Sui “falsi abusi”

In una ricerca negli Stati Uniti (Thoennes N. e Tjaden P. – 1990 -, The extent, nature and validity of sexual abuse allegations in custody/visitations disputes), furono analizzati 9000 casi di divorzio in cui c’erano conflitti per l’affido dei figli. In meno del 2% dei casi uno dei genitori aveva sporto denuncia di abuso sessuale.
Per decidere se le denunce fossero fondate o meno, le autrici si sono basate sulla valutazione di esperti, operatori dei servizi di protezione dei minori o di salute mentale: tra queste denunce fatte nel contesto di divorzi conflittuali, la metà era fondata; un terzo era poco probabile; negli altri casi, non c’erano abbastanza informazioni per decidere. Alcuni dei criteri perdecidere che un caso era poco probabile erano però discutibili: il bambino era molto piccolo, c’era stato un solo episodio di abuso e, addirittura, c’era un grave conflitto tra i genitori.

Come notano giustamente Malacrea e Lorenzini (Malacrea M. e Lorenzini S. – 2002 – Bambini abusati, Cortina, Milano), il fatto che non si riesca sempre ad accertare l’attendibilità di una denuncia può essere più un’indicazione delle difficoltà degli operatori che una prova della falsità della denuncia stessa.

In un altro studio in Canada (Trocmé, N. e Bala, N. – 2005 – False allegations of abuse and neglect when parents separate) sono stati analizzati 7.672 casi di maltrattamenti su bambini segnalati ai servizi sociali: solo il 4% di questi casi era costituito da false denunce. In presenza di conflitti perl’affido dei figli dopo la separazione, questa proporzione era più elevata, 12%; l’oggetto principale delle false denunce era tuttavia la trascuratezza (neglect) e non l’abuso sessuale. Inoltre, le false denunce erano formulate più spesso dai genitori non affidatari, di solito i padri (15%), che dal genitore affidatario, di solito la madre (2%). Su 7.672 casi di maltrattamento, c’erano solo 2 false denunce contro un padre non affidatario.
In sintesi, le denunce di abuso fatte dal genitore affidatario dopo la separazione sono infrequenti e solo molto raramente sono false.

Mancano a tutt’oggi ricerche italiane su campioni ampi e significativi, quindi non si può che far riferimento a ricerche internazionali.

Fonte: CRISMA, M., ROMITO, P. (2007) L’occultamento delle violenze sui minori: il caso della Sindrome da Alienazione Parentale. Rivista di Sessuologia, 31(4):263-270

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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34 risposte a Sui “falsi abusi”

  1. Giuseppe ha detto:

    Malacrea Marinella è il soggetto citato insieme a Maggioni Cristina, Bruni Maurizio, Foti Claudio, Roccia Cristina, Donati Valeria dalla rivista Tempi:
    http://www.tempi.it/gli-abusologi-ritratto-di-un-interno-di-famiglia#.UOk-7aXFlos
    Ogni commento è superfluo.

  2. Giuseppe ha detto:

    Affidarsi alla reputazione personale è un metodo rapido e funzionale. Quando si entra nel merito, le affermazioni di area abusologa risultano quasi sistematicamente sballate. Ed allora risparmio tempo.

    • Lei afferma che gli abusi sono falsi, e perché? Perché chi parla degli abusi su minore ha la fama di inventare abusi… E da cosa deriva questa “fama”? Dal denunciare gli abusi su minore… Questa non è una dimostrazione e lei sta insultando l’intelligenza di chi legge.
      Lei non può seriamente pensare che sia sufficiente accusare chiunque non sia d’accordo con lei di essere un bugiardo per dimostrare le sue stravaganti teorie…
      Io lo ho citato due ricerche, che hanno preso in esame migliaia di casi, e lei mi risponde: sono dei bugiardi. Sulla base del fatto che espongono la tesi che lei intende confutare.
      Cerco di spiegarglielo così: Tizio afferma A. Caio afferma che A è falso, e perché? Perché Tizio è un bugiardo. Perché Tizio è un bugiardo? Perché afferma A. Si accorge come il discorso si avvolge su se stesso?
      Io direi che ci troviamo di fronte ad una petitio principii, quella fallacia che assume tra le premesse la tesi che vuole dimostrare. Difatti il suo ragionamento ha un senso solo se noi diamo per scontato che A sia falso, che è poi la conclusione alla quale lei vuole giungere.
      Io non ho veramente tempo da perdere con questi giochini, signor Giuseppe, e spero che lei non si renda conto di quanto è illogico ciò che scrive, perché non mi piace per niente che mi si prenda in giro…

