Propaganda – parte V: di Einstein, Medea e Popper

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Tempo fa, in calce ad un mio post, un commentatore citò un passo da Congetture e Confutazioni  di Karl Popper:

Gli analisti freudiani sottolineavano che le loro teorie erano costantemente verificate dalle loro “osservazioni cliniche”. Quanto ad Adler restai molto colpito da un’esperienza personale. Una volta, nel 1919, gli riferii di un caso che non mi sembrava particolarmente adleriano, ma che egli non trovò difficoltà ad analizzare nei termini della sua teoria dei sentimenti di inferiorità, pur non avendo nemmeno visto il bambino. Un po’ sconcertato, gli chiesi come poteva essere cosí sicuro. “A causa della mia esperienza di mille casi simili” egli rispose; al che non potei trattenermi dal commentare: “E con questo ultimo, suppongo, la sua esperienza vanta milleuno casi.”

Insomma: ogni caso concepibile poteva essere interpretato alla luce della teoria di Adler.

Proprio il fatto che la teoria era sempre adeguata e sempre confermata appariva agli occhi dei sostenitori l’argomento più valido a suo favore. Ma Popper cominciò a intravedere che questa apparente forza era in realtà un elemento di debolezza, ed elaborò il criterio di falsificabilità: secondo Popper, un sistema teorico deve essere considerato scientifico soltanto se fa asserzioni che possono entrare in conflitto con i fatti e con le osservazioni. Una teoria impermeabile alla realtà, ovvero una teoria che di fronte a situazioni diverse trova sempre la medesime conferme, deve essere trattata come una dottrina metafisica o una pseudoscienza.

Quello che però vorrei sottolineare è che Adler era in grado di trovare riscontri alla sua teoria senza neanche aver visto il bambino.

Mi è venuto in mente questo aneddoto, stasera, perché ho trovato un articolo in cui gli esperti di alienazione genitoriale riescono a diagnosticare la Pas addirittura a soggetti morti più di 50 anni fa. Alienazione genitoriale e Sindrome di Medea negli scritti di Einstein è il titolo dell’articolo che ci racconta che, al di là di ogni ragionevole dubbio, uno degli scienziati più celebre al mondo era un poverò papà separato vittima di una ex moglie malevola.

Perdonatemi, ma questa storia mi fa pensare a quei soggetti che si sottopongono a ipnosi e scoprono che nella vita precedente erano un qualche personaggio storico famoso, Cleopatra o Napoleone…

Mi domando: quale branca della psicologia si occupa di diagnosi post mortem?

Se andassi in soffitta e tirassi fuori uno dei miei diari delle elementari o della scuola media (non lo faccio per pigrizia, ma credetemi sulla parola) potrei citarvi alla lettera un mucchio di pagine dedicate a quanto crudeli sono stati i miei genitori con me. Vi assicuro che non ho avuto dei genitori abusanti, ma due genitori perfettamente normali, anche piuttosto affettuosi e solleciti, ad essere onesti.

Gli esperti di alienazione genitoriale, a conferma del fatto che la prima moglie di Einstein, Mileva Maric, alienò i due figli al poverò papà Albert, citano una lettera privata dello stesso ad un amico: Il mio bravo bambino è stato alienato contro di me già da alcuni anni ad opera di mia moglie, che ha un carattere vendicativo, ma è anche così furba che riesce sempre a manipolare le persone che non la conoscono. Se solo sapessi cosa ho dovuto sopportare, avresti un’opinione negativa di me per non aver trovato la forza di separarmi prima.  Le lettere che ricevo dal piccolo Hans sono state ispirate, se non dettate, da lei.  Quando gli scrivo non ottengo risposta.

Einstein, in una lettera del 1915 usa il termine alienato. Gardner elabora la sua teoria della Sindrome da Alienazione Genitoriale negli anni ’80. Che cosa deduciamo da questi fatti?

Semplice: Einstein poteva prevedere il futuro, come Zarathustra. Oppure, ipotesi numero 2, aveva inventato una macchina del tempo, occultata in seguito da una congiura rettiliana, grazie alla quale si è avvalso della consulenza degli esperti del sito Alienazione genitoriale.

Lo so, lo so, è una cosa tremendamente seria. Davvero è seria, ne sono perfettamente consapevole.

E’ seria perché una diagnosi, in psicologia, non si effettua in assenza del paziente.

