Cubeddu 2: al peggio non c’è mai fine

Avrebbe potuto scusarsi e lo avremmo persino perdonato.

Ha solo 25 anni…

Invece no. Insiste. Con un secondo post dal titolo Si è liberi solo se consapevoli.

Glissa ovviamente sull’orrenda frase “non possono lamentarsi se poi le stuprano” e accusa chi ha protestato contro il suo colpevolizzare le vittime di stupro di “moralismo al contrario”.

“Molti si sono levati in difesa degli shorts – spiega – ma nessuno dei contestatori li indossa”.

Al di là del fatto che non è vero…. Basta fare un giro sulla pagina facebook di Un altro genere di comunicazione. I contestatori se li sono messi gli shorts, forse perché immaginavano che avresti scritto una sciocchezza del genere, caro il mio Cubeddu.

manifesto

E’ necessario far parte di una minoranza etnica discriminata per contestare il razzismo? E’ necessario essere donna per dichiararsi femminista? E’ necessario rientrare in una qualche categoria protetta per difendere i diritti dei disabili? E’ necessario essere malati per richiedere una assistenza sanitaria decente per tutti o supportare la ricerca sul cancro?

Cubeddu, di tutta questa storia non hai capito proprio niente.

Non stiamo difendendo gli shorts, che non vengono attaccati da nessuno, ma quelle ragazzine. Le difendiamo dai personaggi come te. Da quegli uomini convinti che un corpo femminile possa esistere solo per compiacerli. Le difendiamo dagli stupratori.

Ti svelerò un segreto, mio povero Cubeddu: quelle ragazzine non volevano essere guardate da te. Non si curano di te, non sanno neanche che esisti. Sono certa che nessuna di loro ti ha notato, sdraiato su una panchina di Villa Borghese. Perché avrebbero dovuto?

Si stavano divertendo con i loro amici e tu non sei un loro amico. A dire il vero sei un po’ troppo grande per esserlo. Non erano dedicati a te quegli shorts.

Non è tuo il parco, caro Cubeddu, non è tua la strada e tutto ciò che  avviene nel tuo raggio d’azione non avviene a tuo uso e consumo.

Prosegue l’articolo: “Da chi si fa la cresta e chi veste Armani, ciascuno comunica un’identità in cui si riconosce. L’abito, qualsiasi cosa scrivano i sostenitori di una presunta libertà di pensiero, fa il monaco. Ma il monaco, in questo caso, è quasi nudo. Perché svestirsi se non per farsi vedere?”

Lo sai, Cubeddu, pare che nel Giardino dell’Eden Adamo ed Eva girassero nudi. Questa storia potrebbe parlare di un passato molto, molto lontano, un remoto passato in cui gli esseri umani erano così civili da poter circolare con addosso solo la propria pelle senza per questo aver paura di essere aggrediti… Oppure potrebbe raccontarci di un desiderio ben nascosto dentro ciascuno di noi, il desiderio di vivere a nostro agio nel corpo che abbiamo, di sentirci così bene con noi stessi e così al sicuro con gli altri da non sentire il bisogno di celarlo.

Fra le varie condanne che ci vengono affibbiate una volta cacciati dal Giardino dell’Eden la prima è proprio la vergogna: “Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture”.

Una gran brutta condanna. Chissà cosa abbiamo fatto per meritarci una cosa del genere…

Ogni giorno indossiamo degli abiti (il motivo principale, ti assicuro, sono le intemperie) ed è vero, gli abiti portano chi ci osserva ad associarci a determinati stereotipi.

Abbiamo l’uomo in carriera

yuppies081006_2_560la donna in carriera

il-diavolo-veste-prada-lo scienziato

Martyla sua assistente bionda, formosa e poco intelligente

frankenstein_juniorla casalinga frustrata

casalinga-felice la ragazzina che non può lamentarsi dopo essere stata stuprata

lolita

e altri ancora…

C’è chi guarda solo gli abiti e si dimentica di guardare anche la persona che c’è sotto.

E’ molto offensivo, caro Cubeddu, che tu scriva “la maggior parte delle persone che si sveste non ha molti altri strumenti culturali e fa dell’apparenza la sua sostanza”.

Innanzi tutto tu non conosci “la maggior parte delle persone che si sveste”, perché a quanto pare circoli con tuoi pari, gente che sotto abiti “decorosi” nasconde  indecorosi pensieri, quali ad esempio: “non possono lamentarsi se poi le stuprano”.

Succede anche questo: un mostro si infila una bella giacca e tutti lo scambiano per una brava persona.

Fare dell’apparenza l’unica sostanza è quello che fai tu, nonostante ti tenga i panni addosso e millanti poderosi strumenti culturali.

Guardi un paio di shorts e gli attribuisci tutta una serie di significati: eccola, mi vuole irretire, è li che agita le sue chiappette per provocarmi…

Che ne sai tu di cosa sta pensando la ragazza dentro quei pantaloncini? Che ne sai dell’uomo dietro la giacca, della donna in abito a fiori, di chi sceglie un tubino nero invece di una gonna quadri, di chi gira in tuta o infila i tacchi a spillo?

Come ti permetti di giudicare gente con la quale non hai mai scambiato neanche una parola?

E’ probabile che nella testa di quelle ragazzine ci fossero i pensieri confusi che ci sono di solito nella testa degli adolescenti: voglio essere come gli altri, voglio essere accettata, voglio essere speciale, voglio diventare grande, voglio un posto nel mondo che sia tutto mio… Ma anche no.

