Lettera aperta alla Vagina

vagina

Esordisce così la blogger:

Spesso mi hanno chiesto se fossi femminista.

Io ho sempre risposto di no. Anzi, le femministe mi stanno pure parecchio sulle palle, che se si facevano i cazzi loro magari a quest’ora passavo la giornata a infornare dolcetti senza alcuna pretesa, invece che fare la pezzente in carriera a Milano, e magari ero più felice.

Così, visto che non mi conosce ma le sto comunque sulle palle, perché a suo dire sarei una delle cause della sua frustrante situazione lavorativa, le scrivo una lettera, perché io me li sarei anche fatti, i cazzi miei, ma se qualcuno mi apostrofa così, senza che ciò che segue questa aggressiva premessa si dimostri anche solo vagamente attinente al tema, beh, io rispondo e in modo altrettanto aggressivo.

Non mi conosce, Vagina, ma mi descrive così:

Evolutesi dalla condizione di angeli del focolare, infatti, le nostre post-femministe – sotto una spossante e costante sollecitazione alla perfezione personale e sociale – si trasformano in flagelli del demonio: incazzate, nevrotiche, acide, impegnatissime, ciniche, stronzamente complicate e, nei casi migliori, sole, con una sindrome premestruale che arriva a durare 20 giorni al mese e che può essere sfogata al massimo piangendo per i giudizi di Carlo Cracco a Masterchef.

Si è vero, sono incazzata, ma ho tutte le ragioni per esserlo. Li leggi i giornali, ogni tanto, Vagina? E sono impegnatissima, ma non sono cinica, e neanche perfetta, e non ho idea di chi sia Carlo Cracco.

Io sono un essere umano, e sono diversa da qualunque altro essere umano su questa briciola di universo. E’ questo che chiedono le donne che si professano femministe: essere finalmente considerate individui unici e irripetibili, invece di essere ricondotte continuamente a qualche sgradevole stereotipo maschilista: la femminista cattiva, la donna in carriera con l’ossessione del controllo, la ninfomane in minigonna o l’angelo del focolare, che all’occasione diventa la fannullona mantenuta che per fingersi occupata sforna biscotti.

Esattamente in che modo, Vagina, il femminismo ti impedisce di impastare la frolla?

Forse a questa Vagina è sfuggito che il 14 febbraio tante demoniache femministe hanno deciso di organizzare un evento mondiale contro la violenza di genere (visto che si balla, vogliamo definirlo sabba?), affinché quelli troppo impegnati a nutrire il loro ego possano cominciare a distrarsi dai loro genitali e a chiedersi se in giro c’è qualche problema…

Ieri un uomo a Napoli ha prima investito e poi dato fuoco alla propria moglie. Si è appena concluso il processo Tucci, l’uomo che ha lasciato a morire sulla neve una ragazza dopo averle distrutto proprio la vagina, l’uomo che sostiene che si è trattato di un rapporto consenziente, c’è chi scrive ancora che le ragazze vanno educate ai sentimenti, mentre gli uomini devono fare sport, ma queste sono tutte cose troppo stronzamente complicate che trasformano le donne in flagelli ossessionati da  una spossante e costante sollecitazione alla perfezione personale e sociale

Le vere donne, quelle che hanno capito che uomini e donne sono diversi, si preoccupano dei problemi importanti, ad esempio della bolla di proto-maschi, terrorizzati dalle donne cosiddette emancipate…

In India la gente è scesa in piazza. In Italia la Vagina ci dice che il rispetto della femminilità si manifesta ridicolizzando tutte quelle donne che tentano disperatamente di difenderla dagli attacchi di quel maschilismo esasperato, di cui il vecchio erotomane alla deriva è solo un sintomo, e uno dei meno preoccupanti.

Forse la Vagina è una femminista senza delirio e senza entusiasmo, io invece sono una femminista  che si indigna di fronte alla contraddizione in cui cade una donna che prima ci tiene a soddisfare il suo pubblico maschile (tranquilli, io non sono una femminista, le odio quelle rompiballe!) e poi si permette di bacchettare la signorina Silvani.

Vagina: tu sei come Berlusconi. Per sentirsi accettata dal gruppo dei maschietti ti crogioli nei più beceri commenti maschilisti, spacciandoli per rivendicazioni di indipendenza da un movimento che dichiari candidamente di non conoscere affatto… solo per beccarti delle faccine sotto il post.

Alla fine, ci guadagni molto meno della signorina Silvani, non ti pare?

Ecco, adesso hai una ragione valida per scrivere che ti sto sulle palle. 

Poi, se hai un attimo di tempo leggi questo, lo ha scritto un uomo che la pensa così:

Le femministe non odiavano gli uomini. Infatti li amavano. Ma,come mio padre aveva messo a tacere mia madre durante le loro discussioni per non sentire le sue lamentele, gli uomini avevano messo  a tacere le persone femministe screditandole e facendo orecchie da mercanti su chi siamo realmente.

P.S. Scusate, ho la sindrome premestruale. O la menopausa precoce. O mi si e inceppato il vibratore. O qualunque altra sciocchezza sessista vi passi per la testa…

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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29 risposte a Lettera aperta alla Vagina

  1. memoriediunavagina ha detto:

    C’è un piccolo errore. Nelle post-femministe ci sono anche io.
    Se non ti fosse partito l’embolo, forse avresti inteso che diciamo cose assai simili. Che nella mia negazione di un femminismo demagogico c’è un femminismo sostanziale.

    Ma considerami pure alla stregua di Berlusconi, se ritieni. Ho molti più capelli e molti meno soldi, ma i paragoni grossolani sono sempre bene accetti.
    Sulle palle non mi ci stavi e non mi ci stai. Mi spiace.

