Una nazione che terrorizza i bambini non ha il diritto di proclamarsi civile

Una nazione che terrorizza i bambini non ha il diritto di proclamarsi civile,soprattutto se le disposizioni della magistratura si fondano su diagnosi inesistenti“: è quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, in relazione all’ennesimo prelevamento di bambini, figli di genitori separati, avvenuto a scuola a Salerno.

Per Marziale: “Lo Stato non può assumersi la responsabilità di un danno irreversibile nei confronti di creature inermi e indifese, tanto più grave perchè provocato a scuola, luogo di protezione per eccellenza. Le riprese effettuate con l’ausilio del telefonino e penetrate nelle case di tutti gli italiani, a testimonianza della sofferenza dei bambini, rendono intelligibile una modalità di esecuzione del provvedimento degna di essere paragonata ai tempi della Gestapo”.
“Non è più tollerabile che ciò avvenga, così come non è accettabile che a determinare la decisione della magistratura sia una pseudo-sindrome – incalza il sociologo – mai riconosciuta ufficialmente dal manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali e, pertanto, inesistente. La PAS, ossia “sindrome di alienazione parentale” non esiste e non può costituire pretesto per legittimare una disposizione così crudele. Richard Gardner – rileva il presidente dell’Osservatorio – padre dell’astratta teorizzazione era un sostenitore della pedofilia, morto suicida, che utilizzava sovente tale pretesto per far si che i figli non venissero tolti ai padri abusanti. E’ bene che ciò si sappia”.
Marziale conclude rivolgendo un appello ai presidenti del Parlamento, Grasso e Boldrini: “Affinchè si attivino, con i mezzi a loro disposizione, a cambiare la legislazione concernente queste assurde procedure. Siano i bambini a decidere con chi vogliono rimanere, il loro diritto di espressione e decisionale è sancito dalla Costituzione italiana e da quella europea. Lo Stato non si permetta mai più di terrorizzarli“.

Qui il link al video del prelevamento.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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27 risposte a Una nazione che terrorizza i bambini non ha il diritto di proclamarsi civile

  1. Lidia Zitara ha detto:

    Ho visto le scene della sottrazione dei bambini. Dire che tra tutto questo sconquasso che stiamo vivendo in queste settimane (mesi, anni), questa è una delle cose più tragiche che ho visto, è poco. Perchè comunque si agisca, i tempi procedurali faranno sì che questi bambini diventino degli adulti terrorizzati e psicotici.
    Colgo l’occasione per esprimere qui il mio più vivo disgusto per l’invenzione della psicoterapia in generale, e per quella che riguarda i bambini in particolare. I soggetti che la applicano, poi, lo fanno quasi tutti con effetti devastanti sulla psiche di un bambino. Io quelli sì, che li prenderei a calci in culo da qui fino alla Siberia.

    • Mi credi? Non ho più parole per commentare… E’ un incubo.

    • Morgaine le Fée ha detto:

      Non sono d’accordo con l’ultima affermazione di Lidia, perché la psicoterapia, se applicata in modo professionale da terapeuti seri, puó essere invece di grande aiuto per bambini e adulti con problemi e in situazioni delicate: e infatti i terapeuti professionisti non riconoscono la PAS come sindrome, non é nemmeno inclusa nel DSM e a livello scientifico non ha alcun valore.
      Il problema insorge quando a cosiddetti psicologi non professionali e non seri viene dato un potere che non dovrebbero avere, e riconosciuta una professionalitá che non possiedono. Questa é la gente che fa danni.

  2. Max ha detto:

    Il sig. Marziale Antonio dovrebbe vergognarsi a diffamare un morto

    • “True and false accusations of child sex abuse – Cresskill NJ. CreativeTherapeutics, 1992 – a proposito del “padre pedofilo” Gardner scrive: “Egli (il padre pedofilo) deve essere aiutato a capire che, ancora oggi [la pedofilia nds], è una pratica diffusa e accettata letteralmente da miliardi di persone. Egli deve arrivare a capire che in particolare nella nostra civiltà occidentale si osserva un atteggiamento molto punitivo e moralista verso quel tipo di inclinazioni. Siamo cresciuti in una società in cui la pedofilia è fortementescoraggiata e addirittura condannata”.
      Più avanti, Gardner aggiunge:
      “…Egli [il padre abusante nds] è stato nuovamente sfortunato relativamente al tempo ed al luogo nel quale è nato
      per quello che riguarda l’atteggiamento sociale della pedofilia …”.

      Considerato che al mondo ci sono circa 7 miliardi di abitanti, scrivere che la pedofilia è una pratica accetta da “miliardi” di persone equivale ad immaginare un pianeta popolato di pedofili.

