I mille volti dell’alienazione genitoriale – II parte

Image390Abbiamo visto che, dopo essere stata rigettata dall’ultima edizione del DSM, la Pas o sindrome da alienazione genitoriale (o alienazione parentale o disturbo relazionale o Tu-sai-chi…) ha deciso di presentarsi come inquietante spirito che aleggia fra i capitoli del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, in grado di rivelarsi agli iniziati probabilmente esponendo le pagine alla luce della luna piena quando Giove è in trigono a Urano… o Nettuno… Insomma, andate per tentativi.

Dopo essersi proposta come l’unica malattia diagnosticabile esclusivamente da un Magistrato, ecco che di nuovo muta forma e si ripropone a noi nientepopodimeno che come reato penale:

la conoscenza_612cpVi riporto il testo dell’articolo 612-bis del codice penale, affinché possiate rendervi conto quanto sia difficile, se non si è edotti nell’arte della Pas, riuscire a trovarla in ogni manuale medico o giurico, babbano o magico.

Atti persecutori.

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

Insomma, si parla di stalking. Tutti sappiamo lo stalking cos’è, ma facciamo un esempio:

I primi mesi del 2013 sono diventati un vero incubo per l’ex compagna (26 anni) di un 31enne tunisino. L’uomo l’ha perseguitata con telefonate, pedinamenti, appostamenti, sfociati anche in plateali litigi.  L’ex convivente, per nulla rassegnato alla fine della relazione, ha continuato a pressare la donna, arrivando a chiamarla al cellulare fino a 40 volte in un giorno, tempestandola anche di sms.

Una situazione insostenibile, al punto che la 26enne è stata costretta a cambiare le sue abitudini di vita e a sporgere  quindi denuncia ai carabinieri di Parma. I militari hanno subito intrapreso le indagini, che sono culminate con l’arresto del tunisino, con l’esecuzione di un’ordinanza cautelare in carcere. L’accusa è di atti persecutori. Lo stalker è ora nel carcere di via Burla.

Forse è perché Giove non è in trigono con Nettuno o perché la luna non è sorta ancora (d’altra parte il cielo è coperto) ma io il nesso con la Pas proprio non lo trovo.

Forse è per cercarlo che l’Ami, l’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, ha indetto un seminario sulla Pas a Montecatini per la fine del mese… Me li immagino con bacchette magiche e ampolle per le pozioni, mentre evocano la Pas perché si riveli nel Codice Penale. E magari anche in quello Civile… Melius abundare quam deficere.

La questione ormai è più che grottesca. Sto aspettando di scoprire di essere un personaggio di Philip K. Dick imprigionato in una qualche realtà parallela.

Lascio giudicare a voi. Date un’occhiata a quante metamorfosi ha subito la Pas solo negli ultimi 3 mesi:

Lo spirito

La crisi di panico

Il fenomeno

La sindrome che non sta nella testa ma nell’esosistema

La malattia neurologica

E parliamo solo degli ultimi 3 mesi… Quali evoluzioni ci aspettano? Dove la troveremo?

Oggi è l’anniversario della nascita di Paperino: sta a vedere che anche Walt Disney aveva scoperto la Pas e che nessuno ha mai visto la mamma di Qui Quo e Qua perché era una alienatrice… In effetti neanche la mamma di Tip e Tap si è mai vista… Ora che ci penso non ci sono mamme, né a Paperopoli né a Topolinia!

E’ chiaro che Walt Disney c’entra qualcosa.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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8 risposte a I mille volti dell’alienazione genitoriale – II parte

  1. Lilli ha detto:

    Sei una persona fantastica e mi auguro che le tue riflessioni aprano la mente di tante persone ottuse.

  2. Romano ha detto:

    Lilli,
    Si capisce la tua bona fede. Però, perdonami, sei un po’ ingenua. Dietro la PAS e il suo impiego presentata in un modo o nell’altro ci sono principlamente interessi economici. Non è un dibattito scientifico, che si è già chiuso. Per esempio, vari gruppetti che si conoscono raccoglievano firme per l’inclusione nel DSM-V. Poiché i comitati scientifici non si pronunciano per referendum o votazione, l’inslusione non è avvenuta, ora attaccano il DSM.
    Ci sono medici italiani di parte sostenitori della PAS che hanno scritto che il DSM non è interessato all’inclusione di disturbi che non portano al consumo di farmaci, citando l’interferenza di cause farmaceutiche. Vorrei che questi che la sanno così lunga facessero nomi e cognomi di quelle case farmaceutiche e citassero le connessioni di cui sono a conoscenza. Poichè il loro è solo un blaterare, non faranno nessun nome. Non lo faranno perché sostengono il falso e perché diffamare una casa farmaceutica non è come parlare male di una persona. Quelli andrebbero fino in fondo per ottenere giustizia e i nostri depositari di verità sulla PAS si troverebbero un conto da pagare troppo salato anche per loro e per tutti i loro amici dei gruppetto messi insieme. Quindi si limitano a parlare al vento cpontro ignoti.

