Gesù era femminista

– Che titolo ad effetto! – direte voi.

Non mi sembra giusto adornarmi di piume che non sono mie: Jesus was a feminist è un libro scritto dal Professor Leonard Swidler, Professor of Catholic Thought & Interreligious Dialogue, Religion Department, Temple University, Philadelphia.

Visto lo sdegno destato dall’articolo di Pontifex contro le donne e visto che il Vaticano non sente il bisogno di contraddire le strampalate interpretazioni del Vangelo dell’autore dell’articolo, mi sento in dovere di difendere una figura per la quale nutro i medesimi sentimenti espressi dal Mahatma Gandhi quando dice “Io amo e stimo Gesù, ma non sono cristiano. Lo diventerei se solo vedessi un cristiano comportarsi come lui.”

Di Gesù non sappiamo molto e, secondo quella che è l’impostazione della religione cattolica, non abbiamo il diritto di interpretare liberamente i testi che lo riguardano: Nessuno, né individuo né comunità, può annunziare a se stesso il Vangelo. “La fede dipende. . . dalla predicazione”, intima il Catechismo. Quindi il cristiano semplice, quello non ordinato, non è libero di farsi un’idea sua, ma è obbligato ad accettare quella proposta, che è comunque quella giusta, come ci spiega il dogma dell’infallibilità: Per mantenere la Chiesa nella purezza della fede trasmessa dagli Apostoli, Cristo, che è la Verità, ha voluto rendere la sua Chiesa partecipe della propria infallibilità. Mediante il “senso soprannaturale della fede”, il Popolo di Dio “aderisce indefettibilmente alla fede”, sotto la guida del Magistero vivente della Chiesa.

Sappiamo bene quali furono in passato i metodi per “epurare” la società da chi osasse sostenere il contrario…

Tutto questo ha qualcosa a che fare con Gesù? No, direi di no. Non c’è traccia del fatto che abbia mai detto cose del genere.

(Attenti, stiamo entrando in zona eretica… ve lo dico, nel caso la cosa vi crei dei problemi)

Facciamo questa cosa terribile: prendiamo il Vangelo (quello canonico, non vorrei esagerare addentrandomi nel campo minato degli apocrifi) e, accompagnati dal Professor Swidler, proviamo ad annunciarci da soli la lieta novella: se proprio questo dovesse irritarLo, immagino troverà il modo di farcelo sapere.

Prima una doverosa premessa: qual era la condizione della donna nella Palestina dei tempi di Gesù?

Uno schifo. Fra le preghiere che recitavano gli Ebrei una faceva più o meno così: Ringrazio Dio di non avermi creato gentile, ringrazio Dio di non avermi creato donna, ringrazio Dio di non avermi creato uomo ignorante (l’ultima affermazione è in evidente cotraddizione con le prime due, ma allora non se ne rendevano conto).

Ovviamente alle donne non era permesso recitare la preghiera, erano tantissime le cose che alle donne non erano permesse; il loro status era più vicino a quello dello schiavo che a quello degli uomini, che erano incoraggiati a non rivolgere loro neanche la parola, perché parlare con una donna “porta sfortuna, è contro la legge e conduce all’inferno” (insegnavano i rabbini).

Ora, Gesù era un disobbediente: se ne andava in giro di sabato a fare miracoli ignorando il riposo, mangiava la carne quando non la doveva mangiare, e più di una volta ha dimostrato come persino i 10 comandamenti non siano da prendere troppo alla lettera:

Mentre Gesù parlava ancora alle turbe, ecco sua madre e i suoi fratelli che, fermatisi fuori, cercavano di parlargli. E uno gli disse: Ecco, tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori che cercano di parlarti. Ma egli, rispondendo, disse a colui che gli parlava: Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? E, stendendo la mano sui suoi discepoli, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli. Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è nei cieli, esso mi è fratello e sorella e madre” (Matteo 12:46-50), in aperta polemica col celebre “onora il padre e la madre”.

Lui era il figlio di Dio, si potrebbe obiettare, poteva fare come gli pareva. Ma Gesù propone una nuova preghiera, che si chiama “Padre nostro“: siamo tutti figli di Dio, siamo tutti suoi fratelli.

Luca 11,1-4: E avvenne che egli si trovava in un certo luogo a pregare e, come ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà sulla terra, come nel cielo. Dacci di giorno in giorno il nostro pane necessario. E perdona i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore; e non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno”».

La più sconvolgente delle cose che fa Gesù è insegnare alle donne. Insegnare alle donne era proibito, esse non potevano neanche avvicinarsi alle Scritture, come ci racconta il rabbino Eliezer: Piuttosto che affidare la Torah ad una donna, essa andrebbe bruciata… Chi insegna a sua figlia la Torah è come se le insegnasse la lascivia“.

Cosa leggiamo nel Vangelo di Luca 8, 1-3?

In quel tempo, Gesù se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio.
C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.

C’erano i Dodici Apostoli, ma c’erano anche molte donne con Gesù: giravano con lui, erano parte integrante del gruppo, non erano né mogli, né madri, né sorelle, né fidanzate: erano discepole e ascoltavano le prediche di Gesù, che insegnava loro nonostante fosse chiaramente proibito, nonostante solo il parlare con una donna fosse sufficiente per condannare un uomo all’Inferno.

