Legalizzerei la prostituzione

Pochi giorni fa l’ex parlamentare Cosimo Mele ha annunciato: «Bisogna legalizzare la prostituzione, certo. Anche se in Italia è molto difficile perchè c’è il Papa».

Perché regolamentare la prostituzione? E’ presto detto: «Sono cattolico ma non sono un santo, mi piacciono le donne e non mi sembra che sia ancora un delitto».

Insomma il suo è il punto di vista del cliente.

Probabilmente è convinto che se nel 2007 lo sfruttamento della prostituzione fosse stato già depenalizzato, lui non sarebbe stato costretto a dimettersi dall’Udc e sarebbe ancora in Parlamento…

Ma non sono solo i clienti ad essere convinti che l’abolizione della legge Merlin potrebbe dei vantaggi; alcuni sono addirittura convinti che ci sarebbero dei vantaggi anche per le sex workers.

Eppure, a quanto si legge in giro, dove questo genere di regolamentazione esiste già, le condizioni in cui lavorano le sex workers non sono tanto migliori di quelle che troviamo in Italia. E c’è chi parla di un peggioramento della situazione nel tempo… Ad esempio in Germania.

fkk_neu

La Germania, il più grande “bordello” d’Europa

Frédéric Thérin

(articolo pubblicato da Le Point.fr – traduzione Maria Rossi) 

Aveva dunque ragione Marthe Richard? Sancita da un decreto del 13 aprile 1946, la chiusura delle case chiuse in Francia, che Michel Audiard aveva definito <<pleonastica>>, ha sempre suscitato polemiche. Nuovi elementi, che provengono dalla Germania, nutrono il dibattito che non ha mai cessato di contrapporre gli abolizionisti ai soggetti più liberali, che vogliono banalizzare e regolare l’attività per meglio tutelare le sex workers.

Questa strada è stata scelta dalla Germania nel 2001. Si pensava che il testo normativo che legalizzava “il più vecchio mestiere del mondo”, sostenuto dai socialdemocratici e dai Verdi, permettesse alle peripatetiche di svolgere legalmente il loro lavoro stigmatizzato e di fruire della pensione, dell’assistenza sociale e della sanità come qualsiasi altro salariato. Dodici anni dopo, è venuto il momento di tracciare un bilancio della legge. Esso non è molto incoraggiante. La legge non sembra aver avuto alcun impatto positivo, secondo gli esperti. Peggio ancora: la condizione delle prostitute si sarebbe deteriorata.

Un reportage diffuso dal canale della televisione pubblica ARD, intitolato Sex- Made in Germany dimostra che la legalizzazione della prostituzione ha provocato un’autentica industrializzazione  di questo particolare settore nel quale le donne sono trattate più che mai come “pezzi di carne” da clienti senza scrupoli. Questa inchiesta, che ha richiesto due anni di lavoro, conferma ciò che è sostenuto in un dossier molto lungo recentemente pubblicato dalla rivista Der Spiegel. Con quasi 3500 case chiuse, la Germania è diventata “il più grande bordello” d’Europa.

Il sindacato dei servizi Verdi stima che questo settore generi un profitto annuale di 14,5 miliardi di euro. Ogni giorno, circa un milione di persone fruiscono dei “servizi” di 200.000 prostitute attive in Germania. Più del 65% di queste “professioniste” sarebbe di origine straniera. L’arrivo di numerose Bulgare e Romene, dopo l’entrata dei loro Paesi nell’unione Europea nel 2007, ha provocato un crollo delle tariffe delle prostitute. Certi locali propongono “sesso a volontà” per tutta la notte a partire da 49 euro. In occasione della sua apertura nel 2009, il “Pussy Cat” nei pressi di Stoccarda prometteva nei messaggi pubblicitari “sesso con tutte le donne, per tutto il tempo che volete. Sesso, sesso anale, sesso orale senza preservativo, sesso a tre, orge, gang-bangs”. Questo annuncio e il prezzo “attraente” di 70 euro al giorno aveva attirato quasi 1700 clienti in un week-end. Quasi 700 persone avevano anche fatto la fila dinanzi al bordello prima di poter entrare.

Per fare affari, i gestori non difettano  di immaginazione.