Quando ero piccolina mio padre mi raccontava sempre una storia che mi faceva tanto ridere: in una Sicilia d’altri tempi un Principe decise di farsi un giro in città dopo una mattinata di caccia nei boschi. Era sporco, infangato e indossava brutti pantaloni di velluto e una giacca frusta. Entrò in un negozio e si mise a dare un’occhiata in giro. La commessa gli si avvicinò e con aria di superiorità gli disse “non abbiamo nulla qui che possa andare bene per lei”. Il Principe allora sollevò il bastone che aveva con sé e con misurata lentezza fece a pezzi gli oggetti più costosi del negozio; poi, con tono affabile, disse alla commessa “mi mandi pure il conto a palazzo, signora.”

Togliti i vestiti da provocatore, caro Cubeddu, e guardati nudo allo specchio per quello che sei: un maschilista e un superficiale.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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74 risposte a Cubeddu 2: al peggio non c’è mai fine

  1. Paolo1984 ha detto:

    E no scusa ma non toccarmi Inga! Non era affatto poco intelligente! (E Frankenstein Junior era un gran film)
    Ora, donne in carriera, uomini in carriera e scienziati vestono effettivamente in quel modo sul lavoro ma ciò non toglie che magari da giovani non possano aver messo i pantaloncini..quando Cubeddu contrappone la Montalcini o la Hack alle ragazze in short da per scontato che una ragazza intelligente (futura scienziata o no) non possa mettersi un certo capo d’abbigliamento. Questo è sbagliato!

  2. alessandra dici ha detto:

    Purtroppo inutili e nocivi Cubeddu-qualunque, apparentemente perbenisti e moralmente squallidi, popolano il nostro maschilista Paese

  3. reinassanceman ha detto:

    Agghiacciante vedere come i tentativi da parte di questo individuo di categorizzare e giudicare con determinate accuse siano in realtà l’espressione della propria limitatezza basata proprio su quelle accuse che egli stesso fa. In poche parole fa esattamente quello che giudica sugli altri, un bove che dà del cornuto all’asino.
    Ho con gusto letto anche l’articolo sui 5 motivi per essere femminista, in realtà non penso sia necessario nemmeno avere dei motivi perché non ci dovrebbe essere nemmeno bisogno, in una società civile, di essere femminista, basterebbe essere rispettosi, a prescindere da sesso, età, razza, etc. mentre non essendo in una società civile siamo portati al rispetto del padre o del “signore” in generale, ci educano a rispettare gli anziani (per quanto petulanti teste di beep noiose e assillanti siano, per fortuna ci sono tantissime persone di una certa età da cui imparare e che non vengono ascoltate a sufficienza), ci inculcano appunto che un mostro in giacca e cravatta diventa una persona rispettabilissima.

    • reinassanceman ha detto:

      Una società molto focalizzata sull’immagine porta anche a questo. E penso che il detto “l’abito fa il monaco” venga molto strumentalizzato, in questi casi. Penso che sia più sensato pensarlo come per indicare di curarsi anche della forma perché funzionale, spesso, alla sostanza, ma non che l’estetica sia predittiva di ciò che una persona è dentro o che da un’occhiata esteriore riesci a conoscere una persona. Certo poi che se si argomentano le proprie tesi con motti e detti popolari….si spera sempre in qualcosa di un po’ più consistente!

  4. reinassanceman ha detto:

    Vorrei avere un confronto con te su un dubbio sul punto 3: è un dato assoluto? Quando le donne fanno un lavoro lo faranno sempre bene? Purtroppo è vero che le donne difficilmente raggiungono posizioni di comando, però non vedo come il sesso di una persona debba essere un metro di giudizio, ci sono persone che sanno fare bene il proprio lavoro, perché portate, perché lo fanno con passione, perché hanno il senso del dovere, etc. e altre che non sono adatte a quel lavoro, perché non è il loro lavoro, perché lo vivono male, perché l’ambiente di lavoro non è il massimo, etc. a prescindere ancora da sesso, età, etnia, etc. (la Costituzione è sempre attualissima). Ci sono delle differenze fisiologiche dimostrate che evidenziano come le donne abbiano, per dire, un olfatto molto migliore di un uomo, non per questo dovrebbero fare tutte le commesse di profumeria piuttosto che il fabbro o il calzolaio, se lo desiderano. Non so se sono riuscito a farti capire il senso del mio pensiero.
    Saluti e complimenti per il tuo blog ed i tuoi post, sempre molto brillanti e taglienti, sei una persona veramente arguta e con un senso dell’ironia piacevolissimo.

    • Certo che non è un dato assoluto.
      In un mondo perfetto, un mondo in cui ogni essere umano è visto come individuo e non come appartenente ad una categoria (“donna”. “immigrato”, “gay”…) – categorie che comportano necessariamente determinate qualità un discorso del genere non avrebbe alcun senso…
      Ma in un mondo in cui il gender gap è una triste e concreta realtà, un mondo in cui il grande problema delle donne è “conciliare vita privata e lavoro” (un problema che gli uomini non hanno mai avuto, come se non avessero alcuna vita privata!) io credo le donne che arrivano ad occupare posizioni di grande responsabilità abbiano dovuto impegnarsi molto di più dei loro colleghi maschi. Non tutte ovviamente, non voglio generalizzare, ma il discorso che faccio è analogo a quello che si fa per i mancini: in un ambiente costruito per i destrimani, i mancini devono imparare ad adattarsi ad un ambiente “ostile” e quindi sviluppano maggiori capacità…

      • Emanuele Di Felice ha detto:

        “le donne che arrivano ad occupare posizioni di grande responsabilità abbiano dovuto impegnarsi molto di più dei loro colleghi maschi”, come la Minetti e la Carfagna per esempio, e quelle donne che hanno utilizzato il sesso come strumento per fare carriera.
        Invece per occupare posizioni nei lavori pesanti e pericolosi, non si impegnano nemmeno, in quei lavori il gender gap è una triste realtà.