    Cordialità
    v.

  2. Vedi, forse diciamo cose simili, a volte, ma non diciamo le stesse cose. Non esiste un post-femminismo, esistono donne che hanno mollato. Donne che si sono arrese, donne che non sapendo più come fare per far smettere questi arroganti – che si permettono di mettere in imbarazzo un professionista facendo allusioni sessuali perché sono spaventati dall’emancipazione femminile e non vogliono vedere donne in gamba nel mondo del lavoro – se la prendono con le donne che lavorano.
    Ma se gli uomini sono spaventati non è un problema mio: è Darwin che ci insegna che quelle specie che non si adattano al cambiamento sono destinate a scomparire…
    Ti racconto una storia, una storia vera: cena di lavoro, gente che si conosce poco. Primo commensale: se c’è una categoria che mi sta proprio sulle palle sono i musulmani. Commensale numero due: io sono musulmano. Commensale numero uno: ovviamente non intendevo tutti i musulmani, solo quelli stronzi…
    Il cervello, per economizzare energie, ragiona per stereotipi: è un meccanismo naturale… Ma ci sono stereotipi e stereotipi, e ci sono stereotipi più pericolosi di altri.
    E’ di poco tempo fa la notizia delle minacce all’Avvocatessa che difende le donne maltrattate: “Ti passerà la voglia di difendere le donne. Stai attenta e guardati sempre le spalle, da questo momento la città non è più sicura per te e per le donne che difendi”.
    Sempre poco tempo fa una blogger che si occupa di femminicidio si è ritrovata l’indirizzo di casa pubblicato su un forum, con sotto l’invito a farle fare la stessa fine delle donne di cui racconta la storie.
    L’Onu ha pubblicamente bacchettato l’Italia con queste parole: “Femmicidio e femminicidio sono crimini di Stato tollerati dalle pubbliche istituzioni per incapacità di prevenire, proteggere e tutelare la vita delle donne, che vivono diverse forme di discriminazioni e di violenza durante la loro vita”.
    Ma queste sono solo una piccola parte di tutte le azioni che in questo paese un gruppo sparuto di “uomini spaventati” sta mettendo in atto, più o meno consapevolmente, per rimettere al loro posto le donne che si sono emancipate…
    Emancipazione significa autodeterminazione: voglio lavorare? Mi viene data la possibilità di lavorare. Voglio sfornare biscotti? Sono libera di sfornare quintali di biscotti. Emancipazione significa trovarsi di fronte un infinita gamma di possibilità, tutte quelle possibilità che riesco ad immaginare, invece di essere costretti a percorrere la strada che qualcun altro ha tracciato.
    Se questo fa paura a qualcuno, beh, quel qualcuno dovrebbe riesaminare il suo punto di vista.
    Non è il momento storico ideale per mollare, non è il momento storico per rinnegare il lavoro di tutte quelle donne che ci hanno portato fino a qui, non è il momento storico per dissociarsi dal femminismo…
    Siamo stanche di dare battaglia? Si. Siamo disilluse? Si. Ci sono in giro donne che si attribuiscono il termine femminista e non sanno neanche di cosa stanno parlando? Si.
    Ma nessuna di queste è una ragione abbastanza valida per tapparsi gli occhi e girarsi dall’altra parte, facendo finta che tutto va bene.
    Decisamente no, non diciamo le stesse cose…

    • pinzalberto ha detto:

      Secondo me questa volta stai sbagliando. E’ come se a discovery channel commentassero una puntata di Zelig (non so se ho scelto l’esempio giusto, ma è il primo che mi è venuto). Il tuo è un blog impegnato, di denuncia, un servizio d’informazione su argomenti sociali molto delicati. L’altro è più leggero, disinvolto, dove cmq vengono prese in considerazione argomenti altrettanto seri ma con uno spirito più goliardico. Non ce la vedo proprio la Vagi attendere il maritino a casa, con vassoio di biscotti appena sfornati e panna montata sui seni… A modo suo ha sempre lanciato denunce sociali alternando post decisamente più frivoli e divertenti. La sua spiritosa battaglia contro le femministe è al pari di quella di Benigni che voleva fermare Colombo prima della scoperta delle Americhe per proteggere la sorella dal ex-fidanzato americano. Leggendo il successivo post sull’ultima uscita di Berlusconi si evince il reale pensiero di Vagina. Siete tutte e due grandi donne, eccellenti scrittrici, che combattono la stessa guerra in modo diverso. Sto correndo un bel rischio nel frappormi fra due donne, ma essenzialmente sono un po’ masochista….. 🙂

      • Non c’è nessuna battaglia. Io sono iscritta al suo blog.
        Non è che se una persona mi piace, allora non mi arrabbio mai con lei… Anzi, quando una persona mi piace, mi arrabbio di più, di solito. Il conflitto non è necessariamente negativo: è un momento acceso in cui ci si confronta su qualcosa che ci sta a cuore.
        Ci sono momenti per riderci su e momenti in cui c’è poco da ridere.
        L’argomento è delicato, molto delicato. Il web pullula di siti misogini, con contenuti preoccupanti, preoccupanti davvero.
        Anche io a volte tento di alleggerire un po’ la questione, ma ciò che leggo mi preoccupa, mi preoccupa molto seriamente.
        Prendi la storia di Sam e Bunny, ad esempio:
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/10/10/la-violenza/
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/11/04/sam-e-bunny-2/
        C’è un indiscusso aumento della violenza domestica in questo paese. Invece di rifletterci su, di fare un’analisi seria del problema, una grande quantità di materiale analogo alla ridicola ricerca finto-scientifica di Sam e Bunny sta invadento il web.
        E cominciano a produrre questo genere di materiale anche professionisti italiani: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/11/08/i-protocolli-dei-savi-anziani-di-sion/
        E la gente ci crede. Parecchia gente crede a queste corbellerie. Il fatto che parecchia gente si metta a ripetere a pappagallo assurde teorie che vengono propagandate come “scienza” mi fa venire in mente che qualcosa del genere è già successo. E che non è andata a finire tanto bene.
        Sai quanti messagi ricevo (e cestino) di gente che mi accusa di essere una perfida femminista? E non sono ironici, sono seri. Sarà per questo che non citrovo niente da ridere…