Il termine diagnosi deriva dal greco “dia-gnosis”, ovvero “conoscere attraverso” e si riferisce a un modo di “vedere”, “capire” o “immaginare” un paziente e il suo problema. Più tecnicamente si tratta di un processo volto alla rilevazione e alla descrizione di fenomeni riconosciuti come patologici.

La diagnosi è un processo, ovvero una sequenza ordinata di più azioni necessarie allo svolgimento di una operazione complessa, azioni che si succedono in un lasso di tempo. Azioni per le quali si rende necessaria la presenza del paziente, come potete leggere diffusamente qui, oppure qui, articolo nel quale leggiamo, a pag. 9: nessuno degli altri strumenti può essere utilizzato a prescindere dal colloquio. I dati ricavati dai test, ad esempio, vanno sempre letti in maniera integrata con quanto emerso dai colloqui.

Come sarà andato il colloquio con la signora Mileva Maric?

Certo, diagnosticare alla signora Maric la sindrome di Medea (che ovviamente non esiste, al pari dell’alienazione genitoriale – consultate pure il DSM perché tanto non ce la troverete) non può arrecare alla signora alcun danno, visto che è morta da un bel po’ di tempo, ma diffondere l’idea che si possa diagnosticare una malattia mentale ad un deceduto è veramente sconvolgente.

Vi faccio un esempio:

Immaginate che io sia immensamente ricca. Immaginate che io sia residente in un paese in cui non esiste la legittima e decida di scrivere un testamento con il quale escludo mio figlio dall’eredità, perché ho delle buone ragioni per farlo. Io muoio e mio figlio si presenta da uno psichiatra con i miei diari delle elementari e delle medie sentenziando: “Dottore, mia madre era evidentemente incapace di intendere e di volere!” Questi, leggendo dei mostruosi abusi psicologici subiti in tenera età, scrive una bella perizia, quindi mio figlio impugna il testamento ed eredita una quantità esorbitante di denaro, con il quale finanzia un progetto terroristico che scaglia bombe atomiche su tutta Europa. Ecco, siete morti.

E’ assurdo?

E invece fare diagnosi ad Albert Einstein che cos’è?

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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12 risposte a Propaganda – parte V: di Einstein, Medea e Popper

  1. salvo ha detto:

    🙂

  2. pinzalberto ha detto:

    Sei sempre uno spasso, nelle tue agghiaccianti congetture. Mai pensato di proporti a Striscia la Notizia o alla Iene come smacchia “Teorie ad Minchiam”? Non so in quanti leggano il tuo Blog, ma meriteresti una visibilità più ampia. La gente deve sapere che non c’è solo Berlusconi a spararle grosse, ma che quotidianamente cercano di circuirci su tutti i campi, e gli italiani sono abituati a bersele tutte! “Nel 1994 sono sceso in campo per salvare l’Italia da un futuro illiberale.”

    • pinzalberto ha detto:

      Scusa se cambio argomento, ma non riesco più a commentare i tuoi post se non ci sono commenti precedenti a cui rispondere. Volevo sottoporti il pensiero generale in Italia sulla violenza, proponendoti un commento odierno ad un articolo sul corriere sulla violenza sessuale nei confronti di una bambina in Turchia:
      “Dirò una cosa che non piacerà
      12.04|09:29 giorgiosd
      ma credo che l’omicidio, la violenza, lo stupro, facciano parte della nostra natura primordiale, se non c’è una barriera culturale e sociale sono istinti che fanno parte di ognuno di noi.”
      Il Sig. “giorgiosd”, visto più volte sul corriere e non nuovo a commenti dementi, come tanti altri suoi simili che non citerò, giustifica la violenza, e non solo, con irreprimibili istinti primordiali. L’abitudine di giustificare qualsiasi tipo di reato nei confronti di un appartenente ad un proprio gruppo, si sta radicando nella nostra povera società, e non vedo una via d’uscita. Hanno dato 20 anni di carcere allo stupratore seriale in bicicletta, extracomunitario, e non paghi della sentenza, gridano allo scandalo per la pena poco severe, quando un Berlusconi ha violentato minorenni (una minorenne giuridicamente non è in grado di valutare questo tipo di scelta, ed è un reato se il partner ha più di 3 anni di differenza) e l’opinione pubblica non solo lo assolve, ma lo ammira come punto di riferimento.

      • http://favacarpendiem.wordpress.com/2013/04/11/montalto-di-castro-diritto-allo-stupro/ In questo video è una donna a parlare e grida “vergogna” alla ragazzina di Montalto perché ha denunciato lo stupro. “Era consenziente!” gridano. “E poi pure brutta era!” Grida un tizio, e la gente ride… E’ avvilente.