Non so se vi rendete conto che allora le donne non potevano allontanarsi da casa se non per andare in sinagoga, e qui leggiamo che tale Giovanna mollò il marito Cusa per andarsene allegramente per villaggi insieme a Gesù e ai discepoli.

Secondo quanto scrive Pontifex, Cusa avrebbe potuto sentirsi legittimato a reagire con un bel femminicidio…

Sull’importanza dell’insegnamento alle donne, ci dice molto l’episodio di Marta e Maria (Luca 10, 38-42):

Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Quindi non solo insegnava alle donne, ma addirittura le distoglieva dai lavori domestici.

Notate la differenza fra le parole di Gesù e l’articolo di Pontifex quando rimprovera alle donne “case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici e da portare in lavanderia, eccetera…”

Vi assicuro che di episodi del genere nei Vangeli ce ne sono a bizzeffe e vi esorto a prenderlo in mano e a cercarli, perché è interessante e perché mi sembra giusto riabilitare una persona considerata per secoli il responsabile di affermazioni del genere “Sposati e sii sottomessa“, mentre il suo messaggio era completamente diverso.

Ma vorrei, in ultimo, affrontare il passo del Vangelo di Giovanni che Pontifex interpreta così:

E siccome insistevano nell’interrogar lo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei».

Cosa significa?

I giudei erano pronti ad estorcere dalla bocca di Gesù una qualsiasi risposta fosse contraria alle mosaica, pertanto sottoponevano il Messia ad ogni sorta di “prova” e di “esame” per portarlo alla contraddizione fra l’antica legge, in vigore presso i Giudei, ed il messaggio di Salvezza che Gesù portava al popolo. Gesù, che certo non aveva bisogno di maestri umani, fu molto attento è disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei»; con questa espressione il Messia replicò in maniera intelligente e caritatevole, senza in alcun modo offendere la sensibilità dei Giudei e senza porsi in contrasto con la legge mosaica. Ciò fatto, difatti, i signori Giudei furono costretti ad allontanarsi e fuggirono via: “Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi (Gv 8,9).

La risposta del Cristo lasciò perfettamente inalterata l’antica legge di Mosé e, nello stesso tempo, presentò al popolo lo spirito compassionevole del Salvatore verso una peccatrice rea di adulterio che, secondo la legge, andava punita mediante il lancio di pietre, e le prime dovevano essere scagliate dai testimoni, proprio per acuire il senso di responsabilità negli stessi (cf Deuteronomio 12,9; 17,71; Atti 7,58).

Il passo citato non testimonia principalmente la misericordia di Gesù, come potrebbe apparire da uno sguardo superficiale, ma rappresenta ben altro; Gesù, difatti, con la sua frase esorta i testimoni ad esaminare anzitutto sé stessi e non per un generico peccato, bensì per una precisa violazione del settimo Comandamento, peccato che si poteva manifestare o nel cuore o nel fatto compiuto (cf Mt 5,28). Pertanto Gesù, in questo passo, tende piuttosto e principalmente a responsabilizza re il giudice ed i testimoni, esortandoli ad emettere sì una condanna, ma solo ed esclusivamente con la piena coscienza di essere essi stessi senza peccato. In pratica il Messia fornisce un chiaro insegnamento sul metro di giudizio, sulla purezza d’animo del giudice. Attenzione, quindi, Gesù non condanna il giudice ed i testimoni, ma li invita alla purezza d’animo ed alla serenità nel giudizio.; l’appello è alla coscienza di chi giudica, testimonianza ancora più forte e vera nel caso della violazione del settimo Comandamento che, ai tempi di Gesù ed i quelle località, era molto frequente, non a caso Gesù spesso parla di generazione adultera e peccatrice.

Secondo Pontifex Gesù non era misericordioso, anzi, il suo intervento lascia inalterata la legge di Mosè: si sostiene che, sotto sotto, Gesù non era poi così contrario alla lapidazione, ma riteneva più importante “invitare i Giudici ad una maggiore purezza d’animo”.

Vi rendete conto da soli che questa interpretazione fa acqua da tutte le parti. Intanto, se il problema fosse stato “la purezza d’animo” del giudicante avrebbe potuto lapidarla lui stesso, poi si legge chiaramente più avanti (Giovanni 8, 10-11): Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?” Ed essa rispose “Nessuno, Signore”. E Gesù disse: “Neanche io ti condanno.”

Più chiaro di così! Non la condanna, in barba al settimo comandamento.

Sempre in Giovanni 8, 15 Gesù ribadisce: Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno.

E andiamo a vedere cosa pensava Gesù della legge di Mosè in merito alle donne (Mc 10, 2-12):

In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

Non mi sembra che tenesse le leggi di Mosè in grande considerazione.

Non teneva in considerazione le leggi né le convenzioni e andava in giro con i suoi amici a parlare di pace e amore: Gesù è stato il primo hippie della storia.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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33 risposte a Gesù era femminista

  1. maria serena ha detto:

    non solo,proprio nell’episodio dell’adultera fa una cosa rivoluzionaria cui nessuno pensa mai: rende paritetici i peccati commessi dalle donne e quelli commessi dagli uomini

    • C’è anche da aggiungere che alle donne adultere non era concesso un percorso di pentimento, mentre agli uomini si. La frase finale di Gesù “Va e non peccare più” è considerata un’aggiunta della Chiesa primitiva per giustificare il perdono gratuito di Gesù, ma la donna in effetti non accenna né al pentimento né promette di ravvedersi.

