La donna delle caverne

Poco tempo fa il blog Un altro genere di comunicazione dedicava un post alle Principesse Disney e commentava: L’immagine stereotipata della principessa può trasmettere alle bambine un senso di impotenza, di attesa passiva del principe azzurro che risolverà ogni problema… Le bambine, sempre secondo le favole, devono possedere un comportamento aggraziato e diligente mentre i bambini possono essere ingegnosi ed avventurosi.

Sono contenta di essere andata al cinema, oggi, e di aver visto The Croods, che ci presenta un’eroina della quale si possono dire tante cose, ma nessuna comprende l’aggettivo aggraziata.

Eap

Eep è una giovane donna di Neanderthal: fronte bassa e sporgente, capelli stopposi, spalle larghe, gambe corte e postura scimmiesca, non ha molta cura dell’igiene personale, per non parlare del modo in cui si getta sul cibo…

Eep è anche una ragazza in polemica con la sua famiglia, come la Merida di The Brave, e come Merida, quando ha bisogno di schiarirsi le idee, si arrampica agilissima di roccia in roccia per raggiungere il punto più vicino al cielo…

EEp

Se Leopardi preferiva rimanere dietro la siepe dell’Infinito, limitandosi ad immaginare gli interminati spazi di là da quella, Eep e Merida invece sfidano con grande energia la forza di gravità per sentire sulla pelle i raggi del sole e il vento nei capelli…

Mi fanno pensare a quando, da bambina, leggevo Il gabbiano Jonathan Livingston: Ci solleveremo dalle tenebre dell’ignoranza, ci accorgeremo di essere creature di grande intelligenza e abilità. Saremo liberi! Impareremo a volare!

La famiglia di Eep, come la famiglia di Merida, è una gran bella famiglia. Si amano, collaborano, si proteggono a vicenda. E’ bellissima la scena in cui tutti insieme danno la caccia alla colazione come una affiatatissima squadra di rugby… (forse ci siamo evoluti, o forse no)

Eppure, Eep sente la mancanza di qualcosa. Che senso ha tutto questo? si chiede. Vivere nascosti in una caverna, con l’unico obiettivo di rimanere vivi un ambiente ostile… Quello che le manca è un sogno, una visione: il domani. Il domani di Eep, che odia il buio della caverna, ha il cielo punteggiato di mille splendidi soli.

Così, una notte, quando scorge un bagliore mai visto prima, spinta dalla curiosità abbandona la caverna e trova l’homo sapiens, Guy.

guyLa prima cosa che fa Eep è sconfiggerlo in un corpo a corpo.

Saprà anche accendere il fuoco il ragazzo, ma la più forte è decisamente lei.

La cosa straordinaria è che, anche se lei è in grado di sollevarlo per la collottola e scuoterlo come un gattino inerme, questo homo sapiens non avverte alcuna minaccia alla sua virilità.

Evidentemente all’epoca non l’avevano ancora inventata, la virilità.

La cosa ancora più straordinaria è che, pur essendo diversi (lei è una neanderthaliana, non dimentichiamocelo), subito i due scoprono di avere tante cose in comune.

E nonostante le differenze, le cose in comune sono quelle che nel corso di tutto il film contano davvero.

Un gran bel messaggio, dedicato a tutti quelli che mogli e buoi dei paesi tuoi.

Ci sono tante cose in questo film: c’è una riflessione sul senso della famiglia, su cosa vuol dire davvero prendersi cura l’uno dell’altro, su come ogni componente di una comunità può contribuire, in modo diverso, al benessere di tutti, sull’importanza di non fossilizzarsi sull’idea del proprio “ruolo” e imparare a cambiare in sintonia col succedere degli eventi, ma anche sull’esprimere i propri sentimenti, con le parole giuste per essere compresi.

Io mi sono commossa (mettendo in imbarazzo mio figlio, come al solito) quando Eep e il padre Grug si gettano uno nelle braccia dell’altra: come lo chiami questo, papà? – Io lo chiamerei abbraccio, ma se non ti piace… – No, abbraccio va bene.

Una menzione speciale al personaggio della nonna:

nonnacroods

Gli intermezzi migliori sono senza dubbio quelli fra lei e il genero, che la vorrebbe morta (anche se in un’altra commoventissima scena, quando Grug disegna se stesso sulle pareti di una caverna, con due grandi braccia a cingere le figurine che rappresentano le persone che ama e che è pronto a perdere per sempre, nel cerchio c’è anche lei…), e sua la battuta che mi è piaciuta di più: ah l’amore… mi ricordo quando mi sono innamorata: lui cacciatore, io raccoglitrice, fu un grande scandalo. Poi mio padre lo colpì con una pietra e mi vendette a vostro nonno.

Alla fine, dopo mille avventure, vissero tutti felici e contenti. Che bella, la domenica dedicata ai cartoni!

The Croods

Un dettaglio cinefilo: io ho apprezzato gli uccellini carnivori che al calar del sole si sollevano per lasciare dell’animale che aggrediscono solo un mucchietto d’ossa… Pitch Black, giusto?

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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9 risposte a La donna delle caverne

  1. Paolo1984 ha detto:

    per quanto riguarda il post della Disney condivido tutte le obiezioni che gli hanno fatto..come sai non condivido affatto molte critiche che vengono rivolte alla Disney.
    I Croods deve essere un bel film..i neanderthaliani erano davvero più forti fisicamente dei sapiens oltre ad avere quel tipo di aspetto i quali però hanno prevalso nell’evoluzione..ed erano in effetti loro che sapevano usare il fuoco.
    Non so se la scena a cui fai riferimento sia una citazione voluta da Pitch Black (bellissimo film!) però potrebbe

  2. Paolo1984 ha detto:

    credo inoltre che banalmente si cresce..e presto si impara la differenza tra favole e realtà..insmma non credo che i cartoni Disney rovinino la mente dei bambini se poi consieriamo come anche i film Disney si sono evoluti coi tempi..

  3. missloislane79 ha detto:

    Mi hai convinta: andrò a vederlo! 🙂

  4. Morgaine le Fée ha detto:

    Grazie per questa recensione. proprio ieri avevo visto una locandina-reclame del film in camera di figlio1, con la descrizione dei personaggi, e la loro descrizione mi aveva un po’ insospettito (padre-grandissimo-lavoratore, madre-mediatrice-sociale, perché noi femmine, etc, ragazzino Guy intelligente e interessato di scienza).
    Ma adesso che scrivi cosí potrebbe valere la pena vederlo :).

    • Io sono una di quelle che tendono a vedere il bicchiere mezzo-pieno 🙂

    • Paolo1984 ha detto:

      l’importante è che i personaggi siano plausibili e ben costruiti, coerenti col tipo di storia..credo che padri, madri e figli come quelli non siano così implausibili o non credibili

      • E’ un cartone animato! Credo proprio che la “plausibilità” non possa essere uno dei fattori determinanti nella valutazione…

      • Paolo1984 ha detto:

        Ho capito. parlo di plausibilità coerente con la narrazione, le sue atmosfere, il tipo di storia..anche una storia totalmente fantastica, ambientata su un altro pianeta deve avere una sua “coerenza interna”.una “credibilità”..non so spiegarmi meglio.

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