Violenza e affidamento – II parte

violenza_assistitaDetesto quando un padre perde la custodia dei figli perché picchiava la moglie. Non è la stessa cosa che picchiare i bambini o cose così. Se siete nei guai per questo Lawless America può aiutarvi!

Una giovane donna è stata uccisa a Palermo dall’ex convivente, che è fuggito ed è stato poi arrestato dalla polizia.

Racconta l’Unità:

L’omicidio è avvenuto davanti al bambino, che è rimasto col cadavere della madre finchè i genitori di Rosi Bonanno, che erano usciti per una visita medica, non sono rientrati e hanno scoperto il delitto… L’omicida era stato denunciato più volte dalla ex convivente per stalking e, secondo quanto riferito dalla zia della vittima, anche per stupro. La donna ha riferito anche che spesso tra i due conviventi scoppiavano violente liti che culminavano con l’aggressione dell’uomo nei confronti della compagna. Dopo la loro separazione era stato convenuto che Conti vedesse il figlio due volte alla settimana, ma l’uomo si sarebbe invece presentato tutti i giorni dalla ex compagna.

6 volte la donna aveva denunciato l’uomo, ma a nessuno è venuto in mente che fosse il caso di revocare a quel padre il diritto di visita al suo bambino.

Quel padre che ha lasciato il suo bambino da solo accanto al corpo senza vita della madre per ore.

dexter_morganE non venitemi a raccontare che non vi fa orrore… Perché di fatto è la brutta copia di una storia horror.

Nel mio precendente post sull’argomento, avevo citato un documento dell’APA che invita a tenere nella giusta considerazione la violenza assistita, ovvero tutti  quegli atti di violenza – fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica – contro un elemento della famiglia che avvengono nel campo percettivo di un minore, perché la ricerca ci dice che gli effetti sul minore sono negativi tanto quanto quelli prodotti da una violenza direttamente perpetrata contro il minore stesso.

I bambini esposti a violenza domestica provano paura, terrore, confusione, impotenza e rabbia e vedono le figure di attaccamento da un lato terrorizzate e disperate, dall’altro pericolose e minacciose; questi bambini provano la pena di esistere poco perché non visti nella propria sofferenza dai genitori… nei bambini testimoni di violenze può essere presente il senso di colpa per il fatto di sentirsi privilegiati quando non vittimizzati direttamente, nello stesso tempo possono percepirsi come responsabili della violenza perché cattivi e sentirsi impotenti a modificare la situazione con conseguenti problemi appunto di depressione, ansia, vergogna, disperazione; i piccoli possono sviluppare comportamenti adultizzati d’accudimento verso uno o entrambi i genitori ed i fratelli e diventare protettori mettendo in atto a tal fine numerose strategie … le piccole vittime di violenza assistita apprendono che l’uso della violenza è normale nelle relazioni affettive (esse possono essere incoraggiate o costrette ad insultare o picchiare la madre ed i fratelli) e che l’espressione di pensieri, sentimenti, emozioni è pericolosa in quanto può scatenare violenza; in alcune ricerche si rileva una più alta incidenza negli adolescenti di comportamenti devianti e delinquenziali: la violenza assistita è considerata una delle cause delle fughe da casa, del bullismo, della violenza nei rapporti sentimentali tra adolescenti e dei comportamenti suicidiari… Senza un intervento finalizzato alla protezione fisica e psicologica ed alla cura degli effetti post-traumatici, i bambini possono avviarsi alla vita adulta con un bagaglio di problematiche comportamentali e psicologiche cronicizzate. (LA VIOLENZA ASSISTITA: UN MALTRATTAMENTO “DIMENTICATO” – DATI EPIDEMIOLOGICI ED ANALISI DEL CONTESTO – Dott.ssa Nastinga Drei, Responsabile Progetto sostegno ai minori vittime di violenza assistita – Aprile 2008)

Un genitore che usa violenza sul partner sta usando violenza anche sul minore: checché ne pensi Lawless America è esattamente la stessa cosa.