  2. wildsidez ha detto:

    “Mangiava la carne quando non la doveva mangiare”: come hai accennato anche tu qui sopra, questo fa parte del fatto che non prendesse come dogmi le tradizioni e le leggi ebraiche.
    Ma è da ricordare anche che fu lui ad eliminare i sacrifici animali che fino ad allora si svolgevano all’interno del tempio (e scacciò i mercanti, liberò le colombe, ecc…), e diversi episodi ricordano la sua compassione verso gli animali. Il che fa pensare che non ritenesse giusto sfruttare gli animali come oggetti, e che quindi la sua dieta non avesse in realtà una base carnea, anzi.
    Molti cristiani del primo periodo erano vegetariani, finchè Paolo non sdoganò l’abitudine a nutrirsi di qualsiasi cosa fosse sul mercato. Non ho fatto ricerche approfondite, ma non mi pare si possa sostenere che Gesù non avesse una sensibilità in direzione antispecista e vegetariana, seppur non amasse i dogmi ideologici rigidi (trasgrediva infatti le leggi ebraiche sul cibo, come si è visto).

    • Beh, è interessante. E’ esattamente l’approccio che volevo suggerire.
      C’è da considerare il fatto che gli ebrei avevano (ed hanno) un sacco di norme che riguardano cosa, come e quando mangiare. Ma per Gesù queste erano “tradizioni degli uomini” (Marco 7, 8) e poco avevano a che fare con le questioni che lui considerava più importanti.
      Nel Vangelo di Luca si legge : Allora gli dissero “I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno orazioni; così pure i discepoli dei farisei: invece i tuoi mangiano e bevono!” Credo che non gli interessasse affatto raggiungere un livello spirituale attraverso la mortificazione dei bisogni del corpo… Ma, insomma, quello che pensava davvero non lo sapremo mai, i suoi contemporanei non lo capivano, più volte si legge nei Vangeli che gli stessi Apostoli rimanevano perplessi di fronte ai suoi gesti e alle sue parole…
      Certo non era fra i suoi interessi condannare o stabilire regole: “Non giudicate e non sarete giudicati: non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato”
      Tutto il contrario di ciò che avviene, e questo dimostra come da un libro possiamo tirare fuori quello che ci interessa, perché è il lettore che ha il potere di crearsi il proprio messaggio e poi convincersi che è stato il libro a parlare: ” I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro.” (Carlos Ruiz Zafón, L’ombra del vento, 2001)
      Io concordo con Umberto Eco quando scrive “I libri non sono fatti per crederci, ma per essere sottoposti a indagine.” e un buon libro questo fa, ci pone delle domande su noi stessi: in cosa crediamo? Cosa desideriamo? Qual è la nostra idea di giusto e di sbagliato?
      Leggere un libro significa dialogare con lui, e non è detto che sia lui che debba avere l’ultima parola… Gli unici responsabili di ciò che siamo e ciò che facciamo, alla fine, siamo noi, ed è con la nostra coscienza che dobbiamo fare i conti.

  3. emilianorizzo ha detto:

    Non credo proprio che Gesù fosse un femminista. Credo che abbia semplicemente riequilibrato i rapporti tra l’uomo e la donna, prima spostati molto a favore dei primi. Se vogliamo dirla tutta, ci sono studiosi che mettono in dubbio anche la frase: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. Effettivamente è una frase ambigua. Gesù vuole dire che non possiamo più giudicare nessuno, assassini, ladri, stupratori ecc.? Gesù disse chiaro e tondo che non c’è perdono senza pentimento. Giovanni il Battista continuava a dire: “pentitevi, la fine dei giorni è vicina!”. Altrimenti il tutto non avrebbe senso. Cosa è morto a fare, per permettere a ognuno di noi di continuare liberamente a peccare? No, non credo proprio. Non dimentichiamoci che Gesù – com’è scritto in Rivelazione – tornerà con la spada alla fine dei giorni e vi si dice anche che la strada verso la distruzione è larga mentre quella della salvezza è molto stretta… Poi Gesù antispecista ed hippie mi sembra davvero troppo. Anche nell’Antico Testamento c’è una legge che proibisce agli ebrei di cuocere l’agnello nel latte della madre; e un’altra in cui si ordina di non mangiare la carne con il sangue (perché nel sangue risiede l’anima, secondo la Bibbia), altrimenti Yahweh si sarebbe vendicato contro quell’uomo. Gli antichi ebrei si erano completamente corrotti entrando in relazione con la cultura greca. Il concetto dell’immortalità dell’anima non è ebraico, ma greco. Basti pensare alle divisioni che c’erano tra Farisei e Sadducei. Gesù è andato a condannare quella corruzione. Un’ultima cosa: Gesù non abolisce, ma completa le leggi mosaiche. Lui stesso lo dice nei Vangeli.

