Lei mente

Dal dizionario Treccani:

PRECONCETTO: (propriamente: concepito prima) Si dice soprattutto di idee e giudizi formulati in modo irrazionale, sulla base di prevenzioni, di convinzioni ideologiche, di sentimenti istintivi, spesso per partito preso e senza esperienza personale .”

PREGIUDIZIO: Idea, opinione concepita sulla base di convinzioni personali e prevenzioni generali, senza una conoscenza diretta dei fatti, delle persone, delle cose, tale da condizionare fortemente la valutazione, e da indurre quindi in errore (è sinon., in questo sign., di preconcetto)

CONVINZIONE: L’essere convinto; ferma certezza morale o intellettuale, spec. in quanto acquisita superando dubbî e ragioni contrastanti (avere piena, profonda, incrollabile, radicata c.; rimanere saldo nella propria c.; parlare con convinzione) oppure la cosa stessa della quale si è convinti, convincimento, idea (c. politiche, religiose).

bugiarda

Il Malleus Maleficarum (1489) spiegava ai cacciatori di streghe che la donna “è un animale imperfetto, che inganna per natura“, “istintivamente bugiarda”, “bella a guardarsi, contaminante a toccarsi e mortale a possedersi”.

Naturalmente, non vi è alcuna evidenza scientifica di questa natura menzognera del genere femminile; concorderete con me che l’imbattersi in una, due, cento donne bugiarde non può in alcun modo essere considerato una prova del fatto che tutte le donne sono bugiarde perché sono donne. Eppure, trascorsi più di 500 anni dalla pubblicazione del Malleus,  questo preconcetto sulla donna che inganna per natura  non accenna a perdere popolarità.

Se a quei tempi la donna mentiva principalmente quanto negava di essere al servizio di Satana, le donne di oggi sembrerebbero dilettarsi nella pratica delle false accuse e dei falsi abusi:

falsiabusi13

Come abbiamo visto per il caso di Montalto, nonostante le confessioni, le prove e le condanne, spesso per la comunità la donna che accusa un uomo sta mentendo: gli stupri, gli abusi, sono molto probabilmente falsi. Il web pullula di pagine che sostengono questa tesi, nonostante le ricerche sui dati in merito sconfessino questa convinzione.

Troviamo scritto sui giornali che:

falsiabusi1

le madri (solo i genitori di sesso femminile) procucono spessissimo false accuse in caso di divorzio. Perché?

Perché sono donne e la donna è malvagia e bugiarda per natura.

Poco importa se gli studi sull’argomento riportano dati in contrasto con questa tesi: in una pubblicazione canadesi (Trocmé, N. e Bala, N. – 2005 – False allegations of abuse and neglect when parents separate) che prende in esame ben 7.672 casi di maltrattamenti su bambini segnalati ai servizi sociali, troviamo che solo il 4% di questi casi era costituito da false denunce. In presenza di conflitti perl’affido dei figli dopo la separazione, questa proporzione era più elevata, 12%; l’oggetto principale delle false denunce era tuttavia la trascuratezza (neglect) e non l’abuso sessuale. Inoltre, le false denunce erano formulate più spesso dai genitori non affidatari, di solito i padri (15%), che dal genitore affidatario, di solito la madre (2%). Su 7.672 casi di maltrattamento, c’erano solo 2 false denunce contro un padre non affidatario.

Esistono ricerche italiane su questo argomento? No.

Eppure la gente continua a descrivere la situazione così:

falsiabusi4

A quali dati fa riferimento questo documento? Come fa ad affermare con tanta sicumera che le accuse sono false?

Alcuni recenti studi ci danno la risposta: sono le convinzioni di chi parla (belief) che  prendono il sopravvento e che influenzano pesantemente l’interpretazione dei fatti.

In uno di questi studi (Michael S. Davis, et al., Custody Evaluations When There are Allegations of Domestic Violence – 2011) troviamo questo dato sconvolgente (pag.12): in 21% of cases, where the case file contained documented evidence of the father’s abuse of the mother, however, the evaluator did not conclude that the father abused the mother. Nel 21% dei casi in cui la violenza è documentata da prove, chi è chiamato a esprimere un parere tecnico (the evaluator corrisponde al nostro consulente tecnico, in questi casi, quindi, lo psicologo forense) non giunge comunque a concludere che il padre ha abusato della madre.

Come è possibile che un esperto di fronte, ad esempio, a dei referti medici, alle testimonianze di amici e familiari, finisca col concludere che l’abuso non c’è stato?

