Censura che paura

images

Ho pubblicato sulla mia pagina Facebook la notizia dell’esclusione dal concertone del primo maggio del cantante rap Fabri Fibra e sono arrivati un mucchio di commenti interessanti.

Purtroppo, su facebook, non si riesce a seguire bene una conversazione articolata, quindi mi piacerebbe che la discussione si spostasse qui, perché gli spunti forniti dai lettori erano stimolanti e mi spiacerebbe se andassero persi, ma soprattutto mi dispiace ammettere che la mia scarsa confidenza con  lo strumento mi rende molto difficile comunicare come si deve.

Vorrei intanto fare il punto della situazione: l’Associazione D.i.Re, con una lettera aperta ha sollevato il problema del contenuto sessista, violento e omofobo delle canzoni del rapper, giudicato inopportuno in un contenitore come quello della festa dei lavoratori.

Permmettetemi una piccola parentesi.

Dal congresso dell’Associazione internazionale dei lavoratori – la Prima Internazionale – riunito a Ginevra nel settembre 1866, scaturì una proposta concreta: “otto ore come limite legale dell’attività lavorativa”.
A sviluppare un grande movimento di lotta sulla questione delle otto ore furono soprattutto le organizzazioni dei lavoratori statunitensi. Lo Stato dell’Illinois, nel 1866, approvò una legge che introduceva la giornata lavorativa di otto ore, ma con limitazioni tali da impedirne l’estesa ed effettiva applicazione. L’entrata in vigore della legge era stata fissata per il 1 Maggio 1867 e per quel giorno venne organizzata a Chicago una grande manifestazione. Diecimila lavoratori diedero vita al più grande corteo mai visto per le strade della città americana.

Nell’ottobre del 1884 la Federation of Organized Trades and Labour Unions indicò nel 1 Maggio 1886 la data limite a partire dalla quale gli operai americani si sarebbero rifiutati di lavorare più di otto ore al giorno.

Il 1 Maggio 1886 cadeva di sabato, allora giornata lavorativa, ma in dodicimila fabbriche degli Stati Uniti 400 mila lavoratori incrociarono le braccia. Nella sola Chicago scioperarono e parteciparono al grande corteo in 80 mila. Tutto si svolse pacificamente, ma nei giorni successivi scioperi e manifestazioni proseguirono e nelle principali città industriali americane la tensione si fece sempre più acuta. Il lunedì la polizia fece fuoco contro i dimostranti radunati davanti ad una fabbrica per protestare contro i licenziamenti, provocando quattro morti. Per protesta fu indetta una manifestazione per il giorno dopo, durante la quale, mentre la polizia si avvicinava al palco degli oratori per interrompere il comizio, fu lanciata una bomba. I poliziotti aprirono il fuoco sulla folla. Alla fine si contarono otto morti e numerosi feriti. Il giorno dopo a Milwaukee la polizia sparò contro i manifestanti (operai polacchi) provocando nove vittime. Una feroce ondata repressiva si abbatté contro le organizzazioni sindacali e politiche dei lavoratori, le cui sedi furono devastate e chiuse e i cui dirigenti vennero arrestati. Per i fatti di Chicago furono condannati a morte otto noti esponenti anarchici malgrado non ci fossero prove della loro partecipazione all’attentato. Due di loro ebbero la pena commutata in ergastolo, uno venne trovato morto in cella, gli altri quattro furono impiccati in carcere l’11 novembre 1887. Il ricordo dei “martiri di Chicago” era diventato simbolo di lotta per le otto ore e riviveva nella giornata ad essa dedicata: il 1 Maggio.

Il 20 luglio 1889, a Parigi, durante il congresso della Seconda Internazionale, si decise di organizzare Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi“.

La scelta cadde sul 1 maggio.