    • “Riequilibrare i rapporti” è esattamente lo scopo del femminismo: promuovere la parità tra uomo e donna, parità di valore, di diritti, di opportunità. Il femminismo propone la pari dignità di uomo e donna e così faceva Gesù.
      Quello che diceva Giovanni Battista lo diceva Giovanni Battista e non Gesù, e Gesù non è morto, è stato ucciso: è molto diverso.
      Con Rivelazione intende l’Apocalisse, l’ultimo libro della Bibbia?
      La Rivelazione tratta della visione che l’Apostolo Giovanni ebbe nell’Isola di Patmos. Quindi riguarda l’apostolo Giovanni e la sua visione della faccenda. Sull’argomento Gesù tutti hanno detto la loro, certo, l’antispecismo è una lettura azzardata, considerato che il popolo ebraico era un popolo che viveva di pastorizia, ma non vedo francamento quale sia “il senso” che viene a mancare se smettiamo di concentrarci sul punire i peccatori. “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?” ci dice Gesù, ed è questo il senso: concentrati sul fare del bene invece di perdere tempo a guardare cosa fanno gli altri… Quello che fanno gli altri è un problema loro. E questo non significa che dobbiamo abdicare alla nostra idea di giusto e sbagliato o smettere di combattere contro l’ingiustizia e la violenza: quello su cui Gesù non era evidentemente d’accordo era la lapidazione. Potremmo dire che era contro la pena di morte? Possiamo dire che era per la non-violenza?

      • emilianorizzo ha detto:

        Gesù non ha mai messo in discussione la preminenza dell’uomo, infatti tutti i discepoli erano uomini. E non credo che Gesù possa avallare aborto, omosessualità ecc., come invece fanno loro. I bestemmiatori, gli ubriaconi e soprattutto i fornicatori non entreranno nel regno dei cieli: questo l’ha detto Gesù. Gesù ha giudicato, eccome se l’ha fatto. Non trasformatelo in un hippie senza senso, che perdona tutto a tutti. Non è affatto così. Il caso della prostituta, ripeto, è molto controverso. Quello che ha detto Giovanni in Rivelzaione (per Rivelazione intendo Apocalisse) rientra nei Vangeli, non è un libro apocrifo, quindi ha pari dignità rispetto agli altri. Lo stesso vale per Giovanni il Battista, figura che ha preparato l’avvento di Gesù. Se la Bibbia è stata ispirata, lo è stata tutta non solo una parte. Non sono io che giudico, ma i Vangeli. Gesù ha predicato virtù, umiltà e amore, e tutto ciò cosa c’entra con il femminismo e con la maggioranza di noi?
        Quello che fanno gli altri è un problema loro fino a un certo punto. Quello che succede attorno a me in qualche modo mi riguarda, perché le scelte personali spesso hanno una ricaduta sulla società, buone o cattive che siano.

      • Ed esattamente dov’è che Gesù avrebbe parlato della “preminenza dell’uomo”? E dove la trova l’umiltà in una affermazione del genere? Se lei parte ritenendo importante sancire la sua superiorità rispetto a qualcun altro, mi sa che a casa abbiamo due Vangeli diversi… Io non lo trovo scritto da nessuna parte. Lei dice: “non sono io che giudico”, e si deresponsabilizza… Ma la verità è che lei va cercando nelle scritture la conferma di quello che lei vuole, che è quello che fanno tutti i lettori. Se mi trova il passo in cui Gesù ha detto “gli uomini sono superiori alle donne” la ringrazierò. Buon lavoro.

  4. emilianorizzo ha detto:

    Secondo lei perché i discepoli erano tutti uomini? Perché Paolo ha parlato dell’uomo capo famiglia, e non solo lui? Tutta la Bibbia è costruita in questo modo. E’ proprio questa l’umiltà, sacrificarsi per qualcun altro, uomo,donna, figlio ecc. Stare al proprio posto senza ribellarsi, ma essere contenti di farlo per la gloria di Dio. I Vangeli sono l’apoteosi dell’umiltà, probabilmente non li ha letti bene. Lei va cercando nelle scritture quello che vuole lei, non certo io. Ha trasformato Gesù in un bonaccione ridicolo che perdona senza pentimento, ma dove le ha lette queste cose? Addirittura parla di hippie… Gesù è stata una figura molto complessa e non solo pacifista, come invece vuole farlo passare lei. Gesù è risorto dopo tre giorni per quale motivo, per regalare fiorellini ai peccatori? Per chi ci crede, tornerà con la spada. Deresponsabilizza? Per quale motivo? Io non mi sono mai nascosto, e qui non si parla di me, ma di Gesù che lei ha accostato a sproposito al femminismo. Due mondi completamente antitetici. Pensi se Maria avesse abortito?… Comunque, io non sono né cristiano né religioso, ma sono semplicemente un curioso a cui piace ricercare la verità delle cose.