Come sottolinea l’APA nel suo rapporto, un genitore violento è proprio quello più interessato a rivendicare il diritto di frequentare i propri figli, perché dopo la separazione è quello l’unico modo che ha per continuare a vessare la vittima che gli è sfuggita di mano.

A volte, invece, la separazione è il momento in cui la violenza ha inizio.

Surveys indicate that from 15% to 40% of women abused during a relationship will continue to be abused after separation (Hotten, 2001). In some cases, however, abuse begins with separation. Mahoney (1991) coined the term “separation assault” to refer to continuing or new incidents of physical abuse inflicted when the victim is attempting to terminate the relationship, during separation, and even following divorce. (Custody Evaluations When There Are Allegations of Domestic Violence: Practices, Beliefs, and Recommendations of Professional Evaluators – Michael S. Davis, Ph.D.; Chris S. O’Sullivan, Ph.D.; Kim Susser, JD; Hon. Marjory D. Fields, JD – 2011)

Traduco: dal 15 al 40% delle donne che hanno subito violenza durante una relazione continuano a subirla anche dopo la separazione. Tuttavia in alcuni casi l’abuso comincia con la separazione. Mahoney ha coniato l’espressione “separation assault” per descrivere il perdurare o l’insorgere di abusi fisici sul partner quando questi cerca di interrompere la relazione, nel corso della separazione o dopo il divorzio.

In questi anni i gruppi di padri separati hanno portato avanti una campagna di sensibilizzazione sul problema dell’affidamento che gli esperti definiscono pro-contatto e che in Italia ruota attorno al concetto di bigenitorialità. Cavalcando il principio del “diritto del minore di mantenere rapporti continuativi e significativi con entrambi i genitori” l’aspetto della sicurezza è progressivamente passato in secondo piano e nonostante l’evidenza dell’abuso intrafamiliare e del perpetuarsi di comportamenti abusanti – come nel caso di Rosi Bonanno – il genitore violento continua ad entrare in contatto con la prole e, di conseguenza, con l’ex-partner, che è condannato a subire ancora le violenze alle quali aveva tentato di sottrarsi.

Le conseguenze sono ormai sotto gli occhi di tutti. Muoiono le mamme, ma a volte muoiono i bambini.

Questo avviene perché invece di violenza intrafamiliare si parla oggi di “separazioni conflittuali” e si propongono soluzioni come il doppio domicilio e la mediazione.

Tutto questo passa anche attraverso una vera e propria campagna denigratoria della donna che denuncia le violenze subite, una campagna che da anni ci racconta del “grave fenomeno dei falsi abusi” e di madri “iperprotettive” o “poco collaborative”.

Che spesso sono solo donne che cercano di proteggere se stesse e i loro bambini.

La mediazione familiare si ispira al modello sistemico di responsabilità diffusa e di neutralità del terapeuta. Da un punto di vista ideologico, il modello di riferimento è quello della buona separazione, in cui i coniugi mettono in secondo piano i loro conflitti per il bene del bambino, bene che viene identificato a priori col mantenere rapporti costanti con entrambi i genitori, spesso nella forma dell’affido congiunto…
La pratica della mediazione richiede infatti che gli ex coniugi si concentrino sul presente e sul futuro senza rinvangare il passato e i relativi conflitti… Se la donna cerca di discuterne – per esempio, facendo presente che incontrare l’ex marito per consegnare i bambini la mette in una situazione pericolosa, o esprimendo il timore che lui li trascuri o li maltratti – verrà ripresa perché non sta alle regole e trattata da donna vendicativa e rancorosa, la stessa accusa già descritta nella sindrome di alienazione parentale e nelle false denunce di abuso in fase di separazione. Eppure questo succede e può rappresentare una strategia deliberata degli uomini violenti.
Dato che la separazione limita la possibilità di dominare e controllare l’ex partner, alcuni di loro cercano di ottenere che il tribunale imponga la mediazione familiare, proprio perché dà un’opportunità di incontrare l’ex moglie e di continuare a perseguitarla.
(Patrizia Romito – Un silenzio assordante)