Custody evaluators’ beliefs are more strongly associated with custody outcomes than what is actually going on in the real life of the family. Family court practitioners hold a lot of beliefs about domestic violence.  Some of the most common beliefs have to do with false allegation.

Sulle conclusioni degli psicologi forensi chiamati ad esprimere un parere in caso di dispute sull’affido del minore hanno molta più influenza le convinzioni personali che la vita reale della famiglia che dovrebbero esaminare. Chi lavora nei Tribunali dei minori ha un sacco di idee preconcette sulla violenza domestica. Alcune di queste idee riguardano le false accuse.

Traduco “idee preconcette”, ovvero pregiudizi, perché essere convinti di qualcosa a dispetto dei fatti, che cos’è se non un pregiudizio?

Arriviamo così al caso di Salerno, ai due bambini trascinati via a causa dell’ennesima perizia che parla di Pas, la Sindrome da Alienazione Genitoriale, e ci troviamo a leggere articoli imbarazzanti come questo:

adiantum_falseaccuse2

Si parla con estrema leggerezza di tipiche accuse di abusi sessuali sui bambini a carico del padre: tipiche, ovvero false, secondo chi scrive. Tanto che il grave reato da condannare è l’impedimento doloso della cura filiale messo in atto dalla madre. Non si prende neanche in considerazione l’idea che la madre possa dire la verità: sono sicuramente false accuse strumentali, non importa cosa i bambini abbiano raccontato allo psicologo. Le madri manipolano i bambini, perché sono malvage.

Perché la donna è bugiarda per natura.

Un particolare curioso, però, sui falsi abusi.

A sostenere che, in Italia, nel 90% dei casi le accuse di abuso su minore sono false, c’è il Centro Documentazione Falsi Abusi:

falsiabusi6

Del quale però sappiamo che:

falsiabusi7

Nel 2009 la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva due condanne per molestie sessuali su bambini che frequentavano un asilo a La Loggia. Per Valerio Apolloni, all’epoca dei fatti presidente dell’ente di gestione della struttura, e Vanda Ballario, direttrice, la pena e’ di due anni e dieci mesi di reclusione. La vicenda risale al 2001.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in affido e alienazione genitoriale, attualità, giustizia, notizie, politica, società e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

37 risposte a Lei mente

  1. Paolo1984 ha detto:

    una donna può mentire tanto quanto un uomo. Credo che le “false accuse” siano casi minoritari

  2. Max ha detto:

    Per la verità il dato sulla falsità del 90% delle accuse proviene dall’Università di Milano e non dal Centro Documentazione Falsi Abusi. Che ha denunciato un problema reale. Non conosco il caso di V. Apolloni, ma se era davvero colpevole cosa ci voleva ad ottenere prove oggettive mettendo telecamere e facendo un blitz? Così è stato fermato uno dei negazionisti della PAS, il pedofilo Jorge Corsi. Questa è la differenza fra la vera anti-pedofilia (quella che fa vere indagini e ferma veri pedofili) e le associazioni mascherate da associazioni a tutela dell’infanzia, che però guarda caso cercano di negare che l’alienazione genitoriale è un abuso sull’infanzia. Che piaccia o meno esiste una nuova forma di pedo-criminalità grave quanto la pedofilia: abusologi che si arricchiscono aiutando madri separate a costruire accuse false, e quindi prive di elementi oggettivi.

    • Le dispiace citare lo studio cui fa riferimento? Se ci fa caso, se cito dei dati, riporto sempre la bibliografia e, quando è possibile un link al documento originale. Questa è la differenza fra fare informazione corretta e chiacchierare.

  3. L’articolo che ho citato a proposito del caso di Salerno dà per scontato che le accuse di pedofilia siano false accuse. Sulla base di cosa? Le indagini sono in corso. Presumere che ci troviamo di fronte ad un caso di falsi abusi senza alcuna evidenza è un pregiudizio o non lo è? Perché di questo si sta parlando, di idee preconcette.

  4. Max ha detto:

    Sul caso (che neanche sapevo essere di Salerno) ho solo scritto un’ovvietà: che in assenza di elementi oggettivi nessuno può sapere se la verità vera coincide con quella giudiziaria.
    Riguardo al dato: appare su vari quotidiani, vedrò di rintracciare la fonte originale.

