Il desiderio

Ho letto un articolo che racconta delle odierne correnti femministe in Francia, prendendo spunto dall’affair Strauss-Kahn: molto interessante, ve lo consiglio.

Dei tanti temi toccati, uno mi ha particolarmente colpito:

La Iacub appare così prostrata al piacere maschile – quale che sia – che non le passa per la testa di immaginare che delle donne possano rifiutarsi di subire rapporti sessuali violenti.(…) Iacub non sembra essere in grado di concepire una sessualità femminile che non sia masochista.(…) Sulla questione del moralismo e del puritanesimo: basti ricordare, come ha fatto Clémentine Autain, che Iacub lavora perché le donne non possano godere liberamente del loro corpo. Denunciare lo stupro non è puritanesimo, non è moralismo, è difendere la libertà sessuale delle donne, dei bambini, e degli uomini considerati effeminati solo perché non si mettono in mostra con quella pagliacciata della virilità. Non difendere la libertà dei dominati e delle dominate, dei non violenti e delle non violente significa confiscarla a beneficio dei dominatori e dei violenti. I desideri dei dominati e delle dominate non valgono di meno di quelli dei dominatori. Ma soprattutto il loro desiderio, eccezione masochista a parte, non è di essere dominati.

I masochisti esistono, come esistono i sadici. Non entro nel merito, perché non è il mio campo, ma se apriamo l’enciclopedia alla pagina che li riguarda ci sono una serie di termini ricorrenti: disturbi psicopatologici, perversione psicosessuale, ipotesi patogenetica, impasto patologico delle pulsioni…

Quando, in medicina, si usa l’aggettivo patologico, lo si usa per indicare uno stato di sofferenza dell’organismo.

Non avendo mai avuto alcun impulso del genere in vita mia, non posso sapere che cosa significhi essere un sadico o un masochista, ma di certo so che non appartengo a nessuna delle due categorie. Non provo né ho mai provato il desiderio di venire umiliata, percossa o fatta soffrire in altro modo, né, tanto meno, il desiderio di essere crudele o aggressiva verso gli altri, né di infiggere loro umiliazione alcuna.

Eppure  molti soggetti che provano questo genere di impulsi non riescono a concepire che non tutti sono afflitti dalle medesime pulsioni:

stupro_consenziente

Sia chiaro: non è mia intenzione giudicare la vita sessuale di questa persona. Se si eccita soltanto di fronte a soggetti che le mancano di rispetto, che le fanno fisicamente male e la insultano, oppure la costringono a fare cose contro la sua volontà, questa è la sua vita sessuale.

Quello che non trovo giusto è che questa persona si rifiuti di accettare che possano esistere persone diverse da lei, persone che non vogliono essere costrette, umiliate, insultate, sbattute, persone che non vogliono essere stuprate. Ci sono persone per le quali piacere e imposizione non vanno a braccetto, persone per le quali il piacere si sposa con termini come libera scelta.

Mi colpisce in particolar modo l’espressione finte ribellioni. Più che colpirmi mi spaventa: questa persona diffonde l’idea che ogni volta che una donna si ribella ad un rapporto sessuale violento in realtà sta solo fingendo. Questa donna proietta il suo immaginario erotico su tutte le altre donne negando loro la possibilità di vivere il proprio desiderio sentendosi pienamente normali e legittimate a viverlo.

Sadismo e masochismo non sono leggi naturali alle quali tutti dobbiamo per forza sottostare e non sta scritto da nessuna parte che l’unico modo di essere soddisfatti sessualmente sia provocando dolore o subendo umiliazioni e sofferenze.

Vorrei sfatare un mito sulla sessualità femminile: no, non mi sono mai masturbata pensando ad una violenza sessuale e no, non mi piace che la gente mi tiri i capelli, mi riempia di insulti, mi faccia provare dolore durante un rapporto sessuale o mi costringa ad avere un rapporto sessuale quando dico di no.

Ho degli impulsi di natura sessuale, naturalmente, ma nessuna delle mie fantasie somiglia neanche lontanamente a quelle descritte nello screenshot.

Quando dico di no intendo veramente NO.

Ciononostante, mi sento pienamente donna e non mi piace che la gente si permetta di andare a raccontare in giro cosa tutte le donne desiderano: io so perfettamente cosa desidero e cosa non desidero e di certo non desidero essere stuprata. Le altre donne, per ciò che mi riguarda, sono libere di desiderare anche cose diverse da quelle che desidero io e non mi permetterei mai di accusarle di mentire, nel momento in cui decidessero di raccontarmi delle sfumature del loro desiderio.

(Non fatelo! Questo post non è un invito a confidenze! Non è un blog che tratta di erotismo, questo…)

Le persone che ragionano come la signora che ha scritto questo intervento di fatto negano la mia sessualità e minano il mio diritto ad avere una soddisfacente vita sessuale, perché mi mettono nella scomoda posizione di poter subire uno stupro.