    • Emanuele Di Felice ha detto:

      “sono spaventati dall’emancipazione femminile e non vogliono vedere donne in gamba nel mondo del lavoro – se la prendono con le donne che lavorano”.
      Per quanto mi riguarda sono “spaventato” dalle donne che lavorano. Sono “spaventato dalle donne che hanno rivendicato il diritto al lavoro, quando i lavori sono diventati comodi e sicuri. Perché non ci hanno pensato prima? Per gli uomini il lavoro era ed è un dovere,non avendo nient’altro oltre al lavoro.
      Sono “spaventato”dalle donne che rivendicano le quote rosa nei posti di lavoro apicali, dimendicandosi delle altre enclave maschili:cave ,miniere,impalcature etc.
      Sono “spaventato” dalle donne che non solo rivendicano quello che gli uomini non hanno,il diritto al lavoro,ma continuano a scegliere gli uomini in base allo status, non per quello che sono ma per quello che danno.

      .”Ma se gli uomini sono spaventati non è un problema mio: è Darwin che ci insegna che quelle specie che non si adattano al cambiamento sono destinate a scomparire…”
      Darwin potrebbe insegnare tante cose che contrastano con l’ideologia femminista.
      L’evoluzionismo insegna che: anche se la nicchia ecologica nella quale vivono gli esseri umani è cambiata,non sono cambiati gli esseri umani,neanche le donne,da circa 100 mila anni. Basta vedere come sono stereotipati i lavori femminili,i comportamenti sessuali femminili.

      “Il cervello, per economizzare energie, ragiona per stereotipi: è un meccanismo naturale”,parlare sempre male degli uomini non è uno stereotipo. Ricordare ogni giorno agli uomini i mali da essi subiti, dimendicando:i sacrifici maschili,le scoperte le invenzioni,senza le quali la condizione femminile sarebbe quella di secoli fa(altro che le “figlie di papà”femministe!).
      E’ inutile che ti dai un gran daffare a dimostrare che la violenza maschile non è insita nel cromosoma y,quando poi se parli degli uomini lo fai solo in termini negativi. Affermi implicitamente ciò che neghi esplicitamente.
      Esiste un bene specifico maschile? O forse l’unica caratteristica maschile è la violenza.

      “L’Onu ha pubblicamente bacchettato l’Italia con queste parole: “Femmicidio e femminicidio sono crimini di Stato tollerati dalle pubbliche istituzioni per incapacità di prevenire, proteggere e tutelare la vita delle donne, che vivono diverse forme di discriminazioni e di violenza durante la loro vita”,ma lo sa l’Onu che l’Italia ha il più basso livello di “femminicidi” d’Europa?Che gli autori di “femminicidi” finiscono in galera? Che gli unici omicidi che vengono giustificati sono quelli compiuti dalle donne?.Che le statistiche sulle violenze vengono stilate mettendoci dentro di tutto: sentenze,denunce,sondaggi,falsi abusi che non solo non si ritorciono contro la calunniatrice,ma si aggiungono alle statistiche sulle violenze subite dalle donne?

      “di “uomini spaventati” sta mettendo in atto, più o meno consapevolmente, per rimettere al loro posto le donne che si sono emancipate”,addirittura ci sono degli uomini che rivorrebbero le donne ai fornelli,per poi DOVER andare a lavorare per mantenerle!.Le donne che lavorano EMANCIPANO gli uomini dal dovere di mantenerle. Se alle donne fosse impedito di lavorare gli uomini sarebbero costretti a sposarsi da giovani!!!. Ma gli uomini non erano egoisti?
      A quando l’emancipazione dal “sesso maschile”(eufemismo)? O forse senza spermatofori sareste costrette ad allevare i cani?. Chi ha bisogno del “sesso maschile”dipende, chi ha bisogno dipende.
      “voglio lavorare? Mi viene data la possibilità di lavorare. Voglio sfornare biscotti? Sono libera di sfornare quintali di biscotti. Emancipazione significa trovarsi di fronte un infinita gamma di possibilità,” se le donne hanno la possibilità di lavorare,perché ci si lamenta del basso livello di occupazione femminile? Forse il basso livello di occupazione femminile è dovuto dalle scelte femminili,e non da discriminazioni.Le donne possono ,gli uomini devono!.
      Se prima le donne non potevano lavorare per colpa degli uomini, mi dici cosa avrebbero fatto se avessero potuto?
      “Siamo stanche di dare battaglia?”,mi dici con quali strumenti le donne hanno combattuto o combattono contro gli oppressori?

