La polemica sull’esistenza dell’alienazione genitoriale diventa critica letteraria, visto che di scientifico c’è poco o niente

Nell’ultima settimana qualcuno sta copiando in un mucchio di siti diversi il medesimo articolo, un articolo dal titolo La polemica sull’esistenza dell’alienazione genitoriale diventa critica letteraria. Credo proprio si tratti di un vecchio post del blog Il corno di Erumpent, scritto in risposta al mio Un vero guerriero non molla mai.

Il post del Corno mi accusa di “negazionismo” (un termine piuttosto odioso), mi contesta di scomodare Aristotele e Galeno a sproposito e finge di ignorare le altre fonti da me citate, in questo blog e nell’articolo stesso: sto parlando di tutti i post dal titolo “Dicono della Pas”, dedicati a chi si è pubblicamente espresso in merito

(ad esempio il Dott. Mencacci, che ha dichiarato “la Società italiana di psichiatria non riconosce questo disturbo come una patologia. La Pas non essendo basata su studi fondati e replicabili e poggiando solo su supposizioni e senso comune, non sufficienti a definire una condizione patologica, non giustifica interventi terapeutici specifici.” oppure il Gruppo di Psicologia Giuridico/Forense di O.P.P. – Osservatorio Psicologi Parmensi – che scrive: “Ora va detto a caratteri cubitali che la PAS non esiste.”, ma ce ne sono 13 di post di questo genere, nel mio blog )

e di un paragrafo dell’articolo in questione, che riporto:

Perché l’Associazione degli psicologi americani sconsiglia gli psicologi forensi dall’utilizzarla; perché l’Asociación Española de Neuropsiquiatría l’ha definita un’”invenzione” e si è dichiarata contraria all’uso della PAS (2010 ) e lo stesso Governo spagnolo ha indirizzato una nota ai professionisti del settore per  evitarne l’utilizzo. Perché il Dipartimento di giustizia del Canada  ha emanato una direttiva suggerendo di ricorrere ai normali strumenti processuali già esistenti, che offrirebbero maggiori garanzie di scientificità. Secondo la NDAA (National District Attorney Association) la PAS costituirebbe una teoria non dimostrata, potenzialmente in grado di minacciare l’integrità del sistema di giustizia penale e la sicurezza di bambini vittime di abusi.

Insomma, oltre Aristotele e Galeno, c’è di più…

“La scarna bibliografia negazionista è fatta da articoli di ricercatori e professionisti legali”, continua il Corno, ma è evidente che l’associazione di psicologi americani e quella di neuropsichiatri spagnoli, come pure il Dott. Mencacci, o il Professor Massimo Ammaniti, professore di Psicopatologia dello sviluppo alla sapienza di Roma, o al Dott. Cardinale, o, ancora, il Professor Cancrini, non possono considerarsi “professionisti legali”.

Quello che trovo curioso è che la persona – o le persone – che si stanno prendendo il disturbo di copiare qui è là questo articolo pieno di inesattezze, pensino seriamente di farmi apparire come una squilibrata che, per qualche bizzarro motivo, si è svegliata una mattina con il proposito di negare una grave patologia…

Io non ho le competenze per affermare o negare proprio niente: quello che faccio è cercare dichiarazioni, articoli, o qualsiasi altro genere di documento scritto da persone che hanno le competenze necessarie per giungere alla conlusione che “Sebbene la PAS sia stata denominata arbitrariamente dai suoi proponenti con il termine «disturbo», in linea con la comunità scientifica internazionale, l’Istituto superiore di sanità non ritiene che tale costrutto abbia né sufficiente sostegno empirico da dati di ricerca, né rilevanza clinica tali da poter essere considerata una patologia”.

Mi domando: perché questa persona, o queste persone, non si rivolgono direttamente ai professionisti da me citati, dando il via ad un costruttivo dibattito tra scienziati, invece di concentrare la loro attenzione su di me?

Poco prima di concludere, il Corno mi contesta anche una colpevole pigrizia: E – infine – è assai azzardato attribuire il ruolo di martiri della scienza ai negazionisti che dalla comoda posizione del “non esiste” sputano sentenze senza proporre nessuna interpretazione né soluzione alternativa.

Dire “non esiste” è una “comoda posizione”: perché, invece, noi negazionisti non ci diamo da fare?

A questa critica rispondo con un articolo di  Robert E.Emery, professore di Psicologia e Direttore del “Center for Children, Families, and the Law at the University of Virginia”, che, in merito alla polemica intorno alla Pas, ha pubblicato un articolo dal titolo PARENTAL ALIENATION SYNDROME: Proponents Bear the Burden of Proof.

Ai sostenitori della Pas il Professor Emery ricorda che The burden of proving any new hypothesis falls on its proponents, ovvero che l’onere della prova di ogni nuova ipotesi spetta ai proponenti.