  3. Paolo Dadtux ha detto:

    Ma l’idea della PAS come reato non è affatto nuova. Cito per esteso un passo di un ebook contro l’uso della PAS: “Nel corso del dibattito che è seguito, da parte dei Magistrati e di alcuni Avvocati presenti al Convegno di Firenze, è stato fatto notare che al mondo giuridico, tutto sommato, queste diatribe scientifiche interessano relativamente poco visto che comunque in alcune separazioni si osservano tentativi di manipolazione dei figli da parte di un genitore contro l’altro. Osservazione ineccepibile ma, appunto, di natura giudiziaria; a questi fenomeni va data, a mio parere, una risposta giudiziaria aprendo un procedimento penale contro il genitore che cerca di manipolare i figli, con l’ipotesi di reato di maltrattamento psicologico del minore. Non ha senso dare una risposta medica (la CTU) a un problema che medico non è. Nel procedimento penale il genitore accusato può difendersi dall’accusa; nel corso della CTU, spacciando il maltrattamento per una malattia che possibilità di difesa ha il genitore accusato? Praticamente non gliene viene riconosciuta nessuna.” (pag 18, “Sindrome di alienazione genitoriale (P.A.S.): il grande imbroglio”)

      • Paolo Dadtux ha detto:

        Nessun nesso con lo stalking ovviamente.
        La mia era solo una considerazione sul fatto che considerare la PAS perseguibile ai sensi di una norma penale è un’idea che trova larga accoglienza, perfino da parte di chi sostiene che la PAS non esiste.

      • Ah, ecco, meno male…

        Il punto non è il nesso fra la Pas e il diritto, l’ho scritto tante volte.

        Se un soggetto non rispetta l’accordo preso con l’ex partner, questa fattispecie rientra nel 2° comma dell’art. 709 ter c.p.c. (articolo introdotto dalla legge 54/06, in tema di affido condiviso) che prevede che, per il caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento, si possono modificare i provvedimenti in vigore e il giudice può, anche congiuntamente: 1) ammonire il genitore inadempiente (un primo provvedimento simbolico) 4) condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di settantacinque euro a un massimo di cinquemila euro a favore della cassa delle ammende e infine 2) disporre il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore; 3) disporre il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori, nei confronti dell’altro.
        E’ già avvenuto, ci sono sentenze in tal senso!

        Io, personalmente, concordo con quanti ritengono che obbligare a suon di multe un genitore reticente a passare del tempo con la prole sia controproducente; l’anaffettività di questi “genitori forzati” finisce col danneggiare i bambini, più che favorirli…

        Quando poi un genitore richiede che l’altro genitore venga limitato nell’accedere al minore, vanno prese in seria considerazione le ragioni addotte. Bisogna tenere da conto che commettere un errore in questi casi mette a rischio la sicurezza dei bambini. Ma di questo ho già parlato…

    • Romano ha detto:

      Il fatto è che se la PAS, con riferimento preciso ad un disturbo diagnosticabile, non esiste, non ha più senso parlare di DSM e nemmeno di PAS. Invece si dovrebbe capire quali sono gli strumenti attendibili in mano al giudice per stabilire che vi sia manipolazione o come la si vuole chiamare.
      Faccio notare che il giudice normalmente si appoggia al CTU e che molti CTU ancora fino a ieri (forse ora sono più prudenti) facevano diagnosi di PAS con tantio di citazione di Gardner. Qualcosa non funziona e concordo con chi dice che il costrutto di Gardner serve a dire che vi è manipolazione o alienazione per chiudere il caso.

    • Michele ha detto:

      Un bravo CTU sa riconoscere le accuse infondate, un procedimento penale può essere lungo e non ci sono prove per difendersi da accuse infondate, bisognerebbe che il giudice le pretenda dal denunciante e si regoli di conseguenza. Ho scritto all’inizio “bravo CTU”, so che ne esistono, non so quanti rispetto a tutti i CTU.

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