  3. Giuseppe ha detto:

    Anche lasciando perdere il parere degli abusologi italiani secondo cui le accuse false sarebbero vere, lo studio di Trocmé Bala distingue le accuse non in 2 categorie (vere e false) ma in 4 catergorie: vere, sospette, infondate, intenzionalmente false. Nel suo campione quelle intenzionalmente false sono il 4%. Ma il totale di quelle non vere è il 53% circa.

    • Se lei non ha ulteriori prove da addurre, la pregherei di non usare il termine improprio e offensivo “abusologi”.

      • Infatti sarebbe più appropriato, almeno relativamente ai succitati Malacrea, Maggioni etc. usare il più appropriato termine “delinquenti”. Per quanto riguarda le statistiche canadesi, c’è appena bisogno di ricordare che stiamo parlando della roccaforte mondiale della più becera e intransigente vaginocrazia fondata sull’oppressione del genere maschile. Le ricerche canadesi si basano sulle statistiche della polizia e della procura, ossia istituzioni che attuano procedimenti come quello che vado a linkare http://www.violenzadonne.org/2012/03/i-rifugi-antiviolenza-cosa-sono-e-quali.html in conclusione, l’articolo del ricciocorno si basa su dati inaffidabili, mistificati e palesemente orientati a raggiungere conclusioni pianificate prima ancora di raccogliere quei dati. In altri termini, studi spazzatura del tutto autoreferenziali.

      • Vi rendete conto, vero, che questa è diffamazione?

      • Marinella Malacrea è neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta della famiglia. Ha fatto parte dal 1980 al 1983 dello staff del C.A.F. (Centro Aiuto alla Famiglia in Crisi) e dalla sua fondazione (1984) al 2003 dello staff del CbM (Centro per il Bambino Maltrattato e la cura della crisi familiare), all’interno del quale si è occupata del problema dell’abuso sessuale, impegnandosi nell’attività operativa e nella formazione in Italia e all’estero.
        Dal 1995 è stata responsabile dell’UCRAS (Unità per la Cura e la Ricerca nell’Abuso Sessuale) settore specialistico del CBM.
        Attualmente é responsabile diagnosi e terapia nel Centro TIAMA (Tutela Infanzia e Adolescenza Maltrattata), Milano.
        E’ Accredited Practitioner in EMDR.
        E’ socio fondatore del CISMAI (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia). E’ stata membro dal 2002 al 2004, come esperto, dell’Osservatorio nazionale sull’infanzia e l’adolescenza.
        Una prima ed estesa documentazione del pensiero e dell’esperienza clinica sul tema è contenuta nel volume Segreti di famiglia (Cortina, 1990) di cui è autrice con Alessandro Vassalli. Sempre sullo stesso tema ha pubblicato nel 1998 (Cortina) Trauma e riparazione. La cura nell’abuso sessuale all’infanzia e nel 2002, con Silvia Lorenzini, (Cortina) Bambini abusati, Linee guida nel dibattito internazionale.

    • salvo ha detto:

      Innanzitutto, Trocmé Bala sono due persone diverse (Nico Trocm´e, Nicholas Bala). Per uno che legge per la prima volta (come me), Trocmé Bala sembra essere una sola persona.
      Poi, essendo io ignorante degli studi di queste persone, a quale studio ci si riferisce qui? Sempre citare le fonti, e non buttare nomi li’ a caso come se l’universo dovrebbe conoscerli.