      Per Gardner il problema non sono i padri pedofili, ma la concezione che la società ha della pedofilia, perché sempre nel medesimo libro scrive: “Tali padri possono razionalizzare che la pedofilia è un’antica tradizione, una pratica diffusa nel mondo, e che non c’è nulla per cui bisogna sentirsi in colpa. Tali padri devono essere aiutati a capire che anche se ciò che dicono su questo punto è vero, ciò non giustifica che ciò si possa praticare nella nostra società, anche se la nostra società reagisce in maniera esagerata a tali comportamenti…”

      Qui si possono trovare altre riflessioni interessanti sulla posizione di Gardner in merito alla pedofilia: http://www.cshg.it/MadriVittime/Gardner.pdf

      Per ciò che riguarda la diffamazione, il reato penale si configura quando “Chiunque, …, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione”.

      Richard Gardner – ha scritto il presidente dell’Osservatorio – era un sostenitore della pedofilia, morto suicida.

      Che Gardner si sia suicidato, è vero: http://cincinnatipas.com/dr-richardgardnerautopsy.html

      Ora vi domando: scrivere che la pedofilia “è una pratica diffusa e accettata letteralmente da miliardi di persone”, che è “un’antica tradizione, una pratica diffusa nel mondo, e che non c’è nulla per cui bisogna sentirsi in colpa”, che “la nostra società reagisce in maniera esagerata a tali comportamenti” potrebbe essere definito un sostegno alla pedofilia?

      Gardner è morto, ma ha lasciato in eredità la Pas: mi sembra il caso di analizzare seriamente il suo lavoro e le premesse che lo hanno generato.

    • Lilli ha detto:

      Per lei sarebbe diffamazione anche dire che Hitler o il dottor Mengele fossero delle persone orribili, che autorizzavano ed effettuavano esperimenti sadici sui bambini? Per lei questa è diffamazione o verità?

    • pinzalberto ha detto:

      Mah, non vedo niente di male nel diffamare Hitler o Mussolini. Ognuno si prenda le proprie responsabilità.

  3. Max ha detto:

    Queste sono frasi citate fuori contesto al fine di diffamare Gardner. Si tratta infatti non di pensieri ma di indicazioni su come uno psico-terapeuta può proficuamente interagire con un bambino abusato o con un pedofilo (lui stesso abusato da bambino) al fine di ottenere un miglioramento della situazione. Una persona decente citerebbe anche il seguito del testo di Gardner: “Il livello a cui un terapeuta riesce ad aumentare l’auto-stima del paziente è il livello al quale si riesce a ridurre le sue tendenze pedofile. Tuttavia è imporante capire che nelle persone in cui la pedofilia è radicata o è stata il pattern per molti anni è improbabile che il processo psicoterapeutico porti a cambiamenti significativi”.

    Semplicemente, Gardner ha salvato bambini da quelle persone schifose quanto i pedofili che li coinvolgono in false accuse di pedofilia, e queste categoria di soggetti cerca di diffamarlo e calunniarlo ora che è morto e non può denunciarli.

    • Mi può dire esattamente in quale contesto è accettabile l’affermazione: “Egli [il padre abusante nds] è stato nuovamente sfortunato relativamente al tempo ed al luogo nel quale è nato per quello che riguarda l’atteggiamento sociale della pedofilia” e “la pedofilia è un’antica tradizione, una pratica diffusa nel mondo, e che non c’è nulla per cui bisogna sentirsi in colpa”?
      Il “senso di colpa” è il giudizio morale che diamo di noi stessi. La morale è ciò che ci permettere di distinguere i comportamenti buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti cattivi o inappropriati, in altri termini, ciò che consente all’individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri.
      Se è vero che un “senso di colpa” associato a situazioni in cui non sussiste una colpa è studiato dagli psicologi come fenomeno che danneggia l’equilibrio di un soggetto, il senso di colpa è soprattutto quel sentimento che dovrebbe impedirci di nuocere al prossimo, quella emozione che permette di contenere le pulsioni distruttive e di prendere coscienza della sofferenza dell’altro, ed è quindi necessario ad una società in cui le persone vogliono convivere senza farsi del male a vicenda.
      Non si sentono in colpa gli psicopatici, caro Max, incapaci di empatia e rimorso, e quindi in grado di compiere azioni aberranti: l’assenza di un sano senso di colpa non è affatto un sintomo di salute mentale.
      Un pedofilo che abusa di un bambino inerme ha molte buone ragioni per sentirsi in colpa.
      Parliamo poi della pedofilia come tradizione: a quale tradizione fa riferimento Gardner? A quale tradizione fa riferimento lei?
      Ciò di cui Gardner è accusato – e a ragione – è di proporre un modello interpretativo semplicistico basato su premesse del genere, altrettanto semplicistiche e infondate.
      A tale proposito Le ricordo che Gardner era convinto dell’esistenza di fantasie sessuali nei bambini (cito “Una bambina di tre anni e il suo fratellino di quattro fanno la doccia con il loro padre, nel corso dell’amoreggiare ciascun bambino potrebbe nutrire una passeggera fantasia di mettere il pene del padre nella sua bocca. Considerando che la relativa altezza dei tre individui e considerando la vicinanza delle bocche dei bambini al pene del padre in questa circostanza, non sorprende che tale fantasia potrebbe entrare nella mente di ciascun bambino. Potrebbe anche essere espressa nella forma che un bambino che dice scherzando “sto per mordere il tuo pene”. Essendo così vicino il momento in cui essi inseriscono ogni cosa nella loro bocca, non sorprende che la fantasia della fellatio sia evocata nella doccia”) e che, per questo motivo, (cito ancora) “I bambini sono naturalmente sessuali e possono avviare incontri sessuali “seducendo” l’adulto.”(Children are naturally sexual and may initiate sexual encounters by “seducing” the adult”, pag. 93)
      Lei per caso concorda con questa analisi del fenomeno? E’ il bambino che seduce l’adulto?