I livelli su cui si può affrontare l’argomento Fabri Fibra in relazione al 1 maggio sono diversi, ma nessuno, a mio avviso, coinvolge la parola censura: non è stato proposto di zittire Fabri Fibra, non che io sappia almeno, tanto che lo stesso rapper ha dichiarato: “Nei miei testi forse non tutti ci leggono l’impegno politico o sociale necessario per eventi del genere. Nel 2013, per alcuni, il rap e i suoi meccanismi artistici sono ancora da interpretare e da capire fino in fondo. Qualcuno voleva che io suonassi e qualcuno no. Nonostante il tentativo non si fa nulla. Penso in ogni caso che i concerti siano una bella occasione per i ragazzi di vivere esperienze musicali reali. Ci vediamo comunque in tour quest’estate e quest’autunno”.

Fabri Fibra continuerà a cantare e mi sembra si senta libero di cantare ciò che crede. Quindi, la parola censura è decisamente fuori luogo.

Bisogna considerare, inoltre, che la protesta di D.i.re ha dato modo a chi non aveva mai sentito Fabri Fibra (come me, per esempio) di conoscere, almeno in parte, il suo lavoro.

Questa situazione, di fatto, gli ha dato modo di esprimersi di fronte ad un pubblico più ampio che ha compeso anche chi non si interessa di rap. Si è fatta luce su una nicchia e una collettività più ampia è entrata in contatto con l’artista Fabri Fibra. Certo, non tutti l’hanno apprezzato, ma questo – ogni personaggio pubblico lo sa – è normale: il diritto alla libera espressione comprende anche il diritto di esprimersi in maniera critica nei confronti di quella che possiamo definire un’opera d’arte (intendendo con arte qualsiasi attività umana che implica l’utilizzo della creatività).

Io trovo molto più censorio l’atteggiamento di chi, invece, sentenzia con supponenza “Ecco il problema, per le donne dei sindacati italiani, è Fabri Fibra.” Un commento del genere sottintende che il problema non andava sollevato, che le donne non dovrebbero parlare di Fabri Fibra perché ci sono cose più importanti di cui occuparsi.

Come mai se ad essere zittite sono le proteste delle donne nessuno grida alla censura?

L’intervento di D.i.re sottolineava il contesto della sua protesta: nel 2012 ”sono stati oltre cento i femminicidi” mentre ”le donne che si sono rivolte ai centri sono state 14mila: un dato che rappresenta solo la punta dell’iceberg di un fenomeno in gran parte sommerso e alimentato da una cultura attraversata da stereotipi sessisti, modelli di mascolinità prevaricanti e violenti, discriminazioni contro le donneLa questione dell’inefficacia delle politiche di contrasto alla violenza contro le donne, anche in relazione alla mancanza di prevenzione tra i giovani e le giovani, è stata stigmatizzata nel 2012 da Rashida Manjoo, special rapporteur dell’Onu, che ha richiamato l’Italia ad una corretta applicazione della Cedaw”.

Ma Fabri Fibra dichiara in proposito all’Huffington Post: Il rapper non prende una posizione sulla canzone che scrive: è l’ascoltatore che è costretto a riflettere e a prendere una posizione.

Quindi Fabri Fibra non prende una posizione rispetto a testi che si rivolgono alle donne così: se non me la dai io te la strappo come Pacciani.

Sostenere di non prendere una posizione non denota certo un grande impegno sociale.

Che cosa intendiamo con “impegno”? Che cosa racconta Fabri Fibra con i suoi testi? E chi lo ascolta, che genere di riflessioni fa?

Titola il Fatto Quotidiano: chi ha paura di Fabri Fibra? E ci chiede: Davvero il problema gravissimo della violenza sulle donne o l’omofobia imperante è imputabile alle rime scatenate di un personaggio così?

Poi aggiunge: Il fenomeno Fabri Fibra, che è innegabilmente culturale (o subculturale, fate voi) ancor prima che musicale, non si può archiviare con così tanta superficialità. Alcuni testi del rapper sono inascoltabili e fastidiosi, è vero. Ma siamo sicuri che in quei testi ci sia comprensione nei confronti di certi atteggiamenti indifendibili? O piuttosto si tratta di una aspra e sprezzante critica, magari dai toni troppo forti, degli stessi?