    • Le sembra ridicolo perdonare? E’ difficilissimo perdonare, non c’è proprio niente di ridicolo nel perdono. E comunque, c’erano molte donne che seguivano Gesù, e Gesù teneva le donne in grande considerazione. Ovviamente tutto va riconsiderato nel contesto storico di allora: in una società in cui con le donne non si poteva neanche parlare, lui le portava con sé e insegnava loro. Se non le sembra rilevante, e le piace pensare che il fatto che si parli di 12 Apostoli sia più rilevante, è solo perché cerca nel testo ciò di cui lei ha bisogno, ovvero una conferma delle sue idee. Buon per lei. Se le piace pensare che Gesù tornerà con la spada a mozzare teste come Aragorn, che le devo dire? Ognuno ha le sue fantasie…
      Comunque il passo non me l’ha citato, perché non c’è. E i Vangeli sono l’apoteosi dell’umiltà, è vero, con la mia affermazione volevo dire che è lei a non esserlo affatto. Ogni anno si celebra la lavanda dei piedi, per ricordare quel gesto simbolico che fece Gesù per mostrare ai suoi Discepoli – che non lo capivano né l’hanno mai capito – che è grande non chi desidera essere superiore, ma chi si pone nella posizione di essere l’ultimo fra gli ultimi. Si goda la sua preminenza…

  5. emilianorizzo ha detto:

    Perdonare è grandioso, se dall’altra parte esiste un sincero pentimento. Se mia moglie mi tradisse e mi dicesse: ti ho tradito però non mi pento, io come posso prenderla? Non potrei perdonarla. Sono d’accordo con lei nel dire che Gesù ha amato moltissimo la figura femminile, ma non ha mai messo in discussione il comando maschile e così è ancora oggi in molte culture. Non c’è bisogno che io le citi passi in cui Gesù dica questo, perché i Vangeli stessi lo ripetono spessissimo. Io non voglio nessuna preminenza, mi sembrava piuttosto azzardato accostare la figura di Gesù al femminismo. Buona sera

  6. Melania ha detto:

    Non mi pare che Gesù abbia dato le etichette di discepoli ad alcuni e di niente alle altre ed agli altri. Il resto è racconto per bocca di altri uomini e racconto nelle mani di una potentissima lobby esclusivamente maschile, non ce lo dimentichiamo. Se da racconti scritti per mano di altri uomini riescono comunque ad emergere episodi così rivoluzionari, chi ci dice che i fatti non si svolsero in maniera ancora più rivoluzionaria per quei tempi?

    Ad ogni modo, Ricciocorno, hai cercato la foto di certi autori che giustificano il femminicidio? Hai letto dei loro precedenti (anche penali) con le donne? Non noti le grandi coincidenze? E mi dispiace se si cade in uno stereotipo ma pare proprio che i nemici delle donne siano stereotipi viventi.

    • Sulle foto, bah, io non credo sia il caso di tirare in ballo addirittura il Lombroso… E francamente non ho mai cercato notizie personali sui sostenitori di certe teorie. Penso sia importante sforzarmi di mantenere una posizione il più oggettiva possibile, perché sono convinta che non si possa negare l’evidenza dei fatti: il femminicidio è un problema piuttosto evidente, ormai, come lo è il diffondersi dell’atteggiamento misogino… Più che andando ad indagare il vissuto di ogni singolo soggetto, credo possa essere più utile un approccio sociologico alla questione.

  7. paola m ha detto:

    Grazie di questo post in cui si affronta, con chiarezza e semplicità di discorso, un tema che mi fa disperare della possibilità di comunicare: perché si tratta di attraversare le stratificazioni di di pre-giudizi depositatisi storicamente. Pre-giudizi dei quali sono responsabili, beninteso, i padroni del vapore, maschi, di tutte le chiese, o della maggior parte di esse almeno per i secoli passati. Se non che, almeno dalla fine del secolo XIX, gli/le studiose/i delle chiese riformate si sono accorti che tutti i libri considerati sacri dal giudaismo e dal cristianesimo dovevano essere letti attraverso il filtro della contestualizzazione storica. E questa esigenza si è diffusa anche tra chi faceva parte della chiesa cattolica, tanto da essere assunta come esigenza fondamentale dalla chiesa cattolica stessa nel concilio vaticano II: si chiamava “esegesi storica dei testi” e “liturgia della parola”, che voleva dire “andiamo a vedere quello che dicono davvero i libri in questione, senza accontentarci dell’omogeneizzato fornito dai catechismi (appunto) e leggiamo ciò che dicono i testi muniti di adeguato filtro storico”. Per i vangeli era l’ “esegesi neotestamentaria”, che è quella che fa chi studia quella roba per mestiere, ma che venivano invitate a fare anche le singole persone e le singole comunità. Capite che non poteva durare. E infatti è arrivatala restaurazione, il cui ultimo sussulto è stato quello di riabilitare (revocando loro la precedente scomunica) i seguaci del vescovo negazionista Lefebvre, di cui pontifex esprime le posizioni in tutti i campi, come vediamo. Altro che stratificazione, qualche metro di deposito alluvionale. Sarà rimosso di qui a poco? Non sappiamo, speriamo di sì, ma intanto andiamo a leggerci i libri in cui è rintracciabile, attraverso molte difficoltà, il pensiero di Gesù di Nazareth, come faremmo per qualsiasi altro iniziatore di qualsiasi altro fenomeno storico.