        “conciliare vita privata e lavoro” (un problema che gli uomini non hanno mai avuto”, infatti per gli uomini esiste solo il lavoro, nessuna femminista ha rivendicato per gli uomini il diritto di stare a casa a cucinare i biscotti.
        Per fortuna , noi uomini non abbiamo il problema della scelta e quello della conciliazione.

        Per la cronaca: sono circa 40 anni che nascono pochi figli, esistono gli elettrodomestici che hanno ridotto il peso dei lavori domestici e il mercato dove acquistare il necessario per vivere.

        Solo quando l’ambiente lavorativo è diventato conciliante alle polarità femminili( comodità, assenza di rischi) le donne hanno rivendicato il diritto alla carriera.
        Quando il mondo era “ostile” alle donne, lavoravano solo gli uomini.

      • … e ho aggiunto “Non tutte ovviamente, non voglio generalizzare”, perché tanto lo so che si finisce con lo scadere in questo genere di sterile polemica.

        “conciliare vita privata e lavoro” è un problema che gli uomini non hanno mai avuto, secondo te, perché nessuna femminista ha rivendicato per gli uomini il diritto di stare a casa a cucinare i biscotti.
        Mi sembra estremamente riduttivo ridurre l’espressione “vita privata” all’infornare biscotti.
        La vita privata sono le partite a beach volley con gli amici (è estate…), le serate al cinema o quelle passate sul divano a coccolare e a farsi coccolare, vita privata è far fare i compiti ai bambini e poi giocarci a risiko, portare il cane dal veterinario, andare a comprare un costume nuovo, partire per partecipare al matrimonio della figlia della cognata della prozia, passare a salutare la nonna, telefonare ad un amico, oppure godersi un bel concerto all’aperto…

        Un consiglio affettuoso: lavora di meno e rivedi il tuo concetto di “vita privata”…

      • Paolo1984 ha detto:

        Emanuele, sono gli uomini che dovrebbero rivendicare anche per sè il diritto di “stare a casa” a cucinare biscotti o a fare altro..le femministe non possono farlo per loro..ma agli uomini interessa rivendicarlo?

      • reinassanceman ha detto:

        Perfetto, è quello che pensavo intendesse anche l’autore. Ad una prima lettura lo si poteva leggere come nella tua prima parte, ma è effettivamente decontestualizzato rispetto alla realtà odierna. Sul fatto di sviluppare maggiori capacità in ambienti ostili, purtroppo non tutti sono caparbi e capaci tanto da “vincere” la corrente contaria e molti si adagiano nella loro posizione usando poi il sistema come pretesto (per carità, sicuramente non aiuta ma non è una condizione necessaria e sufficiente alla non realizzazione).

      • reinassanceman ha detto:

        Sulla conciliazione di vita privata e lavoro, da un lato (“grazie” al lavoro di mia madre) vedo talvolta donne che, da come si comportano o dai discorsi che fanno, sembra abbiano voluto fare figli continuando la propria carriera e la vita di tutti i giorni solo per far vedere che loro sono delle wonder woman e possono fare tutto senza scomporsi un minimo, salvo poi che all’uscita dall’ufficio vanno costantemente (ci sta, ma non sempre ecco) a fare l’aperitivo con le amiche o shopping arrivando a casa chissà quando perché i figli li badano i nonni (o la babysitter…ma in un mondo sovraffollato non è un obbligo partorire 2-3 bambini comunque eh) e arrivate fanno un saluto e poi si mettono a far altro, dall’altro devo constatare con amarezza una miriade di padri che di fare il padre non ne hanno proprio voglia e in parecchi casi non ne sono proprio in grado, burberi, bruschi, non sanno giocare, non sanno rapportarsi coi bambini nemmeno per sbaglio, e torniamo al punto suddetto, non è obbligatorio far dei figli per esibirli, e certi elementi dovrebbero avere un patentino o superare un esame di abilitazione genitoriale capperi. Per fortuna, ogni tanto mi capita il lusso di vedere delle belle coppie che sanno condividere la gioia dei figli e della cura della casa e altri aspetti della vita privata in maniera equilibrata, persino naturale, com’è giusto che sia, senza relegare mansioni o responsabilità solo ad uno dei due, per partito preso. Sarebbe così difficile prendere queste coppie a modello? L’abisso più nero è quando sento amiche che “vogliono” fare da servette ai loro compagni e il cui apice è vedersi in casa a preparare la cena mentre il marito è in divano a guardare la partita…se fossero felici davvero così buon per loro (e per i loro compagni) ma mi sembra assurdo che delle ragazze, anche in gamba e con tante possibilità, abbiano come aspirazione della loro vita privata questo! Come giustamente dici tu “vita privata” sono tante sfaccettature, non solo fare le pulizie e cucinare, ma anche prendersi un momento per sé stesse, per fare sport (anche insieme, per carità, io cerco di portare la morosa a correre ogni volta che posso, fa bene ad entrambi), per dedicarsi ai propri interessi e hobby, diamine per fare serata fuori con amici, etc. l’importante è trovare un equilibrio, personale, di coppia, familiare (cosa non facile, me ne rendo conto, ma lo sforzo per tendere a questo sarebbe già degno di plauso!).
        Perdona la prolissità, deformazione naturale.