Beh, se ce lo chiediamo, una cosa è certa: il messaggio di Fabri Fibra non è affatto chiaro.

Molto furbescamente Fabri Fibra sostiene di non aver nessun messaggio da dare, ci dice che lui si limita a raccontare delle storie. Come se le storie arrivassero a lui e non fosse lui a scriverle, come se lui fosse una sorta di tramite attraverso il quale le storie transitano prendendo a prestito il suo corpo e la sua voce.

Sappiamo che le cose non stanno così. E’ lui a scegliere le storie da raccontare e le parole per raccontarle e se le sue storie vengono percepite come misogine ed omofobe questo dipende dalle sue scelte, dovrebbe prenderne atto. Se le donne si sentono offese forse dovrebbe ascoltarle.

Una questione un po’ più spinosa è se il problema gravissimo della violenza sulle donne possa ritenersi  imputabile alle rime scatenate di un personaggio così.

Le ricerche scientifiche in merito ci dicono che la prolungata esposizione alla violenza può desensibilizzare i giovani, attutire le risposte emotive all’aggressività e promuovere atteggiamenti violenti. Questo vale per la violenza contenuta nei film, nei videogiochi, ma riguarda anche il linguaggio:  l’esposizione al turpiloquio è associata all’accettazione e all’uso di parolacce, che a loro volta influenzano l’aggressione fisica e relazionale in una sorta di reazione a catena.

Chi sono i fan di Fabri Fibra? Hanno una maturità sufficiente per porsi di fronte alle sue canzoni in modo critico? Le analizzano oppure si limitano ad assorbirle?

Queste sono domande che ci dobbiamo porre, perché sono importanti. Queste sono cose di cui discutere, civilmente.

E la “paura” non c’entra niente: chi ha paura non parla, rimane in silenzio.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in attualità e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

31 risposte a Censura che paura

  1. paroladistrega ha detto:

    Caro Ricciocorno, come ti ho già scritto nella bacheca fb, invito tutt* a leggere attentamente il testo della canzone VENERDI 17 di Fabri Fibra (una delle tante….).
    Dire che il rap è denuncia sociale, è protesta e via dicendo è una cosa, ma far passare per arte dei testi colmi di violenza verbale contro le donne… è ben altra cosa. A casa mia, tutto ciò si chiama MISOGINIA. E tanto per capirci, inserisco qui una parte del testo della canzone suindicata: “…..parlando con la tua sorellina di dodici anni che è stata ritrovata il giorno dopo nello sgabuzzino senza vestiti con un taglio nell’intestino e le budella nel cestino la sborra sul cuscino il sangue sul lavandino e cola sul tappetino ….” …… “giro in casa con in mano questo uncino ti ci strappo le ovaie e che cazzo me le cucino! ”
    IO QUI NON VEDO ARTE: VEDO SOLO MISOGINIA. Non so voi.