  8. Vale ha detto:

    Quando il mio Don ha commentato questo brano, qualche settimana fa, ha iniziato dicendo: “Prima di tutto bisognerebbe ricordare che l’adulterio si fa in due… ma come ben sapete, la società era, ed è tuttora, ipocrita, e preferisce addossare le colpe solo alle donne”.
    Adoro il mio Don. Non fosse per lui, probabilmente mi toccherebbe diventare protestante! 😀
    Vale

    PS: ovviamente, il senso della sua predica era che Gesù perdona e ci esorta a perdonare. Non so proprio l’interpretazione di Pontifex di cui sopra da dove sia uscita…

  9. Mauro Zennaro ha detto:

    Non un commento, solo una segnalazione. Mi è piaciuto moltissimo Il Vangelo secondo Gesù Cristo, di Josè Saramago. Non è solo un grande romanzo di un grande scrittore, è un testo che indaga, talvolta in maniera molto dura, sia sul rapporto fra il dio veterotestamentario e le donne (nella ricostruzione, peraltro storicamente molto accurata, Saramago suggerisce che dio non abbia dato scelta a Maria: l’avrebbe stuprata senza mezzi termini; un’immagine molto diversa dell’Annunciazione dà invece Michela Murgia nel suo bel saggio Ave Mary) e sia sul rapporto padre/figlio. Gesù, vero dio e vero uomo, per Saramago è stato anche vero neonato, vero adolescente ecc., e avrebbe dunque acquisito coscienza di sé lentamente e con sgomento. Solo le donne, nel romanzo. amano Gesù: la madre e Maddalena. Ma solo quest’ultima, oltre ad amarlo, lo capisce.

  10. Marco ha detto:

    quante eresie!
    1) Gesù un disubbidiente non si può proprio leggere ne scrivere. Gesù ha sempre obbedito alla legge dei patriarchi, altrimenti avrebbe rinnegato Dio; la legge dell’amore vince su qualsiasi altra cosa ed è quello che lui fa, rinnovare la vecchia legge con quella nuova, non certo abolirla.
    1) Gesù non è catalogabile in nessuna delle misere concezioni umane di differenziazione tra i sessi. Lui è il Buon pastore e noi siamo il gregge.
    2) Dio li fece maschio e femmina con ruoli diversi. E’ questo stravolgimento di ruoli che gesù condanna; infatti i farisei avevano aumentato il loro potere sulla donna e questo non gli era concesso.
    3) in riferimento all’episodio di Maria e Marta, Gesù non invita Marta a non fare le faccende domestiche! questa affermazione è una strumentalizzazione. Gesù invita Marta a scegliere la parte migliore cosi come ha fatto sua sorella, cioè Gesù! sta invitando Marta a vivere con Gesù, per Gesù, in Gesù. Ma non sta dicendo a Marta di cazzeggiare.

    insomma, l’articolo non so chi l’ha scritto ma è un completo e totale stravolgimento di Gesù, della sua Parola e delle sue opere.

    • Ha letto il passo del mio post nel quale annunciavo che avrei scritto delle eresie? Deve esserle sfuggito. Come le sfuggono moltissime cose d’altronde… Per esempio che proprio da nessuna parte ho scritto che Gesù abbia invitato qualcuno “a cazzeggiare”. Insomma, prima di commentare sarebbe carino almeno leggere. O forse i greggi non leggono ma belano e basta?

      • Marco ha detto:

        Ho semplicemente fatto notare che tutto quanto c’è scritto in questo post è una menzogna; Gesù disubbidiente, femminista e hippie…. a breve diventerà anche gay o comunista, immagino.
        Quello che più mi rende stupefatto è la capacità di stravolgere il senso delle parole a proprio uso e costume. Quindi l’unica riflessione che posso fare è domandarmi se uno lo fa di proposito oppure semplicemente non sa.

      • Io cito dei passi e dò la mia interpretazione, sulla base del contesto storico in cui la figura di Gesù agiva. Non obbligo nessuno a condividere la mia interpretazione. Lei invece sente il bisogno di darmi della bugiarda e/o dell’ignorante perché non condivido la sua visione delle cose… Se non le sta bene cosa scrivo, le basta chiudere questa pagina. Se invece il suo è solo bisogno di insultare qualcuno, faccia pure.

    • maurozennaro ha detto:

      Marco, purtroppo non ho nessuna delle tue certezze. Ho citato Il Vangelo secondo Gesù Cristo come opera letteraria, così come considero letteratura, e non verità assoluta, i quattro Vangeli ufficiali e quelli cosiddetti apocrifi. Quindi non credo nell’esistenza delle eresie.
      Ma soprattutto mi lascia perplesso la natura stessa della “teologia”, ovvero lo studio, la trattazione, insomma la scienza di ciò che è incomprensibile (che non si può “comprendere” in qualcosa, cioè contenere, limitare, de-finire) per antonomasia. E quindi le affermazioni su ciò che è, fa e vuole questo dio giudaico-cristiano mi sembrano sempre del tutto personali e, in ultima analisi, ideologiche.

