La contraddizione di chi predica la bigenitorialità e poi scrive questo:

i padriche non voglionoQuesto è un illuminato commento tratto da una pagina che si intitola “No alla violenza sulle donne” (sottotitolo: “NO alla violenza, alla calunnia, al femminismo autoritario, all’alienazione genitoriale e ad ogni altro abuso sull’infanzia”).

E’ una pagina che si occupa di violenza di genere… a modo suo: ovvero fomentando l’odio verso le donne, come parecchi hanno già osservato (potete leggere qui oppure qui).

Fra i suoi cavalli di battaglia c’è’, ovviamente, la difesa del principio di bigenitorialità (come si legge nel sottotitolo, dove è citata l’alienazione genitoriale), che, ricordiamo, è il principio ideologico in base al quale un bambino ha una legittima aspirazione, ovvero una sorta di diritto naturale, a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori, anche nel caso questi siano separati o divorziati. Sulla base di questo inalienabile diritto, i bambini che sostengono di non voler trascorrere del tempo con uno dei genitori vengono trascinati sull’asfalto dalla Polizia, perché sono alienati e vanno resettati: così la bigenitorialità finisce con lo spedire i bambini in strutture protette, nelle quali esperti di riprogrammazione affettiva si occupano di tenere ben lontano il genitore alienante.

Tutti questo, è chiaro, per tutelare i poveri bambini, il cui benessere è l’obiettivo dei disegni di legge che vogliono introdurre l’alienazione genitoriale nel nostro ordinamento.

Qui ci imbattiamo in una considerazione di Rossella, amministratrice della pagina, che improvvisamente si mette a parlare del diritto dei padri di rifiutare la paternità: lui non voleva riconoscere la figlia e invece lei voleva costringerlo ad assumersi  la paternità.

Alla luce del principio di bigenitorialità – quel principio in base al quale i bambini che si rifiutano di godere del diritto ad una frequentazione paritetica con entrambi i genitori vengono trascinati dalla Polizia verso il genitore ingiustamente rifiutato – sarebbe legittimo supporre che una pagina pro-alienazione genitoriale auspicasse il medesimo trattamento per il padre reticente… La bigenitorialità è o non è un diritto da perseguire con qualunque mezzo? Perché non sono intervenute le forze dell’ordine a trascinare sul marciapiede questo uomo refrattario al sacro principio di bigenitorialità?

Invece, coup de théâtre! Secondo Rossella a sbagliare è stata la madre, che non si è preoccupata di proteggersi durante il rapposto sessuale (si dà per scontato che la contraccezione sia un onere esclusivamente femminile), e che, dopo aver sbagliato una volta, ha risbagliato non optando per  l’aborto.

Questo povero uomo una bambina non la voleva, proprio no. Non la voleva con tanta determinazione che ha finito con l’uccidere questa madre che testardamente lo richiamava alle sue responsabilità. Rossella suggerisce: se quella sciocca avesse preso la pillola tutto questo non sarebbe successo…

Come si chiama questo omicidio secondo Rossella? “Conflittualità”. E l’assassino? Non era giusto pretendere che facesse il padre, se proprio non se la sentiva…  di fronte ad un’ingiustizia, chi non reagirebbe con un bell’omicidio? Soprattutto quando di mezzo ci sono gli avvocati… Se quella sciocca non si fosse rivolta ad un legale, probabilmente sarebbe ancora viva.

Ma, cara Rossella, e la bambina? Dove sono finiti i diritti di questa bambina? Come mai proprio questa bambina non aveva diritto alla bigenitorialità?

L’unico diritto tutelato dalla signora Rossella è il diritto dell’uomo: il diritto di vita e di morte su donne e bambine…

A rigor di logica, i paladini della bigenitorialità dovrebbero esprimere il loro disappunto nei confronti di una pagina del genere, che così spudoratamente calpesta il diritto di una bambina ad avere il suo papà. Invece, proprio i paladini della bigenitorialità sono quelli che in passato l’hanno difesa dagli attacchi della stampa.

Vi domando: l’incoerenza di questi soggetti la rilevo solo io?