Perché? Perché diffondere l’idea che a tutte le donne, in fondo, piaccia essere trattate con violenza, diffondere l’idea che una donna che racconta di vivere una vita sessuale non violenta sia, sotto sotto, una bugiarda, legittima un soggetto vittima di impulsi sadici ad aggredire chiunque gli passi davanti senza porsi il problema del consenso.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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10 risposte a Il desiderio

  1. Paolo1984 ha detto:

    nello screenshot che riporti c’è un equivoco di fondo: ciò di cui parla non è stupro..se qualcuno ti scopa come tu desideri non è stupro..per quanto possa essere “rustico”, “selvaggio”, “aggressivo”,”animalesco”..se c’è consenso non è un vero stupro.
    Due che scopano sul tavolo o sulla scrivania rovesciando tutto ciò che c’è sopra..non è uno stupro, si possono graffiare, strappare i vestiti di dosso, rotolarsi avvinghiati di qua e di là in preda alla passione reciproca..sono gesti “violenti”? Forse C’è una componente aggressiva (che non è solo negli uomini), in ogni caso non è stupro, il sesso può essere ed è anche fatto di queste cose
    Nella passione sessuale può esserci una componente “selvaggia” che è inutile negare (e non parlo di bdsm che anche quello non è stupro ma non c’entra nulla nemmeno con le trombate “rustiche” di cui parliamo) e che può piacere agli uomini come alle donne
    Ma lo “stupro consenziente” non esiste..se è consenziente non è un vero stupro.
    Poi che ci siano determinate fantasie è possibile, è vero ma non appartengono a tutti e tutte, non è detto che chi ce le abbia voglia metterle in pratica e se lo vuole decide lei quando e con chi.

  2. Morgaine le Fée ha detto:

    Leggevo una delle affermazioni dello screenshot: ‘lo stupro, prevaricazione sessuale, é in natura’, e pensavo a degli esperimenti coi ratti che facciamo nel mio lab.
    Due ratte femmine, una che vive nella sua gabbia, e l’altra che viene introdotta come ‘estranea’. Io devo osservare come si comportano. Quelle ‘estranee’, quando hanno un’attitudine marcatamente dominante, mostrano una tendenza a voler montare l’altro animale (e di solito l’animale residente non é molto entusiasta della cosa).
    È vero che gli esseri umani sono piú complessi di un ratto, ma é molto evidente come la prevaricazione sessuale qui venga usata come strumento di dominio, e non come strumento di soddisfazione sessuale, e non ho potuto fare a meno di vedere un parallelo con lo stupro usato dagli umani come metodo di prevaricazione, piú che di soddisfazione.

  3. Massimo Lizzi ha detto:

    Lo screenshot introietta e proietta l’educazione sessuale della pornografia prevalente. Avvallata anche da ricerche pseudoscientifiche, divulgate in modo irresponsabile dai grandi organi di informazione.

  4. Paolo1984 ha detto:

    il sesso “rustico” è una cosa, il bdsm è un’altra cosa e lo stupro non c’entra nulla nè con l’uno nè con l’altro.
    Sulle fantasie sessuali ribadisco quanto già detto

  5. noviolenzasulledonne ha detto:

    Tutto quello che ho letto nello shot può essere comprensibile all’interno di un rapporto consolidato di complicità e fiducia, dove si giochi con i ruoli e il gioco non esuli dai limiti prefissati e soprattutto non esondi nella quotidianità e nella necessità di rispetto reciproco. Quella roba non è “stupro consenziente” ma sesso consensuale un po’ rude. Se è consensuale, si rispettano anche i limiti della quantità di dolore accettabile e non diventa una piattaforma per un futuro di sberle, non diventa una tacita sottomissione assoluta e si basa sulla conoscenza e sull’intimità. Certo che se tu stai lì e ti fai sbattere a destra e a manca senza partecipare attivamente, qualche domanda te la devi porre ugualmente, secondo me.
    La finta ribellione non è fraintendibile o contrattabile, si distingue da quella vera per giocosità, risolini, espressioni, toni, la comunicazione verbale e corporea è chiaramente giocosa e non ha niente a che vedere con la paura o la disperazione di uno stupro e se il tuo amante ti conosce e non è completamente idiota sa quando dici “no” perché si sta esagerando e si pone l’obbligo di chiedere se a te va bene quello che sta facendo (“ti sto facendo male?” è il minimo che ci si debba aspettare da chi ti rispetta).
    è come un contratto. Chi lo viola commette un abuso.
    La cosa non vale, ovviamente, tra estranei dove la mancanza di conoscenza induce l’obbligo assoluto del rispetto anche se il messaggio di rifiuto non appare chiaro. No è no anche se sorrido gentilmente per tatto.
    E comunque è un cliché noiosissimo e misogino pensare che i ruoli siano sempre gli stessi con l’uomo dominante e la donna fintamente riluttante. Avviene anche il contrario, molto più spesso di quello che si pensa.
    Il commento induce l’equivoco pericolosissimo tra il gioco consensuale e condiviso e l’abuso.
    Non si può e non si deve spacciare lo stupro per sesso estremo. In questo il commento è persino superfluo perché in realtà tutti abbiamo chiaro in testa il limite tra sesso consensuale e stupro. Lo stupratore non lo valica mai per equivoco ma sempre per l’espressa volontà di violare. Lo stupratore agisce per il piacere del dolore, dell’umiliazione, della sottomissione. Lo stupro è la cosa più lontana dal sesso che si possa immaginare. è più vicino alla morte che alla vita, più alla violenza e all’odio che all’amore e alla passione.
    Chi commenta crea un immaginario pericoloso condiviso da molti stupratori o aspiranti tali e da molti negazionisti, maschilisti e misogini che non vedono l’ora di spacciare gli stupri per falsi abusi.
    L’unico stupro consenziente per me resta il rapporto mercenario, dove chiaramente non c’è desiderio reciproco e c’è anche una condizione di bisogno o di sfruttamento.
    Tutto il resto è sesso finché s’è d’accordo ed è stupro quando c’è chi lo subisce contro la sua volontà.