      Il dio (non riesco proprio a usare la maiuscola) della Bibbia è un arrogante, sanguinario, dispotico vecchio pazzo, ahimè onnipotente. Si permette scherzi da prete ordinando alla gente di sacrificargli i figli; getta nella rovina brave persone solo per metterle alla prova, salvo ripensarci alla fine; stermina intere città perché non allineate con la sua visione della sessualità; dà a Mosè una legge in cui si equipara la donna a un cammello o a una tenda. Hai ragione: crea la donna inferiore all’uomo, per servirlo. I “ruoli diversi” di cui parli non sono paritari: la donna è sempre una schiava e tutto il libro gronda sangue.
      Ciò che di bello c’è nella Bibbia, la Chiesa cattolica lo considera solo allusivo: il Cantico dei cantici, per esempio, non sarebbe uno splendido poema erotico ma la metafora dell’amore di dio per la sua Chiesa. La Bibbia, scritta da molti autori nel corso di secoli, non mi sembra altro che la legittimazione della conquista di un territorio da parte di un popolo; più o meno come l’Eneide, che fa risalire la stirpe imperiale agli dei per giustificarne l’azione invasiva e imperialista.

      I Vangeli invece sono altro. Come non sopporto il dio padre-padrone, così provo amore per la figura di Gesù. Non capisco i tuoi giudizi sulla lettura e l’interpretazione che la persone danno, con lo stesso tuo diritto ma senza presunzione, delle pagine che hanno letto e su cui hanno riflettuto. E non capisco gli stereotipi in cui avvolgi i discorsi altrui. In effetti parlare di “femminismo” riferendosi a duemila anni fa potrebbe essere improprio, per il fatto che questa parola ancora non esisteva; ma un uomo che non fa differenza fra maschi e femmine, che ama gli uni e le altre allo stesso modo, che dà voce alle donne in un’epoca in cui erano imbavagliate, come altro lo vuoi chiamare?

      L’articolo cui ci riferisce, sostieni, «è un completo e totale stravolgimento di Gesù, della sua Parola e delle sue opere». Be’, dipende. Io lo definirei un’interpretazione. Di che stiamo parlando? Di una persona la cui effettiva esistenza circa due millenni fa è dubbia per mancanza di documentazione sufficientemente attendibile? Che probabilmente è un personaggio leggendario, o comunque mitizzato? La cui vita e le cui opere ci sono riportate solo da autori che non l’hanno conosciuto e che hanno raccolto, come Omero, racconti orali, a loro volta filtrati e purgati nei secoli seguenti da una gerarchia religiosa allo scopo di rafforzare l’ortodossia e il potere? O stiamo parlando di una figura che, per il tempo in cui si dice sia vissuto, ha agito in modo nuovo, dando ascolto e rivolgendosi ai poveracci e perfino a quelle donne che per il dio padre-padrone erano letteralmente oggetti, rendendosi inviso non solo al potere costituito ma anche al “buon senso comune” della maggioranza silenziosa al punto che, al momento di decidere, ha preferito risparmiare Barabba? Il una tale situazione di buio storico e di sovrapposizioni ideologiche, nessuno/a può affermare nulla, ma tutti/e noi possiamo leggere, pensare, confrontare e scegliere. E io, da miscredente quale sono, scelgo il Gesù che amo: quello che amava le donne e i poveri.

      • sara ha detto:

        Hai ragone sulle differenze del dio della bibbia e vangelo, soprattutto bisogna tener conto del contesto storico in cui la bibbia affonda le sue radici. Un migliaio di anni prima di cristo almeno e studiando storia del Vicino Oriente Antico ogni tanto ti accorgi che certe leggende mesopotamiche somigliano paurosamente agli episodi della bibbia. C’è tutto un sostrato culturale con diverse concezioni degli dei e della regalità e del mondo in cui si è originata di cui assolutamente bisogna tener conto e soprattutto non considerarla un testo storico come molti ahimè fanno prendendola alla lettera, anche se non dovrebbero.Contestualizzarla ma non storicizzarla, nsomma. E dopo quest’altra eresia, vi saluto di nuovo.

  11. paolam ha detto:

    Per inquadrare correttamente l'”annunciazione” a Maria di Nazareth, nei Vangeli che la narrano, bisogna andare a leggersi le altre precedenti “annunciazioni” del Dio di Israele ai vari personaggi, maschili e femminili, nei libri della Bibbia. In tutti i Vangeli c’è, in sottofondo, il riferimento ai dati di una tradizione culturale, conosciuta e condivisa da coloro che erano destinatari/-e del messaggio, dati da cui la narrazione non può prescindere, perché costituivano un codice attraverso il quale ci si capiva. E’ per questo che noi stracapiamo, molto spesso: perché non siamo in possesso di quegli stessi dati come nostro patrimonio culturale.

  12. sara ha detto:

    Ciao, premettendo che le chiese le frequento solo da turista, credo che Gesù- l’immagine che ne esce dai Vangeli e posto che sia veramente esistito- sia stato il primo grande democratico e femminista della storia, perchè non attribuiva ad un genere più valore di un altro e considerava tutti alla medesima maniera. Se postesse sentire come hanno stravolto gli insegnamenti credo si rivolterebbe nella tomba….Il suo sentire come scritto nell’articolo è così opposto alla mentalità comune che potebbe essere una prova della sua esistenza solo il fatto che tali comportamenti e parole siano state riportate nei testi. Chi si sarebbe sognato cose così diverse? e dopo questa simpatica eresia vi saluto…Vi leggo sempre. Di nuovo ciao.