Di commenti dei teorici del “falso abuso” questo blog è pieno. Vi basta aprire un articolo a caso sull’argomento “affido” o “violenza sulle donne” e troverete commenti come questo: “Ho letto un sito che spiega che il femminicidio non esiste (anzi l’italia è quasi il paese più sicuro al mondo) e che tutta questa campagna dei media e dei partiti e’ solo per far avere 82 milioni di euro a centri da loro gestiti che costruiscono false accuse contro gli uomini.”

Ce ne sono un sacco di siti che raccontano questa storiella. Chissà se chi li riempie di articoli avrebbe il coraggio di raccontarla anche alla disperata mamma di Rosi Bonanno o a quel bambino che è rimasto da solo per ore accanto al suo cadavere.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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33 risposte a Violenza e affidamento – II parte

  1. alessiox1 ha detto:

    Si però se il padre non è violento , mi sembra giusto che almeno una volta alla settimana, posso andare a trovare i suoi figli.

  2. Lilli ha detto:

    Alessio, il problema oggi è che alcune associazioni chiedono che l’affido condiviso venga dato a tutti di default, senza approfondire e capire se da parte di certi padri/madri c’è stata e c’è ancora violenza verso i figli e l’ex. In questi casi i bambini non ricevono un beneficio dalla bigenitorialità, ma soltanto danni, per cui l’affido esclusivo può salvare loro la vita e la salute fisica e mentale.

  3. Walter ha detto:

    In realtà so 85 e non 82 i milioni di Euro che le femministe cercano di ottenere con la montatura del femminicidio. La cifra proviene da una proposta di legge di una del PD

    • Certo. La fonte di questo dato?

      • Walter ha detto:

        La fonte è il disegno di legge 3390 (NORME PER LA PROMOZIONE DELLA SOGGETTIVITÀ FEMMINILE E PER IL CONTRASTO AL FEMMINICIDIO) articolo 36: “Agli oneri derivanti dalla presente legge, pari a 85 milioni di euro, si provvede a decorrere del 2013”. Per questi politici ladri, corrotti e femministi ogni occasione è buona per rubare

    • Lilli ha detto:

      Walter, in cosa consiste la montatura del femminicidio? Forse le 130 donne uccise ogni anno hanno finto la propria morte e si sono nascoste nel posto in cui sono celati da anni Marilyn Monroe e Elvis? … Ma per piacere!

      • Walter ha detto:

        L’Italia ha uno dei tassi di omicidi femminili più bassi al mondo, dopo Giappone e Grecia. Viceversa, vengono uccisi anche 300-400 uomini, di cui nessuno ne parla

  4. Il rasoio di Occam ha detto:

    Io sono femminista, che cosa devo fare per avere accesso a questi fantomatici milioni di euro che si spartiscono le femministe con la scusa del femminicidio? C’è un numero di telefono? Una lista di attesa? Nessuno mi dice mai niente
    😦

    • Walter ha detto:

      Devi diventare operatrice in un centro anti-violenza, aderire all’ideologia femminista secondo cui gli uomini sono violenti e le donne vittime, chiuderci dentro dei bambini lontano dal loro papà accusandolo falsamente di violenza, riceverai uno stipendio ed un finanziamento pari a circa 100 Euro al giorno per bambino.