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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37 risposte a La contraddizione di chi predica la bigenitorialità e poi scrive questo:

  1. Paolo1984 ha detto:

    io sono dell’idea che se uno non vuole figli e non si fida di lasciare la responsabilità della contraccezione a lei (e in un rapporto occasionale o con chi non si conosce bene ci sta anche questa prudenza) si mette il preservativo e stop altrimenti non si può lamentare troppo. Però non capisco cosa c’entra questo discorso e il discorso della “paternità imposta” con l’omicidio di questa poveretta che se quello che raccontano è vero, voleva solo un padre per la figlia. Sì gli alfieri della bigenitorialità ad ogni costo cadono in grave contraddizione: perchè se si stabilisce che è un diritto irrinunciabile dei bambini..allora il genitore che vi si sottrae deve essere obbligato..per il bene dei bambini

    • Infatti, è proprio la contraddizione che volevo sottolineare. La coerenza è importante, soprattutto quando si pretende di avvalersi di metodi coercitivi. Se c’è un omicidio di mezzo, comunque, non credo sia corretto trovare un escamotage per accusare la vittima…

      • pinzalberto ha detto:

        Incredibile! Omicidio a parte, che è un atto orribile in qualsiasi circostanza, è impensabile volersi fare una “scopata” senza poi prendersi la responsabilità di quell’atto. Nessuno l’ha obbligato, e le scelte si pagano! Il post di Rossella è imbarazzante, su tutti i suoi punti. La tutela maschile si chiama matrimonio (che allargherei anche alla convivenza, ma purtroppo in Italia dobbiamo fare i conti con un Vaticano). Per i rapporti occasionali, o al di fuori dai diritti istituzionali, chi sbaglia paga!

  2. alex ha detto:

    il diritto a non riconoscere un figlio va riconosciuto all’uomo, altrimenti lo si priva di qualsiasi diritto riproduttivo.

    • Caro Alex, cos’è esattamente il diritto “riproduttivo”? Il diritto a riprodursi (quindi significa che l’uomo dovrebbe essere libero di trasferire il suo DNA senza però essere obbligato a riconoscere legalmente la creatura) oppure il diritto a copulare senza porsi il problema della contraccezione? Detto così il suo pensiero non è molto chiaro…

  3. alex ha detto:

    il diritto al disconoscimento della paternità. ci sono diversi casi documentati di donne che incastrano il compagno attraverso una gravidanza da lui non richiesta per essere mantenute.

    • Lo “incastrano” dice? E quali sono questi casi? Ed esattamente in che modo riescono ad ottenere lo sperma del malcapitato non consenziente?
      Comunque, lei ha compreso che una volta che un bambino è al mondo, è della tutela del minore che deve occuparsi il Tribunale? Il mantenimento non spetta alla donna, ma al bambino. Cosa si dovrebbe fare, secondo lei, del bambino? Quali diritti ha il bambino? Avrei tante domande da farle… Ad esempio: dal punto di vista etico, lei come valuta l’omicidio in questione? Secondo lei questo padre è da perdonare per l’omicidio, alla luce di questo profilo di “donna incastratrice” che lei ci propone? Come si colloca lei nella polemica sulla bigenitorialità? Ritiene che l’essere un padre biologico non comporti nessun tipo di legame con il minore? E’ a conoscenza del fatto che la pagina che pubblica questo intervento sostiene che è un diritto del minore avere entrambi i genitori? Ma soprattutto: ha letto bene il post?

      • pinzalberto ha detto:

        Brava!! Questo è l’egoismo di chi non vuole crescere. Tipico egocentrismo maschile della società moderna, tutto gli è dovuto. Come si fa a minimizzare una gravidanza con il desiderio del mantenimento finanziario? Non metto in dubbio che esistano donne che lo facciano, come esitono truffatori, e ladruncoli vari in questo mondo. Ma questo non deve preclude la tutela delle madri. Prima di rilasciare queste affermazioni ogni uomo dovrebbe riflettere sulla propria madre, e come agirebbe per la sua tutela.

