La Pas non esiste e c’è chi comincia a prenderne atto

36- Salomone e il figlio conteso

«Devianza dalla scienza medica ufficiale», «senza conforto scientifico» sono i termini usati dalla Corte di Cassazione per liquidare le diagnosi di Pas, sindrome da alienazione genitoriale o disturbo che dir si voglia.

Lo avevano sostenuto in tanti (nel mio blog trovate una serie di articoli intitolati Dicono della Pas, con tutte le dichiarazioni ufficiali di chi denunciava l’inesistenza della presunta grave patologia), subito dopo aver visto in televisione il bambino di Cittadella trascinato come il peggiore dei delinquenti per essere rinchiuso in una casa famiglia, dove ad attenderlo c’era l’aberrante prospettiva di essere resettato.

Su tutte vorrei ricordarvi la dichiarazione del Dottor Adelfio Cardinale, Sottosegretario di Stato per la salute:

Sebbene la PAS sia stata denominata arbitrariamente dai suoi proponenti con il termine «disturbo», in linea con la comunità scientifica internazionale, l’Istituto superiore di sanità non ritiene che tale costrutto abbia né sufficiente sostegno empirico da dati di ricerca, né rilevanza clinica tali da poter essere considerata una patologia e, dunque, essere inclusa tra i disturbi mentali nei manuali diagnostici. Se posso, poi, alla fine della risposta ufficiale esprimere una mia valutazione, come medico e cittadino, credo che provvedimenti si dovrebbero prendere contro alcuni genitori che si vedono strappati i figli e non intervengono in maniera brutale.

Nessuno ha mai sottolineato l’ultima affermazione di Cardinale: a sbagliare sono quei genitori che non si oppongono ad un sistema che strappa loro i bambini sulla base di un costrutto basato sul nulla, e non quei genitori come la madre del bambino di Cittadella, che si adoperata per liberare il figlio da ingiusta detenzione.

La Cassazione ha inoltre affermato: non può ritenersi che, soprattutto in ambito giudiziario, possano adottarsi delle soluzioni prive del necessario conforto scientifico, come tali potenzialmente produttive di danni ancor più gravi di quelli che le teorie ad esse sottese, non prudentemente e rigorosamente verificate, pretendono di scongiurare.

In altri termini: non si possono adottare soluzioni non supportate dalla ricerca scientifica, perché si corre il rischio di produrre più danni di quelli che si pretende di prevenire.

A proposito dei danni che la decisione presa dal Tribunale di Venezia ha procurato al bambino di Cittadella, cito il Professor Massimo Ammaniti, che ebbe a dire:

Tutti gli studi sull’attaccamento dimostrano l’importanza del legame stabile e continuativo che, se viene interrotto bruscamente, comporta conseguenze traumatiche, che, queste sì, possono suscitare situazioni di rischio e di vulnerabilità.

E’ possibile, oggi, risarcire questo bambino del trauma subito? Separato con violenza ai suoi affetti, tenuto a forza lontano da tutto ciò che costituiva la sua base sicura, sottoposto ad vero e proprio un processo di rieducazione (e non uso il termine a caso) volto a a resettare e riassestare i propri rapporti affettivi…

Un bambino è stato liberato e finalmente è tornato a casa.

Ma non è finita: ad occuparsi della vicenda sarà ora la Corte d’appello
di Brescia. I sostenitori dell’alienazione genitoriale non si daranno per vinti tanto facilmente…

E ci sono tanti altri bambini ancora detenuti.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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22 risposte a La Pas non esiste e c’è chi comincia a prenderne atto

  1. Paolo1984 ha detto:

    che ne pensi di questo articolo? a me sembra, come al solito quando affronta questi temi..un po’ contraddittorio
    http://abbattoimuri.wordpress.com/2013/03/21/la-pas-non-ce-ma-i-problemi-di-genitori-e-affidi-restano-tutti/comment-page-1/#comment-2889