  5. Max ha detto:

    Risultati e dettagli di quello studio sono richiamati da uno degli autori su
    Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (2010) 77: 127- 137
    Disturbi psicopatologici e fattori di stress in procedimenti penali relativi all’abuso sessuale
    che è gratuitamente on-line qui:
    http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm02/documenti_acquisiti/957%20ANFI%205.pdf

  6. Max ha detto:

    La differenza è che l’articolo canadese non c’entra niente appunto perché per fare tanti casi mette assieme di tutto, trovando un 47% di accuse vere nel 1998 in Canada. Il recente articolo italiano si riferisce a qualcosa di specifico: accuse di abusi nel corso di separazioni conflittuali. Se lei è esperta di statistica, saprà che l’incertezza statistica è 1/(radice del numero di eventi). Cioè significa che lo studio italiano ha un campione abbastanza ampio per trarre le conclusioni: la percentuale di false accuse (di abuso, in Italia, attorno al 2007, in separazioni conflittuali) è 92% ± 4%. Che sia 88% o 96% cambia poco: il fenomeno mostruoso e criminale esiste.

    • Lilli ha detto:

      Sta dicendo che effettuare uno studio su 7.000 (SETTEMILA) casi e farlo su 70 (settanta) è la stessa cosa? Ma per piacere… Quando l’ISTAT ha dichiarato che le donne separate sono quelle più in difficoltà alcune associazioni per i padri separati hanno detto che il campione esaminato era troppo piccolo… Adesso invece, per lei, una cifra così bassa come 70 casi sarebbe sufficiente… Mettetevi d’accordo, allora, su 🙂

    • Non so cosa le abbia dato l’impressione che io non so leggere.

      Lo studio italiano si intitola: “Disturbi psicopatologici e fattori di stress in procedimenti penali relativi all’abuso sessuale”, non tratta solo casi di abuso intrafamiliare prodotto in sede di divorzio conflittuale, ma anche casi di abuso extrafamiliare (cioè abusi commessi da persone che non fanno parte del nucleo familiare!!!) e l’obiettivo dichiarato è sollecitare buone pratiche per limitare gli effetti stressanti di un procedimento giudiziario penale. Non si occupa specificatamente di separazioni conflittuali, come sostiene lei. Ma lo ha letto o si inventa le cose sul momento!?!

      Ciò che è veramente mostruosa è la sua convinzione di poter gabbare delle persone con le sue palesi sciocchezze. Abbiamo il documento sotto mano, lo ha linkato lei! Ma le sembra possibile che la gente prenda per buono ciò che scrive lei senza andarsi a leggere il documento originale?

      Lo studio canadese si intitola “false accuse di abuso o negligenza quando i genitori si separano”, quindi è molto più specifico.

      Ma lei fa sul serio o è uno di quelli che vengono definiti in internet TROLL?

  7. Max ha detto:

    Ricciocorno: cito da a pagina 129: “sono stati presi in esame 53 casi di separazioni conflittuali, all’interno dei quali è stata effettuata una denuncia di abuso sessuale… il denunciato è stato in 48 casi il padre”.

    Lilli: delle 7000 denunce canadesi, solo circa 70 sono relative ad abusi in separazioni conflittuali. La maggioranza sono situazioni diverse, come vicini di casa che denunciano genitori che picchiano i figli. Bisogna leggere le tabelle ed il testo, non solo il titolo.

  8. Max ha detto:

    tuttavia le persone affette da disturbi deliranti leggono ma ignorano quanto contraddice le loro convinzioni erronee. Lo spostamento della principale area di preoccupazione del paziente dal locus delirante a un’area più costruttiva e gratificante è un obiettivo difficile, ma ragionevole, del trattamento a lungo termine.

  9. Lo studio italiano, “disturbi patologici e fattori di stress in procedimenti penali relativi all’abuso sessuale” prende in esame 70 casi, dei quali 35 si sono conclusi con la condanna dell’abusante e 35 con l’assoluzione o l’archiviazione del caso. Lo scopo è mettere a confronto le due situazioni: un procedimento che si è concluso con un accertamento dell’abuso con un procedimento che invece ha accertato che non c’è stato abuso abuso, questo per misurare lo stress provocato dai procedimenti giudiziari sul minore. Lo scopo dello studio non è indagare l’incidenza statistica dei falsi abusi, bensì le conseguenze di un procedimento giudiziario intentato per abusi sul minore. La conclusione? “Non sono emerse differenze significartive fra i due gruppi… I dati dimostrano che i procedimenti penali sono in gradi di incrementare i fattori di stress dovuti al rapporto con il sistema giudiziario e con i servizi sociosanitari in entrambi i gruppi”.
    Ok, un processo è stressante, bravi. Interessante ricerca.
    Tra l’altro: a pag. 131 leggo: “14 casi dei 70 trattati presentavano, prima della denuncia, situazioni di separazione conflittuale, 9 dei quali riguardano il gruppo non-CSA (casi che si sono conclusi con assoluzione o archiviazione), mentre a pag.130 leggo: “dei 35 casi non-CSA 20 erano collegati a procedimenti di separazione giudiziale tra i genitori.” Erano 20 o 9? Non è chiaro… ma ovvio: non è l’oggetto della ricerca.