      • Ciò che sconcerta è che queste persone pensino immediatamente al denaro e non sentano nessun tipo di trasporto emotivo per una creatura innocente che comunque è al mondo. Si potrebbe concludere che la genitorialità non è innata, non è “naturale”. Sembrerebbe che neanche il sentimento inverso sia naturale: tu fai appello al sentimento verso le proprie madri… Ma chi ti dice che tutti lo provino, questo sentimento? Io credo che le persone vadano educate ai sentimenti, che il trasporto, l’affetto, il desiderio di prendersi cura di qualcuno, non sono un qualcosa che sorge spontaneamente in virtù di legami di sangue, ma sono emozioni che dobbiamo imparare a sentire e a vivere. In un epoca come questa, in cui tutto è rapportato a freddi parametri economici, in cui l’essere umano non è altro che moneta, come si fa a parlare di sentimenti?

  4. maria serena ha detto:

    soprattutto: visto che ci sono “donne incastratrici”,perchè non si è messo il preservativo? perchè la contraccezione deve essere sempre femminile? dato che era lui a non voler figli…..e poi,dato che son d’accordo sul fatto che un uomo non dovrebbe essere costretto a riconoscere un figlio se non lo vuole,perchè poi i paladini della sua difesa quando una donna abortisce perchè non vuole un figlio la chiamano assassina?

    • E’ veramente difficile per queste persone essere coerenti… Io, comunque, sono d’accordo sul fatto che non si può imporre ad una persona di essere genitore se non vuole. Il problema è che questo, invece, è uno dei punti chiave dei disegni di legge sul condiviso: i genitori DEVONO essere due, a prescindere dalla volontà dei genitori e addirittura a prescindere dalla volontà del minore. Sono disegni di legge che si concentrano sull’apparenza -sul fatto che materialmente uno debba essere in un dato posto ad una data ora – e poco sulla sostanza, ovvero la qualità dei rapporti. Quello che comunque bisogna sottolineare, nel commento di Alex, è che ci sono uomini (come Alex, appunto) che non sentono alcun tipo di trasporto nei confronti del nascituro, nonostante il legame biologico: questo dimostra che l’essere genitori non dipende tanto dal DNA, quanto dal fatto di percepire se stessi come genitore. Una persona così restia ad occuparsi di un bambino, così emotivamente fredda nei confronti della paternità, che razza di contributo può dare alla crescita di un bambino? Nessuno, se non addirittura può creare dei problemi: perché tanta anaffettività fa male.

  5. L'Universo Dentro ha detto:

    Ricciocorno sei inappuntabile. Se un uomo proprio non vuole figli, tanto quanto potrebbe non volerlo una donna, allo stesso modo di quest’ultima si può “cautelare”. Esiste una cautela per eccellenza che è l’astinenza dal rapporto….ma se proprio non riuscite a contenere la foga istintiva allora mi sa che vi dovete assumere la responsabilità anche per quello 0,00001 per mille in cui la contracezione fa cilecca. Ad ogni modo: la donna o vuole o non vuole un figlio, questa responsabilità è obbligata ad assumerla (anche l’aborto passa attraverso il suo corpo/psiche). Mettiamo tutti sullo stesso piano e si, come Ricciocorno dice, coerenza per favore: trasciniamo sull’asfalto, con la polizia, tutti quelli che non vogliono assumersi la responsabilità delle loro azioni (e anche delle azioni dei loro spermatozoi). Se non vogliono occuparsi dei figli non li si può costringere. Ma se non vogliono mantenerli il discorso cambia. Mantenere i figli è dovere (perchè è un diritto dei bambini), non una scelta. Il problema, quello vero, a proposito di bigenitorialità, è che molti irresponsabili di tal specie usano l’arma dell’affido condiviso solo per evitare di passare il mantenimento a quella poco di buono eccessivamente incintabile della madre.