    • Non mi sembra contraddittorio, mi sembra pro-pas: “Si ritiene che non esista per davvero nessun genitore che aliena la relazione tra il figlio e l’altro genitore escluso?” ha scritto.
      Evidentemente lei ritiene che l’alienazione genitoriale esista, nonostante tutto. Non è chiaro su che basi, ma sarebbe bello che condividesse le sue fonti con chi cerca di convincere…
      Leggi qui: “Quando succede che una madre viene esclusa dall’affido? Se non può essere messa in discussione neppure quando si rifiuta di adempiere alle disposizioni di un giudice che le impone di fare vedere il figlio al padre, allora quando?”
      E’ già curioso che un blog che spende pagine e pagine a criticare l’autoritarismo, spenda parole di biasimo per chi si ribella ad un Tribunale che con la forza “impone” qualcosa (di ingiusto, peraltro), ma è ancora più curioso che titoli “la Pas non esiste” e poi gridi allo scandalo quando un genitore difende se stesso e i proprio figlio dall’accusa di essere malato di una sindrome che non c’è.
      Scrivo provvedimento ingiusto, perché quel blog sostiene la bigenitorialità: cade in contraddizione, in questo caso si, sostenendo che sia legittimo togliere l’affido ad uno dei genitori.

      Questa madre è stata esclusa dall’affido sulla base di una diagnosi di Pas. La diagnosi di Pas era l’unico fondamento alla base del provvedimento del Tribunale, perché era il figlio che si rifiutava di incontrare il padre, non era la madre ad impedire gli incontri. La diagnosi di Pas sosteneva che alla base del rifiuto del bambino vi fosse il comportamento “alienante” della madre (e che il padre non ne fosse minimamente responsabile) e che per questo, essendo malata anche lei (della sindrome della madre malevola, probabilmente), andava allontanata dal bambino.
      Alla luce del fatto che la Pas è priva di qualsivoglia fondamento scientifico, la Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento che voleva il bambino rinchiuso in una “struttura protetta” per essere “curato”.

      Che la signora abbia operato per “allontanare” il figlio dal padre lo sostiene solo la perizia di un uomo che si avvale di una teoria definita senza conforto scientifico. Altre prove non ce ne sono, almeno così dice la sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato il provvedimento. Te lo trascrivo: “Deve quindi ritenersi che, come si afferma nel ricorso, il provvedimento impugnato sia intimamente correlato alla diagnosi di PAS formulata dal consulente tecnico d’ufficio, e che, essendo la statuizione adottata dalla Corte di appello rispondente a pretese esigenze terapeutiche, la sua validità, sotto il profilo non della scelta di merito, bensì del percorso motivazionale che la sorregge, dipenda esclusivamente da quella della valutazione clinica, posto che da una diagnosi in versi errata non può derivare una terapia corretta.”

      La diagnosi viene liquidata come errata, e siccome alla base del provvedimento vi era solo quella diagnosi errata e niente altro, il provvedimento è stato annullato e il bambino liberato.

      Che questa madre abbia davvero fatto qualcosa di male è tutto da dimostrare…

  2. Paolo1984 ha detto:

    a me colpisce che una persona che si riempie la bocca con la teoria queer, e difende la genitorialità omo e trans..quando si parla di separazioni torni a difendere con tanta energia la necessità, l’indispensabilità della figura paterna maschile e biologica (anche se il padre che ha in mente lei non è quello “autoritario” ma quello che si prende cura “tanto quanto” eccetera) salvo poi dire che c’è il diritto a rifiutare di essere padre (come c’è il diritto di rifiutare di essere madre)..e se una donna incinta di te vuole che tu riconosca tuo figlio è una che ti vuole “ingabbiare” nei ruoli tradizionali eccetera..poi io sono anche favorevole al fatto che si possa scegliere la paternità come si sceglie la maternità e che nessuno può essere obbligato..ma allora bisogna vedere se certi ruoli genitoriali (paterni in questo caso) sono indispensabili sempre o solo quando fa comodo a noi

  3. eklektike ha detto:

    Possiamo gioire perché si dice chiaramente che la Pas è una malattia inesistente, e questa sentenza costituirà un precedente.
    Però non posso fare a meno di pensare a quello che è successo a quel bambino: prelevato a forza dalla scuola, luogo che dovrebbe essere sicuro, mentre era sotto la protezione di adulti di cui si fidava ma che non hanno potuto proteggerlo dalle forze dell’ordine, per poi essere chiuso in una struttura dovve essere rieducato, lontano dalla propria casa e dai propri affetti. Non dimenticherà mai quanto gli è capitato, e ci vorranno terapie molto lunghe per ridargli serenità.
    Pare che il padre si ritenga comunque soddisfatto del trattamento, perché ora si sente chiamare “papà”. Mi piacerebbe sapere perché quel bambino non usava quel termine…

    • Viola ha detto:

      …. O perchè lo utilizza adesso…. Forse per paura che possa succedere di nuovo di essere strappato dalla mamma, forse lo usa per proteggere il legame con la madre…..

  4. cc763 ha detto:

    Solo 12 giorni prima la stessa sezione della Cassazione aveva (correttamente) confermato l’allontanamento per PAS di bambini da un padre alienante. Ora invece c’è una madre alienante e i “giudici” ribaltano la frittata. Evidentemente è una presa per i fondelli contro chi crede nella giustizia. Già l’11/7/2008 il Corriere aveva già descritto la giudice in questione come «Maria Gabriella Luccioli […] a colpi di sentenze, ha praticamente riscritto il diritto di famiglia. Tutto e sempre in nome e in favore delle donne». La stessa giudice su Repubblica diceva (27/11/1997):
    «C’è chi dice, con un po’ di esagerazione, che la Cassazione sta diventando femminista.»
    Nel passato, la Giudice era stata criticata in tale maniera: «Maria Gabriella Luccioli, già nota per […] sentenze mirate a riscrivere il diritto di famiglia, secondo i princìpi dettati dalla cultura vetero-femminista». Purtroppo sembra che ormai il femminismo serva solo ad aiutare le madri a privare i bambini dei loro papà. Questo è crimine ed alla fine i nodi vengono al pettine.

    • Quando un padre priva il proprio figlio della madre non c’è niente di male naturalmente… Rinchiudere il proprio figlio per farlo resettare è ciò che Lei definisce un comportamento “corretto”…
      Qui l’oggetto non è il diritto, ma la scienza medica: la Pas non esiste, quindi non si possono internare persone sane.

  5. Sabrina ha detto:

    l’alienazione genitoriale è un abuso sull’infanzia, proprio come la pedofilia. Che portino o meno a sindromi è irrilevante. I bambini vanno protetti.

    • Lei conosce il sigificato della parola sindrome? Con il termine sindrome si intende, in medicina, un insieme di sintomi e segni clinici che rappresentano le manifestazioni cliniche di una o diverse malattie. Chi parla di “sindrome da alienazione genitoriale” parle quindi di una malattia. Non un abuso: una malattia… che però non esiste.
      Lei sa cos’è la pedofilia? Il termine pedofilia viene utilizzato per indicare quegli individui che commettono violenza attraverso la sessualità su di un bambino o che commettono reati legati alla pedopornografia.
      Si compri un dizionario della lingua italiana, è un amichevole consiglio.
      Inoltre: “è un abuso”, singolare… “Che portino” terza persona plurale. La concordanza! Potrebbe pensare di comprarsi anche una grammatica…

  6. Ratko ha detto:

    cc763 e Sabrina,
    La PAS non esiste, questo ormai dal punto di vista medico legale è un fatto incontrovertibile! Quei CTU che ancora ne parlano dovrebbero essere radiati dal loro ordine professionale. Stessa cosa per i CTP.
    Riguardo al femminismo, è un fenomeno di cui la popolazione di sesso maschile normalmente non si preoccupa, mentre solitamente sembra un’ossessione (ridicola) di tutto quello strano mondo che ruota intorno a PAS, cosiddetti “falsi abusi” ecc. Siete ridicoli.