    • Leggi cosa scrivono qui, invece: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/18/fabri-fibra-bigotti-del-politically-correct/567406/ “Donne in Rete contro la violenza”, che – col cipiglio ottuso che troppo spesso le femministe paiono dedicare unicamente alle facezie – ha tuonato: “Il Primo Maggio è una festa e troviamo ingiusto e diseducativo per i tantissimi giovani che vi partecipano invitare un cantante che scrive testi carichi di stereotipi contro la donna, che sono l’humus da cui si genera la violenza”.
      “cipiglio ottuso che troppo spesso le femministe paiono dedicare unicamente alle facezie”: è molto offensivo.
      Poi aggiunge: Scandalizzarsi per strofe come “Se non me la dai io te la strappo come Pacciani” e “Senza vestiti con un taglio nell’intestino e le budella nel cestino / la sborra sul cuscino” è lecito. Come lo è tapparsi occhi e orecchie mentre tutt’attorno è Armageddon, per illudersi che le famiglie del Mulino Bianco esistano ancora (e siano pure senza wireless).
      Come dire: il mondo è così, e allora? Che ci volete fare? Lo volete forse cambiare, voi ottuse col cipiglio, “samaritani colti che non dicono mai – men che meno nell’arte – cazzo o culo” che non siete altro? Ci volete dare il Mulino Bianco?
      Io, più di Fabri Fibra, mi arrabbio con questi commentatori. Che non leggono Fabri Fibra, non sono minimamente interessati a discutere davvero della sua musica, ma fanno del becero populismo gridando cazzo e culo come bambini dell’asilo, perché sanno che prendersela col “bigotto moralista” è trendy…
      Più leggo intorno a questa storia più mi rendo conto che molto peggio di Fabri Fibra sono proprio loro, che lo difendono da una “censura” che non c’è neanche stata, di fatto censurando chi voleva cogliere l’occasione per porre l’accento su quel problema serio (e non “una facezia”) che è la violenza contro le donne.
      Inoltre, il mondo non è tutto così come lo canta Fabri Fibra, c’è tanto altro mondo da cantare ed è altrettanto vero.

      • paroladistrega ha detto:

        Allora. Non è il testo in sé. Cioè: se lo leggesse-cantasse Fabri Fibra sotto la doccia, per sua protesta personale conto il mondo, magari potrebbe andare bene. E, allargandomi in modo benevolo, dico pure che magari il problema non è neppure se lo leggono-cantano ADULTI vaccinati e pensanti. Ma questi testi, lo sappiamo bene, girano soprattutto tra giovanissimi che, ovviamente, non vanno a ricercare messaggi sociali impliciti, ma si limitano a farne slogan e bandiere del loro quotidiano. E te lo dice una che fa il formatore in scuole medie superiori, dove Fibra è un mito indiscutibile. Non so se il mio pensiero è chiaro. Pensa che io qualche canzone la canticchiavo allegramente e Fibra mi piaceva pure… finché ho letto i testi delle canzoni più “discusse”. Ho visto il valore che acquisisce nella mente dei ragazzi (e pure delle ragazze). Lo sai che le canzoni di Fibra sono quelle che i ragazzi stranieri imparano per prime per apprendere la lingua italiana? Vogliamo sottovalutarne il “peso educativo”? Non me la sento.

      • Ho citato anche alcune delle ricerche (perché ce ne sono molte altre) che dimostrano che l’esposizione alla violenza, anche solo a quella verbale, alla lunga porta i ragazzi a diventare più aggressivi! Io ne sono convinta, come genitore.

  2. paroladistrega ha detto:

    Certo. Del resto, sappiamo bene che, soprattutto nell’adolescenza, esiste il fenomeno dell’imitazione ed identificazione. Si è alla ricerca di modelli da seguire: l’abbiamo fatto tutti a quell’età. E Fabri Fibra è indiscutibilmente uno dei modelli più attuali. Riflettiamo quindi sul fatto che la sua cd “censura” dal 1 maggio dovrebbe allargare il dibattito su di lui. E magari lui stesso dovrebbe comprendere il rischio implicito di certe “provocazioni”.

    • pinzalberto ha detto:

      E’ un bel dilemma. Anch’io non conosco Fibra, solo di riflesso, lo ascoltava mio figlio quand’era più piccolo, fra i 14 e 16 anni. In questo ultimo mezzo secolo la musica ha diviso le generazioni, padri e figli. Elvis negli anni ’60 era considerato il demonio per il suo movimento di anca e il Rock ‘N Roll era considerato da tutti i genitori la musica del diavolo. Negli anni ’60 sono nati i movimenti giovanili, l’amore libero, doghe e la musica è diventata contestazione verso il sistema. Tradotto: botte, pestaggi ed arresti. Anni ’70 ed Heavy Metal, Black Sabbath e satanismo, musica punk ed eroina. Il benessere la fa da padrona, e ai giovani viene la febbre del sabato sera: musica Funky, Pop e Rap. Ognuno aveva qualcosa da dire, da contestare., fiumi d’inchiostro sui diari contro i propri genitori (vero Ricciola?). Io sono convinto che la musica (e non solo) influenzi negativamente solo le persone negative: cattivi si nasce (nella nostra società, poiché i guerrieri bambini congolesi lo diventano). Ricordatevi che anche un cartone animato giapponese veniva visto come un cattivo esempio di violenza, come dicevano i miei genitori quando guardavo Ken il Guerriero. Fibra non sembra una cattiva persona, ha fatto il personaggio cattivo ad inizio carriera, come tutti i rapper. Venerdì 13 l’ha pubblicata a 27 anni, anche se il titolo spiega già la canzone ovvero un film d’orrore e credo sia voluta la similitudine, raccontando i veri orrori della società moderna dove l’amico di famiglia o il vicino di casa si trasformano in veri mostri. Il suo errore più grande è quello di non prendere una posizione, e come cita il Ricciocorno non si può piacere a tutti. Per tutti questi motivi non condivido l’esclusione dal concerto, se si vogliono portare i giovani nella vita socio-politica non basta presentare i soliti dinosauri ai concerti del primo maggio. Ci sarebbe molto altro da prendere in esame, ma non voglio dilungarmi ulteriormente.

  3. Paolo1984 ha detto:

    . “Questo vale per la violenza contenuta nei film”

    e allora si vigili su cosa guardano i bambini..io di anni ne ho quasi 30 e vorrei continuare a guardare i film che voglio.inclusi gli splatter, e leggere quello che voglio incluso romanzi che hanno come io narrante un carnefice (tipo le Benevole di Littell)..nè guardo e leggo solo quello
    Fabri Fibra non canterà il primo maggio e per me non avrebbero neanche dovuto invitarlo in quel contesto…comunque la violenza, il male esiste e ed è legittimo che l’arte lo racconti possibilmente meglio di come fa Fibra.
    Perchè se si crede che facendo sparire la violenza dalle rappresentazioni artistiche e narrative essa sparirà dalla società ci si illude, secondo me

    • Il punto non è “raccontare” la violenza, il punto è prendere nei suoi confronti una posizione: la si racconta perché? Una narrazione perfettamente oggettiva è impossibile… Allora è importante, secondo me, quando si racconta la violenza, che insieme emerga chiaramente anche la condanna alla violenza…

      • Paolo1984 ha detto:

        per me l’importante è avere un buon racconto, con personaggi convincenti e coerenti col tipo di storia.
        Mi interessa che se la trama richiede violenza la si mostri..poi la condanna della violenza (contro gli innocenti) può arrivare anche scegliendo il punto di vista del carnefice, o anche di un carnefice non pentito (è il caso delle Benevole)..a me interessa avere storie appassionanti, l’eventuale aspetto “morale” viene dopo..
        Stephen King ha scritto un bellissimo racconto scritto dal punto di vista di un marito uxoricida,1922, consiglio di leggerlo..

    • paroladistrega ha detto:

      Caro Paolo, tu hai quasi 30 anni. C’è chi ne ha 14. Non so se mi spiego.

      • Paolo1984 ha detto:

        esiste il divieto ai minori di 14 anni e per le cose più “forti” ai minori di 18 infatti (comunque se avessi un figlio o una figlia 13enne, ci sono film “violenti” che gli farei vedere tranquillamente). Mi si dirà che non basta, ma a livello legislativo credo non si possa pretendere di più