Per distinguersi dai 500 “concorrenti” presenti a Berlino, la Maison d’envie (La casa dei desideri)  ha così proposto uno sconto per tutti i curiosi che si recavano nel locale con un mezzo di trasporto pubblico o in bicicletta. Ogni cliente che era in grado di esibire un biglietto valido del metro o un casco di protezione pagava soltanto 25 euro per trascorrere un quarto d’ora in questa casa chiusa, mentre gli automobilisti, inquinatori, dovevano sborsare 30 euro. A poca distanza, il FKK Artemis ha scelto di offrire tariffe speciali ai pensionati e ai tassisti.

Questi prezzi ribassati costringono le prostitute a seguire ritmi infernali che possono condurle a “soddisfare” 40 clienti al giorno. Alcuni trafficanti non esitano oggi ad andare a cercare ragazze molto giovani nell’Europa dell’Est per condurle in Germania e costringerle a vendere il proprio corpo. Molte non hanno neppure il diritto di uscire dal locale nel quale si prostituiscono e soltanto l’1% di loro ha stipulato un contratto di lavoro con la casa chiusa che le ospita. Triste bilancio…

 

 

Annunci

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in attualità, interculturalità, notizie, politica, riflessioni, società e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

8 risposte a Legalizzerei la prostituzione

  1. stregadellosciliar ha detto:

    Ottimo, con il tristissimo primato che abbiamo in Italia, quanto a turismo sessuale, occorre diffondere il più possibile queste notizie, visto che i clienti del sesso sono convintissimi che andare all’estero e comprare giovani donne sia un loro diritto, visto che le stesse giovani donne, nella loro testa, sono TUTTE libere e contente.

  2. paolam ha detto:

    E’ come se il movimento femminista, e quello neo femminista del secolo appena passato, non avessero lasciato tracce culturali. Come se si fosse aperta un’enorme falla, grazie a.. ops… una dimenticanza, e tutte le conquiste fossero franate sotto l’assalto del nuovo capitalismo alla riscossa. Avevamo lasciato le posizioni del pensiero, e della sua comunicazione, sguarnite. Tutto qua, pensando che le nostre conquiste non sarebbero mai state minacciate. Comunque, nelle grandi città del mondo antico, in epoca romano-imperiale, c’erano tanti bei bordelli per tutti, perché i ricchi non ne avevano bisogno, si rifornivano autonomamente. E in questi bordelli evidentemente si praticavano prezzi modici, diciamo che ci andavano i “poveracci”, e anche gli schiavi. Ma sotto i “poveracci”, e sotto gli schiavi, c’era qualcun altro: c’era una folla di donne prostituite e stuprate a pagamento. FKK.

    • Emanuele Di Felice ha detto:

      @ Paolam.
      coloro che hanno inventato lo stupro a pagamento avrebbero potuto inventare lo stupro gratis, stuprare senza dover pagare( chi deve non può). O forse si paga ciò che non si trova gratis?

      “La famiglia(fondata sul matrimonio ndr) è un reato, l’ha inventata il patriarcato”.
      Meglio il matrimonio, in cui il ricevere dagli uomini è garantito dalla legge e dai tribunali, e il dare(darsi sessualmente come desiderano gli uomini) femminile è una semplice facoltà: la buona prostituzione, quella che soddisfa l’interesse delle donne.

      Gli studi PARSEC contano in un 10-15 % le schiave del sesso, altre fonti di 25-30 %.

      • http://ec.europa.eu/italia/attualita/primo_piano/aff_sociali/tratta_essere_umani_it.htm
        Io non sminuirei il grave fenomeno del traffico di esseri umani, Emanuele, che è in aumento. Soprattutto perché anche in questo caso l’Italia vanta, tra i paesi europei, un ben triste primato: “Il numero totale delle vittime accertate e presunte nel 2008 è stato di 6 309, di 7 795 nel 2009 e di 9 528 nel 2010, con un aumento del 18% nel triennio di riferimento. L’Italia è il paese nel quale si è registrato il maggior numero di vittime (accertate e presunte): nel 2010 i casi sono stati 2 381, con un calo rispetto ai 2 421 del 2009 ma pur sempre in notevole aumento rispetto al 2008, quando si erano registrate 1 624 vittime di tratta.”