      • Paolo1984 ha detto:

        quello che “vogliono” le tue amiche riguarda loro, concentrati, tu e la tua compagna su cosa volete voi due

  5. Morgaine le Fée ha detto:

    Riguardo al tema del post: mi piacerebbe sapere che opinione ha il signor Cubeddu delle spiagge. Lí si vedono un sacco di donne (e uomini, ma vabbé) in abbigliamento veramente minimale.
    Secondo il suo ragionamento, le spiagge dovrebbero essere i luoghi in assoluto piú pericolosi per una donna, quelli in cui si registrano percentuali di stupro prossime al 100%. Da domani, tutte in burkini, svergognate!

    Per il signor Emanuele, invece: dai miei ricordi di scuola (documenti letti nei miei libri di storia), mi sovviene che nell’800 lavoravano nelle miniere europee (citando lavori gravosi e pericolosi) uomini, donne e bambini, le ultime e gli ultimi a salari inferiori, e alle *favorevolissime* condizioni sindacali di allora. Googlando (in inglese) qualcosa come women e mining, si possono trovare un sacco di voci che raccontano in dettaglio come le donne siano una forza lavoro non trascurabile nel settore, specie nelle economie in via di sviluppo (mi sono limitata a guardare il campo minerario, visto che viene citato da molti uomini come settore esclusivamente maschile)
    Nel Paese dove vivo, mi capita di vedere donne operaie nei cantieri edili, alla guida di camion, pompiere, o leggere di donne al lavoro in miniera mentre guidano macchinari di grandezza considerevole, ragazze che frequentano scuole superiori per imparare a fare le muratrici, le idrauliche, eccetera.
    Io stessa ho fatto l’operaia nel metalmeccanico dopo la laurea quando non trovavo lavori piú consoni alla mia specializzazione, e mica ero l’unica ragazza.
    Vedo, qui, anche papá che stanno a casa 6-7 mesi di congedo con i loro bambini piccoli, e magari stanno a casa a fare i biscotti. Uno dei miei ex vicini era a casa coi tre figli mentre la moglie lavorava. Tutti contenti.
    Quindi, Emanuele, rilassati e fai un po’ di ricerche in piú.

    • Emanuele Di Felice ha detto:

      A me risulta che i lavori più pericolosi e pesanti vengono svolti principalmente dagli uomini ieri come oggi, come risulta anche dalle morti sul lavoro,ma le quote rosa vengono richieste solo per le posizioni apicali.
      Se le donne venivano pagate di meno in quanto donne, significa che gli uomini venivano pagati di più in quanto uomini ,dunque i datori di lavoro subivano un costo maggiore solo per altruismo nei confronti degli uomini. Più che sessisti erano stupidi.
      Che gli uomini guadagnassero di più per altri motivi, evidentemente ti sfugge.
      Le donne hanno rivendicato il diritto al lavoro quando le condizioni lavorative divennero più favorevoli alle polarità femminile, ma non prima.
      Ma le femministe non dicevano che le donne non potevano lavorare?.

      “Uno dei miei ex vicini era a casa coi tre figli mentre la moglie lavorava. Tutti contenti.”
      Infatti gli uomini più sono “vacche sterili” , e più sono appetibili per le donne(vedi Berlusconi).
      Grazie per il consiglio!.

  6. Mammamsterdam ha detto:

    Grazie, Ricciocorno, l’ hai detto così bene

  7. Pingback: Shaken, not stirred: lo sporcaccione e le bambine | mammamsterdam

  8. Emanuele Di Felice ha detto:

    Le ragazzine si svestono per attrarre lo sguardo maschile(anche quello di Cubeddu),per la conquista della mente maschile, per compiacere agli uomini e se non è per questo motivo come mai i ragazzi e gli uomini non fanno altrettanto?.
    Le donne e gli uomini si comportano in maniera diversa: agli uomini interessa il corpo femminile per quello che è, alle donne interessa il corpo maschile per quello che fa.
    E’ vero che gli shorts non stuprano, ma è altrettanto vero che non si dovrebbe giocare con gli ormoni maschili. Visto il livello di ossessione maschile per il sesso, sarebbe educato non
    accrescere quella ossessione.

    • Spero che qualche uomo ti risponda a proposito di questa “ossessione” per il corpo femminile e a proposito della sicumera con cui leggi nella mente altrui.

      • Emanuele Di Felice ha detto:

        Prima si condanna la cultura della donna oggetto(il nudo femminile che imperversa in ogni dove), ma poi si nega quella ossessione che gli uomini hanno nei confronti del corpo femminile.
        Non vedo altra ragione per la quale le donne vanno in giro mezze nude se non quella di attrarre lo sguardo maschile. Altre spiegazioni sono semplici speculazioni che si basano sul nulla.