  4. Ovvio che una canzone, da sola, non arriva a condizionare una persona, qualunque sia la sua età. E’ per questo che D.i.re, nell’esprimere la sua opinione su Fabri Fibra, ha sottolineato il momento storico: pochi giorni fa una donna a Pesaro è stata sfigurata con l’acido http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2013/04/18/donna-sfigurata-con-lacido-dal-suo-ex/ una tradizione barbara che abbiamo pensato bene di importare da altri paesi…
    C’è un contesto, da considerare se si vogliono seriamente ascoltare le ragioni di chi ha obiettato alla partecipazione di Fabri Fibra: in Italia il problema, e non lo dico io, http://blog.ilmanifesto.it/antiviolenza/tag/rashida-manjoo/, è che “Gli stereotipi di genere, che predeterminano i ruoli di uomini e donne nella società, sono profondamente radicati”… ” la violenza domestica è la forma di violenza più diffusa che continua a colpire le donne in tutto il paese”… “Il continuum della violenza nella casa si riflette nel crescente numero di vittime di femminicidio”… “La violenza contro le donne resta un grave problema in Italia”…
    In questo particolare contesto ci si aspetterebbe, da una manifestazione come il 1 maggio, una seria presa in carico del problema. Problema che Fabri Fibra non mostra di tenere nella giusta considerazione, visto che – intervistato sulla sua esclusione – evita persino di nominare la violenza contro le donne.

    • paroladistrega ha detto:

      Caro Ricciocorno, credo che tu conosca il mio blog. Il tema della VIOLENZA ALLE DONNE è il problema su cui principalmente focalizzo i miei scritti. Ho aderito all’iniziativa NO MORE e #stopalfemminicidio. Non solo a parole. Quando vado a votare, io arrivo con cartelli di protesta. E non solo. Vado davanti ai tribunali quando ci sono udienza di processi su questi temi. Quindi so, quindi agisco. Ho intervistato una donna vittima di violenza (l’intervista è nel blog “io, donna vittima di violenza) tutelata da Pangea onlus. E qualcuno mi ha dato della troia, perché ho parlato di violenza. Ecco perché certi testi di canzoni possono costituire un pericolo. Tutto quanto circola che possa istigare alla violenza sulle donne e femminicidi non va sottovalutato (comprese le pubblicità sessiste contro cui mi batto)

    • Paolo1984 ha detto:

      infatti ho detto che non era adatto al contesto del Primo Maggio

      • paroladistrega ha detto:

        certo Paolo. Io però sono d’accordo con RICCIOCORNO: il dibattito sui testi delle canzoni di Fibra andrebbe ampliato ed approfondito. Magari coinvolgendo lo stesso autore, per correttezza. Se davvero vuole attuare “denuncia sociale” lo faccia seguendo un giusto percorso: perché non rapportarsi con i sentimenti, con le emozioni delle donne vittime di violenza? Potrebbe essere un’ipotesi da considerare….

      • Una ragazza su facebook si era proposta per contattarlo in merito. Mi piacerebbe che si esprimesse sull’argomento. Anche perché si leggono cose molto offensive nei confronti delle donne che hanno protestato: http://blog.panorama.it/politicamentescorretta/2013/04/18/fabri-fibra-e-censurato-ma-sono-queste-donne-il-vero-pericolo/ “queste donne fanno paura” ci dice Panorama. Una donna che esprime il suo parere è pericolosa? E’ questo il concetto che abbiamo di democrazia?
        Perché è questo che ha fatto D.i.re., ha espresso un’opinione sui testi del cantante Fabri Fibra.

      • Paolo1984 ha detto:

        io onestamente dubito che a Fibra stia a cuore “denunciare” alcunchè, comunque non in quei testi..non credo che nessuno possa stabilire a priori percorsi artistici “giusti” o “sbagliati”.nè che un’ opera narrativa debba necessariamente essere “di denuncia” per essere apprezzata
        Comunque il Fibra davvero “di denuncia” (per quanto qualunquista) che mi viene in mente è quello di In Italia dove duetta con Gianna Nannini:

  5. Paolo1984 ha detto:

    non so se sia adatto al primo maggio ma io preferisco di gran lunga questo Eminem a Fibra (Stan una bellissimo singolo featuring con Dido)