        Di fronte a queste manifestazioni di orgogliosa inciviltà, non mi stupisco che la gente si identifichi con Berlusconi.

        Poi penso alla campagna “noi no” http://www.noino.org/ a tutti quegli uomini che vogliono testimoniare pubblicamente: noi non siamo così, noi non la pensiamo così, noi non usiamo la violenza contro altri esseri umani. Ecco, questi progetti mi ridanno fiducia nel futuro.

        Io non credo nell’intima bontà dell’uomo, credo negli uomini buoni: ci sono sempre stati, ci sono e ci saranno sempre… stanno tirando fuori la voce. Ascoltiamoli, e tiriamo fuori la voce anche noi.

  3. Giulia ha detto:

    Riccio, perché vedi complotti ovunque? È chiaro che esiste un fenomeno oggettivo — l’alienazione dei figli ad opera di genitori vendicativi — e quindi scienziati come Einstein e come Gardner lo descrivono con parole simili a decine di anni di distanza.

    • Giulia mia cara, è chiaro solo per te e per chi ha scritto l’articolo. Per la Società Italiana di Pediatria, la Società Italiana di Psichiatria, il Ministero della Salute e gran parte del mondo accademico la Pas non esiste.
      Einstein aveva tante doti, ma non si dilettava di psicologia. Aveva delle controversie con la moglie? E’ probabile, ma di che natura fossero nessuno può saperlo oggi come oggi, perché sono entrambi morti. Non è corretto mettere in bocca ad un morto le parole che vogliamo sentire.
      Ed esattamente “un fenomeno oggetivo” cosa sarebbe? Si scrive tanto sulla Pas, ma nessuno, fra quelli che ne scrivono, ha ben chiaro cosa sia. C’è chi fa confusione fra reato e sindrome, chi parla di neurologia, chi cita Pinocchio… Francamente mi sembrano più credibili i rettiliani!

  4. Lilli ha detto:

    http://archiviostorico.corriere.it/1994/dicembre/01/Einstein_cattivo_Genio_co_0_9412019569.shtml Questo articolo non ne fa un quadro lusinghiero come padre:
    -La famiglia non lo interessava. E lo ammise: “Non sono mai appartenuto con tutto il cuore a nessun paese o stato, a nessuna cerchia di amici, neanche alla mia famiglia… Ebbe tre figli da Mileva (“sua croce” la defini’ piu’ tardi): Lieserl, Hans Albert ed Eduard. Abbandono’ la prima che fini’ in adozione, litigo’ sempre con il secondo che divento’ ingegnere idraulico, lascio’ morire dimenticato in clinica psichiatrica il terzo. Quando Mileva, con la quale non era ancora unito in matrimonio, gli comunico’ di essere incinta di Lieserl, lui era lontano, in Italia con la madre. Rimase con la madre, non senti’ il bisogno e la voglia di raggiungere la fidanzata…-
    Pare quindi che Einstein non fosse poi così interessato ai figli; altro che alienazione genitoriale compiuta dalla moglie!

  5. Massimo ha detto:

    Einstein con il suo pensiero ha dato astrazione alla fisica, mentre Gardner ha dato concretezza alla psicologia. Due grandi figure del XX secolo