I sostenitori dell’alienazione genitoriale pretendono di accusare di negazionismo chiunque affermi la non esistenza della Pas, senza essersi mai presi il disturbo di dimostrare l’esistenza della stessa: ma non spetta né a me né a nessuna delle persone che ho citato in questo blog dimostrare qualcosa, perché non è prassi, nella comunità scientifica, sostenere l’esistenza di qualcosa solo sulla base del fatto che non c’è nulla che ne dimostri la non-esistenza.

Ci spiega il Professor Emery in proposito:

In science, the burden of proof is inviolable: scientists are free to offer any hypothesis that catches their fancy, but in so doing, they assume the burden of proving the truth of their hypotheses beyond a reasonable doubt. Until proven true, the scientific community assumes the hypothesis is false.

Gli studiosi sono liberi di proporre  qualsiasi ipotesi venga loro in mente, ma facendolo, si assumono anche l’onere di dimostrare la veridicità delle loro ipotesi al di là di ogni ragionevole dubbio; finché non vengono prodotte le prove, la comunità scientifica considera qualsiasi ipotesi falsa. Questo principio, dice Emery, è inviolabile.

Il Professore si dichiara di conseguenza oltraggiato dal modo di procedere del Dott. Gardner:

As a scientist, I am outraged by the misunderstandings, errors in logic,
and sweeping assertions in his article. Gardner writes forcefully and with conviction,
and I worry that the unwary will be more persuaded by the tone than the substance of his arguments. Rhetoric is a tool for pursuing truth in the courtroom. Rhetoric is not a tool of truth in science.

Fraintendimenti, errori di logica, affermazioni che tendono a generalizzare… ma nessuna prova: ho paura – afferma Emery – che a convincere gli sprovveduti (unwary) sia il tono persuasivo, più che la sostanza… ma se la retorica può essere uno strumento valido nelle aule di Tribunale, ma non è certo da considerarsi una prova in ambito scientifico.

Che cosa manca, secondo il Professor Emery, alle teorie di Gardner?

I do find clinical experience enriching and rewarding in numerous ways. As I tell my graduate students, clinical work can be the best place to develop creative hypotheses. Still, we all have to recognize and admit that clinical experience, including case studies, prove nothing.

Le osservazioni che scaturiscono dalla pratica con i pazienti (clinical work) sono il terreno più fertile per la nascita di nuove ipotesi, ma osservazioni cliniche e studio di casi non provano assolutamente nulla.

But no matter how strongly experts like Dr. Gardner assert otherwise, PAS is
not an answer until demonstrated to be one in objective, public, and independent scientific investigations—investigations based on replicable data gathering, not case studies. Until then, I suppose expert witnesses are free to testify, “in my opinion, this child is a victim of deliberate alienation on the part of the custodial parent”—provided that they add, “but I do not have a shred of scientific evidence to back up my clinical impressions.”

Non ha nessuna importanza con quanta forza esperti come il Dott. Gardner affermino l’esistenza della Pas, la Pas non esisterà fin quando non sarà sottoposta al vaglio della ricerca scientifica, una ricerca oggettiva, pubblica e indipendente basata su una raccolta di dati che sia replicabile; fino a quel momento un esperto è libero di testimoniare: “è mia opinione che il minore sia vittima di deliberata alienazione da parte del genitore affidatario” posto che aggiunga “ma non un brandello di prova scientifica a sostegno delle mie valutazioni cliniche”.

Ora, a queste persone che sprecano tempo ed energie per darmi della negazionista in giro per il web, chiedo: non sarebbe ora di mettersi a lavorare sul serio, e magari produrre una ricerca scientifica degna di questo nome, invece di dilettarsi nel comporre articoli diffamatori?

Visto che inserite il link al mio blog, non vi è mai sorto il dubbio che qualche lettore dotato della capacità di pensare possa confrontare i miei post con le vostre accuse e giungere ala conclusione che quelle che scrivete sono un cumulo di sciocchezze?

Terza ed ultima domanda: tutto questo copia e incolla… mai sentito parlare degli algoritmi di google?

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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12 risposte a La polemica sull’esistenza dell’alienazione genitoriale diventa critica letteraria, visto che di scientifico c’è poco o niente

  1. Marco ha detto:

    Tutto questo affannarsi nel linkare le critiche al tuo blog dimostra che hai ragione, Ricciocorno: non hanno prove scientifiche a sostegno dell’esistenza della P.A.S. Parafrasando una famosa canzone: “La verità GLI fa male, lo so”.

  2. Giuseppe ha detto:

    Certo che voi negazionisti avete strane pretese: bisognerebbe sottoporre bambini all’abuso dell’alienazione genitoriale per convincervi di quello che è ovvio a tutti (e descritto dagli psichiatri da ben prima di Gardner), cioè che i bambini possono essere plagiati all’odio e che questo ha nefaste conseguenze? Anche i negazionisti della pedofilia sostengono che non ci sono prove scientifiche che faccia davvero male ai bambini. E allora bisognerebbe sottoporre bambini a quest’altro abuso per convincerli? Suvvia, siamo seri

    • La invito a non usare il termine “negazionismo”, visto che ho spiegato più che dettagliatamente che è inappropriato.