      • Ma lei le statistiche dove le legge? Mi riporta qualche fonte attendibile, per favore? Altrimenti tutto quello che dice è aria fritta.
        I falsi abusi sono mitologici quanto l’unicorno, e io riporto statistiche pubblicate, non sproloqui. https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/01/05/sui-falsi-abusi/
        I suoi sono sproloqui, è chiaro quando arriviamo alle miniere: miniere? Quali miniere? Lei è mai entrato in una miniera? Non ci sono miniere in questo paese da quanto tempo?
        Io non parlo in termini negativi “degli uomini”, visto che questo articolo, che lei non ha letto con attenzione(o forse non ha letto affatto, o forse manipola a suo piacimento, convinto di essere più intelligente dei suoi interlocutori) è polemico nei confronti di una donna, alla quale viene rimproverata proprio la generalizzazione, il ragionare per stereotipi.
        Il prossimo commento smaccatamente fuori tema, polemico per il gusto di essere polemico, non lo pubblico. Lei mi ha stancato.

  3. pinzalberto ha detto:

    Ciao, forse non hai letto bene la mia risposta, o non sono stato molto chiaro, ma non ho mai parlato di una battaglia fra te e la Vagi. “La sua Battaglia” era intesa come “La battaglia (scherzosa) della Vagi nei confronti delle femministe”. Lo so che non c’è molto da ridere, prendendo anche in esame la liberazione di Jucker. Nemmeno nella politica italiana c’è da ridere, si è ripresentato il nostro ex-presidente misogino, razzista, pedofilo, mafioso, il peggiore dopo Mussolini. Siamo circondati da politici corrotti, mafia, camorra, ‘ndrangheta, da una politica mondiale in mano ad un ordine d’illuminati che decidono quando farci piombare in una profonda crisi, a loro piacimento. Siamo circondati da spietate guerre, da un’infanzia difficilissima nel terzo mondo, da una situazione ambientale gravissima che potrebbe sterminare la popolazione mondiale nel giro di poche decine di anni. Con questo dove voglio arrivare? Da ogni parte dove ci giriamo troviamo morte e miseria, ma non per questo dobbiamo vietarci due innocue risate. Innocue perché era lampante che stava scherzando. Concludendo, ho solo trovato troppo duro il tuo post. Cmq sappi che appoggio sempre tutte le tue argomentazioni, e mi sto stancando anch’io dei commenti del sig.Di Felice. Buon week-end!!

  4. Emanuele Di Felice ha detto:

    Il mio commento era in risposta al tuo commento del 13 febbraio 2013 alle 08:30 e non si riferiva al post,come si evince anche dai miei virgolettati. Come dovrebbe essere un commento non polemico fine a se stesso? Dimmelo tu cosa devo scrivere per non essere polemico.
    La ruffianeria e le calunnie contro Berlusconi,di alcuni commenti (“misogino, razzista, pedofilo, mafioso, il peggiore dopo Mussolini”) non ti disturbano.
    Il problema è che sei assuefatta all’assenza di obiezioni,di contraddittorio.Quello femminista è un monologo al quale nessuno può obiettare alcunché.Il resto sono scuse!.

    “C’è un indiscusso aumento della violenza domestica in questo paese.” Mi riporti qualche fonte attendibile?. Mi riporti dati che non sono il frutto di statistiche che comprendono di tutto e che rispettano dei criteri scientifici? Nel 1991 i “femminicidi” erano ca.192,nel 2012 ca.127.
    E’ vero o non è vero che i dati sulla violenza sulle donne (come per i “femminicidi”) sono gonfiati?

    “Emancipazione significa autodeterminazione: voglio lavorare? Mi viene data la possibilità di lavorare. Voglio sfornare biscotti? Sono libera di sfornare quintali di biscotti.”Rivendichi anche per gli uomini la possibilità di scelta,o vale solo per le donne?

    In merito ai falsi abusi,non pensi che qualche donna possa avere interesse ad accusare falsamente un uomo,come nei casi di divorzio, per ottenere dei vantaggi?. Per te le donne sono buone è incapaci di nuocere. La violenza fisica è una caratteristica maschile,mentre la violenza morale è una caratteristica femminile. Diversi nel bene e nel male.Le donne non sono esenti dalla violenza,ma sono esentate.

    • Intanto che Berlusconi sia un maschilista è un dato di fatto, non una calunnia: lo dimostra lui tesso con il suo comportamento.

      Poi: quando si parla di violenza di genere ovviamente non si fa riferimento agli episodi che si concludono con la morte della vitima. A volte, nonostante l’accanimento, le donne sopravvivono: http://catania.livesicilia.it/2013/02/16/tenta-di-dare-fuoco-alla-moglie-mentre-dorme-la-cosparge-di-benzina-ma-lei-riesce-a-fuggire_226824/
      Per ciò che riguarda i dati uffciali: c’è il rapporto dell’Onu sulla situazione italiana, presentato lo scorso anno: http://www.zeroviolenzadonne.it/images/pdf/Sintesi_Rapporto_Ombra_CEDAW.pdf
      Una lettura interessante sull’argomento è il Global Gender Gap Report: http://www.weforum.org/issues/global-gender-gap
      Ci sono poi oviamente i dati Istat in merito: http://noi-italia2010.istat.it/index.php?id=7&user_100ind_pi1%5Bid_pagina%5D=32&cHash=682a1ad2ba (2006)
      L’Istat ci dice: Il fenomeno della violenza e dei maltrattamenti contro le donne ha nel nostro Paese grande rilevanza: sono stimate in quasi 7 milioni le donne italiane tra i 16 e i 70 anni che hanno subito nel corso della vita, dentro o fuori della famiglia, una forma di violenza, fisica o sessuale; 1 milione 400 mila donne hanno subito forme di violenza sessuale prima dei 16 anni; oltre 7 milioni di donne hanno subito o subiscono violenza psicologica.
      http://www.quotidianosicurezza.it/sicurezza-sul-lavoro/tutela-della-salute/moltestie-sessuali-ricerca-istat.htm (2008/2009) : “Circa la metà delle donne in età 14-65 anni (10 milioni 485 mila, pari al 51,8 per cento) hanno subito nell’arco della loro vita ricatti sessuali sul lavoro o molestie in senso lato come pedinamento, esibizionismo, telefonate oscene, molestie verbali e fisiche”.
      Osservatorio Nazionale sullo stalking: http://www.stalking.it/?p=3239 “Ad una prima analisi della Tabellaun dato balza immediatamente in evidenza: tra il 2009 ed il 2010 si rileva un sostanziale incremento del totale dei procedimenti iscritti e di quelli definiti ciò in linea con quanto dichiarato da una recente nota delle Corti di Appello che denunciano un decisivo aumento dei procedimenti sullo stalking.”