  6. Ciccibum ha detto:

    Ah e così adesso i misogini si fanno chiamare Rossella oppure sono finalmente riusciti a trovare una fantoccia disposta a continuare la tradizione di usare facebook per colpevolizzare le donne che vengono massacrate tutti i giorni e dare sempre la licenza di uccidere ai portatori insani di pene?
    Oh sì, le donne che aspirano il seme, lo fanno passare attraverso la cervice su fino alle tube nei giorni magici che solo le streghe conoscono ed ecco qui, il mito di Lilith che ritorna per l’eterna deresponsabilizzazione dei peggiori crimini contro le schiave.
    Posso esprimere lo schifo che mi fanno?
    E comunque, sì: la bigenitorialità è un dovere del bambino ogni volta che il padre la pretende. Non è un diritto del bambino quando a pretenderla è lui/lei stesso/a. Nel qual caso, addirittura si parla di ricorso all’aborto su una pagina che ha fatto dell’antiabortismo uno dei cavalli di battaglia per inferocire gli ignoranti contro il femminismo. Ma guarda un po’, l’aborto fa schifo, tranne che quando serve ai non-papà, ovviamente. Addirittura in questi casi la maledetta baldracca non ha abortito. Ma come ha osato?
    Insomma, se è maschio ed è violento è innocente. Sempre. Se è maschio e non è violento è un ricchione, un maschio pentito e va sterminato. Casomai non fosse ancora chiaro a tutti come la pensano certi.
    Qualche altra cosa? Volete ordinare pure il dolce e l’ammazzacaffè o continuiamo solo a fare le schiave?

  7. 62peppe ha detto:

    In Italia c’è un’evidente disparità legale tra uomini e donne circa i propri doveri di genitori l’obbligo a proprosito del riconoscimento dei figli.

    Alle donne che non vogliono assumersi la responsabilità di genitore la legge consente:
    1-di abortire
    2-di non riconoscere il figlio alla nascita consevando l’anonimato anche nei confronti del figlio.
    3-di uccirere il figlio neonato subendo una pena minima (da 4 a 12 anni invece che da 21 anni all’ergastolo), meno di eventuali complici (da 21 anni in su). Con il minimo della pena e con gli attuali benefici di legge potrebbero non fare neanche un giorno di carcere.

    Agli uomini invece c’è sempre e comunque l’obbligo del riconoscimento del figlio.

    La violazione del principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e dell0guaglianza di doveri dei genitori sanciti rispettivamente dalgi articoli 3 e 30 della Costituzione è evidente.

    • Mi sembra chiaro che lei non ha compreso l’argomento del post. La bigenitorialità è un principio che sancisce il diritto del minore ad avere dei genitori, un diritto che dovrebbe sovrastare quello degli adulti. Un diritto del minore, del bambino, verso il quale è evidente che neanche lei prova alcuna empatia. Il fatto che l’uomo oggetto delle considerazioni di Rossella abbia ucciso una donna vi sembra irrilevante e fate tutti considerazioni sull’aborto. Devo dedurne che siccome le donne possono abortire, gli uomini sono legittimati ad uccidere delle madri? E’ una sorta di contrappasso? Una vendetta per il fatto che la natura vi ha deprivati di un utero?

    • Ciccibum ha detto:

      Agli uomini, invece, è consentito sparare cazzate, evidentemente.
      1)La legge consente ad entrambi i genitori di sottrarsi al riconoscimento della prole e non esiste alcun articolo di legge che vieti espressamente il non riconoscimento all’uomo e lo autorizzi alla donna, quindi le azioni legali che vengono di conseguenza sono discrezionali ma non sono la risposta ad eventuali reati.
      In parole povere: non c’è alcun articolo di legge che dichiari quanto scritto sopra dal signor 62peppe, inviato dei movimenti per i diritti del maschio e da questi erroneamente indottrinato.
      Ovvero: è lecito per un padre rifiutare la paternità. Non sarà messo in galera per questo. Ma è lecito per una madre o per un figlio fare causa per ottenere i danni. Il che non significa che questo procedimento abbia le sue radici in un reato che riguardi un solo sesso. In teoria è possibile anche il contrario, ovvero far causa ad una madre per ottenere il mantenimento, ma ciò non avviene quasi mai perché è ovvio che per questioni naturali “mater semper certa est”.
      Poi c’è l’abbandono di minore, che invece è un reato ma è regolato differentemente dal riconoscimento.
      Inoltre, quando una madre rifiuta il riconoscimento del figlio, questi viene dato in adozione in maniera irrecuperabile in pochi mesi di tempo (per il bene dei figli, sapete) mentre il padre conserva la libertà di rifarsi vivo e pretendere di essere obbedito (*) anche dopo decenni di assenza se il figlio è rimasto con la madre e questa magari s’è risposata con un uomo meno vigliacco.
      (*) Obbedito perché è quello che volete, cioè devozione obbligatoria sancita per legge.
      Questo è il succo della vostra lotta per la scomparsa del padre patriarca e per la PAS.