  5. Ringrazio Walter per averci fornito alcuni dei più comuni leit motiv della propaganda dei gruppi dei “papà separati”:
    1)la violenza di genere e il femminicidio non esistono perché muoiono tantissimi uomini di cui nessuno parla. Oltre al tono evidentemente vittimistico (i poveri uomini nessuno li considera), Walter dimentica di contestualizzare le morti di tutti questi uomini. Ci sono tante problematiche in questo paese: la criminalità organizzata, le cosiddette “morti bianche” – cioè le morti causate dalla mancata osservanza delle norme sulla sicurezza sul lavoro, che sono veramente una piaga – le celeberrime “stragi del sabato sera”, cioè i morti per incidenti stradali…
    Ci sono tanti modi per morire anzitempo. Quindi le affermazioni del signor Walter sono vaghe e poco ci dicono sul perché non abbiamo il diritto di interrogarci su quelle particolari morti violente che vedono le vittime tutte nella medesima particolare situazione: donne uccise dagli uomini in quanto donne. A questa obiezione hanno risposto in tanti; vi cito Loredana Lipperini
    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2013/05/27/il-fact-screwing-dei-negazionisti/
    2)sui centri antiviolenza: Il Consiglio d’Europa raccomanda un centro antiviolenza ogni 10.000 persone e un centro d’emergenza ogni 50.000 abitanti (Racc Ue – Expert Meeting sulla violenza contro le donne – Finlandia 8-10 novembre 1999, sugli standard dei centri). In Italia dovrebbero esserci 5.700 posti letto ce ne sono solo 500. Siamo molto lontani dagli standard europei richiesti, il che significa che non abbiamo investito abbastanza.
    3)”L’ideologia femminista secondo cui gli uomini sono violenti e le donne vittime, chiuderci dentro dei bambini lontano dal loro papà accusandolo falsamente di violenza”, ovviamente non esiste. Come ho già spiegato più volte, al di là degli sproloqui di qualche soggetto isolato, tutte le statistiche dimostrano che non esiste alcun emergente “fenomeno dei falsi abusi”, anzi che spesso le vittime di violenza non denunciano affatto proprio per paura di non essere credute https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/01/05/sui-falsi-abusi/
    E quando le donne denunciano degli abusi, spesso troppo spesso non vengono credute: http://www.myfoxla.com/story/22758488/children39s-services-complaint
    Il femminismo non odia gli uomini né tanto meno sostiene una biologica tendenza dell’uomo alla violenza: questa è la teoria di chi difende gli stupratori appellandosi agli shorts – come quel talento emergente del signor Cubeddu (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/07/02/cubeddu-2-al-peggio-non-ce-mai-fine/); sono le persone come il Cubeddu che descrivono l’uomo come una bestia incapace di autocontrollo, un animale che alla vista di qualche centimetro di coscia non può fare a meno di aggredire le donne, non sono le femministe. Sono gli uomini che proclamano ad alta voce la loro natura di creature tendenzialmente violente. Walter, se la prenda con questo genere di uomini.

    Queste obiezioni me le ritrovo sotto quasi tutti i miei post, riscritte sempre uguali, come una litania, e chi le scrive è di solito sordo ad ogni forma di dialogo costruttivo sull’argomento.
    Questo perché la propaganda si basa su un principio semplice ed efficace: ”Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.“ Lo diceva Joseph Goebbels e temo proprio che ciò che quell’uomo è riuscito a combinare ci dimostri che aveva ragione.
    Se ripetere un concetto riesce a suggestionare chi ascolta al punto da convincerlo che corrisponde al vero, forse ripetere all’infinito la verità può aiutare le persone dotate di raziocinio ad assumere una posizione critica su ciò che ascolta.
    Pertanto vi invito a non prendere per buono né ciò che scrivo io né ciò che scrive il signor Walter: osservate il mondo attorno a voi, andate alla ricerca di fonti che possano chiarirvi le idee e non smettete mai di cercare la verità.

    • Michele ha detto:

      Io penso che le accuse DEVONO ESSERE PROVATE, e molte cose (forse non tutte) si possono dimostrare con ragionevole facilità: esiste tecnologia abbastanza a buon mercato per MOSTRARE LE MINACCIE o i comportamenti comunque a rischio. I genitori litiganti non vanno lasciati da soli, occorre lavorare attivamente per ridurre i conflitti, invece rimane tutto in mano agli avvocati (che dicono quello che vogliono i clienti, che non è detto risponda al vero) e ai professionisti del conflitto. Purtroppo la violenza domestica esiste, ma sulla REALE NATURA nessuno indaga. A volte è il maschio ad essere violento per primo, ma sfido chiunque a subire accuse più o meno gravi e infondate da una donna che lo vuole mobbizzare e riuscire a resistere a lungo.