      Forse non sono i reati ad aumentare, forse aumenta progressivamente il numero delle donne che si rifiuta di subirli senza reagire: le donne denunciano, le donne pretendono una vita nuova e diversa, le donne lasciano il compagno violento, le donne si ribellano al capo molestatore, le donne non si sacrificano più ad un’ideale di famiglia quando la famiglia serve solo a nascondere all’interno delle mura domestiche violenza e sopruso.

      Ora: dove sono le prove che tutti questi organismi gonfino i dati? E’ in atto un complotto internazionale che per qualche oscura ragione vuole convincere l’opinione pubblica dell’esistenza di un fenomeno sociale che non sussiste?
      Questo è complottismo. E non aggiungo altro.

      Il fatto che esistano e siano documentati dei casi di denuncia strumentale non modifica il fatto che il numero di questi casi è irrilevante rispetto ai casi in cui le accuse sono fondate, quindi non esiste un endemico problema denominato “falsi abusi”, come dimostrano le statistiche in merito: http://en.wikipedia.org/wiki/False_accusation_of_rape “FBI reports consistently put the number of “unfounded” rape accusations around 8%. The average rate of unfounded reports for Index crimes is 2%.[2] However, “unfounded” is not synonymous with false allegation.[3] Bruce Gross of the Forensic Examiner’s says that: This statistic is almost meaningless, as many of the jurisdictions from which the FBI collects data on crime use different definitions of, or criteria for, “unfounded.” That is, a report of rape might be classified as unfounded (rather than as forcible rape) if the alleged victim did not try to fight off the suspect, if the alleged perpetrator did not use physical force or a weapon of some sort, if the alleged victim did not sustain any physical injuries, or if the alleged victim and the accused had a prior sexual relationship. Similarly, a report might be deemed unfounded if there is no physical evidence or too many inconsistencies between the accuser’s statement and what evidence does exist. As such, although some unfounded cases of rape may be false or fabricated, not all unfounded cases are false.”

      Poi scrivi: “Rivendichi anche per gli uomini la possibilità di scelta,o vale solo per le donne?” Ovvio. Dove, nel mio blog, si trova un commento o una frase che indichi che io ritenga che gli esseri umani di sesso maschile non siano liberi di scegliere?
      Anzi, più volte mi sono occupata di altri generi di discriminazione, come ad esempio quella che colpisce gli omosessuali (ce ne sono di sesso maschile…)
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/08/27/omofobia/
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/01/17/discorso-sullomosessualita-pronunciato-il-18-febbraio-del-1937/
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/09/22/la-famiglia-le-famiglie/

      • Emanuele Di Felice ha detto:

        …Senza il voto delle donne al “maschilista” Berlusconi non avrebbe mai vinto le elezioni. Evidentemente molte donne non sanno dove si trovano e votano contro chi le disprezza.
        Decreto antistupri incostituzionale,quote rosa nei cda delle aziende quotate in borsa,ma non negli altri luoghi di lavoro, legge sullo stalking, queste sono delle leggi del governo del “maschilista” Berlusconi.Leggi a favore del proprio sesso non ne ho notizia.
        Se Berlusconi non vi piace e lo accusate di essere maschilista,ciò non giustifica le calunnie(mafioso,pedofilo) contro di lui di Pinza Alberto.
        Ma il blog è tuo e puoi fare come ti pare.

        E’ inutile che mi citi statistiche senza spiegarmi se queste rispettano o meno criteri scientifici e se si tengono separate le sentenze,i sondaggi e i falsi abusi(pochi o tanti che siano).
        L’indagine Istat del 2006 conteneva domande del tipo: “hai mai fatto sesso controvoglia?”,”ti ha mai sgridata per come ti vesti?”. Saranno comportamenti borderline ma non violenti. Se si abbassa la soglia entro il quale un comportamento viene considerato violento, è normale che la violenza aumenti.
        Le affermazioni delle donne che dicono di essere vittime di violenza,non sono false o vere a priori. Non sono le donne a decidere o meno se sono vittime ma i giudici,anche perché esiste anche la difesa e non solo l’ accusa.
        Ma non c’è nessuno studio ufficiale sulla violenza subita dagli uomini.

        “Ora: dove sono le prove che tutti questi organismi gonfino i dati?”
        “la violenza maschile è la prima causa di morte per le donne…”é un dato gonfiato o è vero?
        Si chiama colpevolizzazione,l’interesse sociale delle femministe a diffondere dati falsi o semplicemente gonfiati. Inchiodare gli uomini al muro della colpa. Maggiore è la colpa maschile maggiore è il debito morale che gli uomini devono pagare. Per questo del bene compiuto dagli uomini non se ne parla mai,non è utile.