  7. Massimo Rosini ha detto:

    beh alla luce degli ultimi sviluppi appare chiaro quanto meschino e pretestuoso sia attaccarsi alla parola “sindrome “: Cercando di negare la sindrome si vorrebbe negare l’alienazione parentale La corte d’appello ha saziato la fame di “motivazioni” della dott.ssa Luccioli per la quale l’8 di marzo l’alienazione esiste ( perchè ne è colpita una donna) ed il 20 non esiste più perchè la pratica una donna). Troppa fatica per la magistrata femminista andarsi a leggere il documento dei 64 o dei 25… le fonti a confronto di Bernet ecc. ecc. ecc. ecc.ecc…… Che lo faccia qualcun altro …benissimo. La corte di appello di Brescia lo ha fatto. L’alienazione parentale ossia il rifiuto immotivato di un genitore da parte di un bambino indotto dall’opera di denigrazione dell’altro esiste che alla Luccioli o a Ratto (ridicolo tu altro che Sabrina e cc763, somigli tanto ad un povero cerusico messapico….) piaccia oppure no. Sindrome o non sindrome il fenomeno è acclarato e la documentazione è sovrabbondante e surclassa di gra lunga per quantità e qualità l’esile documentazione negazionista, prodotta perlopiù da azzeccagarbugli o da un pedofilo come ***** …. Cordialità.

  8. Massimo Rosini ha detto:

    Gentile Sig.ra lo Scalzo i “documenti a sostegno della Pas siriduce al breve e privo qualsivoglia bibliografia scientifica documento psicoforense”??????? Starà scherzando spero! Ci sono centinaia e centinaia di testi che la riconoscono: (oltre al documento di cui parla io stesso ne ho citato un altro redatto da altri 25 esperti ). Bernet ne haindividuati circa 600 ma da allora pare che che siano stati molti altri …il dott. Giordano parla di un migliaio! Poi non vedo perchè cancellare il nome del pedofilo Jorge Corsi con gli asterischi. E’ condannato per pedofilia in Spagna in via definitiva… ed è uno dei 9, (dico nove! Tra cui molti avvocati e non psicologi) negazionisti dell’alienazione parentale individuati da Bernet…. mah……..

    • Senta signor Rosini, io non scherzo affatto e in questa storia c’è ben poco di divertente. Di documenti a sostegno della Pas ne ho letti molti anche io (e quelli più ridicoli li ho anche recensiti) e sono un’insulto all’intelligenza, quindi non mi spazientisca citandomi in Dott. Bernet che, dopo aver miserevolmente fallito nel suo disperato tentativo di far inserire la Pas nel DSM V pensa di risultare credibile scrivendo che “la Pas c’è in spirito”. Non so chi sia questo Corsi e non mi riguarda: non tiri in ballo l’argumentum ad hominem con me. Se esistesse il reato di petulanza, lei otterebbe senz’altro il massimo della pena, lo sa?

      • Stefania ha detto:

        Dare del petulante a chi presenta dati inoppugnabili a smentita delle sue affermazioni, cara ricciocorno, è la difesa di chi si vede messo alle corde.
        Non sa chi è Corsi e non le interessa? Ehm, come sentire un neo-nazista che non sa chi è Hitler. Corsi è stato uno strenuo negazionista della PAS, noto a livello internazionale, e lei dovrebbe conoscerlo perché sono in quattro gatti a difendere questa posizione. Gran combattente contro la pedofilia, è stato colto in flagrante durante un’orgia con dei poveri bimbi, evidentemente la sua presunta battaglia contro la pedofilia nutriva e mascherava la sua morbosità.
        L’alienazione genitoriale figura nel DSM come disturbo relazionale, non si può curare con farmaci (come le patologie inserite nel manuale), ma riguarda una grave disfunzione nei rapporti famigliari, posta in atto da tre soggetti e da riequilibrare con approccio psicoterapeutico, perché cagiona grande sofferenza e danni psicologici a breve e lungo termine.
        Che i documenti a sostegno della PAS, stilati da accademici ed esperti, per lei rappresentino un insulto all’intelligenza, pone il seguente quesito: quale intelligenza, scusi, e quale obiettività? Credo che lei argomenti su qualcosa che non conosce e quindi non riconosce. Se avesse un amico o un parente con un figlio alienato le assicuro che cambierebbe dolorosamente idea, non glielo auguro perché ciò implicherebbe la sofferenza di un bambino.
        La Dott.ssa Luccioli si commenta da sé con le sue contraddizioni: se la PAS non esiste, perché non protestate contro la prima sentenza che ha restituito alla madre i figli alienati dal padre? No PAS, no affido alla donna. Un esercizio di coerenza e onestà intellettuale sarebbe gradito. Personalmente, poiché so che la PAS esiste, non posso che plaudire alla prima sentenza e restare interdetta dinanzi alla seconda, a cui fortunatamente è stato posto rimedio.
        Gentile ricciocorno, immagino che mi darà della petulante, o dovrei acquistare anch’io una grammatica come ha consigliato in precedenza (tanto per sviare dal contenuto e mirare a screditare l’intervento)?
        La saluto cordialmente.