      • La cultura della donna-oggetto non è la donna svestita in sé, è la donna funzionale al desiderio maschile.
        Cerco di spiegartelo. Sei in spiaggia e vedi una signora di una certa età con un micro bikini. Che cosa dice la maggior parte della gente? “Una così non si può permettere di andarsene in giro in quel modo!” Perché? Perché nella testa della gente un corpo nudo femminile serve solo ad eccitare i maschietti, ai quali non passa neanche per l’anitcamera del cervello che è caldo è una può benissimo provare piacere a non sentirsi del tessuto addosso. Alcune persone pretendono che un corpo femminile esista solo per ciò che fa comodo a loro, altrimenti non ha nessun diritto di esistere. E si deve coprire, si deve nascondere.
        Un post di commento al Cubeddu sul blog di Massimo Lizzi ha inserito le foto di una battaglia di gavettoni (la situazione che ha tanto scioccato il povero scrittore in erba): http://www.massimolizzi.it/2013/07/lo-sguardo-lupesco.html Come puoi notare sono tutti svestiti, perché si stanno tirando l’acqua. Con il burqua probabilemte non sarebbe agevole giocare…
        Il corpo, femminile o maschile, non esiste solo per il sesso: con il nostro corpo facciamo tante cose. Entriamo in relazione con l’ambiente e con gli altri in tanti modi. Hai mai fatto il bagno nudo a mare? E’ una sensazione piacevolissima. Hai mai abbracciato un bambino o una persona cara, che ne so, tua nonna? Il contatto fisico con un altro essere umano è piacevole anche se di mezzo non c’è l’erotismo. Con il corpo danziamo, con il corpo facciamo sport, con il corpo consoliamo, coccoliamo…
        Quando nasce un bambino la prima cosa che ti dicono di fare è appoggiarlo sulla pelle nuda, sul petto, perché senta l’odore della tua pelle e il battito del tuo cuore. Lo fanno le mamme, ma lo fanno anche i papà.
        Il corpo non è solo uno strumento per fare sesso, il corpo è l’essere umano che se porta addosso e come ogni essere umano è tante cose…
        Le donne vanno in giro mezze nude per una miriade di ragioni diverse. Ci possono essere tante ragioni quante sono le donne su questa terra.
        Se tu vedi un corpo femminile e pensi solo “sesso sesso” il problema è solo tuo, sei tu che lo vedi come un oggetto funzionale a ciò che piace a te. Quel corpo è una persona ed ha il diritto di rivendicare che venga riconosciuta la sua individualità.

      • Ecco… Chi ce lo fa fare? 🙂 Grazie per il link!

    • Paolo1984 ha detto:

      De Felice..sono uomo,sono etero, mi piacciono le belle ragazze , le guardo (ma non sbavo nè sono molesto) come loro guardano i bei ragazzi e mai e poi mai mi è venuto in mente che una ragazza si vestisse soltanto per attirare me e non perchè le piacesse girare in quel modo (chi crede che le donne che incontra per strada si vestano solo per il sollazzo di sconosciuti che non sono neanche amanti/fidanzati/mariti ha bisogno di uno psichiatra)..penso che noi tutti ci vestiamo in un certo modo per varie ragioni (tra cui anche le condizioni climatiche) e c’è anche una soddisfazione estetica per noi stessi, ci può essere anche la voglia di fare “colpo” su qualcuno che ci piace che ci interessa, ci può essere la moda..spesso sono più motivazioni insieme..ma in nessun caso le ragazze si vestono solo e soltnto per attirare gli uomini e meno che mai per attirare perfetti sconosciuti distanti mille miglia dai loro pensieri. Una ragazza può essere sexy, eccitante, quello che vuole, nessuno deve allungare le mani senza il suo consenso. Punto e basta, ma dobbiamo ancora ripeterlo?

      • reinassanceman ha detto:

        “Una ragazza può essere sexy, eccitante, quello che vuole, nessuno deve allungare le mani senza il suo consenso.”
        Penso che questo riassuma tutto, molto semplicemente, senza dover aggiungere tanto altro.
        PS. Grazie per il consiglio, io e la mia compagna ci stiamo già pensando, il mio non era ovviamente un volermi imporre alle mie amiche, constatavo con una punta d’amarezza come certe mentalità abbiano influenzato le loro ambizioni.

    • Lilli ha detto:

      Forse le sfugge che i ragazzi indossano maglie e canotte aderenti, shorts e pantaloni a vita bassa che mettono in mostra una buona parte degli slip. Anche loro lo fanno per attirare lo sguardo maschile ed essere stuprati, signor Emanuele?

    • Andrea Mazzeo ha detto:

      Scusa, coso, ma che sei un animale che agisce sotto il controllo dei suoi ormoni e basta? E comunque gli animali, la cui femmine girano nude, mica le stuprano. Nel mondo animale lo stupro è praticamente inesistente. Chi ragiona come te e il cu-beddu ragiona peggio di un animale. Puoi anche essere ossessionato dal sesso ma se lo sei curati, si chiama dipendenza sessuale ed è una patologia seria, prevista dal DSM.

      • Emanuele Di Felice ha detto:

        @ Andrea Mazzeo
        “Nel mondo animale lo stupro è praticamente inesistente. ” Mi dispiace smentirti ma lo stupro esiste anche in alcune specie di animali : dunque non è un fatto culturale ma naturale( ma naturale non significa buono).

        Gli esseri umani sono animali specifici ma non animali speciali, anche gli esseri umani si sono evoluti come le altre specie di animali. Il creazionismo è stato superato da parecchio tempo.
        Quale altra dimensione permette agli esseri umani di non essere controllati dagli ormoni come gli animali? .

        L’appellativo “coso” a chi è rivolto?.