  4. Max ha detto:

    Partiamo dalla prima frase: è estratta fuori di contesto al fine di diffamare Gardner. Infatti, leggendo il testo completo (pag. 594) è chiaro che Gardner non sta esprimendo considerazioni personali ma citando le tipiche razionalizzazioni dei pedofili che non provano senso di colpa. In tale contesto Gardner cita poi l’argomento della tradizione, non come considerazione personale, ma come modo di persuadere un pedofilo. È un modo di parlare ai matti. Per fare un esempio, tante donne autrici di questo tipo di false accuse soffrono di disturbi deliranti/paranoidi, per i quali non esiste oggi una cura: anche qui uno psicoterapeuta per operare deve assecondare le loro fissazioni per cercare di sviarle verso altri contenuti meno pericolosi. Il problema del negazionismo dell’alienazione genitoriale è che è spesso alimentato da questa categoria di disturbati.

    • “tante donne autrici di questo tipo di false accuse”: quali donne? A quale casistica fa riferimento? Chi sta citando? Sono sue convinzioni personali, lo ha letto da qualche parte, lo ha letto sui libri scritti da Gardner… Che le piaccia o meno, gli studi in merito, studi che esaminano una grande quantità di casi (sull’ordine delle migliaia), giungono alla conclusione che il fenomeno dei falsi abusi è irrilevante di fronte alla mole di casi in cui l’abuso è confermato dalle indagini.
      Ho riportato i dati e la bibliografia qui https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/01/05/sui-falsi-abusi/ e anche qui https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/10/17/dicono-della-pas-iii/ Lei scrive, ma non è chiaro sulla base di cosa. Che genere di ricerche ha condotto? Dove si è documentato? Le dispiacerebbe condividere le sue fonti con noi?
      Poi, se ha tempo, potrebbe anche seguire questo link: http://www.bwjp.org/custody_evaluators_own_beliefs_about_domestic_abuse_closely_related_to_custody_outcomes.aspx che la condurrà all’articolo e alla bibliografia che spiega perché gli esperti non solo non riescono a riconoscere la violenza domestica (né, spesso, gli abusi sui bambini, fra i quali vi è la violenza assistita), ma purtroppo arrivano a commettere l’errore di suggerire l’affido del minore al genitore abusante, sulla base di un mero pregiudizio: il falso abuso.
      Le conseguenze sono terribili, ne ho parlato qui: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/02/22/errori-che-costano-la-vita/

      • Max ha detto:

        Suvvia, BWJP è un sito femminista americano… vado a leggere la prima referenza apparentemente esterna e dicono di aver chiesto ad alcuni esperti la loro opinione sulla percentuale di false accuse (26-31%), prima di scrivere di “norme del patriarcato” (per fortuna esistono queste parola chiave da cui si identifica la spazzatura femminista).

        Il fenomeno delle false accuse è troppo grosso per essere negato, ed in Italia viene quantificato (in sede di separazione) attorno all’80-90%. Una frazione significativa di queste false accuse provengono da poche associazioni ed avvocati.
        Certamente possono anche esistere casi di accuse vere erroneamente giudicate false, ma se la magistratura rinunciasse ad appurare la verità avvallando nel dubbio ogni calunnia, avremmo ancora più bambini devastati da calunniatrici alienanti (con conseguenze alterttanto terribili). Mica vogliamo che l’unica forma di protezione per i bambini diventi l’omicidio delle calunniatrici?