    • Gardner non ha effettuato alcuna seria ricerca per dimostrare le sue teorie.
      Intanto un po’ di chiarezza: Gardner non aveva studiato alla Columbia per diventare dottore-psichiatra (come sostengono i suoi fan) – aveva studiato in una università statale-regionale di terzo (quarto?) rango; Gardner non è mai stato professore o dottore al Centro Medico della Columbia – gli erano stati dati alcuni privilegi per usare le biblioteche, il sistema dei computers (ai suoi tempi ancora primitivi), poteva partecipare ai seminari (ma tutti possono), non aveva i privilegi per avere pazienti suoi in ospedale.
      Di più, la Columbia University gli tolse i privilegi nel 1983 (!!!) quando il Gardner cominciò a sproloquiare sulla PAS. LA Columbia non ha avuto, e non ha voluto avere, un rapporto con lui, dal 1983. … Si deve aggiungere che in nessun dipartimento / facoltà di medicina di buone università ci sono dottori / psichiatri che sappiano cosa PAS significhi.
      Insomma, Gardner si fingeva ciò che non era: era un bugiardo.
      Gardner, per giustificare la tendenza femminile a produrre false accuse contro gli ex mariti, citava William Congreve (hell hath no fury like a woman scorned, l’inferno non conosce furia pari a una donna respinta, The Mourning Bride, 1697, Act III, Scene VIII)… Molto scientifico, vero? Soprattutto concreto…
      Peccato che i dati empirici sconfessino le sue affermazioni: molto raramente in caso di separazioni conflittuali compare l’accusa di abuso (meno del 2% dei casi) e che in più del 50% dei casi in cui le accuse vengono presentate, queste sono confermate dalle indagini (Thoennes, N., & Tjaden, P., 1990. The Extent, Nature, and Validity of Sexual Abuse Allegations in Custody/Visitation Disputes. Child Abuse and Neglect, 14, 151-163).
      Studi più recenti parlano di più del 70% di casi accertati (Faller, K.D., 1998 The Parental Alienation Syndrome: What Is It and What Data Support It? Child Maltreatment,3, 100-115), tanto che i ricercatori sono arrivati a concludere che “high rates of unsubstantiated maltreatment” in “circumstances that indicat[e] that abuse or neglect may have occurred” are a more prevalent problem than false claims of child sexual abuse (Trocme, N., & Bala, N., 2005, False Allegations of Abuse and Neglect When Parents Separate. Child Abuse & Neglect, 29(12), 1333-1345.), che in parole povere significa: il problema delle “false accuse” è irrilevante di fronte alla mole delle accuse fondate.
      Vogliamo parlare della perizia che diede il colpo di grazia alla sua reputazione? Il suicidio del sedicenne Nathan Grieco, al quale Gardner stesso aveva diagnosticato la Pas predisponendo per lui la sua terapia della minaccia. http://www.famigliaonline.com/newsite/2012/10/cose-la-sindrome-da-alienzione-parentele-pas-quando-la-violenza-colpisce-le-famiglie/
      Qui un articolo lo definisce “an authentic American monster”: http://groups.yahoo.com/group/VICTIMSUNITED/message/1862
      Qui alcune inquietanti considerazioni sulle sue tendenze: http://www.psicologiagiuridica.eu/psicologia-giuridica/43-separazioni-e-divorzi/289-pas-ombre-su-richard-gardner.html
      Qui alcune controverse dichiarazioni di Gardner in merito alla pedofilia: http://www.cshg.it/MadriVittime/Gardner.pdf
      Ne cito alcune: I bambini sono naturalmente sessuali e possono avviare incontri sessuali “seducendo” l’adulto.Se il rapporto sessuale è scoperto, “il bambino manipola in modo che l’adulto sarà incolpato.”
      Non procedo oltre.

      Se Einstein potesse leggere il suo commento, caro Massimo…

    • salvo ha detto:

      hmmm … non e’ che sarai psicologo italiota di IV rango?
      Non ti domando di Einstein, ma dovresti sapere che il successo della sua teoria — oltre l’astrazione alla fisica macro (!!!) — fu la capacita’ di predire fenomeni empirici che poi vennero accertati. QUella e’ concretezza.
      Ora la domanda per capire quanto geniale tu sei: in che modo Gardner ha dato concretezza alla psicologia? Naturalmente vorrei vedere
      — le tue definizioni di astrazione e concretezza;
      — dove (se) e’ riconosciuta la grandezza del GArdner (nel mondo accademic-scientifico uno dei criteri e la pubblicazione nei ‘peer reviewed’ media E (!) il numero di citazioni da parte dei colleghi nel campo, e la reputazione intellettuale delle riviste in cui un professionista viene citato) … quindi … stanati e fammi capire come tu ricostruisci la grandezza del Gardner;
      — in piu’ — non menzionando libri e riviste di psicologia pop ( e sulla PAS in Italia ce ne sono una marea) e i 4 ‘professuncoli’ da 4 soldi che si trovano in alcune universita’ italiote — fammi sapere in quali libri di testo il Gardner viene studiato, in quali corsi di quale universita’ Gardner e la PAS vengono insegnati, e da chi;
      — e infine quali sono le tue qualificazioni professionali per dichiarare GArdner un grande della psicologia … non ti domando di Einstein perche’ so che tu di teoria della relativita’ non ne capisci un cavolo … altrimenti non direstile baggianate sul GArdner.

      Contento?

      • Lilli ha detto:

        Penso che il modo in cui Gardner abbia dato concretezza alla psicologia sia stato trasformando in tribunale le sue dichiarazioni da Consulente Tecnico di Parte in tanti soldi.

  6. Ratko ha detto:

    Giulia e Massimo,
    Senza offesa, ma dovete dire al medico di cambiarvi le medicine.

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