    • Paolo1984 ha detto:

      emanuele, tra i motivi per cui uomini e donne si vestono in un certo modo c’è anche quello di avere un aspetto gradevole per sè e per gli altri, e anche magari “far colpo” su qualcuno che ci interessa non è l’unico ma può essere uno dei motivi.
      Bè, non c’è nulla di male

      • Paolo1984 ha detto:

        e anche se fosse il semplice desiderio conscio o inconscio di risultare belli, persino sxy..bè anche in quel caso non c’è nulla di male e non si è responsabili di aggressioni subite

  9. Vale ha detto:

    quelle ragazzine non volevano essere guardate da te. Non si curano di te, non sanno neanche che esisti
    io ti ringrazio veramente tanto per queste parole. Quando mi compro un vestito, lo faccio per me, perché mi piace il vestito e perché mi piace come mi sta. Delle opinioni dei “signori” a riguardo, chi se ne frega, anzi, se facessero a meno di guardare sarei estremamente più contenta.
    In ogni caso trovo agghiacciante che l’autore dell’articolo giudichi con tale acredine un gruppo di ragazzine, ma dica: “Personalmente, sono grato a questa moda. È un piacere vedere tutte queste Daisy Duke girare per le città”.
    Vale

    PS: comunque qualcuno mi spiega perché il signor Cubeddu non ha fatto una tirata sugli uomini di ogni età che girano (e non da quest’anno) a petto nudo per la strada? Con la bella stagione, qui è pieno. Dai manovali in strada a quelli che fanno jogging. “Cosa pensano di ottenere?” Ah, ma magari loro lo fanno perché hanno caldo, giusto. Le donne, invece, sono notoriamente adiabatiche e se si scoprono è solo per essere guardate dal primo tizio che passa… (è sarcasmo, per chi non lo capisse)

  10. Ell ha detto:

    Oh mamma, ho trovato una foto di Margherita Hack in shorts….mmm la sua credibilità è scemata in un secondo http://www.corriere.it/cronache/foto/06-2013/margherita-hack/morte/morta-margherita-hack-addio-signora-stelle_39155a12-e09e-11e2-aa9b-d132be5871d0.shtml#14

    Il fatto che Cubeddu abbia 25 anni non è una scusa né per la sua ignoranza, né per il suo sessismo…forse forse solo per il suo qualunquismo letterario.

  11. blululu ha detto:

    Emanuele….donne con compiti lavorativi lievi e assenza di rischio?
    da quando è nata l’industrializzazione, le trovi ovunque
    per neccesità http://www.repubblica.it/persone/2012/03/08/foto/donne_guerra-mondiale-31116515/1/#1 e non.
    e l’agricoltura è forse lavoro meno pesante e senza rischi?
    fare l’infermiera è quasi come danzare?
    una visione davvero limitata, la tua, scusami…!!!!!

  12. Pingback: Gli shorts non stuprano. Gli stupratori stuprano. | fuckedupgirl

  13. Lilli ha detto:

    Signor De Felice, uno dei compiti più pesanti e rischiosi è portare avanti una gravidanza e partorire: nella scala del dolore, i dolori del parto vaginale sono i più forti che un essere umano debba sopportare, e l’umanità è andata avanti perché le donne accettano questo sacrificio, dei cui frutti beneficiano anche gli uomini senza spenderci un milionesimo del dolore che deve sopportare una donna.

    • paolam ha detto:

      Grazie di Lilli, di aver citato questa elementare circostanza. E pensa che lo sapevano pure gli antichi, maschilisti come erano: Euripide fa dire alla sua Medea “Preferirei passare dieci anni appoggiata a una lancia – (dieci anni era la durata di qualsiasi interminabile guerra mitica, da Troia in poi) – piuttosto che partorire una sola volta”. Sui mestieri faticosi da sempre svolti dalle donne, in agricoltura e altrove, mi sembra superfluo citare: si vede proprio che chi se li è dimenticati pensa che le donne siano state e siano tutte signore della buona borghesia del XIX secolo.

  14. alessiox1 ha detto:

    be quel tizio si dovrebbe andare a nascondere , però lasciamo stare quelle di “un altro genere di comunicazione” quelle non sono troppe diverse dal autrice di SCUM , loro vogliono distruggere la sessualità maschile e sottomettere gli uomini, infatti tutte le loro sostenitrici sono donne , un uomo non può simpatizzare con chi lo vuole castrare.

    • Non mi risulta che il blog “Un altro genere di comunicazione” abbia mai manifestato il desiderio di castrare uomini o distruggere qualcosa. Caro Alessio, le donne non vogliono “sottomettere gli uomini”, vogliono smettere di avere a che che fare con uomini che cercano di sottometterle.

      • alessiox1 ha detto:

        Caro Riccio ,un conto sono le donne che vogliono la parità un conto sono quelle di UAGDC, non tutte le donne sono d’accordo con quello che dicono quelle di UAGDC, avendo letto il loro blog per molto tempo posso dare un giudizio, non permettono agli uomini di avere fantasie erotiche , e non vogliono che guardiamo porno o semplici riviste come playboy, per loro degli uomini non possono neanche fare un giudicio fra di loro su una donna che passeggia di li ecc…..