    • Paolo1984 ha detto:

      ma infatti, è quello che dico anch’io. Il consenso può essere espresso verbalmente o meno ma se c’è non è stupro.
      Il “fintamente riluttante” può essere lei come può essere lui, anche questo è ovvio

      • Paolo1984 ha detto:

        “Il consenso può essere espresso verbalmente o meno ma se c’è non è stupro.”

        e se non c’è la volontà di umiliare l’altro e non rispettarlo non è stupro

      • Credo che siamo usciti fuori tema, però. Lo screen che ho riportato parla proprio del desiderio di essere umiliati, che è uno degli aspetti del masochismo. Il masochismo è comunemente definita una parafilia.
        In ambito psichiatrico, psicopatologico e sessuologico, con parafilia s’intendono pulsioni erotiche connotate da fantasie o impulsi intensi e ricorrenti, che implicano attività o situazioni specifiche che riguardino oggetti, che comportino sofferenza e/o umiliazione, o che siano rivolte verso minori e/o persone non consenzienti. E’ un termine coniato appositamente per indicare in un’unica classe alcuni disturbi sessuali, che possono essere di lieve entità (presenza dell’impulso senza la sua messa in atto), di moderata entità (la messa in atto è occasionale) o grave entità (la messa in atto è ripetuta e abituale, per almeno sei mesi).Esempi di parafilie sono il feticismo, il travestitismo, la pedofilia, la gerontofilia, la zoofilia, l’esibizionismo, il voyeurismo, il sadomasochismo, la coprofilia, la necrofilia, la urofilia ecc.
        In pratica si tratta di un eccitamento sessuale provocato da situazioni o oggetti esterni, che possono interferire con la capacità del soggetto di stabilire relazioni sessuali basate sullo scambio reciproco.
        Un comportamento parafiliaco può diventare patologico solo in tre casi: 1. l’esclusività, 2. la compulsività, 3. il danno, arrecato a sé stessi o agli altri.
        Infatti, se il soggetto ha desideri e comportamenti esclusivi, che prevedono gratificazione sessuale unicamente per un determinato oggetto o comportamento (esempio feticci femminili come biancheria intima, calze, scarpe ecc.), se il comportamento è compulsivo (cioè si prova la spinta a metterlo in atto anche quando comporta palesi conseguenze negative o non è apprezzato dal/dalla partner sessuale), se si arreca danno, disagio, sofferenza, problemi legali ecc. a sé stesso e agli altri, allora siamo di fronte ad una vera e propria patologia.
        Le persone in cui determinati comportamenti parafiliaci siano particolarmente radicati, possano arrivare a compiere atti illegali o criminosi legati al soddisfacimento dei propri impulsi.
        Questo che significa? Che una persona, preda di impulsi sadici, ovvero del desiderio di provocare dolore ad un altro essere umano per procurarsi uno stato di eccitazione sessuale, può arrivare a fregarsene altamente del “consenso” pur di procurarsi ciò di cui ritiene di aver bisogno.
        I discorsi intorno alla “finta ribellione” mirano proprio a trovare una giustificazione a chi ritiene di non dover controllare i propri impulsi.
        Quello che volevo sottolineare è che commenti di questo genere, che con estrema superficialità pretendono di analizzare l’interlocutore (la domanda “non hai mai desiderato…” vuole sottintendere un “in fondo lo desideri anche tu!”) vanno a minare il diritto delle persone ad essere tutelate nel momento in cui si trovano in una situazione in cui non si vogliono trovare.

      • Paolo1984 ha detto:

        ma sono perfettamente d’accordo. Il bdsm prevede volontarietà e consenso oltre che la maggiore età.
        Dopodichè un comportamento criminale lo è a prescindere dai gusti sessuali più o meno “bizzarri” del suo autore

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