria ;

– ingenerare un fondato timore per l’incolumità di persona
al medesimo legata .

Un altro commento: Purtroppo una famiglia consuma meno di due single. L’emancipazione femminile, giusta e sacrosanta, fa tanto comodo alle banche, alle corporation e all’economia. Ci avete mai pensato? Chi guadagna veramente dall’emancipazione femminile? Le grandi corporation che hanno raddoppiato la customer base! Ovviamente se donne e uomini si fanno la guerra, la famiglia va “a puttane”, ma l’economia ne trae beneficio!

Qui incontriamo il genere complottista: sono le banche a convincere le mogli a chiedere il divorzio. Dobbiamo immaginare l’impiegato di banca che abborda la signora, magari al reparto collant del supermercato (lì di sicuro non c’è il marito a difenderla), e la indottrina sul concetto di “emancipazione” allo scopo di raddoppiare la customer base. A questo punto il marito, per opporsi politicamente allo strapotere degli istituti di credito, ingaggia una coraggiosa battaglia che questo cieco mondo ignorante liquida come stalking.

Questo lo cito per puro fastidio, anche se non è attinente neanche al titolo del mio post: comunque gli omosessuali appartengono ad un mondo diverso dal mio e spero che prima o poi la scienza troverà il sistema per curarli. che ci devo fare li considero una irregolarità o uno scherzo della natura. Eh, che ci deve fare? Gli auguro che la scienza possa fare dei progressi anche per il suo caso…

Ma mi sono dilungata troppo, arriviamo al punto: Da psicologo vorrei far notare un interessante fenomeno sociale che si sviluppa sovente in contesti del genere in cui si parla di violenza sulledonne. Noto che alcune sono molto interessate ed appassionate (una in particolare) tanto da diventare addirittura aggressive ed eccessivamente difensive anche solo in presenza di una innocente battuta maschile, invertendo così il ruolo e diventando esse stesse “l’uomo che picchia la donna”, ma in senso inverso. Si è scoperto che si tratta, generalmente, di donne che odiano l’uomo cacciatore per un sol motivo: che non ne sono state loro la preda preferita, e solitamente sono donne poco interessanti sia
fisicamente che intellettivamente. Questo mancato interesse degli uomini nei loro confronti le ha caricate di un odio che le porta agli estremi di
cui parlavo inizialmente, e si scagliano con violenza ed esagerato rancore verso gli uomini in generale. Vorrei dire a queste donne sole (o male
accompagnate) che desidererei prescrivere loro, anzichè le solite pastigliette calmanti, un robusto bambolo gonfiabile col quale passare qualche momento piacevole.

Ci voleva uno psicologo per introdurre l’argumentum ad feminam per eccellenza: le donne che prendono “aggressivamente” la parola (cioè tutte quelle che non sono d’accordo con lui) sono solo quelle così brutte e così stupide che nessun uomo concederebbe loro qualche momento piacevole.

Logorate dalla mancanza di attenzione del prode cacciatore, private dei necessari psicofarmaci, queste cozze afflitte da carenze intellettive si trasformano in “uomini che picchiano le donne, ma in senso inverso” (non lo so come potrebbe essere, non ho mai picchiato nessuno, forse è una tecnica israeliana), riuscendo nel contempo a far approvare norme inverosimili come l’art. 612 bis del codice penale.

Il bello è che questo psicologo si riferisce ad una signora che commenta il blog: non la conosce, non l’ha mai vista… ma è certo che sia brutta. E, senza averla mai incontrata, ha pronta per lei una prescrizione (molto professionale…). Della sua bruttezza e conseguente solitudine (chi è brutto è anche necessariamente solo) ne è certo sulla base di un noto  fenomeno sociale che si sviluppa sovente in contesti del genere in cui si parla di violenza sulle donne: quando si parla di violenza sulle donne compaiono immediatamente delle signore poco avvenenti allo scopo di menare virtualmente le mani (aggiungerei: accompagnate da padri sul lastrico, malati di rettocolite ulcerosa, che dormono nei sottoscala e mangiano alla Caritas – molto offensivo nei confronti dei cuochi della Caritas).

Mi interesserebbe sapere a quali studi fa riferimento, questo psicologo, per parlare di  fenomeno sociale. Forse al sondaggio della Dott.ssa Pezzuolo.

Vi allego la foto di una delle frustrate bruttone in un momento di violenza “inversa”:

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in affido e alienazione genitoriale, in the spider's web e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a Misoginia nel web: l’argumentum ad feminam

  1. Maria ha detto:

    Articolo molto divertente. L’arma che hai adottato per smontare questi ultras del maschilismo: l’intelligente e sfavillante ironia, è perfetta. Sarà una risata che li seppellirà…nei sottoscala!

  2. bigenitorialita ha detto:

    Questo è un angolo di web dove una persona con delicatezza, talento e tanta passione regala con estrema intelligenza, momenti piacevoli, conditi da sana ironia su tutto ciò che viene goffamente “mistificato”.

  3. Morgaine le Fée ha detto:

    Sono d’accordo (lavorando nella scienza, poi, sottoscrivo tutto il post).
    la cosa interessante é che in genere le femministe non attaccanno i machisti con argomenti tipo ‘si ma voi volete la donna sottomessa perché siete cosí brutti che altrimenti nessuna vi filerebbe’.
    Peró loro sí martellano spesso su questo punto, che se sei femminista é perché sei diversamente bella, mica che sei femminista perché stai difendendo i tuoi diritti di persona.
    Quella delle banche é esilarante. Io ho invece l’impressione, guarda un po’, che al sistema faccia comodo tenere le donne inchiodate a compiti di cura, cosí si scarica -gratis- il welfare su di loro, anziché avere un welfare statale efficiente.

  4. Morgaine le Fée ha detto:

    Ho dimenticato di aggiungere che avevo apprezzato molto anche quel post in cui mettevi giú tutti i numeri del disagio economico dei genitori separati (e che mostrano, invece, come ci siano piú madri che padri a vivere in condizioni di povertá).

  5. Ciccibum ha detto:

    Sono femminista per tanti motivi molto meno scimmieschi di quelli esposti da ‘sti trogloditi ma anche perché, purtroppo, a me i cacciatori non m’hanno mai ignorata…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...