La contraddizione di chi predica la bigenitorialità e poi scrive questo II:

Ho già scritto di questo argomento, ma ho notato che sono in pochi a dare un qualche valore alla coerenza.

Per coerenza, da dizionario, si intende la mancanza di contraddittorietà: una persona coerente non sostiene contemporaneamente due tesi in contrasto fra loro.

Ora, o sono io che sto perdendo il senno, oppure parecchia gente è veramente confusa e disconosce il significato della parola coerente.

Trovo, in un blog che si intitola Bigenitorialità e dintorni, un post che si autodefinisce crudo e provocatorio… come la verità quando è nuda, che affronta il medesimo tema affrontato da Rossella e che, come Rossella, giunge a questa conclusione:

siccome la contraccezione è femmina (e spetta esclusivamente alle donne, in quanto portatrici di utero, preoccuparsene), e siccome solo le donne possono decidere se interrompere o meno una gravidanza, una donna NON DEVE PRETENDERE di contare sul supporto del partner (il maiuscolo è dell’articolo originale) per il mantenimento della prole.

Ho già espresso la mia opinione in merito: sono convinta che per il bene del bambino, una madre in difficoltà dovrebbe riuscire a trovare il modo di non ricorrere, o meglio, dovrebbe sforzarsi di non rincorrere un padre reticente.

Credo che non ci possa essere nulla di peggio che costringere il proprio figlio a confrontarsi con una figura che non vuole essere genitore e non si sente genitore: quanto amore, quanta cura potrà fornire un padre che rifiuta la paternità? Come potrà sentirsi un bambino di fronte all’anaffettività, alla totale mancanza di trasporto emotivo trasmessi da un padre obbligato a svolgere le sue mansioni di genitore in virtù di un provvedimento giudiziario?

Non si può costringere ad amare chi non ne è capace, e percepire il rifiuto di una delle figure genitoriali in tenera età certo non giova ad un sereno sviluppo psicologico dell’essere umano…

A tale proposito vi ricordo che fra gli abusi su minore è citato anche il comportamento omissivo, ovvero il “non fare”, e che fra gli abusi psicologici sono citati l’incuria (letteralmente “la mancanza di cure”) e i reiterati atteggiamenti di ostilità e rifiuto. Obbligare una persona a svolgere la funzione genitoriale contro la sua volontà rischia di esporre il minore a questo genere di abusi.

E’ proprio per questo motivo che sostengo che la bigenitorialità non debba mai essere imposta, ma che per essere benefica per il minore deve essere una scelta consapevole e condivisa.

Cosa hanno a che fare queste considerazioni con il post crudo e provocatorio?

Questo post  è pubblicato da un blog che, come si intuisce dal nome che si è dato, dichiara fra i suoi intenti il pieno sostegno ai disegni di legge che vorrebbero introdurre la bigenitorialità come unica forma di affidamento in caso di separazione.

Ho già spiegato perché questo genere di concetti sono in forte contraddizione con il principio ispiratore dei disegni di legge in oggetto, ma lo rispiego, facendo precedere alla spiegazione  una breve premessa: tema del post non è il principio di bigenitorialità – del quale ho parlato altrove – bensì la mancanza di coerenza di chi si dichiara a sostegno della bigenitoralità e contemporaneamente dichiara (cito sempre dal blog): BASTA all’utilizzo improprio delle gravidanze indesiderate (nel terzo millennio…) per legare a sé un uomo non innamorato, che non si vuole sposare e che, nonostante ciò, viene comunque costretto a farsi carico di una paternità imposta con la forza!

La bigenitorialità, così come è enunciata dai disegni di legge che la riguardano, non tiene minimamente conto della volontà dei genitori, perché è intesa come il diritto del minore di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori; se si leggono attentamente le intenzioni del legislatore delle suddette proposte, si può notare come la volontà dei soggetti coinvolti non sia considerata un fattore in grado di influenzare la decisione del Giudice di imporre a qualsivoglia coppia di genitori l’affido condiviso.