      2) La pena per le donne che uccidono neonati è valutata in conseguenza all’esistenza o meno di una sindrome da depressione post-partum, una cosa che all’uomo non può venire per motivi naturali.
      La sindrome da depressione post-partum è una malattia reale, esistente, compresa nei manuali internazionali di diagnostica. Non come la PAS, per intenderci.
      Altrimenti potete lamentarvi dell’ingiustizia del fatto che il parto sia incombenza femminile e non maschile. Però non credo sia un gap risolvibile e me ne dispiaccio per voi perché io, se avessi potuto decidere,avrei preferito che la gravidanza fosse decisa di volta in volta di comune accordo dalle coppie, tipo “quello prima l’ho partorito io, ora tocca a te”.

      3 e non ultimo per importanza)
      Sotto un articolo che parla di bigenitorialità arriva qualcuno a cantare la solita canzoncina del diritto maschile di sottrarsi alla paternità. Il che cozza nettamente con lo scopo di difendere i presunti padri sottratti e coincide, invece, nettamente col manifesto del mascolinismo, per cui diventa palese e sfacciato che la questione della bigenitorialità sia diventata strumento nelle mani del mascolinismo e che non abbia assolutamente niente a che vedere con il benessere dei figli, di cui non pare ci sia molto interesse nei siti e blog ad orientamento mascolinista.

      • Finalmente… Il punto 3 era l’argomento del mio post: la contraddizione in cui cade chi predica la bigenitorialità come “diritto naturale del minore” da perseguire anche con la forza, anche contro il volere dei soggetti coinvolti, anche contro il volere del minore, e contemporaneamente sostenere queste tesi strampalate sull’uomo che dovrebbe poter abortire. Eppure tutto acquista un senso se vi racconto di una testimonianza che ho avuto modo di ascoltare a Napoli, al convegno sull’alienazione genitoriale (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/11/24/desaparecidos/).
        Un marito comincia a maltrattare la moglie dopo la nascita della bambina: scopre che non vuole essere padre, che la sua nuova vita non gli piace e principia una relazione con un’altra donna. La moglie si rifugia dai genitori. Il marito intenta una causa chiedendo il disconoscimento di paternità, ma viene dimostrato che la bambina è sua. Cosa fa allora quest’uomo, visto che non è riuscito a liberarsi di una famiglia che non vuole più? Trova uno psicologo che stila una bella diagnosi di Pas alla bambina e accusa la ex moglie di essere un genitore alienante.
        Ci sono persone che possono percepire i propri figli come fardelli o come strumenti da utilizzare per esercitare potere o avere vendetta, a seconda del momento e dell’opportunità, ma proprio non riescono ad accettare che sono esseri umani, dei quali dovrebbero semplicemente prendersi cura.
        Questo e l’uso che si intende fare della bigenitorialità e dell’alienazione genitoriale. Basta entrare in un Tribunale e se ne può fare diretta esperienza.
        Che tristezza…

