Io che semino vento

Già tempo fa mi concedevo una amara riflessione sullo stupro, partendo dalle affermazioni di un commentatore:

Lo stupro rappresenta la violazione, da parte degli uomini, del potere femminile di disporre del proprio corpo, cioè di utilizzarlo (come un oggetto) quando conviene a loro e non quando conviene a gli uomini. La violazione del sesso strumentale.

Riflessioni che mi portarono a interessanti letture sullo scambio sessuo-economico e ad ancora più amare riflessioni attorno alla percezione collettiva del desiderio femminile…

Ma siccome al peggio non c’è mai fine (ah! la saggezza popolare!) stamani incappo in qualcosa che mi sarei evitata volentieri: l’apologia dello stupro.

lo_stupratore1

Ero tentata, per amor di correttezza, di acquistarlo, questo ebook, ma poi mi sono detta: è davvero il caso di elargire 3.99 Euro ad uno che si definisce pazzo e stupratore?

Così ho desistito, mi sono concessa di essere scorretta e mi accingo a commentare un opera letteraria che di fatto non ho letto sulla base di questo commento dell’autore:

lo_stupratore2Questo sgrammaticato eroe dei nostri tempi (mi permetto: era ora che qualcuno, dimostrando il coraggio necessario, si assumesse l’onere – ad esempio) si propone coraggiosamente di ricondurre nell’ambito di competenza il mondo femminile e femminista.

(quindi attente signore: non vi basterà dichiararvi non femministe, già il fatto di essere femmine è sufficiente per entrare nel raggio d’azione del signor da Terzolle)

Io ho pochi dubbi su quale possa essere questo non meglio specificato ambito di competenza, ma sono aperta alle diverse interpretazioni: secondo voi qual è?

Vorrei citare Eduardo Galeano in proposito: Le donne? Una razza inferiore, come i negri, i poveri e i pazzi. Incapaci di libertà, come i bambini. Destinate a piangere, a gridare, a sparlare del prossimo e a cambiare opinione e pettinatura ogni giorno. A letto e in cucina talvolta danno piacere. Al di fuori di questo, causano solo dispiaceri. (Parole in cammino, 1993).

A letto e in cucina. Sono due opzioni possibili, anzi estremamente probabili, azzarderei.

Certo c’è un’altra funzione che rientra nell’ambito delle competenze femminili: Le donne sono adatte a curarci ed educarci nell’infanzia, appunto perché esse stesse sono puerili, sciocche e miopi, in una parola tutto il tempo della loro vita rimangono grandi bambini: esse occupano una specie di gradino intermedio fra il bambino e l’uomo, che è il vero essere umano. (Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851)

Se vi vengono in mente altri ambiti, sentitevi liberi di commentare…

Secondo il nostro coraggioso Giovacco da Terzolle, perché le donne dovrebbero autorelegarsi a codesti ambiti squisitamente femminili?

E’ presto detto: perché incapaci di rivaleggiare fisicamente con i maschi.

Cosa meritano, secondo questo emergente talento letterario, le donne che si ostinano ad ignorare la loro inferiorità muscolare e sconfinano in ambiti proibiti?

Uno stupro.

Certo, non dobbiamo dimenticare tutte le pessime qualità che donna possiede in quanto donna: poiché mingherlina ha sviluppato nei secoli l’arte dell’inganno, riuscendo ad insinuarsi nella psiche maschile al punto che addirittura alcuni maschi, oggi, le considerano esseri umani.

Non dimentichiamoci neanche che già nella seconda metà del ‘400 gli autori del Malleus Maleficarum erano consapevoli del fatto che la donna “è un animale imperfetto, che inganna per natura“, “istintivamente bugiarda”, “bella a guardarsi, contaminante a toccarsi e mortale a possedersi”.

Ma ancora prima, nella Bibbia infatti possiamo leggere: Ogni malizia è nulla, di fronte alla malizia di una donna, possa piombarle addosso la sorte del peccatore! Come una salita sabbiosa per i piedi di un vecchio, tale la donna linguacciuta per un uomo pacifico. (Siracide, 196 a.C.-175 a.C.).

Insomma, è cosa nota. L’uomo è pacifico (e meno male!) e la donna è maliziosa e bugiarda. Sono passati più di 2000 anni, ma siamo sempre lì.

Una blogger ha recentemente scritto del letale fascino femminile, intitolando simpaticamente Patate bollenti.

Poveri uomini… Possiamo biasimarli, se vengono colti dal legittimo istinto di difendersi?

Meno male che è arrivato Giovacco da Terzolle, che a colpi di fallo le farà pentire di ogni singola vezzeggiante lusinga, queste impunite messaline…

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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6 risposte a Io che semino vento

  1. Paolo1984 ha detto:

    il tizio è l’ennesimo frustrato perchè le “messaline” per cui sbava vezzeggiano altri snobbando lui (e fanno bene)

    • Al di là dell’indagare i traumi che hanno condotto il Giovacco da Terzolle a darsi alla diaristica, credo che la sua opera si possa tranquillamente classificare come istigazione a delinquere, art. 414 del vigente codice penale…

  2. Paolo1984 ha detto:

    ma poi solo a me pare comprensibile che chi cerca il potere (o a volte solo di vivere o sopravvivere) ricorra a tutte le armi a sua disposizione? Comprese le “arti d’inganno” mancando la forza fisica?, che peraltro sono usate anche ma non solo dalle donne e non sempre a fin di male

    • pinzalberto ha detto:

      Penso che si sia rinforzata la speranza in un più forte inasprimento delle condanne sui reati sessuali dopo la sentenza su Berlusconi. Bisogna solo capire quanto sia inciso il reato di prostituzione minorile su quello di concussione. Io considererei questo libro come una vera e propria confessione e la utilizzerei per incriminarlo.

  3. Il rasoio di Occam ha detto:

    Paolo, non condivido la tua certezza che sia ‘solo un frustrato’. E’ un errore pensare che il can che abbaia non morda mai.

    C’è una correlazione tra l’accettazione dei miti misogini sullo stupro (se l’è meritato, in realtà lo voleva, ecc) e la propensione a stuprare (http://jiv.sagepub.com/content/19/4/427.abstract) .

    Ovviamente propensione ed attuazione sono due cose diverse, ma ci sono comunque altre ragioni per non minimizzare l’apologia dello stupro.

    Nello studio linkato, l’86% degli stupratori condannati intervistato si giustificava citando uno dei miti di cui sopra.

    La maggior parte degli studiosi crede che la ripetizione e diffusione di questi miti abbia l’effetto di abbassare le inibizioni in coloro che sono già propensi a stuprare, rendendoli più baldanzosi.

    Inoltre rende loro più facile mimetizzarsi in mezzo alla schiera dei ‘frustrati’.

    Senza contare che simili atteggiamenti nel pubblico generale, nel sistema giudiziario e nelle forze dell’ordine sono la ragione per cui solo 1% per cento degli stupratori viene condannato in ultima istanza (dati ISTAT).

    Per tutte queste ragioni, quando un uomo difende lo stupro, io lo prendo molto ma molto sul serio.

    • Paolo1984 ha detto:

      non minimizzo nulla. Un frustrato come il tizio può anche diventare uno stupratore e inventarsi dopo l giustificazioni al suo comportamento ma in realtà sa benissimo cosa ha fatto

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