      • Quando c’è di mezzo la violenza domestica è scorretto parlare di “conflitto”. Quando una persona è perseguitata e minacciata, non è in atto un “conflitto” con due participanti ugualmente responsabili, ma c’è un persecutore e una persona che cerca di difendersi. Ma lo ha letto il post? Perché sono sicura di averlo scritto…

      • Ma si è reso conto che in questo post si parla di una donna uccisa? Non le sembrano fuori luogo commenti sulle “donne che mobbizzano”? Sta forse accusando la morta di esserselo meritato?

    • Ste ha detto:

      “Ringraziamo” ilricciocornoschiattoso per fornire in continuazione, e SOLTANTO, leit motivs di propaganda, menzogne e demagogia femminista; dando la lettura di ogni singolo fatto di cronaca, distorta soggettivamente, ingigantendo a convenienza speculativa, di volta in volta, in ogni evento, quell’aspetto o quell’altro, a seconda di ciò che risulta conveniente, ad avvalorare l’ideologia e le tesi, già costruite a tavolino e stabilite come postulato iniziale.

      Il signor Walter ha pienamente ragione, il mio rammarico è continuare a vedere, il troppo esiguo numero di Uomini, che ancora si vede scendere in campo (se non in qualità di maschipentiti autolesionisti-autoflagellanti), per cercare confrontare e pubblicare i veri dati (tra cui quelli ufficiali, pubblicati dalle Questure/Procure o quelli pubblicati dai organismi internazionali come UNODC o EURISPES, che sono ben diversi dalla Italica propaganda giornalistica o delle associazioni che della misandria hanno fatto professione) e su cui la stampa demagogica nostrana, troppo spesso pone il veto, o riduce al silenzio.

      • Ah, io farei propaganda? Demagogia? Ho “ingigantito la notizia”??? Quindi la donna non è morta in realtà. Oppure non è vero che il bambino è rimasto per ore accanto al cadavere della madre? Che cosa c’è di “falso” in ciò che ho riportato?
        Per fortuna la gente che legge, dotata di pollice opponibile, è in grado di seguire i link e verificare autonomamente, attraverso i link da me forniti, le fonti delle notizie che riporto.
        Sottolineo la mancanza di empatia di questo commento: di fronte al cadavere di una donna, di fronte ad un bambino reso orfano, ci si rammarica per i poveri uomini… Eh già: è misandria denunciare la violenza contro le donne!

  6. Walter ha detto:

    “Il femminismo non odia gli uomini né tanto meno sostiene una biologica tendenza dell’uomo alla violenza”: e allora le teorie della signora Liliana dell’Osso, secondo cui i maschi sono geneticamente violenti, non sono femministe ma nazi-femministe? http://www.sns.it/scuola/attivitaculturali/eventispeciali/annoincorso/noviolenzadonne/

    • Walter, che noia… “Sappiamo benissimo che il DNA non è il destino” dice la signora Liliana dell’Osso “All’ambiente bisogna imputare il 90% del determinismo del comportamento umano, solo il 10% potrebbe essere imputato a fattori genetici.” Poi fa un esempio in cui mostra come il fattore genetico da solo non basta a spiegare determinati comportamenti. Cioè esattamente il contrario di quello che hai capito tu.

      • L’uomo era stato più volte denunciato per stalking dalla ex moglie, Enrica Patti. I due erano separati da quattro anni e da tre anni lui viveva in affitto nell’appartamento andato a fuoco. I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare a lungo per spegnere l’incendio, causato probabilmente da una tanica di benzina trovata vicino a una bombola di gas, e hanno soccorso l’uomo che era stato trascinato fuori casa dai vicini. Non è stato un incidente ma una “tragedia annunciata”, secondo Pierluigi Milani, l’avvocato della madre dei due bambini. “Nessuno parli di incidente – ha detto – C’erano dieci denunce a carico di quest’uomo per stalking. La prima udienza del processo è stata appena fissata in ottobre”.