  3. pinzalberto ha detto:

    Partendo dal presupposto che il disonorevole Mele è un gran pirla, e ai suoi reati si aggiungeva, oltre alla prostituzione, il possesso di droga con quantitativi molto superiori all’uso personale. C’è da dire che all’epoca i politici del PDL si sentivano al di sopra della legge, e pensavano di potersi pagare qualsiasi ragazza, drogarla, il tutto alla luce del giorno. Come si può permettere il rientro in politica a certe persone? Tornando a noi, mi spiace ripetertelo ma mettiti l’animo in pace; la prostituzione non potrà mai essere debellata, giusta o meno che sia. Secondo me l’unica soluzione possibile è regolamentarla. Farei una bellissima figura promuovendomi a spada tratta come paladino contro la prostituzione, per la libertà delle donne, per la pace nel mondo, contro la mortalità infantile e la schiavitù della mano d’opera del terzo mondo. Ma finché comanderanno le multinazionali, la malavita e i regimi dittatoriali, sarà solo un sogno. Accettare l’attuale situazione è da struzzi e non prendere provvedimenti è da incoscienti. Per combattere la schiavitù basterebbe non acquistare più prodotti fabbricati in Cina, India, Bangladesh o Thailandia. Ma chi di voi rinuncerebbe al risparmio rivolgendosi solo a prodotti made in Italy? Una via di mezzo ci sarebbe, ed è regolamentare il lavoro in tutti i paesi che vogliono esportare in Europa, obbligandoli ad osservare le nostre stesse regole di sicurezza sul lavoro e le stesse condizioni economiche. In questo caso si parlerebbe di migliaia di vite salvate, non ultima la tragedia del centro commerciale in Bangladesh. E la prostituzione? Così non si può andare avanti, siamo tutti d’accordo. Rinunciare a questo servizio sembrerebbe impossibile, e come sostiene Saviano la guerra alla mafia è efficace solo se si combatte contro i loro business. Regolamentarla si può, magari non con i risultati tedeschi o spagnoli. Ma proprio noi italiani che non riusciamo a regolamentare la fila ad uno sportello dell’ufficio postale? Una soluzione potrebbe essere abolire il denaro contante, niente soldi, nessun reato. Non ne gioverebbe la privacy ma diminuirebbero i piccoli crimini. Un altro passo potrebbe essere trasformare i professionisti del sesso in dipendenti statali o comunali. Niente imprenditori mafiosi del sesso e nessuna costrizione. Strutture statali, controlli statali, da quelli medici a quelli finanziari. Esiste il monopolio di Stato per sigarette ed alcolici, che mietono più vittime di una esplosione termonucleare, e non possiamo inglobare anche la prostituzione in questo monopolio? Si risolverebbe quel grosso problema della Germania dove non vengono rispettate le leggi soprattutto sulle regolarizzazioni dei contratti, l’1% è veramente basso! Lo so, questa prospettiva non è proprio il massimo, ma non esistono molte alternative.

  4. Il rasoio di Occam ha detto:

    Per Emanuele la schiavitù è un piccolo prezzo da pagare.

    E’ il minimo che la società possa fare per compensarlo della perdita dei suoi diritti umani.

    Voi capite, Emanuele ha desideri sessuali. Eppure, ipoteticamente, tutte le donne del mondo potrebbero dirgli di no e non subire alcuna ripercussione. E questo è un sopruso incomprensibile, una mostruosità giuridica.

    La libertà personale? Sì, la costituzione dice che è un diritto inviolabile, ma i padri costituenti non potevano prevedere in che modo orrendo si sarebbe abusato di questo principio pretendendo di applicarlo alla lettera a persone che non sono Emanuele.

    Tanto più che nel mondo di Emanuele nessuna donna lavora, né in casa né fuori, e se questo non comporta automaticamente la perdita dell’auto-determinazione da parte delle proprietarie * del corpo/veicolo di gratificazione sessuale, beh, siamo a livelli di assurdità degni di un romanzo di Kafka.
    (*ma siamo sicuri che poi siano loro le proprietarie? Dato che tra il corpo delle donne e il sesso – in quanto oggetto del diritto di Emanuele – non c’è distinzione, in fondo non si può argomentare che no, non lo sono).
    E’ chiaro, è implicito. Emanuele è molto frustrato che ci sia bisogno di spiegarlo.

    Che poi a spiegarlo scommetto che lui ci ha provato, ma una volta informate dei termini della transazione, le ingrate aspiranti mogli si sono pure tirate indietro.

    Ma non tutto è perduto, ci informa il nostro eroe. Rimane sempre la prostituzione. E se non vi sta bene, c’è sempre l’opzione dello ‘stupro gratis’.

    Messaggio ricevuto.

    PS. Questo post contiene alte dosi di sarcasmo e potrebbe avere effetti collaterali.

  5. Pingback: La scelta di banalizzare la servitù e chiamarla servizio » Massimo Lizzi

  6. Pingback: Lo stato magnaccia | Massimo Lizzi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...