      • Non vedo il legame fra la libertà di avere fantasie erotiche, l’industria del porno (che meriterebbe un discorso a parte) e il fatto che tutte le donne dovrebbero avere la medesima opinione sulle cose.
        Le donne sono esseri umani, proprio come te e gli altri uomini. Ogni donna è un individuo ed ha le sue opinioni. Non è che la “categoria donne” è obbligata a camminare in branco e a muovere la testa in sincrono come delle anatidae bercianti…
        Ho molta stima del lavoro di Un altro genere di comunicazione. Hanno fatto delle campagne molto belle, a sostegno della legge 194 ad esempio, e adoro il loro progetto libera infanzia. Dovresti guardarti il loro recentissimo video (http://www.youtube.com/watch?v=v-7OCE-KF5c): parla della negazione del desiderio femminile, che non significa “non permettere agli uomini di avere delle fantasie”.
        E fatti un giro sulla loro pagina facebook: ci troverai un sacco di uomini in shorts che le sostengono.

  15. alessiox1 ha detto:

    caro Riccio ho visto quel video è quello e la dimostrazione lampante che non vogliono che gli uomini abbiamo fantasie erotiche, in quanto quelle nel video sono tutte belle donne, non mi sorprenderei se aggredirebbero un uomo che in edicola si sta comprando playboy o riviste simili , e sugli uomini che le sostengono be anche i popoli oppressi talvolta stavano dalla parte dei loro invasori,preferisco le mistress dichiarate a loro almeno le mistress non nascondano le loro vere intenzioni.

    • La “fantasia”, caro Alessio, è quella capacità della mente di inventare situazioni e figure o che non esistono proprio o che sono il frutto di una elaborazione della realtà. Ecco, se penso ad un modo per uccidere la fantasia mi viene subito in mente la pornografia: quelli sono i desideri di qualcuno che cerca di convincerci che tutti possano essere felici allo stesso modo, ovvero il modo che piace a lui.
      Poco tempo fa qualcuno mi ha detto “la bellezza è il sentimento di una relazione”. Riflettici un pochino e tranquillo, quelle ragazze non ti faranno alcun male…

      • alessiox1 ha detto:

        scusami la franchezza ma il sesso anale e orale non li fanno solo i pornoattori tu sei una donna giusto? e perché dici cosi ? il porno non è fatto di un unico modello qualunque sia la tua fantasie la dovresti trovare certo se vuoi romanticismo , trame e discorsi non li troverai, alla fine il porno e la continuazioni dei film che finiscono col bacio,

      • Vedi? Una assidua frequentazione con il porno riduce il sesso a posizioni e prestazioni, come fosse una pratica sportiva. Io non sento il bisogno di prendere ispirazione dalle fantasie altrui, anche perché ritengo che il sesso non sia uno sport, ma una forma di relazione fra esseri umani.
        Ma stiamo andando decisamente off-topic.
        Il signor Cubeddu non parla di sesso, bensì di stupro e lo stupro col sesso non c’entra proprio niente!

      • Paolo1984 ha detto:

        non capisco che c’entri il sesso orale e anale..se è consenziente non c’è problema

      • alessiox1 ha detto:

        lo so benissimo infatti contesto quello che dice , sei stata tu a portarmi in questo campo, e poi anche le donne parlano di posizioni e pratiche sessuali non mentire , e poi nel sesso non c’è per forza bisogno d’amore, un conto e un rapporto intimo fra fidanzati un conto e una botta e via,e domani mattina ognuno per la propria strada.

      • Io non ti ho portato in nessun campo, non so proprio di cosa stai parlando. Non c’entra niente …

      • Paolo1984 ha detto:

        attento alessio, una storia d’amore può pure iniziare come una storia di puro sesso come può non succedere..l’importate è che il sesso sia consensuale

  16. Emanuele Di Felice ha detto:

    Mi puoi spiegare perché non esiste la cultura dell’uomo oggetto inteso come funzionale al desiderio femminile?.
    C’è una diversità morale tra i due sessi da spiegare.
    Se la donna oggetto è la donna funzionale agli interessi maschili ne conviene che: agli uomini interessa il corpo femminile(ciò comporta che le donne si svestono principalmente per attrarre quell’interesse), e alle donne interessano gli uomini per quello che sono?.
    Se le donne non discriminano gli uomini in base al corpo, discrimineranno gli uomini in base ad altre qualità.
    L’accusa morale della cultura della donna oggetto nei confronti degli uomini può nascere solo dal fatto che le donne non giudicano gli uomini in base al corpo.

    Un certo tipo di comportamento esiste perché vi è almeno un motivo (una funzione da soddisfare), ciò non toglie che lo stesso comportamento possa servire per altro.
    Per esempio :si va a lavorare principalmente per guadagnare, ciò non toglie che si possa andare a lavorare anche per altri motivi: conoscere nuove persone, non annoiarsi etc.
    Ci può spogliare anche per altri motivi(il caldo per esempio),ma il motivo principale per le donne è quello di conquistare l’interesse maschile.

    • Paolo1984 ha detto:

      emanuele..per quanto mi riguarda sono molto critico riguardo alla teoria della “donna oggetto”. Una donna e un uomo possono spogliarsi per i motivi che vogliono inclusi attirare lo sguardo ma non sono mai “oggetti” e nessuno può allungare le mani senza il loro consenso.
      Poi mi pare ovvio che anche una donna possa essere attratta da un corpo maschile come un uomo lo è da un corpo femminile, non c’è nulla di male

      • Per qualche motivo Emanuele è convinto che a noi donne, a tutte le donne, non piaccia il corpo maschile e guarda che convincerlo del contrario è davvero una battaglia persa… Sicuramente ci saranno delle donne cui il corpo maschile non piace (magari perché preferiscono quello femminile), ma lui ritiene che proprio la donna in quanto donna non apprezza un bell’operaio abbronzato a torso nudo. Mah!