Ad esempio nel ddl 957 si specifica che non andrebbero omologati dal Tribunale neanche quegli affidamenti esclusivi “concordati tra le parti, senza che vi siano indicate le ragioni di pregiudizio a carico del genitore da escludere”: in altre parole il Tribunale dovrebbe dichiarare invalidi anche quegli accordi che i genitori stilano in autonomia allorquandonon rispettano il principio di bigenitorialità, impedendo qualunque tipo di affido esclusivo che non sia motivato dall’incapacità genitoriale (non “mancanza di volontà genitoriale”, ma oggettiva incapacità).

Secondo il ddl 957 la manifestazione della volontà dei genitori – ovvero un accordo raggiunto fra le parti – deve essere autoritariamente modificato dal Giudice affinché venga ristabilità la bigenitorialità.

Con il ddl 3289 il legislatore si spinge oltre: nell’introduzione cita la sentenza n°317 del 1998, la quale riconobbe ad un ragazzino di 13 anni il diritto di abolire ogni contatto con uno dei genitori “per pura antipatia”. Si noti che il ragazzo in questione ha esercitato la sua volontà e questo fatto dal legislatore è definito “incomprensibile” perché in contrasto con il principio di uguaglianza: sentenze del genere non rispettano il principio di bigenitorialità e non sono in linea con il nuovo affido condiviso prospettato dal disegno di legge.

Nel rispetto di tale principio, neanche la volontà del minore deve essere presa in considerazione, perché – cito sempre dall’introduzione del disegno di legge – l’educazione e istruzione dei figli è certamente un dovere dei genitori (entrambi) anche se separati, ma è anche un loro diritto (di entrambi).

Insomma, non si sfugge: diritto, dovere, la bigenitorialità va perseguita sempre e comunque. La volontà di uno qualsiasi dei soggetti coinvolti, che siano gli adulti o che sia il minore stesso, non va inclusa fra quei fattori che possono condurre all’eccezionale decisione di un affido esclusivo.

Mi sembra evidente che chi gestisce il blog Bigenitorialità e dintorni è rimasto un po’ troppo nei dintorni dimenticando di leggere bene i disegni di legge che riguardano la bigenitorialità.

Con la recente riforma che ha equiparato in tutti e per tutto i figli naturali ai figli nati in seno al matrimonio, per il padre reticente non c’è scappatoia: il principio di bigenitorialità gli impone di occuparsi del minore che ha concepito, e c’è poco da chiacchierare di donne opportuniste che incastrano o di contraccezione o di terzo millennio…

Come si fa a sostenere una proposta di legge che fra gli intenti spiega chiaramente di voler ricondurre i padri alle proprie responsabilità (padri che nel ddl 3289 sono definiti con disprezzo padri assenti che guadagnano una totale indipendenza dalla vita precedente) e nello stesso tempo scrivere questi articoli allo scopo di denigrare tutte quelle donne che agiscono con il medesimo scopo?

Come nel post precedente mi rivolgo ai lettori: l’incoerenza di questi soggetti la rilevo solo io?

Vorrei concludere con una piccola osservazione: per quei signori che non vogliono diventare padri la scienza mette a disposizione dei potenti mezzi, come fa per le donne.

Il preservativo, ad esempio, si infila sul pene, il pene ce l’hanno gli uomini, ergo gli uomini possono in piena autonomia e sicurezza, imparando ad infilare correttamente un bel preservativo, evitare di essere “incastrati”.

Se proprio l’operazione dovesse per alcuni risultare troppo complessa, c’è sempre la vasectomia: si tratta di un intervento che non ha nessun effetto sulla virilità maschile, è assolutamente legale e ha pochissimi effetti collaterali… oltretutto è reversibile, cioè la fertilità può essere ripristinata in caso di improvviso rigurgito di paternità.

Ricordate, signori:

299-1-preservativo

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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2 risposte a La contraddizione di chi predica la bigenitorialità e poi scrive questo II:

  1. mario ha detto:

    Vorrei suggerire un metodo ancora più sicuro per non diventare padre: l’astinenza. Con quella si è certi di non dover mantenere nessun figlio, mentre con gli altri metodi si deve mettere in conto un eventuale errore tecnico, a causa del quale un bambino viene concepito e ha diritto di essere mantenuto da entrambi i genitori.

  2. Blossom ha detto:

    Volevo commentare in modo sarcastico per chiedere in quanti conoscano il preservativo, mi hai preceduta. Negli anni ho constatato che sempre più uomini paiono non conoscerlo.

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