    • Marco ha detto:

      La P.A.S. non ha alcun riconoscimento scientifico, non è presente nel D.S.M IV e non sarà nel D.S.M. V., quindi non esiste per il mondo scientifico questa patologia. Se lei può dimostrare il contrario lo faccia, però non deve cambiare argomento come ha appena fatto: io ho parlato di P.A.S. e lei invece ha tirato in ballo l’alienazione genitoriale. Parliamo della teoria elaborata da Gardner che ormai è stata fatta uscire dalla porta dal mondo medico e che ora qualcuno cerca di far rientrare dalla finestra.

  3. Giuseppe ha detto:

    C’è un signore che ha fatto del negazionismo dell’alienazione genitoriale la sua ragione di vita, e che scrive che di 24 casi seguiti, 24 diversi CTU gli hanno dato torto…

    • Ribadisco: il negazionismo di un evento storico come un genocidio o una pulizia etnica o un crimine contro l’umanità, è un termine che indica un atteggiamento storico-politico che, utilizzando a fini ideologici-politici modalità di negazione di fenomeni storici accertati, nega contro ogni evidenza il fatto storico stesso.
      Qui non c’è niente di accertato, signor Giuseppe, quindi lei non può avvalersi del termine “negazionismo”. Siamo nella sfera dell’opinabile, nel campo delle ipotesi, e ognuno è liberissimo di esporre le proprie idee, senza per questo essere tacciato di essere “negazionista”.
      Cerchiamo di usare tutti la stessa lingua, di solito favorisce una corretta comunicazione.

    • Marco ha detto:

      Non rispondendo nel merito, dimostra di non avere prove scientifiche dell’esistenza della P.A.S. A me questo può bastare. Grazie.

  4. Andrea Mazzeo ha detto:

    A Giuseppe-Giordano rispondo solo e semplicemente con due miei articoli:
    http://xoomer.virgilio.it/andreamazzeo/epiless.htm
    http://www.pol-it.org/ital/oscenita.htm
    Ergo, la smentita della PAS non è certo la mia ragione di vita; da sempre, un medico che è medico non si accontenta delle verità consolidate ma cerca di andare oltre, nel solo interesse dei pazienti. Potrà pure sbagliare ma è suo dovere farlo. Chi sa di essere medico; chi invece vede nella medicina un modo come un altro per guadagnarsi da vivere, è un’altra cosa.
    L’ho già scritto.
    Quando ho studiato medicina, patologia e clinica chirurgica, mi è stato insegnato che la cura dell’ulcera gastrica era la sezione del nervo vago; e su questa verità sono state costruite prestigiose carriere accademiche. Poi qualcuno ha messo in discussione questa verità, all’inizio è stato ridicolizzato, poi gli studi scientifici gli hanno dato ragione. Oggi nessuno taglia più il nervo vago per curare l’ulcera gastrica.
    Un’altra metodica che andava per la maggiore negli anni ’70 era la legatura dell’arteria mammaria interna per curare l’angina pectoris. Anche qui la ricerca ha chiarito che non c’era nessuna base scientifica.
    Ora voi ve ne venite fuori con quest’altra ipotesi già smentita da giuristi e psichiatri sin dagli anni ’90; dobbiamo ancora continuare a parlarne? Chiaro che a voi interessa continuare perchè ci fate tanti soldi.

  5. Giuseppe ha detto:

    Personalmente, io trovo il negazionismo di un evidente abuso sull’infanzia come l’alienazione genitoriale ancora più odioso del negazionismo di un evento storico. Per il resto, mi risulta che i professionisti, fra cui il dott. Giordano, ritengano che nemmeno valga la pena di interloquire in questa polemica strumentale e priva di valore scientifico ma purtroppo devastante per i bambini loro malgrado coinvolti.

    • Quello che è devastante, per bambini ed adulti, è la totale mancanza di raziocinio che lei dimostra.
      Se non altro, è chiaro che questa faccenda gode di “seguaci” che non si possono che definire “fanatici”.
      Comunque, questa è l’ultima volta che tollero l’utilizzo improprio e offensivo della parola negazionismo sul mio blog.

    • Marco ha detto:

      Ormai penso che chiunque legga abbia capito il suo modo di fare: io, il Ricciocorno e il dott. Mazzeo parliamo di P.A.S. e lei di alienazione genitoriale. E’ evidente allora che anche lei che la sostiene non può dimostrare la scientificità e quindi l’esistenza della P.A.S.

  6. Melania ha detto:

    Penso sia chiaro che a favore della PAS ci sia solo un lavoro propagandistico condotto da uno staff privo di preparazione specifica, ecco perché pensano sia più conveniente creare un blog apposta per dare noia a te.

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