Ancora sulle Iene: la ragazza con la pistola

Monica-Vitti-La-ragazza-con-la-pistola_o_gdoImmagino tutti conosciate Assunta Patanè, la ragazza con la pistola: il film, del 1968, arriva nelle sale qualche anno dopo la vicenda di Franca Viola, la giovane che rifiutando le nozze riparatrici, contribuì a quella rivoluzione culturale che portò, nel 1981, all’abolizione del famigerato articolo 544 del codice penale;  l’articolo 544 prevedeva che, per i delitti di violenza carnale, il matrimonio (che l’autore del reato avesse contratto con la persona offesa) avrebbe estinto il reato, anche per gli eventuali complici, e, se vi fosse stata condanna, ne sarebbero cessati l’esecuzione e gli effetti penali.

Sono passati trent’anni, ma siamo ancora fermi lì, all’idea che una donna, una volta consumato un atto sessuale (non ha importanza se di sua spontanea volontà o no), diventi etichettabile come “di facili costumi” a meno che non prenda provvedimenti: il matrimonio o la vendetta.

E’ tutto qui, il movente che ci ha proposto il servizio delle Iene per scagionare i due giovani intervistati: come negli anni ’60, ancora oggi una ragazza, dopo essersi abbandonata al piacere, non trova altra soluzione, per non essere chiamata svergognata, che architettare un perverso piano contro due poveri innocenti (perché è chiaro, l’uomo è libero di avere tutti i rapporti sessuali che vuole, quando vuole e con chi vuole).

Monica Vitti, nel film, si armava di pistola, mentre secondo i sostenitori del falso abuso la ragazza si sarebbe procurata da sola ecchimosi e ferite per confezionare una bella denuncia di violenza carnale.

Peccato che un simile piano di vendetta si riveli, alla luce dei commenti, un perfetto fallimento, visto che la ragazza è comunque etichettata come troia, a dispetto della condanna del Tribunale.

Sono andata a leggere i commenti sotto il servizio delle Iene postato su facebook, ve ne cito alcuni, scritti da donne:

secondo me lei non sa dove nascondersi perchè l’ha fatto con due sconosciuti e x non passare da ”ragazza sportiva”’ gli  (nota: li, pronome) ha denunciati! Ora ha rovinato questi 2 ragazzi, non hanno un lavoro, si devono fare 5 anni di carcere e in più sborsare tutti cuei (nota: si scrive quei) soldi

questa ragazza prima si è divertita e poi se ne pentita

ma ci rendiamo conto che stà (nota: questa, o eventualmente, ‘sta) simpaticona ha fatto la porca, poi s’è accorta che l’avrebbebo etichettata come tale, si è pentita e a farne le spese son stati stì (nota: questi, o eventualmente ‘sti) due poveretti?

Oltre al movente dei soldi (li vedrà? E quando? Ci sono ancora due gradi di giudizio e tenendo conto dei tempi della giustizia italiana, sarebbe stato più remunerativo seppellire ed innaffiare una moneta come Pinocchio, piuttosto che pagare un legale per anni e sostenere il processo) ecco che compare quel concetto di onore che credevamo di aver archiviato insieme a Monica Vitti, che nel finale del film, dopo una sana scopata, abbandonava sia la pistola che Vincenzo Macaluso e iniziava una vita da donna finalmente libera dallo stigma di svergognata.

Tralasciando il fatto che presentare una denuncia per violenza carnale è tutt’altro che una passeggiata e che le forze dell’ordine, spesso e volentieri, dimostrano di essere poco inclini ad accogliere le istanze del genere femminile, come racconta chi ci è passato di persona – e potete leggerlo qui

Una storia troppo normale

La banalità della violenza

che ancora oggi si parli si parli di ragazze ansiose di eliminare (metaforicamente) i loro partner sessuali per riconquistare così lo status di brave ragazze, è veramente avvilente.

Ragazze, per favore, scioglietevi la treccia, gettate la pistola e smettiamola di etichettarci a vicenda come sportive, porche o svergognate: il sesso consensuale non è una cosa della quale vergognarsi o pentirsi; vi chiedo di piantarla con queste ridicole storie di vendette, di abbandonare il bianco e nero e di entrare una volta per tutte in una gioiosa vita a colori, in cui il sesso è permesso a tutti, maschi e femmine.

00241f3c_mediumSe c’è riuscita Assunta Patanè, dovete riuscirci anche voi.

Vorrei aggiungere un ulteriore considerazione. Fra i commenti ho trovato questo:

… se hanno chiamato le Iene, e hanno una versione, già questo vuol dire essere innocenti, perché chi ha fatto davvero stupro non andrebbe a chiamare Le Iene ed inventarsi una versione punto per punto e dire cazzate, quindi già per questo sono innocenti.

Essere ospiti alle Iene viene considerata dal pubblico come una garanzia di innocenza: se hanno raccontato una storia in televisione, quella storia deve essere vera.

Mi chiedo se questo principio valga anche per programmi come “Mistero” o “Voyager”…

Rinnovo pertanto l’invito a scrivere a chi di dovere.

Questa non è informazione, è violenza. Direttore rispondi!

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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11 risposte a Ancora sulle Iene: la ragazza con la pistola

  1. Paolo1984 ha detto:

    il punto per me è molto semplice: chi, tra la ragazza e gli imputati, ha mentito o no e perchè non spettava alle Iene stabilirlo perciò il servizio è vergognoso a prescindere da come si sono svolti i fatti

  2. Alcuni elementi di diritto penale: accusare qualcuno di calunnia configura il reato di diffamazione. Se non avete niente di più costruttivo da commentare, non sarete pubblicati.

  3. ilaria ha detto:

    Mi domando se “chi di dovere” è il direttore, o non piuttosto la magistratura, a questo punto. In tempi di Convenzione di Istanbul e di attenzione al ruolo dei media nel provocare inquinamento cognitivo, la irresponsabilità sociale di servizi come quello delle Iene andrebbe sanzionata come merita – in un paese civile quale noi, evidentemente, non siamo.

    • Massimo ha detto:

      Brutta cosa il voler censurare la voce di due poveri ragazzi innocenti, che hanno il coraggio di esporsi per denunciare la mala-giustizia che inseguendo il femminismo viola il loro diritto umano ad un equo processo

  4. Il rasoio di Occam ha detto:

    Riassumendo, un uomo che va in TV a proclamare la sua innocenza non può che essere innocente perché che altro motivo avrebbe?
    Mentre una donna che denuncia una violenza, si sarebbe picchiata da sola, sottoponendosi a umilianti esami ginecologici, interrogatori e relativo linciaggio mediatico perché è una troia, sennò che altro motivo avrebbe?

    Non fa una piega.

  5. Amanda ha detto:

    Questo succede a fare processi femministi, in cui il criminale può essere chi accusa senza prove oggettive e la vittima può essere l’accusato

  6. Vanessa ha detto:

    Ma se anche il processo non è stato equo, quei commenti sui costumi sessuali della ragazza sono totalmente inappropriati e inopportuni. “Ha fatto la porca”, ma come ti permetti?? A te non è mai capitato di lasciarti andare ai tuoi desideri e “fare la porca”? Ma soprattutto, voglio vedere se quella commentatrice avrebbe il coraggio di dirlo faccia a faccia al capro espiatorio…
    Che tristezza.

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