      C’e’ un articolo del 2005 (!!!!), che leggero’. Ho letto — studiato — la magnus opus su false accuse del sommo Camerini (2010), ed e’ una boiata di un’ignorantone di logica, teoria, concetti, e metodologia. E comunque, se uno zelota PAS decidesse di credere al sommo Camerini (che non dovrebbe fare perche’ il Camerini inventa cavolate), arriverebbe alla conclusione che il 50% delle accuse sono vere e l’accusato finisce in galera. Il rimanente 50%? Camerini mette assieme capre e cavoli. Vediamo cosa i Nico Trocm´e, Nicholas Bala dicono.

    • salvo ha detto:

      Whoa!
      roccaforte mondiale della più becera e intransigente vaginocrazia fondata sull’oppressione del genere maschile.

      Si sa che una certa ‘classe’ di persone italiote usano la lingua italiana (toscano) in modo riccamente fiorito. Questa della vaginocrazia mi prende di sorpresa. Quanto e’ enorme la mia ignoranza. Ora devo scoprire il mondo della vaginocrazia. Chi ha usato il termine per prima? E cosa connota e denota il (possibile) concetto?

  4. Art. 595 Codice Penale. Diffamazione.
    Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito [c.p. 598] con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032.
    Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065.
    Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico [c.c. 2699], la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516.
    Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate [c.p. 29, 64].
    Quindi, per favore, se volete commentare su questo blog vi pregherei di moderarvi.

    • mfpg ha detto:

      Segnaliamo che il commento a firma “Donne Contro [nick collettivo]“, del quale siamo venute a conoscenza solo ora, non ci riguarda affatto: d’altronde bastava andare sul link che questa persona ha lasciato per vedere che non si tratta assolutamente di noi. Il nostro blog è infatti http://bigenitorialitaedintorni.wordpress.com. Specifichiamo: mai nessuno è stato da noi autorizzato a scrivere alcunché in nostra vece. Pertanto prendiamo le distanze da qualunque cosa sia stata scritta da codesta persona. Cordiali saluti dal Direttivo di DonneContro – Movimento Femminile per la Parità Genitoriale.

      • Dovreste rivolgervi al blog cui rimanda il commento. Magari avvisarli che si crea questa confusione.

      • donnecontro ha detto:

        Scusa eeehhhh… ma tu hai l’esclusiva sul tuo nick? Io mi chiamo Francesca ma non vedo certo a denunciare per plagio tutte quelle che si chiamano Francesca accusandole di parlare a nome mio! Dal nick e dal resto delle informazioni si capisce perfettamente che siamo persone differenti. Prego astenersi quindi da polemiche sterili e inutili.

  5. Melania ha detto:

    http://www.giornalettismo.com/archives/696205/quanti-sono-gli-stupratori-che-finiscono-in-galera/
    Ecco un’altra ricerca fresca, qualora servisse altro ad avvalorare l’evidenza.

    Fa ridere parecchio che si parli di autoreferenzialità e intanto si citi violenzadonne.org.
    Anche perché basta fare un po’ di ricerche per scoprire che tutta la moda del falsabusismo parte e finisce nello stesso numero di persone.

  6. Giuseppe ha detto:

    Melania, sveglia! La stessa autrice si auto-definisce “semi-psichica” ed ammette che si tratta di dati falsi, numeri messi a caso per stimolare una discussione. La solita fuffa femminista

  7. Romano ha detto:

    @donnecontro

    “becera e intransigente vaginocrazia fondata sull’oppressione del genere maschile”?
    Uaaaahhhhhh – aiuto!!! Sono piegato in due dalle risate e non riesco a fermarmi.
    Ma state attenti ai funghi che mettete nella frittata.

  8. gianni gardella ha detto:

    C’è una delibera del 2009 dell’Unione delle Camere Penali Italiane che parla di falsi abusi e gravi violazioni nel campo del diritto dei minori, altro che mancanza di studi. Poi perchè dovrebbe essere discutibile il criterio secondo cui c’è un grave conflitto fra i genitori? Fa parte dei fondamenti del diritto il fatto che se c’è conflitto preesistente fra le parti, è lecito dubitare delle accuse. Da fonte web: “Nelle denunce per violenze ai minori il 96% riguarda falsi abusi, “una percentuale che non ci si aspetterebbe leggendo i giornali”. E’ l’inquietante dato fornito da Luisella De Cataldo Neuburger, presidente della Societa’ di psicologia giuridica, al convegno (promosso dalla Spg insieme all’Unione delle camere penali) sulla ‘testimonianza del minore nel giusto processo’. Un dato che fa il paio con la costante riduzione dei casi di abusi sessuali registrata in questi anni in Italia e in altri paesi come Usa e Inghilterra”.
    La motivazione delle false accuse è, da una parte, il fatto che si è voluto aggirare la normativa europea sull’affido condiviso, inoltre le false accuse di pedofilia sono motivate dai risarcimenti che ci sono in ballo e dall’interesse dei mass media ad ingigantire il fenomeno.

  9. gianni gardella ha detto:

    l’Unione delle Camere Penali non è mia zia, le carte le hanno già spulciate loro, le chieda a loro se le interessano. Quanto ai pedofili, esistono e vanno puniti, diciamo che in Italia era più un problema fino a 40 anni fa, nelle borgate romane, dove è stato ammazzato Pasolini. Oggi il fenomeno, pur esistente, è ingigantito dagli interessi economici dei risarcimenti per i presunti abusi, nonché da quelli delle organizzazioni anti pedofile, delle case famiglia ecc.ecc., il tutto pompato dall’ideologia tardo-radical femminista. Si veda il caso di Rignano Flaminio e di Brescia, nonché altri in cui hanno inventato storie di organizzazioni di orchi che operano segretamente per rovinare i nostri bambini, neanche si trattasse del KGB, ma le pare? sono tutte idiozie da far bere ai beoti.

    • Se mi scrive il titolo dello studio, della ricerca, che dimostra, dati alla mano, che c’è un’epidemia di falsi abusi in Italia, mi fa un favore, perché io non ho trovato nulla. Se invece dobbiamo dilettarci a discutere su cose che non c’entrano affatto – come Pasolini e il KGB – questo non è un talk show e io non ho tempo da perdere con la solita propaganda maschilista.
      E quando parlo di studi, intendo un lavoro serio, come quello svolto in Gran Bretagna, dove il Crown Prosecution Service, in 17 mesi di osservazione, tra il 2011 e il 2012, ha esaminato in Inghilterra e Galles ben 5.651 casi di stupro e 111.891 casi di violenza domestica, rilevando ridicole percentuali di “false accuse”.
      http://www.theguardian.com/society/2013/mar/13/rape-investigations-belief-false-accusations
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/08/18/le-false-accuse/
      La ricerca è stata svolta proprio per verificare se questo genere di propaganda era fondata o meno, e il risultato è stato che si tratta di meri pregiudizi di genere.

  10. gianni gardella ha detto:

    ho parlato dell’Unione Camere Penali e della Società di Psicologia Giuridica, i dati li hanno forniti loro, che sono organizzazioni né maschiliste né femministe, quindi non mi parli di propaganda.
    L’allarme pedofilia è esagerato, ribadisco, per motivi economici e ideologici. Ho citato Pasolini per dire che la pedofilia intesa come fenomeno di massa, è una caratteristica delle società povere e in via di sviluppo, come ancor oggi è, ad esempio, la Cambogia.
    Se invece mi vuole parlare di violenza domestica in generale, il discorso cambia. E comunque sono sempre più frequenti gli studi che parlano di violenza domestica fatta da donne contri i mariti e i figli, si vedano per semplicità le uccisioni di bambini piccoli di cui la televisione regolarmente da notizia.