  8. Cerchiamo di chiarire l’argomento, visto che mi pare si sia creata molta confusione. La discussione non riguarda il volere non volere essere genitori (un problema che, come molto saggiamente ci ricorda Paolo, può essere risolto con un pratico ed economico preservativo), e neanche l’aborto, che, riguarda il corpo delle donne, ma la contraddizione in cui cade una pagina facebook che si professa paladina della paternità, pubblica da anni post nei quali spiega come donne malvage ed egocentrice ostacolino i poveri padri ansiosi di vivere la loro genitorialità, e poi si mette a difendere un assassino sostenendo che ha ucciso perché la società, nella persona di una donna irresponsabile e prepotente, voleva obbligarlo a fare il padre. Mi verrebbe da chiedere ai gestori di questa pagina: ma la paternità vi interessa o no? O l’unica cosa che vi interessa è lamentarvi? Perché non potete lamentarvi di una cosa e del suo contrario: o volete fare i padri oppure no. O sostenete che la paternità è “necesaria” sempre (come di fatto fate sostenendo il ddl 957) oppure dovete convenire che il principio di bigenitorialità non è applicabile a tuttte le situazioni, visto che in questo caso non trovate opportuno applicarlo. Ma non potete sostenere che il principio di bigenitorialità vale solo quando è un uomo ad invocarlo, perché questa è discriminazione.
    Ora, posto che io ritengo che nulla possa giustificare un omicidio e che tirare fuori certe argomentazioni è criminale, perché crea la percezione che possano esistere buoni motivi per uccidere un essere umano, mi sembra incredibile che a tirare fuori simili argomentazioni siano proprio quei padri che gridano a gran voce che tutti i padri dovrebbero stare con i loro figli e che dovrebbe essere approvato un disegno di legge, il ddl 957, che nell’introduzione specifica che il giudice dovrebbe rifiutarsi di ratificare quegli accordi presi consensualmente fra genitori che non rispettino il dogma dell’affido condiviso con tempi di frequentazione paritetici fra le figure materna e paterna (una intrusione ingiustificata nella vita di individui che perderebbero del tutto la libertà di decidere autonomamente della loro vita).
    Ora, tutti gli uomini che vengono a commentare qui mi sembra che ci tengano a difendere il loro diritto a non essere padri: o no? E vi stupirà scoprire che sono d’accordo con voi: non volete essere padri? Nessuno dovrebbe obbligarvi. E’ terribile che un bambino debba essere accudito da persone che non lo vogliono, terribile. La famiglia come entità “biologica”, fondata sui legami di sangue, ha fatto il suo tempo, a mio modo di vedere le cose. Dovremmo elaborare nuovi concetti di famiglia, in cui con il termine “famiglia” si possa indicare un “luogo” in cui persone desiderose di prendersi cura l’una dell’altra, nel rispetto reciproco trascorrono una vita densa di rapporti costruttivi e di qualità. Ho già scritto di questo e credo che lo Stato dovrebbe prendere atto del fatto che nuove realtà necessitano di nuove norme. https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/09/22/la-famiglia-le-famiglie/
    Nuove, completamente nuove. Norme che tengano in considerazione la qualità dei rapporti e non il legame biologico fra le persone. E per ciò che riguarda il sostegno economico ai bambini: i bambini sono il futuro di tutti, e tutti dovremmo sentire l’esigenza che possano sopravvivere dignitosamente.

    • pinzalberto ha detto:

      Siamo stati tutti bambini, e non posso credere che esistano persone che abbandonerebbero il proprio figlio nell’indifferenza. Detto questo, sono pienamente d’accordo con te, meglio soli che male accompagnati, ma con l’obbligo del mantenimento, naturalmente. In caso d’incidente automobilistico, chi sbaglia paga. Poiché anche i figli vengono considerati incidenti, mi sembra giusto che tutti paghino. Le solite scuse che l’incombenza della contraccezione sia addossata alla donna non devono valere, se non vuoi prenderti le tue responsabilità te ne infili due o tre di profilattici! Non esistono più gli uomini di una volta, cosa direbbero i nostri nonni?