  13. Anna ha detto:

    Che meraviglia di articolo! Sono sempre stata affascinata dalle religioni: perché l’uomo ha bisogno di credere in qualcosa, come le religioni vengono usate per dare risposte a cose di cui non si ha conoscenza. Questo articolo fa riflettere, ognuno lo può prendere più o meno seriamente ma ci sono cose che ormai oggi giorno non possono essere ignorate. La gente si dimentica che ogni religione nasce e vive in certi contesti storici e si dimentica di analizzarli in maniera più o meno reale e oggettiva (per quel che si può analizzare realmente nei culti). Un giorno ho avuto una bellissima conversazione con un amico da poco diventato prete e mi sono fatta spiegare storicamente la nascita del Vecchio Testamento e del Nuovo e dei Vangeli. Il Vecchio Testamente nasce dall’insieme di testi orali appartenenti ad altre civiltà e culture come quelle Mesopotamiche; gli Ebrei avevano bisogno di dare una risposta alla loro situazione di “senza terra”. Non avevo mai pensato a Gesù sotto un punto di vista così femminile e devo dire che me ne rallegro. Le prove che sia esistito davvero o di ciò che ha fatto sono poche, sappiamo bene che il primo Vangelo è stato scritto solo 30/50 dopo la sua morte, tramandato oralmente e si sa cosa succede alle storie tramandate oralmente. Sappiamo anche che la Chiesa ad un certo punto si è seduta a tavolino e ha scelto quali Vangeli erano giusti e quali no, su quali basi si sa…quali davano più potere e diritti alla Chiesa? Sono certa che Gesù ha parlato di Chiesa non intendeva di certo quella che poi l’uomo ha costruito. Non sono certa di credere nemmeno alla metà delle cose scritte sui testi sacri ma sono certa che se quella metà fosse vera allora Gesù era davvero rivoluzionario e troppo si è perso del suo messaggio…dopo di lui sono convinta che altra gente a questo mondo ha tentato di ritrasmettere quel messaggio (Kandhi e Madre Teresa) non pur senza peccati da parte loro…perchè forse Gesù era solo un uomo normale troppo avanti per il suo periodo, forse i suoi messaggi non erano poi così astrali o divini ma gli uomini del tempo per dargli giustificazione qualcosa hanno dovuto “inventare”…

  14. Vanessa Landi ha detto:

    Ciao Ricciocorno, facevo una ricerca su Gesù e il femminismo e ho trovato questo bellissimo blog. Ti faccio i complimenti dal profondo del cuore. Io non aderisco a nessuna chiesa, ma considero Cristo una figura fondamentale per la mia vita, perciò ti ringrazio.
    Purtroppo durante le mie ricerche ho spesso da fare con dogmatici come quelli che sono venuti qui a versare il proprio veleno.
    Vorrei dir loro che, prima di tutto, gli apostoli erano sia maschi che femmine e far parte del gruppo dei 12 non consisteva proprio in alcun privilegio in termini di potere. Anzi, erano proprio coloro che fallirono tutte le prove a cui Cristo li sottopose, a differenza delle donne che ne escono sempre bene e gli sono vicine proprio sotto la croce quando tutti gli uomini se l’erano data a gambe. Pietro, sul quale si fonda la Chiesa Cattolica, viene addirittura chiamato Satana e scacciato, come se fosse una profezia di ciò che i suoi eredi avrebbero combinato!

  15. Giuseppe Collerone ha detto:

    Lasciami dire:
    Non essendo un esperto in materia, mi permetto, per quel che mi è possibile capire, di pensare che Gesù di Nazareth, durante il suo soggiorno terreno, non ha ragionato con la mentalità di un ebreo, ma ha “pensato” da Figlio di Dio” (Verbum Dei!).

    Se questo è vero, come io penso sia vero, la sua venuta tra gli uomini ha portato a compimento “l’opera delle opere” eccelse, che suo Padre aveva iniziato qualche millennio prima, chiamando un nucleo nomade e barbaro alla vera religione ed alla scoperta della vera conoscenza della verità tutta intera sull’uomo.

    Non posso neanche immaginare che il Nazareno abbia voluto scegliere quale segno del Sacerdozio del Dio Altissimo il sesso, né riesco a crederlo.

    Credo, al contrario, che egli non volle scegliere il suo essere maschio come “marchio” da imprimere al Sacerdozio, ma perché nell’”economia trinitaria” era l’ “Unico Figlio”.

    Ma sia con la sua vita, sia nella sua predicazione, non mi risulta che abbia fatto mai alcuna discriminazione a causa del sesso

  16. andreacornali ha detto:

    Quando Gesù accoglieva “alcune donne” tra i suoi discepoli, anche in stretta collaborazione con i Dodici, non lo faceva per un femminismo ante litteram, ma perché il Padre gli faceva incontrare queste sorelle, a volte bisognose di essere guarite, esattamente come gli uomini”. Papa Francesco, no more no less. Poi Marco e Emilianorizzo, una così ignorante in teologia e apertamente misandrica non merita il vostro tempo. ” Gesù non è morto, è stato ucciso: è molto diverso” perchè se ammazzo qualcuno quello non muore; ah beh. “Se le piace pensare che Gesù tornerà con la spada a mozzare teste come Aragorn, che le devo dire? Ognuno ha le sue fantasie…” Matteo 10-34 e Apocalisse 5-5

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