        Sul gender gap: Lo dice lo stesso WEF : “Il nostro scopo è di focalizzare se il gap fra donne e uomini nei settori scelti è diminuito, piuttosto che se le donne sono vincenti nella battaglia dei sessi. Per cui, l’Indice “premia” i paesi che raggiungono il punto dove i risultati per le donne uguagliano quelli per gli uomini, ma né premia né penalizza i casi in cui le donne sono “sovraperformanti” rispetto agli uomini in particolari settori.
        Quando le donne superano gli uomini non se ne tiene conto. Uguaglianza a senso unico.

        Non hai mai negato che gli uomini debbano avere la possibilità di scelta, ma neanche lo hai affermato. E’ ridicolo pensare che gli uomini abbiano la possibilità di lavorare,quando un uomo che non lavora non può neanche andare con le prostitute. Un uomo che non lavora non vale niente,una donna no.

      • Se sei convinto che l’Istat o l’Onu non rispettino i canoni scientifici, dovresti rivolgerti ad un esperto di statistica e valutare con lui.
        Non c’è nessuno studio sulla violenza di genere perpetrata dalle donne contro gli uomini, forse perché il fenomeno non è numericamente rilevante da essere oggetto di studio?
        Certo, hanno provato ad inventarsi uno studio del genere, ma era fatto così male e i dati erano così malamente gonfiati, che avrebbero fatto meglio a continuare a ipotizzarla, questa violenza, perché i promotori ci hanno rimesso in credibilità e, per quel fenomeno che viene chiamato effetto alone, il giudizio sulla persona si è trasmesso anche all’argomentazione: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/11/15/in-risposta-alla-dott-ssa-pezzuolo/
        Ne convieni con me che, al di là di un aferrea analisi logica della questione, se scopro una persona a mentire spudoratamente su una cosa, sono portato anche a credere che la sua tesi sia falsa, sebbene il mio giudizio sulla persona non dovrebbe influenzare il valore di verità o falsità della sua tesi.
        Se tu avessi seguito la nota da wikipedia, ti saresti ritrovato un bel rapporto dell’FBI sui casi di violenza, che parla di violenze accertate a seguito di indagini: i casi accertati sono nettamente maggiori rispetto ai casi definiti “unfounded”, cioè le cui prove non erano sufficienti a procedere (il che non significa automaticamente che il reato non fosse avvenuto, ma significa solo che non poteva essere dimostrato).
        Il fenomeno della violenza di genere perpetrata da maschi contro le femmine esiste, è documentato, è di grandi dimensioni.
        Anche le statistiche dell’FBI sarebbero gonfiate? Ma da chi, e perché?
        Parlare di violenza di genere non “inchioda gli uomini”, questa è una errata generalizzazione. Ci sono uomini e uomini, e il fatto che un certo numero di uomini sia violento non può in nessun modo portarci a concludere che “tutti gli uomini sono violenti” o che vi sia una qualche origine biologica della violenza.
        Da un punto di vista sociologico però possiamo analizzare quali sono i fattori che determinano il fenomeno. Questo non ha nulla a che vedere con la psicologia del singolo individuo.
        “Non hai mai negato che gli uomini debbano avere la possibilità di scelta, ma neanche lo hai affermato”: affermando più e più volte l’articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”, la mia posizione non era scontata?
        Sul fatto dell’uomo che non vale niente se non può andare a prostitute… Credo proprio di non riuscire a seguire il ragionamento.

    • pinzalberto ha detto:

      Calunnie??? Maschilista, lo definiva cos anche la Santanch, prima che la comprasse. Mafioso, vedere Dell’Utri e tutte le vicende legate. Razzista? Definire un presidente “abbronzato” o le battute contri gli omossessuali, parlano da sole. Pedofilo…. un uomo di 75 che se ne approfitta di minorenni, come lo definisce? Definire grande statista un mussolini, sminuisce di conseguenza i propri meriti. L’Italia un paese peggiore per colpa di gente come lei, che nn vedono al di l del proprio naso. E nn la prenda come una calunnia, un dato di fatto avvallato anche dal Presidente Abbronzato.

    • Blossom ha detto:

      Infatti se una donna commette un omicidio non finisce mica in carcere. Ah, ah, grasse risate. Ciò che fa più ridere di voi penosi misogini oscurantisti è quanto le sparate grosse, quanto siete ridicoli e quanto piccoli i vostri cervelli siano.
      Povero piccino, ma è da capire, d’altronde quando uno si trova in uno stato di terrore non riesce ad essere altrettanto razionale. LoL
      Comunque vorrei consigliarti di lasciar stare la morale che non solo non c’entra nulla, ma che di certo uno come te sa nemmeno che sia. (forse voleva scrivere violenza “psicologica”? Chissà!)

      • Emanuele Di Felice ha detto:

        Risposta a Blossom.
        Presumo che le tue “gentili” osservazioni siano rivolte a me.Grazie,riforzi la mia idea di stare sulla strada giusta!!!.
        Come mai io non ho bisogno di offendere?

      • pinzalberto ha detto:

        Lei offende con le sue convinzioni, Sig.Di Felice. Si può offendere senza turpiloqui, semplicemente trattando le persone con superficialità. Come fa il suo ex-presidente.

  5. Pingback: Lettera aperta alla Vagina « mediocritas mia

  6. Blossom ha detto:

    “che se si facevano i cazzi loro magari a quest’ora passavo la giornata a infornare dolcetti senza alcuna pretesa, invece che fare la pezzente in carriera a Milano”

    Spero sia ironica. Dove mai potrà essere la felicità di chi non può scegliere? Ma, se ha una scarsa personalità ed uno scarso intelletto può sempre farsi mantenere e sfornare biscotti, quale “femminista” glielo sta impedendo, esattamente?

    Il patetico emanuele mi ricorda quanto ancora ci sia da fare in questo patetico stato.