  10. Max ha detto:

    Forse non ci capiamo: lo studio disponibile on-line “disturbi patologici e fattori di stress in procedimenti penali relativi all’abuso sessuale”, oltre a fare quanto descritto nel titolo, riassume i risultati dell’altro studio “Vere e False denunce di abuso sessuale: studio di una casistica in separazioni conflittuali”, non disponibile on-line.

    • Lo studio di cui parla lei è solo citato, non riassunto. Non sappiamo nulla della metodologia con cui è stato condotto, non possiamo saperne niente. Non compare in nessun motore di ricerca di letteratura scientifica e prende in esame solo 53 casi. Dovrei fidarmi di quello che mi racconta lei? Dovrei considerare 53 casi un campione più significativo di 7.000? Sulla base di cosa? Si documenti meglio, ci proponga qualcosa di davvero interessante…

  11. Max ha detto:

    Sì, sulla base di quanto scritto sopra. Mai sentita la storiella della lunghezza del naso dell’Imperatore della Cina?

    • Ecco, raccontiamoci delle storielle: lei la sa quella dei due palloncini che escono per una passeggiata?

      • Max ha detto:

        purtroppo no… Quella sul naso è stata inventata da un premio Nobel per spiegare il concetto di errore sistematico ed errore statistico

      • Ci aspettavamo almeno la storiella… Qualcosa di sensato, per concludere. Ce la racconta o no?

      • Max ha detto:

        Nobody was permitted to see the Emperor of China, and the question was, What is the length of the Emperor of China’s nose? To find out, you go all over the country asking people what they think the length of the Emperor of China’s nose is, and you average it. And that would be very “accurate” because you averaged so many people. But it’s no way to find anything out; when you have a very wide range of people who contribute without looking carefully at it, you don’t improve your knowledge of the situation by averaging.

      • Caro signor Max: posso essere d’accordo con lei sulla fallibilità del metodo induttivo nella scienza. Ho citato Popper in questo blog tanto tempo fa… https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/11/21/scienzaepseudoscienza/
        “l’induzione ripetitiva (o induzione per enumerazione)… consiste di osservazioni spesso ripetute, osservazioni che dovrebbero fondare qualche generalizzazione della teoria. La mancanza di validità di questo genere di ragionamento è ovvia: nessun numero di osservazioni di cigni bianchi riesce a stabilire che tutti i cigni sono bianchi (o che la probabilità di trovare un cigno che non sia bianco è piccola).” (da Scienza e Filosofia)
        Ma se assumiamo questa prospettiva, anche tutti i suoi discorsi e suoi saggi perdono qualsiasi valore: i suoi 70 casi o i 53, non dimostrano niente come non lo dimostrano 7.000: non esiste nessuna teoria che ci spieghi “i falsi abusi”, né tanto meno la natura menzognera del genere femminile. Il fatto di assolvere una persona o 9 o 20 dalle accuse di abuso su minore non permette alcun tipo di previsione sui casi che verranno. Chi presuppone di trovarsi di fronte ad un “falso abuso” quando riceve una denuncia da parte di una madre è solo vittima di un pregiudizio.
        Si rende conto che ha appena fatto una terribile figuraccia, confutando da solo le sue stesse argomentazioni?
        Il senso di questo post – che lei evidentemente non ha compreso – era proprio questo: non c’è fondamento alla teoria dei “falsi abusi” e tutti i blog e gli articoli che ne chiacchierano diffondono il pregiudizio della “donna bugiarda”. Questo pregiudizio va a minare le capacità di analisi chi si deve confrontare con situazioni di abuso su minore. Si faccia un favore: ci rifletta su.