    • Lei ancora non mi ha fornito un riferimento, un numero, una percentuale, un nome… Vede, io sono una persona piuttosto precisa. Non manco mai di citare le fonti di modo da dare ai miei lettori la possibilità di verificare ciò che affermo.
      Come le ho già scritto, non ho tempo per chiacchierare. Per ciò che riguarda gli infanticidi commessi da donne, i dati ci dicono che non sono in aumento, bensì in diminuzione: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/05/16/la-campagna-di-disinformazione/
      Di studi che parlano della violenza commessa da donne contro uomini ce n’è uno solo, è stato redato dai membri di Adiantum e vale tanto quanto le sue dichiarazioni qui: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/11/15/in-risposta-alla-dott-ssa-pezzuolo/
      Le sue sono solo chiacchiere, le solite chiacchiere maschiliste: le accuse di abuso su minore sono inventate, anche le donne sono violente ecc.
      Che anche le donne commettano reati violenti contro adulti, minori e familiari, non ho proprio niente da obiettare: è vero. Ma cosa c’entra con il “fenomeno dei falsi abusi”? Proprio nulla.
      Che “le donne mentono” è un pregiudizio antico e ben radicato nella nostra società: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/04/26/lei-mente/
      Ci sono donne che mentono, come ci sono uomini che mentono. Affermare senza dati alla mano che esiste una diffusa abitudine a mentire e propagandare questa storia del “fenomeno” ha un effetto nefasto sui soggetti chiamati a svolgere indagini: lo dicono le ricerche.
      Quindi se non ha qualche dato concreto da fornirci…

  11. gianni gardella ha detto:

    senta le ho detto cose che sanno tutti, i numeri e i nomi glieli ho dati, Unione Camere Penali, Società Psicologia Giuridica, 96% falsi abusi, cosa vuole di più? smettetela di fare propaganda con studi autoreferenziali, certo Adiantum non vale niente, invece il CISMAI sì che sono dei fighi, ma la smetta, andatevi a nascondere, mi faccia il piacere. La storia vi sta seppellendo come ha seppellito il comunismo, nel buco della spazzatura.

    • Oh, le cose che sanno tutti! Come sapevano tutti, qualche centinaio di anni fa, che i neri sono biologicamente inferiori ai bianchi e per questo era giusto che fossero schiavizzati. Oppure come sapevano tutti che “I Protocolli dei Savi di Sion” erano la prova certa di un complotto ebraico per conquistare il mondo…
      Chi non ha argomenti aggredisce e minaccia.
      La ringrazio pertanto di avermi annunciato che finirò “nel buco della spazzatura”.

  12. gianni gardella ha detto:

    no è diverso, quelli erano pregiudizi razziali, questi sono dati di organizzazioni giuridiche che le ho citato, altro che mancanza di argomenti, non faccia finta di non capire. Chi la sta aggredendo e minacciando? lei si sente aggredita ogni volta che il dibattito si scalda un po’? Allora si faccia curare, mi scusi eh…. nel buco della spazzatura ci finiscono le ideologie estremiste, non certo lei. ma fai apposta a travisare il discorso per accusarmi di minacce? Senta stiamo perdendo tempo, ma soprattutto lo sta perdendo lei, non si può passare la vita a dire bugie e odiare il genere maschile. Si trovi un passatempo più salutare.

    • Ma la prego. Io non odio il genere maschile, né sono un estremista. E soprattutto non dico bugie. Le ho solo chiesto quando e dove e sulla base di quali dati sensibili le associazioni di cui lei parla avrebbero affermato quello che lei sostiene abbiano affermato. Lei non è stato in grado di rispondere, quindi non posso verificare le sue informazioni. Contestualmente lei mi accusa di essere un’estremista, di mentire, di odiare gli uomini e scemenze varie. Io non mi sento minacciata né ho paura. Non mi sento neanche offesa. Sono anzi felice che lei metta in atto l’argumentum ad hominem: dimostra che chi “capisce poco” non sono certo io.

  13. gianni gardella ha detto:

    Ancora questa, poi per oggi chiudiamo.
    I dati sensibili sono le statistiche che hanno fatto loro. Io come posso risponderle? lo chieda a loro, se ci tiene tanto. Se lei mi dicesse, ad esempio, che loro hanno fatto studi errati o falsi, io potrei risponderle che la stessa cosa hanno fatto le associazioni di cui lei parla, e così andremmo avanti all’infinito. Le sembra sensato? L’unica cosa che lei deve fare è rivolgersi a loro e controbattere a loro, a questo punto. Mi fa piacere che lei manifesti l’intenzione di verificare le sue informazioni, vuol dire che forse lei non è bugiarda, significa che lei crede in buona fede a dei presupposti. Bene, si rivolga agli organi competenti.

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