  7. Michelina ha detto:

    Per quanto riguarda l’articolo pubblicato in precedenza, ammetto di non essere affatto d’accordo con il finale : la donna in Italia NON è ancora largamente emancipata.

  8. Michelina ha detto:

    Ed inoltre ci terrei a precisare che in quanto a mentalità, non siamo poi così diversi dai cosiddetti paesi islamici.

  9. ilmarmocchio ha detto:

    per chi necessita di statistiche sui falsi abusi e sulle menzogne del femminismo, fornisco un link dal quale si potrà accedere a tutti i dati e le statistiche che si desiderano

    http://www.questionemaschile.org/

  10. ilmarmocchio ha detto:

    La statistica Istat sulla violenza come prima causa di morte femminile è palesemente errata per metodologia.
    Aggiungiamo che la direttrice dell’ISTAT, Maria Laura Sabbatini è dichiaratamente femminista :
    un bel contrasto di interessi.
    le staistiche dell’ONU sono in contrasto con il fatto che l’Italia è una delle nazioni più sicure del mondo per le donne.
    Comunque, su quel sito, e altri linkati, ci sono le statistiche, i dati e link.
    Potrei anche obiettare che le statistiche non sono dogmi.
    Per non dilungarmi in spiegazioni prolisse, consiglio la lettura di un agile libretto di darrell Huff :
    come mentire con le statistiche.
    oggi come oggi, e in poarticolare in italia, chi è discriminato è senz’altro l’ uomo che spesso, in seguite ad accuse poi rivelatesi false, si fa della galera, senza che la calunniatrice paghi per il reato che ha commesso.
    Invece, l’infanticidio è ormai derubricato a presunto problema psichico.
    Quindi, lasci perdere il titolo del sito e vada al sodo.
    avrà di cui ricredersi

    • L’Italia è una delle nazioni più sicure del mondo per le donne? Mi spiace, ma se c’è qualcuno che mente, qui, non sono io né l’Istat. Lo sa che molte delle donne uccise lo scorso anno si erano rivolte alle forze dell’ordine per essere tutelate? E se oggi sono morte, cosa ha fatto lo stato italiano per la loro sicurezza?

      Sostenere la discriminazione dell’uomo è semplicemente ridicolo. I sensi possono essere fallibili, è vero, ma se guardiamo ai leader dei movimenti politici che si presentano a queste elezioni, non sono tutti uomini? E’ un fatto. Se guardiamo alle statistiche sull’occupazione, non ci sono più donne che uomini senza lavoro?
      E’ un fatto. Se andiamo a guardare la situazione finanziaria dei cittadini italiani, in percentuale ci sono più donne che uomini alle soglie della povertà. E’ un fatto.
      Se ci mettiamo ad osservare ai vertici del mondo economico, della ricerca scientifica, della cultura, cosa vediamo? Uomini, uomini, uomini…
      Ora: non guardiamo le statistiche, guardiamoci intorno.
      Sta sostenendo una incapacità biologica del genere femminile?

      Questa storia delle false accuse per giustificare una presunta discriminazione dell’uomo a questo punto è un insulto all’intelligenza dei lettori: ci sono studi e studi, che ho citato e che si trovano facilmente con una breve ricerca nel web, studi che fanno riferimento ad organismi non di parte, come l’FBI, o Università, o Enti, che dimostrano che le “false accuse” non sono questo fenomeno endemico che si va propagandando, che il numero di false accuse è irrisorio se confrontato con accuse assolutamente fondate. Le sue sono chiacchiere.

      Lei sta accusando formalmente l’Istat di condurre ricerche sulla base di metodologie errate? Mi conferma questa sua accusa?
      Non si può andare avanti a sostenere una argomentazione sulla base della diffamazione. Mi invi un dettagliato documento, come ha fatto la Dott. Olzai, che ci spieghi in termini tecnici dove e in che modo si presentano gli errori metodologici, e posso cominciare a considerarla una persona degna di essere ascoltata.
      E le sconsiglio di usare l’argumentum ad hominem con me: le sue considerazioni sulla signora Maria Laura Sabbatini, oltre ad essere inopportune, non dimostrano proprio niente di niente.

      Se dovessi usare la medesima fallacia con lei, potrei dire: uno che muove accuse gravi, come la mancanza di professionalità, rivolte ad un ente autorevole come l’Istat, senza produrre uno straccio di prova della sua affermazione, è evidentemente una persona poco seria, che argomenta in modo scorretto, che attacca la persona invece che la tesi: ergo le sue conclusioni sono sicuramente false.

      Ma a differenza di lei, io sono una persona corretta, quindi il fatto che lei argomenti in modo scorretto non implica necessariamente che le tesi da lei esposte siano false. Le sue tesi sono false perché ci sono i dati empirici a sconfessarle.

  11. ilmarmocchio ha detto:

    http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_13123.asp
    http://www.noidonne.org/blog.php?ID=02146

    Lei dice ” Se ci mettiamo ad osservare ai vertici del mondo economico, della ricerca scientifica, della cultura, cosa vediamo? Uomini, uomini, uomini…
    R : vero. se guardiamo nel mondo della finanza, vediamo molti ebrei. Mi sta dicendo che c’è una cospirazione ebraica ?
    nel mondo dello sport c’è una predominanza di neri e giovani : mi sta dicendo che c’è una discriminazione a carico dei bianchi meno giovani ?
    Sull’ ISTAT , a parte le cantonate ( forse volute ) sulll’inflazione reale, Lei sa come è stata condotta l’indagine sulla violenza maschile ? Lo sa che erano questionari telefonici le cui risposte venivano raccolte guarda caso di mattina e in cui anche la critica di un vestito veniva classificata come violenza ( psicologica ) ?
    Lo capisce, credo, che definire la violenza maschile come prima causa di morte femminile è un assurdo ?
    mai sentito parlare di ictus, cancro della mammella, ecc )
    qui trova ulteriori documenti

    http://www.questionemaschile.org/forum/index.php?topic=5688.0

    http://www.questionemaschile.org/forum/index.php?topic=37.msg122#msg122

    e con questo credo che il discorso sia chiuso :

    http://epp.eurostat.ec.europa.eu/statistics_explained/index.php?title=File%3ACauses_of_death_-_standardised_death_rate%2C_EU-27%2C_2010_%281%29_%28per_100_000_inhabitants%29.png&filetimestamp=20121022145136