      • L’alienazione genitoriale NON figura nel DSM. Sostenere che delle frasi contenute nel DSM “alludano” all’alienazione genitoriale così come spiegata nei volumi del Dottor Gardner è semplicemente ridicolo.
        http://psychcentral.com/blog/archives/2013/05/29/not-in-the-dsm-5-internet-addiction-parental-alienation-disorder/
        Cito: Disappointing to some professionals, I’m sure, is the fact that two disorders didn’t make it into the DSM-5 at all — not even in the chapter “Conditions for Further Study.” Those two lonely disorders? “Internet addiction” and parental alienation disorder.

        Non solo non è nel DSM V, ma non compare neanche nella sezione “Conditions for Further Study”.
        Non so cosa intenda lei con “inoppugnabile”, io invece so cosa intendo quando dico che ad arrampicarvi sugli specchi in questo modo non date un’immagine di seri professionisti.

  9. Pingback: L’affido dei figli nel patriarcato

  10. Pamela ha detto:

    Quello che ho letto fino a qui è un’inutile dibattito sul “se esiste o no un termine piuttosto che un altro”, sindrome o non sindrome, disturbo, DSM….. parole e basta. Fino a qui ho letto un assurdo tentativo di convincere che non esiste qualcosa, ma cosa? Ma chi siete per avere la verità assoluta in mano? Cosa avrete mai studiato per conoscere tutte le eventualità che la vita ci può riservare?
    Chi siete per dire a un padre (o una madre) che da un giorno all’altro si vede RIFIUTATO dal proprio figlio o figlia, con cui fino al giorno prima aveva un rapporto solido ed esclusivo, che quello che sta succedendo non è….nulla! Chi siete per sentenziare che la colpa di questo repentino cambiamento di atteggiamento da parte di un bambino, prima vittima assoluta, è del padre o madre in questione? CHI SIETE PER ESPRIMERE PARERI SULL’ESPERIENZE ALTRUI SENZA UN MINIMO DI RISPETTO, SENZA SAPERE COSE, SENZA CONOSCERE CHI. Avete mai parlato con un genitore alienato? Avete mai parlato con un adulto che da bambino è stato privato della relazione paterna o materna senza motivo perché lui stesso l’ha rifiutata senza deciderlo deliberatamente? Potete dire che esiste una sindrome o no, continuate pure con le vostre parole vuote e inutili, ma non potete dire che non esiste l’esperienza di qualcuno, come potrei essere io, che ha vissuto tutto questo, e che ne pagherà le conseguenze per tutta la sua vita.
    Abbiate rispetto per le persone e per il loro vissuto unico e induplicabile, qualsiasi nome gli si voglia dare.

    • Allora eliminiamo i medici del tutto. Da oggi ognuno si fa le diagnosi da sé. Chi siamo noi per stabilire se esiste o meno una malattia? O che genere di cura è opportuno applicare? Spediamo un set di bisturi e garze ad ogni cittadino, e che si operi da sé…

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