  9. Ciccibum ha detto:

    Se poi proprio volessimo usare le ritorsioni come fanno loro, per avvicinarci vagamente a ciò che i maschilisti chiedono pretendendo di avere voce in capitolo sull’utero delle donne, come mai non stiamo qui a urlare pretendendo la vasectomia obbligatoria per tutti gli uomini che vogliono fare sesso, non vogliono usare contraccettivi e poi non vogliono neppure fare i padri?
    E non sarebbe ugualmente la stessa cosa perché una vasectomia è invasiva ma non comporta il dramma di fronteggiare la perdita di una vita, i sensi di colpa successivi, la devastazione che ne consegue, però è un punto di partenza: vuoi divertirti ma vuoi scaricare tutte le tue colpe e responsabilità sulla donna che te l’ha data? Allora obbligo di vasectomia ( e ricordo che nei primi anni è reversibile, quindi non comporta sterilità permanente).
    Ovviamente nessuna di noi ci pensa neppure lontanamente a chiedere ciò e forse sbagliamo ma il femminismo è proprio la lotta contro il potere che vuole rendere un sesso sottomesso all’altro. Non ci pensiamo a capovolgere la situazione. Proprio no.
    Per cui se non volete fare i padri, fatevi una sacrosanta vasectomia e non andate in giro scrivendo che poi una resta incinta per calcolo, non abortisce ed è naturale massacrarla.

  10. thierry ha detto:

    A mio giudizio ,se un figlio all’inizio è voluto da entrambi ,è chiaro che il papà ha diritto come la donna a prendere una decisione ,se portare avanti una gravidanza ,ovvio,qui non ci piove,ma è anche bene ricordare che sia da parte della donna comunque la prevenzione è sacrosanta in qualsiasi caso,sia l’uomo non deve rompere le scatole e deve prendersi le responsabilità del figlio e di quella sco……ta , perdonate il termine.

  11. alex ha detto:

    il fatto che un uomo debba contribuire a mantenere un figlio non voluto fino al 18esimo anno di età e contemporaneamente abbia zero voce in capitolo in caso lei decida di abortire è ingiusto.
    un mio conoscente ha avuto un figlio da un rapporto in cui lei prendeva la pillola ma assumeva anche un altro farmaco che interagiva annullandone l’effetto. ovviamente lui si è rifiutato di riconoscere il figlio e di provvedere al suo mantenimento. peraltro è anche disoccupato e dovrebbe intaccare il patrimonio familiare per provvedere al figlio.
    quest’ingiustizia viene perpetrata per una forma di ammortizzazione sociale, in cui gli uomini mantengono il figlio non voluto dal momento che dispongono generalmente di maggiore ricchezza.
    ovviamente non mancano casi di donne che cercano di incastrare il personaggio famoso. logico dunque che le celebrità ricorrano a escort anziché per non correre questo rischio.

  12. alex ha detto:

    mah, predichi la parità di diritti ma poi pretendi solo responsabilità per un sesso in questo caso!
    euuiua la coerenza!

  13. alex ha detto:

    dovresti leggere meno Harry Ponzer e piu Kafka: hai presente cosa succede al protagonista di America?

  14. https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/10/30/lettera-al-padre-stralci/ Si dà il caso che io conosca Kafka, e temo che Lei non mi abbia letto con la dovuta attenzione…
    Franz Kafka ha scritto opere meravigliose: sicuramente su tutte la mia preferita è “Il Processo”, ma non si possono non citare capolavori come “La metamorfosi”, “La colonia penale”, “La tana”…
    Per ciò che riguarda la sua vita, Kafka aveva un bruttissimo rapporto con la sessualità (basti pensare agli approcci di K. proprio ne Il processo), che viveva come un qualcosa di terribile e ripugnante; aveva grossi problemi anche con la corporeità ( “… ero schiacciato dalla tua nuda fisicità. […] Io magro, debole, sottile, tu forte, alto, massiccio. Già in cabina mi sentivo miserabile…”. F. Kafka, Lettera al padre)… Nonostante i profondissimi spunti di riflessione che l’opera di Kafka indubbiamente offre, non mi sembra proprio un autore al quale ispirarsi per vivere una sana vita di coppia.

  15. alex ha detto:

    il protagonista di quel racconto è un giovane che viene violentato da una domestica che rimane incinta e viene spedito in America dai genitori per evitare un possibile scandalo. se gli uomini avessero diritti riproduttivi allora avrebbe potuto rifiutarsi legittimamente di mantenere il figlio.
    adesso con il riconoscimento del dna paterno, questi casi si sono moltiplicati.
    ci sono altri esempi riportati da Cathy Young dove un uomo ubriaco viene stantuffato da una donna e poi è costretto a mantenere il figlio fino alla maggiore età. questo è ciò che può accadere quando non si hanno tutele.