        10 denunce…

      • Ste ha detto:

        La risposta in realtà è indirizzata al ricciocornoschiattoso: Guarda che ti sbagli di grosso mia cara, ad avvalorare nel caso citato dal signor Pinza, (suicidio Iacovone), le cosiddette 10 denuncie di Stalking. 10 denuncie non significano proprio NULLA, possono essere tutte e 10 false, solo il verdetto di una corte, dopo le dovute indagini sulla plausibilità e veridicità delle accuse (che dovrebbe essere il sacrosanto diritto costituzionale di ogni cittadino, in base al principio di garanzia) possono stabilire la verità, prima di questo, NON C’E’ PROPRIO NULLA !!! ed è assurdo, ma veramente ASSURDO, che un provvedimento restrittivo della libertà personale ed affettiva, venga varato contro qualcuno sulla base DEL NULLA !

        Le denuncie si da’ il caso (fonti ufficiali Questure/Procure) che 9 volte su 10 siano false, e già questo dovrebbe far desistere i giudici (ma quelli veri si intende..) di emettere provvedimenti restrittivi, senza verdetti chiari ed inequivocabili. Secondo le fonti (sempre pubblicate dalle Procure/questure…vattele a cercare !) molte, anzi la maggior parte, di queste false denuncie, sono fatte per ottenere vantaggi SPECULATIVI nell’affidamento dei figli, e sono suggerite alle ex. mogli dalle cosiddette “avvocate delle donne” nei centri della nullafacenza femminista, pagata dallo Stato, (basta che risultino i casi, però !) mascherati da centri antiviolenza. Suffragate quindi, da queste fanatiche mestieranti addette ai lavori, che studiano per anni scientificamente i punti deboli, per trovare le falle ed i cavilli nei meandri del diritto e delle sue fonti, e manipolare i codici ecc.. allo scopo di far finire in disgrazia ex. mariti e padri, isolarli ed emarginarli, impedendogli di vedere i propri figli. Poi ci si meraviglia se impazziscono e se ne escono con gesti simili. Nessuno perfettamente lucido o per “l’innato senso di dominio del maschi sulla femmina” panzana insostenibile che andate propagandando voi altre, (una vera barzelletta nella straeffemminata società di oggi, e del libero arbitrio senza regole e responsabilità solo per la donna) ripeto, nessuno fa un gesto simile per quei motivi là: dare fuoco innanzi tutto a se stesso… figuriamoci ! (chiunque sano di mente ha a cuore la propria vita innanzitutto…), un gesto simile può essere solo dovuto alla estrema disperazione, la disperazione dovuta ad una ENORMITA’ di ingiustizia ed EMARGINAZIONE, applicata nelle separazioni, contro i Padri, in merito al diritto biologico sui figli, ed anche sui beni acquistati (e pagati) con il frutto del proprio lavoro, per decenni (se un bene ti costa 20 anni di mutuo e di duro lavoro, puoi anche impazzire, se ti viene rubato ed espropriato con delle false accuse…..umano e sacrosanto !)

      • La donna è MORTA. Morta! Lo capisci morta? Stai infierendo su una donna uccisa. Stai accusando una donna barbaramente uccisa e stai difendendo il tizio (vivo) che l’ha uccisa e poi ha lasciato un bambino a vegliarne il cadavere. Ma che genere di essere umano sei? Vai a commentare altrove, per favore…

  7. Lilli ha detto:

    Walter, i 300-400 omicidi di uomini che avvengono in Italia ogni anno non sono certo causati dalle compagne che li uccidono perché le vogliono lasciare! Questa è la differenza tra il femminicidio e gli altri tipi di omicidio: ti uccido in quanto sei una donna e di mia proprietà. E’ questo l’orrore insito nel femminicidio.