    • “I really think you and your girlfriend need each other or maybe you just need to treat her better” Non conosco Eminem, ma mi sembra chiaro…

      • Paolo1984 ha detto:

        e pensa che, esattamente come quelli di molti rapper, anche i testi,degli esordi parecchio violenti, di Eminem suscitavano parecchie polemiche,

      • Sai, questa “Stan”, riflettendoci bene, ha dei risvolti molto profondi e interessanti. Riguarda il rapporto tra l’artista e il suo pubblico, infondo proprio il tema che si tratta qui a proposito di Fabri Fibra. C’è questo Stan, che vive una attrazione morbosa per Slim (che era il primo nome di Eminem, Slim Shady)… un rapporto del quale il cantante è inconsapevole, naturalmente. Ma comunque si avverte, nel testo, che c’è una certa assunzione di responsabilità da parte di Eminem: gli risponde, alla fine, a Stan, questo vuol dire che gli interessano gli altri, apre un dialogo con il pubblico (molto diverso dal dire “io canto, poi se non mi capisci, fatti tuoi…”)
        Gli dice anche qualcosa del tipo “ehi io canto quelle scemenze, ma tu che le fai veramente, stai fuori?”, poi “ho sentito questa storia terribile, aspetta com’era il nome? Eri tu… Damn.” Quel Damn è molto drammatico e toccante. E’ come se ci dicesse: ehi, allora quello che scrivo e canto può avere un legame con storie terribili come questa?
        Insomma, però, non ci sono cose razziste o misogine in questa canzone! Ora dovrò andarmi a studiare un po’ Eminem…

      • Paolo1984 ha detto:

        non ci sono ma come molti rapper anche Eminem è stato accusato di violenta misoginia, omofobia, di fornire un pessimo esempio ai ragazzi che lo ascoltano…(Stan credo sia stato scritto anche per rispondere a queste accuse) per dei testi precedenti. sì Slim Shady era l’alter ego di Eminem (il cui vero nome è Marshall Bruce Mathers III)…credo che nella canzone Eminem dica ai propri fan di non idealizzarlo o mitizzarlo, di non prendere troppo sul serio i suoi testi…poi se uno che si dichiara suo fan ammazza la fidanzata la colpa è solo sua (di lui), non può gettare la responsabilità sulle canzoni o su altro…le canzoni, le opere d’arte, più o meno riuscite non uccidono, raccontano storie

  6. Paolo1984 ha detto:

    e considero arte anche opere pop come fumetti e serie-tv

    • Paolo1984 ha detto:

      la narrativa racconta l’umano e nell’umano c’è non solo il bene, ma anche il male..con tutta la complessità (più o meno) del caso

  7. pinzalberto ha detto:

    Escludere Fibra dal concertone non risolve niente, i ragazzini continueranno ad ascoltarlo nelle loro camerette. Invitandolo il 1 maggio avrebbero obbligato delle giovani menti a relazionarsi al mondo reale, dove vengono presi in esame temi diversi, in un contesto adulto. Sarebbe stato un passo avanti per migliorarsi. Per me è stata persa un’occasione.

    • Escludere Fabri Fibra dal concerto equivale a non legittimarlo: è molto importante. E dovrebbe servire allo stesso Fibra per prendere coscienza del fatto che le sue canzoni trasmettono ad una buona porzione del pubblico femminile la sgradevole impressione che i suoi testi incoraggino la violenza sulle donne. Un gesto eclatante che voleva sollevare un problema. Secondo me le reazioni a questa decisione hanno evidenziato che c’è davvero un problema : basta andare sulla pagina di D.i.Re e leggere i commenti https://www.facebook.com/DiReDonneInReteControLaViolenza La violenza verbale dei sostenitori di Fabri Fibra parla da sola…

  8. Pingback: Fabri Fibra e il partito della libertà » Massimo Lizzi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...