    • Io le consiglio quello che di solito consigliano alle donne: si vesta in maniera appropriata, così da non provocare. Eviti di frequentare posti dalla dubbia reputazione, e si guardi bene dal civettare. Ovviamente abusare di alcol e sostanze stupefacenti la mette in una posizione indifendibile… Non si dice sempre così alle ragazze?
      Vede, io si mi preoccupo che uomini e donne godano dei medesimi diritti e della medesima libertà… Lei invece non si pone proprio il problema di cosa avviene attorno a lei e pensa solo a tutelare se stesso. Li legge i giornali? Ha letto di quel prete di Lerici che ha affisso manifesti che accusano le donne di essere la causa delle violenze che subiscono?

      • pinzalberto ha detto:

        Ahahah!!! Sei mitica! Poveri uomini violentati da perfide donne. Chissà poi cosa ci guadagneranno rimanendo incinta…. Qualsiasi donna, fin da piccola, sogna di diventare ragazza madre per percepire 500 euro al mese…..

      • L’uomo è costretto a mantenere il figlio, non la madre… Ma alcuni non riescono proprio a cogliere la differenza.

  16. alex ha detto:

    quindi in queste situazioni per il sesso maschile solo responsabilità e niente diritti. molto democratica come logica!

    • Nella comunicazione di solito si procede: uno dei due soggetti replica se ha qualcosa di nuovo da apportare alla conversazione… Se si ripete all’infinito il medesimo concetto, non c’è alcuna reale comunicazione, ma solo delle persone che si parlano adosso senza ascoltarsi a vicenda. Abbiamo già risposto in molti a questa sua obiezione, ma lei non se ne è neanche accorto.

  17. Melania ha detto:

    Addirittura il talento di spacciare l’alcol per un viatico all’erezione e una seduzione sgradevole per uno stupro!

  18. patrizia ha detto:

    Mi viene da sorridere al pensiero di questi poveri “maschietti” esenpalle totalmente in balia di noi femminucce spietate e calcolatrici….Se vogliamo un figlio li “incastriamo”, poi glelo togliamo negandogli la paternità….ma al contrario, se sono loro che non si “sentono” di essere padri, ecco allora ci parte l’embolo e vogliamo obbligarli a tutti i costi a fare il loro dovere….
    Come non capirli??? Insomma come la mettiamo, la mettiamo….loro….( gli uomini)…… sono sempre le vittime designate.
    Ovviamente, come già qualcuno di voi ha fatto notare, non conoscono l’uso del preservativo ( questo oggettino misterioso) , anzi spesso ti guardano pure storto quando sei tu che lo “proponi”…..eh, toglie naturalezza al rapporto, si “sente meno”……si limitano a chiederti se prendi precauzioni e si accontentano della risposta, salvo poi gridare al ricatto quando qualcosina non va per il verso giusto !
    Dall’altra parte, ci sono invece quelli che invocano quasi la pena di morte per quelle madri che “alienano ” i figli, disposti a giustificare atti di pura violenza verso quei bambini presi e trascinati a forza, “resettati” e riprogrammati ad amare per forza , ad accettare ogni decisione, compresi quei “capricci” mascherati da sacrosanti diritti, da parte di tante persone che soffrono della sindrome della pallina da ping pong…oggi ci sono, domani no, vado e vengo a mio piacimento….. Ma non gridano allo scandalo , quando sono i loro simili a scegliere di “autoalienarsi”, quando questi loro esimi colleghi prendono e mollano da un giorno all’altro moglie e figli….quando quei bambini rimangono improvvisamente orfani di padri viventi per colpa di certi soggettini con l’adolescenza in ritardo….Sottoscrivo in pieno: se trasciniamo i bambini e li “obbighiamo” a godere dell’affetto e delle attenzioni di tutti e due i loro genitori, allora andiamo a riprendere per le orecchie ( o a calci nel deretano….decidete voi) anche tutti quelli che se sono andati rifiutando le loro responsabiità , delegando ad altri la crescita e la cura di questi piccoli frutti di un ‘amore finito, di una breve storia o perfino di un preservativo “dimenticato”…..

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