      • Sotto l’articolo sono citati gli studi cui fa riferimento.
        Daniel G. Saunders, et al., Custody Evaluators’ Beliefs About Domestic Abuse in Relation to Custody Outcomes, National Institute of Justice (2011). Available at: https://www.ncjrs.gov/pdffiles1/nij/grants/238891.pdf.

        Jennifer Hardesty, et al., The Effect of Domestic Violence Allegations on Custody Evaluators’ Recommendations (2011).

        Michael S. Davis, et al., Custody Evaluations When There are Allegations of Domestic Violence (2011). Available at: http://www.ncjrs.gov/pdffiles1/nij/grants/234465.pdf.

        Se segue sempre il link scopre che sono studi commissionati dal Dipartimento di Giustizia americano.

        Lei invece chiacchiera, ma non cita una fonte una di quelle che spaccia come verità universalmente accettate. Se non cita le fonti le sua parole rimangono personali opinioni. Lei è libero di avere tutte le opinioni che vuole, ma non c’è nulla che ci dica che sono vere.

  5. Max ha detto:

    Sulla seconda frase non so da dove venga. Chissà quale è il significato nel contesto completo. In altri testi Gardner tratta come curare bambini divenuti ipersessualizzati dopo aver subito abusi.

    • Chissà qual è il significato? Le sembra ambiguo? A me sembra piuttosto chiaro. “I bambini sono naturalmente sessuali e possono avviare incontri sessuali “seducendo” l’adulto.” Non ci sono ambiguità di sorta, né riferimenti al bambino abusato. Secondo Gardner il bambino è naturalmente sessualizzato. E questo sappiamo che non è vero: i bambini non seducono l’adulto. Non c’è contesto che possa giustificare una affermazione del genere.

      • Max ha detto:

        Anche le altre frasi sembravano chiare… fino a quando controllando il testo originale si scopre che significavano tutt’altro.

      • Sembra a lei che dicano tutt’altro, sulla base dell’affermazione “è il modo di parlare ai matti”. Aumentare l’autostima del pedofilo per sedarne le tendenze non implica affatto il giustificare la tendenza pedofila: http://www.psychomedia.it/pm/human/crimin/diagnosi.htm “i pazienti hanno l’opportunità di capire le loro dinamiche e gli eventi che hanno fatto sì che la parafilia si sviluppasse. I pedofili diventano coscienti degli eventi quotidiani che li hanno indotti ad agire sui loro impulsi (per esempio dopo un rifiuto reale o fantasticato). La psicoterapia, inoltre permette a questi pazienti di recuperare l’autostima, di migliorare le capacità interpersonali e trovare metodi di gratificazione sessuale accettabili.” Non mi sembra si parli di rendere accettabile la pedofilia, soprattuto considerato che l’obiettivo è che i pazienti abbandonino le loro tendenze pedofile. Ora, non sono uno psichiatra, ma c’è una grossa differenza, mi sembra. Lei è psichiatra?

    • Lilli ha detto:

      “Mica vogliamo che l’unica forma di protezione per i bambini diventi l’omicidio delle calunniatrici?” suona un tantino sinistro…

      • Max ha detto:

        sì, ma è la conseguenza paradossale dell’altrettanto sinistra idea che basti coinvolgere un bambino in una calunnia per ottenerne il possesso

  6. Andrea Mazzeo ha detto:

    Adesso si è messo il nick Max, può essere chiunque dei ben noti filo-pedofili e istigatori alla violenza di genere. Max = massimo; è il concetto che costui ha di sé, ovvero narcisista patologico. Ammesso che sia un medico (se ne conoscono alcuni che sguazzano nel fango gardneriano) non è certamente uno psichiatra. Tre anni fa dicevano le stesse cose che dicono adesso; sono incapaci di far evolvere il loro pensiero. Noiosi. Non c’è da meravigliarsi che le loro ex-mogli li abbiano piantati e i loro figli non vogliano saperne di loro.

  7. Ratko ha detto:

    Sembra non essere il solo rischio. La PAS porta gente a finire in case famiglia. Non tutte rispondono ai requisiti:
    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/cronaca/2013/2-maggio-2013/abusi-riti-satanicidue-educatori-sotto-inchiesta-212936687457.shtml

    • pinzalberto ha detto:

      Appunto! Tralasciando tutte le basi scientifiche sull’argomento, come fa un padre a permettere che i propri figli finiscano in mano ai servizi sociali? A questo punto, chi è l’alienato?

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