    • “Se guardiamo nel mondo della finanza c’è una predominanza di ebrei”, e c’è una ragione storica ben precisa per questo: in molte zone dell’Europa, dopo lo stabilirsi della religione cristiana come religione predominante e la conseguente persecuzione degli ebrei definiti “uccisori di Cristo”, agli ebrei era proibito possedere beni immobili. Un esempio? La bolla “Cum Nimis absurdum” (quando il troppo è inopportuno) del 14 luglio 1555: con l’emanazione di essa, il Papa Paolo IV Carafa (1555-1559) intese operare una modifica al rapporto tra la Sede Apostolica e gli ebrei, dopo un lungo periodo di ambigua tolleranza papale, in bilico tra protezione e persecuzione. In seguito alla sua promulgazione, la condizione giuridica e sociale degli ebrei mutò profondamente. Il carattere oppressivo dell’editto consisteva nella creazione di ghetti delimitati da mura costruite a spese degli ebrei, nell’obbligo di portare un segno distintivo, nell’imposizione di altre norme volte alla separazione della minoranza ebraica dalla maggioranza cristiana e nella vendita di tutte le proprietà immobiliari appartenenti ad ebrei. Altre gravi restrizioni riguardavano i mestieri consentiti e l’interesse che si poteva percepire per il prestito, il divieto di esercitare il commercio di grano e delle altre cose necessarie alla vita, il divieto di curare come medici i Cristiani, divieto assoluto di trattare e parlare con Cristiani se non per necessità di lavoro; il divieto di usare l’ebraico. Così la “Cum Nimis Absurdum” motivava le gravi restrizioni imposte agli ebrei: “Poiché è assurdo e sconveniente al massimo grado che gli ebrei, che per loro colpa sono stati condannati da Dio alla schiavitù eterna, possano, con la scusa di essere protetti dall’amore cristiano e tollerati nella loro coabitazione in mezzo a noi, mostrare tale ingratitudine verso i cristiani ad oltraggiarli per la loro misericordia e da pretendere dominio invece di sottomissione: e poiché abbiamo appreso che, a Roma ed in altre località sottoposte alla sacra romana Chiesa, la loro sfrontatezza è giunta a tanto che essi si azzardano non solo di vivere in mezzo ai cristiani, ma anche nelle vicinanze delle chiese senza alcuna distinzione di abito, e che anzi prendono in affitto delle case nelle vie e nelle piazze principali, acquistano e posseggono immobili, assumono donne di casa, balie ed altra servitù cristiana, e commettono altri e numerosi misfatti a vergogna e disprezzo del nome cristiano, ci siamo veduti costretti a prendere i seguenti provvedimenti.”
      Questa ed altre misure analoghe nel corso del tempo spinsero il popolo ebraico a concentrarsi sull’accumulare beni mobili (gioelli, pietre preziose e denaro) e a sceglere come attività economica prevalente l’unica che era loro concessa: il prestito ad usura. Il resto è storia.

      Questo per dire che c’è una ragione per tutto, anche per la predominanza di neri nel mondo dello sport: in quali consizioni hanno vissuto le persone di colore lo scorso millennio, ad esempio in America? In condizioni avverse, sotto il giogo della schiavitù, sottoposti a prove fisiche a causa delle quali molti perivano. Chi sono i sopravvissuti? I più forti, fisicamente parlando. Selezionati in modo molto più feroce di quanto il popolo bianco sia mai stato.

      Lei non è una persona che si informa sulle cose. E con questo credo che il discorso sia chiuso.

  12. ilmarmocchio ha detto:

    ho postato un commento, con tanto di link, compreso Eurostat.
    Che è successo ?

  13. ilmarmocchio ha detto:

    Lei scrive : “…Questo per dire che c’è una ragione per tutto, anche per la predominanza di neri nel mondo dello sport:… Questo per dire che c’è una ragione per tutto “.
    Infatti c’è una ragione anche per il predominio dei maschi nelle scienze, nelle arti , ecc e non è dovuto a fantomatiche società patriarcali ma ad attitudini naturali e a selezione ambientale.
    Se oggi la fonna ha più possibilità è perchè l’uomo ha creato òler condizioni perchè ciò possa avvenire. Infatti, al di fuori del mondo occidentale ciò non sussiste.
    L’uomo è più forte, più veloce , più resistente. ha maggiori abilità cognitive spaziali e di calcolo e mi creda, glielo scrivo perchè non solo io mi informo, ma sopratutto lo valuto.
    Come le ho dimostrato che i dati sulla mortalità femminile da violenza maschile sono farlocchi, posso dimostrarle anche il resto.
    Mi creda

    • Lei sta sostenendo la biologica superiorità del maschio: questo si chiama maschilismo.
      Poi ci sono i razzisti, quelli che teorizzano la superiorità bologica di una razza sulle altre, che ragionano più o meno allo stesso modo. Mi spiace, ma Lei non è bene accetto qui.

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