    • Sindar ha detto:

      Questa storia (e relativo video) è la prova lampante di quanto questo dogma sia falso e sbagliato, l’attacco subito da questo ragazzo, e tutta la truce storia della sua ex. che ci sta dietro, e che a poco a poco con le indagini, è emersa, mostra quanto il senso di possesso e di distruzione (quando si perde il possesso dell’altro) sia una caratteristica solo della specie umana, non dell’uomo in quanto maschio, e sia posseduta copiosamente anche dal genere femminile, impossibile non vedere questa “distruzione dell’altro” come non dovuta a senso di possesso e vendetta sommaria:
      http://www.giornaledibrescia.it/in-provincia/bassa/willy-quando-la-speranza-sconfigge-la-violenza-1.1475791

    • Sindar ha detto:

      @ilricciocorno schiattoso il “dogma” e lo ripeto ancora, se non fosse stato chiaro, è quello per cui la violenza sarebbe solo maschile, e non è il fatto che vi siano più casi (o sono quelli più pubblicizzati dai giornalisti e dalle associazioni femministe, non lo abbiamo ancora capito bene). Non è affatto ridicolo chi risponde a questo blog “con anche le donne sono cattive” così liquidato in fretta da una frase banale, perchè non è banale ? Perche tutto questo blog, è proprio impostato in questo modo, in ragione di far vedere la violenza maschile come l’unica esistente, e creare il paradosso della “violenza di genere”. Nessuno sostiene che non vi siano casi di violenza di uomini su donne, ma il fatto che esistano casi come quello di William è quello che rovescia il paradigma della “violenza di genere” e delle conseguenti leggi “ad generem”. Se l’attenzione dello Stato deve essere contro la violenza, deve esserlo contro tutta, ed anche la severità delle pene deve colpire con eguale severità, basandosi sui fatti, sulle azioni realmente fatte e ricostruite (le uniche giudicabili con l’oggettività su cui il diritto è stato fondato) e non sul sesso di chi le ha fatte. Serve a poco inoltre, cercare di liquidare la verità inequivocabile del caso di William, con pseudo-studi pubblicati sulla rivista focus.it, anche perchè Focus, ultimamente ne ha riportato di svariati e pure tra di loro contradditori, visto che hai citato focus, un po di tempo fa, riportò un articolo sulle calunnie femministe 8apri la tua mente, quindi) http://www.focus.it/community/cs/forums/thread/477456.aspx Riguardo alla “coda di paglia” si dice così quando “qualcuno ha commesso qualche birbonata ed ha paura di essere scoperto.” e non mi sembra davvero appropriato all’argomento trattato, non ho certo la coda di paglia, nè nulla da nascondere, infatti mi sto’ dando un gran da fare per fare verità, fare luce, sulla calunnia a senso unico, che investe il genere maschile. Ormai dovresti avere anche capito a cosa mi riferisco, nessuno giustifica il tragico caso oggetto del blog, o mette in discussione la veridicità di quella storia, è il modo in cui il blog stesso è scritto, e il suono sempre e solo di una singola nota, che se ne diparte, che toglie qualcosa a tutta l’altra parte di verità, e mostra la realtà in un luce distorta, disequilibrata, e con geometria deformata. Le violenze femminili contro compagni, mariti e figli (tanto anche), non si limitano solo al caso di William, puoi farti una cultura qui, dove vi sono citate anche tutte le fonti agli articoli originali sui media (e qui di casi ce ne sono tanti, non solo uno…) http://www.violenza-donne.blogspot.com