  12. Ratko Rusic ha detto:

    Ricciocorno, non so se possa essere di aiuto nella vs. discussione. Leggendo mi è venuto in mente di questa roba che avevo trovato tempo fa.
    http://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/universita-di-modena-il-92-delle-accuse-di-abuso-in-corso-di-separazione-sono-infondate/
    Non mi pronuncio, visto che ci sono siti a senso unico che sostengono la scientificità della PAS perché alcuni ne parlano e dicono di crederci. Anzi non mi pronuncio perché vedo che nonostante il discredito sulla PAS e l’esclusione dal DSM-5 vedo che c’è chi continua a difendere questa barzelletta sempre con le stesse argomentazioni. Ha dell’incredibile. Voglio dire, va bene sostenere una parte finché i comitati scientifici non si sono pronunciati, ma poi basta. E invece no, avanti con questa pagliacciata. Per alcuni è proprio questione di vita o di morte.
    Per fortuna in ambito scientifico non funziona così per accreditare una teoria.

  13. Ratko Rusic ha detto:

    Sono d’accordissimo. Conosco benissimo quel sito e collegati e so come si comportano.
    Penso solo che il lettore Max si riferisse a questo “studio”. Non credo esista altro. Non si tratta di Milano ma di Modena, il numero è quello che ricordavo.
    Avevo anche postato un commento nel sito dove avevo trovato “questa roba” ma naturalmente era stato cassato. Del resto una serie di siti pro-PAS negano il problema della violenza di genere in maniera addirittura delirante quando non istigano essi stessi alla violenza. Eppure vedo che nessuno interviene.

  14. Ratko Rusic ha detto:

    Grazie per avere creato questo blog. Non molli!

  15. Alex19 ha detto:

    Sai una cosa Ricciocorno? A me farebbe piacere sapere che davvero nessun bambino è mai stato sessualmente abusato. Così come mi piacerebbe pensare che non esiste la violenza sulle donne e che i casi di cronaca sono solo pochi e sparuti. Mi piacerebbe pensare che non esistono lo stupro e le molestie, ancora meno lo stupro di gruppo. Forse in fondo è questo quello che i negazionisti a tutti i costi mirano. Manipolare la realtà, far finta che tutto sia migliore di quello che accade davvero. Non riesco altrimenti a darmi altre spiegazioni del pregiudizio, ad esempio, dei periti: meglio credere di vivere in un mondo dove le accuse sono false e strumentali, o in uno in cui un genitore può violentare per anni un bambino nel silenzio complice di tutti? Cerco di spiegarmi così anche i comportamenti di quelli che vanno in piazza con i festoni a difendere il prete pedofilo, che scendono in paese ad urlare e a difendere degli stupratori di gruppo, di quelli che non credono mai alle parole dei bambini e delle donne maltrattate…”ma si, infondo cosa vuoi che sia, dici che papà ti picchia, ma ti avrà dato uno schiaffetto…e poi, chissà tu che hai fatto….” insomma, mi chiedo se questo tipo di pregiudizio non sia figlio di una cultura che deve dare un certo tipo di struttura alla realtà e tutto ciò che la minaccia va negato o minimizzato, O va trovato un colpevole. Aprire gli occhi è sempre più difficile che tenerli chiusi.

    • https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/12/28/la-colpevolizzazione-della-vittima-2/
      Qui ho parlato della teoria del “mondo giusto”: le persone, al fine di costruire artificialmente una visione ideale e rassicurante di vita, tendono a considerare che nel mondo gli esseri umani ricevano quello che si meritano, nel bene e nel male. La conseguenza di questo atteggiamento è che le vittima in fondo si merita, almeno in parte, ciò che di triste le sta accadendo. “la vista di una persona che soffre, senza che vi sia alcuna possibilità di riscatto o compensazione, provoca nelle persone la tendenza a svalutare la vittima, allo scopo di creare una relazione più appropriata fra il suo carattere e il suo destino”, scriveva nel 1980 lo psicologo Melvin Lerner.
      Un altro modo per continuare a credere in un “mondo giusto” è quello di sostenere che le ingiustizie non esistono: gli abusi? Sono inventati. Gli stupri? Anche. Donne e bambini sono al sicuro in famiglia e chi dice il contrario è un bugiardo.
      La gente che sostiene questo genere di cose potrebbe farlo per rassicurare se stessa, per non essere sopraffatta dalla paura…

      • Lilli ha detto:

        E poi, tra quelli che raccontano che pedofilia e violenza sulle donne sono invenzioni, oltre alla gente in buona fede che non vuole accettare un mondo così brutto, c’è una certa percentuale di persone che dice che i genitori pedofili non esistono e che gli stupri allo stesso modo non sono veri perché sono persone pedofile e violente: raccontano questa bugia per difendere se stessi.

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