Indagine sulla cultura di genere

Ricevo una richiesta da parte di una sociologa, Antonella Moira Zabarino. Sta conducendo una ricerca e vorrebbe sottoporvi alcune domande. Si tratta di rispondere in forma anonima a delle semplici domande aperte, e poi inviare le risposte sotto forma di file word a questo indirizzo: anmoza78@gmail.com

Antonella si occupa principalmente di pari opportunità e mercato del lavoro, collabora con enti di formazione e con la Provincia di Torino.

Sarebbe molto gentile da parte vostra partecipare: infondo si tratta di perdere pochi minuti.

Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, si informa che i dati personali conferiti (indirizzo e-mail e dati inseriti nella tabella) saranno utilizzati ai soli fini della ricerca e non saranno divulgati a terzi.

Conclusa la ricerca, le tue risposte o parte delle tue risposte potranno essere pubblicate ma in maniera del tutto anonima (con un nome fittizio o con un nickname da te fornito).

SULLE DONNE E GLI UOMINI, LA TUA OPINIONE.

Nome o nickname (puoi inserire il tuo nome o un nickname che comparirà accanto alle tue risposte. Se lo desideri, puoi lasciare la casella vuota, verrà assegnato un nome fittizio):

Genere:

Età:

Città in cui vivi:

Nazionalità:

Titolo di studio:

Professione:

Le domande:

1. Come sono le donne? (Descrivi liberamente cosa caratterizza il genere femminile.)

2. Come sono gli uomini? (Descrivi liberamente cosa caratterizza il genere maschile.)

3. Esistono delle materie, delle scuole e delle facoltà universitarie per le quali le donne sono più portate? Perché?

4. Esistono delle materie, delle scuole e delle facoltà universitarie per le quali gli uomini sono più portati? Perché?

5. Esistono delle professioni non adatte alle donne? Perché?

6. Esistono delle professioni non adatte agli uomini? Perché?

7. La donna e l’uomo che ruoli dovrebbero avere all’interno della famiglia ideale?

8. Qual è la tua opinione sulla divisione dei ruoli nelle famiglie omosessuali?

9. Nella tua famiglia, come sono suddivisi i ruoli?

10. Quando una donna può dirsi realizzata? (se sei una donna aggiungi anche la risposta a una delle due domande: Che cosa ti fa sentire realizzata? Oppure Cosa ti manca per sentirti realizzata?)

11. Quando un uomo può dirsi realizzato? (se sei un uomo aggiungi anche la risposta a una delle due domande: Che cosa ti fa sentire realizzato? Oppure Cosa ti manca per sentirti realizzato?)

12. La tua opinione sulla parità tra i sessi.

13. La tua opinione sull’uso del corpo della donna nei mass-media.

14. La tua opinione sulla violenza contro donne e il femminicidio.

15. Che cos’è il “femminismo”? (Scrivi liberamente il tuo punto di vista sul femminismo.)

16. Che cos’è il “maschilismo”? (Scrivi liberamente il tuo punto di vista sul maschilismo.)

Grazie per il tuo tempo e per la tua collaborazione.

Antonella Zabarino

Aggiungiamo una domanda:

17. Come sei venuto a conoscenza di questa iniziativa?

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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11 risposte a Indagine sulla cultura di genere

  1. Patrizia ha detto:

    puoi per favore dare maggiori info su contesto e scopo della ricerca? ad es. ricerca commissionata dall’università per …oppure ricerca commissionata da…..per indagini di mercato etc.

  2. Antonella Zabarino è una libera professionista.

  3. Antonella ha detto:

    Ciao Patrizia,
    la ricerca è un’iniziativa personale, non è commissionata da alcun ente pubblico o privato. Lo scopo della ricerca è raccogliere, esclusivamente mediante internet (social network), libere opinioni sulle tematiche citate nell’indagine, al fine di produrre del materiale per le mie lezioni di Pari Opportunità (v. trattamenti dei dati personali). Per via delle adesioni e delle interessantissime risposte, non escludo una più ampia divulgazione dei risultati della ricerca.
    Resto disponibile per ogni chiarimento.

    Antonella

  4. dario ha detto:

    Mi piacciono queste iniziative, miraccomando Antonella ricordati di farci sapere i tuoi risultati 🙂 continuerò a seguire questo blog, se vedo qualche novità vi linkerò sicuramente (adesso siamo in campagna elettorale e sono concentrato su un articolo sennò vi linkavo anche subito:) ).

    Dario

  5. dario ha detto:

    Vi ho linkati 🙂 sembrano esserci parecchi altri articoli interessanti qui da leggere

  6. Giulia ha detto:

    24 anni, laureata in ingegneria elettronica, dottoranda di ricerca. Ma se io rispondessi:

    – 1. e 2.: credo fermamente che l’unica differenza oggettiva e caratterizzante stia nell’anatomia (non nel sentimento e nella sensibilità, non nello spirito, non nel cervello e nella forma mentis)
    – 3.-6. e 10.-11.: le disparità che si riscontrano statisticamente (io unica ragazza del mio corso di laurea nel mio anno, ma andate a cercare con il lanternino un ragazzo a scienze della formazione; lo stereotipo dell’uomo che si sente realizzato dalla carriera e la donna dalla famiglia) sono secondo me frutto del conformismo, dell’obbedienza a un pressante e onnipresente diktat sociale, anziché di reali, innate attitudini (pensiamo alla Gertrude di Manzoni, cui da quando aprì gli occhi regalavano bambole vestite da monaca: non accade spesso così anche nell’educazione di bimbi e bimbe?)
    – 7.: i ruoli devono essere uguali precisi identici intercambiabili (fuorché, per evidenti ragioni meramente anatomiche, nella sfera della sessualità, nel fatto che solo le donne possono portare avanti una gravidanza e che mediamente la struttura fisica degli uomini è più adatta a lavori che richiedano grande forza muscolare)
    – 12.: lontana, a causa di un retaggio secolare che però sarebbe presto vinto se si lasciassero le persone libere di essere se stesse, anziché ingabbiarle e costringerle a certe scelte di vita solo a causa del loro aspetto esteriore
    – 13.: è espressione di una visione delle cose diffusa nella società e allo stesso tempo la alimenta, creando un circolo vizioso che si può spezzare solo se ciascuno fa la sua parte, dando l’esempio
    – 14.: tutte le forme di violenza, indipendentemente da chi sia la vittima, vanno condannate e perseguite con la massima severità; la convinzione da parte del reo che la vittima sia inferiore o sia una proprietà di cui si dispone, e che quindi si possa liberamente e impunemente offenderla, è una seria circostanza aggravante (ma la legge e la giustizia dovrebbero intervenire con prontezza per ricordare a questi soggetti che non si può offendere impunemente)
    – 15.-16.: femminismo e maschilismo sono entrambi sciocchi nella misura in cui affermano la superiorità di una persona sull’altra in funzione del genere, mentre le doti di una persona prescindono dal fatto che sia uomo o donna e il valore di una persona in quanto persona, e il suo diritto al rispetto, prescindono da tutto: ciascuno di noi è unico e prezioso

    quanto sarei in minoranza?

    Peraltro, a proposito di minoranza, nelle discipline scientifiche le donne sono in aumento – non in quelle tecniche, purtroppo – ma in entrambi i casi quelle che ci sono immancabilmente sono le migliori, o al più tra i migliori. Perché? Non direi perché le donne sono migliori degli uomini: le capacità sono distribuite gaussianamente in entrambe le popolazioni. Immagino accada lo stesso per gli uomini che scelgono professioni tradizionalmente femminili, saranno tutti estremamente bravi. La ragione, secondo me, è questa: ci vogliono forza, capacità e grande motivazione per vincere un pregiudizio, per muoversi in un territorio ostile e affollato di stereotipi. Una ragazza a ingegneria mollerà alla prima difficoltà che incontra in un esame, perché penserà: avevano ragione, non fa per me, non è da donne, non ne sono capace. Un ragazzo resterà lì a provare e riprovare, perché non gli nasce il dubbio di non essere nel suo elemento, e prima o poi quell’esame riuscirà a passarlo. Varrà lo stesso, alla rovescia, in altri settori. Ma è giusto? Perché a un uomo dev’essere negato il diritto di mostrarsi in lacrime e una donna dev’essere costretta a fingersi fragile e sentimentale anche se è forte e razionale?
    Perché è così difficile liberarsi di tanti stereotipi che sono solo di danno per tutti?

    Sarei molto curiosa di conoscere le statistiche emergenti da questa ricerca. Perché quando sostengo che non esiste alcuna specificità femminile/maschile, nessuna tendenza innata femminile al ricamo e all’accudimento di bimbi in un Kindergarten e alla dolcezza, nessuna tendenza innata maschile ai motori e alla matematica e al potere, incontro sempre una forte opposizione.
    Forse la dott.ssa Zabarino saprebbe spiegarmi perché la mia opinione è tanto minoritaria e avversata e sarebbe per me molto interessante scoprirlo.

    Mi scuso per la lungaggine della mia intrusione in questo interessante blog.

    • Le risposte vanno inviate via mail per partecipare, però… Grazie per l’interesse. Faremo sapere a tutti, ovviamente, quando avremo raccolto ed elaborato tutti i dati.

      • Giulia ha detto:

        Certo, con il mio commento volevo solo lanciare uno spunto di discussione pubblico, riguardo a quelli che mi pare siano tra gli argomenti centrali di questo blog, e magari capire, appunto, se davvero la mia opinione è tanto peregrina e stravagante.

  7. Antonella ha detto:

    Ciao Giulia,
    se mi dai il consenso, inserirò le tue risposte insieme alle altre pervenute alla mail indicata. Come ha scritto Il Ricciocorno Schiattoso renderemo pubblici i risultati, non appena avremo raggiunto il numero di questionari necessari ed elaborato i dati emersi.
    Posso dirti che la tua opinione non è tanto peregrina e stravagante, ma senz’altro poco diffusa!

    • Giulia ha detto:

      Ciao Antonella, certo, non c’è problema. Non avevo inviato le risposte secondo le consuete modalità perché non ho risposto a tutte le domande, ma solo a una parte. Se questo contributo parziale va bene ugualmente, aggiungilo pure.
      Peccato che sia poco diffusa… ma io cerco sempre di impegnarmi a diffonderla, affinché ciascuno abbia il diritto di essere ciò che è e di essere giudicato per le sue qualità, non per l’aspetto esteriore.

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