      • Senti, caro, se non ti piace come è gestito questo blog vai commentare su altri. Questo è il mio blog, non il tuo.
        L’argomento del post è questo: è giusto che un soggetto che ha minacciato di morte un altro essere umano continui ad avere libero accesso all’abitazione della persona che ha dichiarato di voler uccidere solo perché anni prima hanno avuto un figlio insieme? E soprattutto, uno che abbandona un bambino di due anni accanto al cadavere della madre, può essere definito “un povero papà”?
        Tutto il resto vallo a discutere altrove. Soprattutto se si tratta di sproloqui sul fatto che “gli uomini non sono cattivi” (che nel mio blog non sta scritto da nessuna parte). Invece alcuni uomini sono veramente ostinati: basta co’ ‘sta storia delle calunnie femministe perché non è vera.
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/01/05/sui-falsi-abusi/
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/04/26/lei-mente/
        Qui non c’è nessuna “luce distorta”, nessuna “geometria deformata”, ma c’è un fatto di cronaca commentato con tanto di bibliografia. Ultimo avviso: o ti attieni all’argomento (leggi bene il titolo: Violenza e affidamento) oppure verrai bannato in quanto off-topic. Non posso passare la vita a rispondere alle crisi vittimiste di maschietti che si sentono aggrediti ogni volta che si parla di violenza di genere.

  8. Morgaine le Fée ha detto:

    Questo post mi ha fatto venire in mente una serie di articoli d’inchiesta pubblicati recentemente dal quotidiano svedese Aftonbladet. In essi si esaminava il destino di quei bambni che hanno visto un loro genitore ucciso dall’altro (il piú delle volte, il padre che ha ucciso la madre, con buona pace di chi afferma che gli uomini poverini sono le vittime preferenziali nelle relazioni).
    I racconti sono qualcosa di straziante, non solo per la violenza in sé a cui questi bambini hanno dovuto assistere, ma anche per l’ottusitá di un sistema in cui i figli venivano affidati di nuovo al padre (in carcere) seguendo il principio che ‘i bambini stanno meglio coi genitori biologici’ oppure tolti ai nonni materni e affidati a case famiglia.
    Gli errori e l’insensibilitá delle istituzioni (in questo caso quelle svedesi, ma immagino sia cosí anche altrove) stanno rovinando un sacco di bambini.

  9. Andrea Mazzeo ha detto:

    Chi nega l’esistenza della violenza contro le donne è un violento contro le donne, chi nega l’esistenza degli abusi sessuali sui minori è un abusante.

  10. Silvia ha detto:

    sono perfettamente d’accordo sulle analisi che emergono da questo articolo, le ho vissute e vivo in prima persona da diversi anni, vorrei solo che qualcuno mi spiegasse come mai i giudici risultano così ottusi e di parte, insensibili ad ogni evidenza e buon senso, quali sono le leggi a cui si appoggiano per tali scempi e quando sono state votate, perchè qualcosa di grosso è passato negli ultimi 20 anni,per rovinare in questo modo la vita di donne e bambini e mi chiedo noi donne dove eravamo per lasciare che tutto scivolasse in questo modo contro di noi e i nostri figli. vorrei partecipare attivamente se fosse possibile, anche come testimone se necessario, per cercare di denunciare e fermare questa violenza che si aggrava sempre più a cui anch’io mi sento esposta. e inoltre vorrei che venissero resi noti i nomi dei giudici che hanno valutato ed emesso decreti che mettevano in pericolo la vita delle persone permettendo all’ex-coniuge violento di compiere il suo crimine, come mai questi giudici e consulenti tecnici non rispondono dei loro errori con la galera?

  11. Sergio71 ha detto:

    Ste e Walter, mi ricordate tanto i discorsi vittimistici di certi iscritti in pagine facebook legate alle associazioni dei padri separati. Sempre gli stessi discorsi monotoni, generalizzanti ed ossessivi. I padri separati sempre vittime di leggi ingiuste, ex mogli arpie, avvocati femministi ecc. ecc. E poi la storia delle denunce, sempre false…come no…e chi vi chiede dati certi o vi esprime dubbi viene tacciato di femminismo….neanche fosse un offesa. Io so solo che le donne continuano a morire per mano di compagni ed ex, conoscenti e parenti.

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