    • Lilli ha detto:

      La donna ha tutto il diritto di scegliere di quale soggetto voglia conquistare l’interesse. Il fatto che sia vestita in modo sexy non significa che vuole fare sesso con qualsiasi uomo nei paraggi: è un suo diritto dire di no a chiunque le si avvicini, se non è interessata, perché magari sta aspettando una persona che non è ancora arrivata. Le è chiaro, signor Emanuele?

    • Paolo1984 ha detto:

      “Una donna e un uomo possono spogliarsi per i motivi che vogliono inclusi attirare lo sguardo” attirare lo sguardo, attrarre, sedurre eccetera..nessuna di queste finalità può giustificare una violenza, sono d’accordo con Lilli

    • Morgaine le Fee ha detto:

      “Il motivo principale per le donne è quello di conquistare l’interesse maschile”. Carissimo Emanuele, sono molto impressionata dalle tue capacitá telepatiche. Tu sai, senza ombra di dubbio, cosa pensano e desiderano tutte le donne. Wow!
      Allora: adesso mi trovo in un luogo di villeggiatura. Vedo donne giovani, mature, bambine e adolescenti in shorts. Corti. Perfino uomini e bambini.
      Lo sai cosa penso di primo acchito?
      Che si mettano in shorts per sentire il calore del sole sulla pelle, potersi muovere liberamente senza tanti lembi di tessuto addosso, magari sentirsi libere/i di tirarsi acqua senza che il tessuto si appiccichi sulla pelle. Credo che sia un cosa istintiva dell’essere umano, io provo lo stesso istinto quando il sole è caldo, e non mi interessa proprio irretire lo sgurdo dei maschi, visto che ho giá il mio uomo con cui stare nuda quando mi pare. Magari è perchè il corpo ha bisogno di vitamina D.
      Che dire allora dei miei bambini, che fanno salti di gioia qundo li lasciamo nudi? Vogliono anche loro sedurre? Ma fammi il piacere! Guarda che non è che tutto quello che facciamo noi donne è in funzione del maschio.
      È cosi’ difficile da capire? (o da accettare?)

      • Si, è difficile. Alla luce di tutto questo, direi praticamente impossibile per qualcuno…

      • Emanuele Di Felice ha detto:

        Da accettare!.
        E’ dura per me accettare l’inesistenza dell’autoinganno femminile.
        Saluti.

      • Emanuele Di Felice ha detto:

        @ Morgaine le Fee.

        Concludo.
        “Guarda che non è che tutto quello che facciamo noi donne è in funzione del maschio”, ma è proprio il desiderio maschile che mette nelle mani delle donne il potere di ricattarli o di strumentalizzare a proprio vantaggio quel desiderio.
        Trasformate un potere femminile nel suo contrario solo perché vi fa comodo.

      • Ma ci “fa comodo” per ottenere cosa? Cosa stiamo ottendendo? Siamo all’80 posto nel Global Gender Gap Report, ogni giorno si legge di una donna uccisa dal partner, non siamo libere neanche di metterci i pantaloncini, ma dove le vedi tutte queste comodità? Io non so chi ti ricatta, Emanuele, e se subisci dei ricatti giuro che mi dispiace, io personalmente non ho mai ricattato nessuna delle persone che ha manifestato del desiderio nei miei confronti. Anzi, qualche volta è capitato che le desiderassi anche io e c’è stato un delizioso incontro di desideri, tutti alla fine soddisfatti.

      • Paolo1984 ha detto:

        Emanuele, il potere piccolo e grande è fatto affinchè qualcuno lo usi e nessuno “strumentalizza” il nostro desidero senza il nostro più o meno tacito assenso
        Comunque rilassati, le ragazze in shorts (e i ragazzi), le donne che incroci per strada non ti ricattano, a dire il vero se ne fregano di te.
        Comunque io non sono buono come Ricciocorno,, se una donna ti “ricatta” non me ne importa granchè (e poi i ricattati non sono tutti sempre dei santi o eroi senza macchia), non giustifica mica certi ragionamenti..donne e uomini sono moralmente pari nel bene e nel male.

      • Paolo1984 ha detto:

        e poi perdona Emanuele, ma se diffidi così tanto delle donne (avrai avuto brutte esperienze, non so), nessuno ti obbliga a frequentarle

  17. paolam ha detto:

    Che piacere leggerti Ricciocorno. Ma come fate a prendere sul serio certi commenti e a rispondergli pure: complimenti per l’ostinazione didattica, sempre valida se rivolta a chi leggerà, e non a chi ha sollecitato la risposta, il cui scopo è altro. Nel caso la triturazione di svariate parti corporee metaforiche, a vostra scelta.

  18. Warlordmaniac ha detto:

    Complimenti ad Emanuele DI Felice per le argomentazioni. Clicca sul mio nick se vuole discutere anche altrove di questi temi, sotto l’altro punto di vista, cioè quello maschile.

  19. M1984 ha detto:

    A mio avviso ci sarebbe solo da mettere un limite all’indecenza. Ho gli occhi violentati da fondoschiena in vista. Non sono più pantaloncini, sono mutande di jeans! E non parlatemi di libertà di espressione! C’è solo una gran volontà di provocare. Quanta ipocrisia c’è dietro la volontà di non ammettere che vogliamo gli occhi addosso. Maddai…

  20. Pingback: Shaken, not stirred: lo sporcaccione e le bambine - mammamsterdam

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