Riciclaggio

Ormai da un bel po’ di tempo mi interesso di tutto ciò che ruota attorno alla questione bigenitorialità, affido condiviso e sindrome da alienazione genitoriale.

Il primo post che scrissi sul disegno di legge 957, che proponeva l’introduzione nel nostro ordinamento del termine Pas (sindrome da alienazione genitoriale), risale al giugno 2012.

Ecco il passo del disegno di legge: «Il comprovato condizionamento della volontà del minore, in particolare se mirato al rifiuto dell’altro genitore attivando la sindrome di alienazione genitoriale, costituisce inadempienza grave, che può comportare l’esclusione dall’affidamento» (pag.16)

Che genere di soggetti ha sostenuto e promosso questo disegno di legge negli ultimi anni?

Beh, non è un segreto per nessuno, uno dei principali promotori è stata l’Associazione di Associazioni Nazionali per la tutela dei minori, per gli amici Adiantum.

Nel caso aveste dei dubbi in proposito, potete leggere la relazione inviata dall’Associazione al Senato, che recita:

Altri punti meritevoli del ddl 957, a nostro avviso:

1 – l’introduzione, come situazione pregiudizievole, della Alienazione Genitoriale, intesa come condizionamento dei minori all’ostilità verso il genitore c.d. bersaglio, ossia quello non collocatario (da cui l’ulteriore indicazione ad eliminare questa figura). Poco conta che, a tutt’oggi, essa non sia inclusa (al pari di tante situazioni, come lo stalking o il mobbing o il plagio) nel DSM IV…

Se seguite questo link trovate il documento in pdf disponibile sul sito del Senato.

Vi lascio immaginare il mio stupore quando ritrovo il nome di tale associazione su questa pagina: Cresco a casa, una pagina che si propone di difendere i bambini da quelle perizie psicologiche-psichiatriche che li allontanano dalle famiglie.

Guardate un po’ cosa racconta l’ultimo articolo pubblicato nella pagina Cresco a casa:

Bambino costretto dalla psicologa a incontrare il padre accusato di pedofilia

Cito dall’articolo: Nel caso di specie, la psicologa che ha redatto la consulenza tecnica d’ufficio che ha spinto il tribunale a prendere una decisione talmente errata, è una “fanatica” della PAS (Sindrome da alienazione genitoriale, la “sindrome” che ha portato al caso di Cittadella per intenderci) che recentemente ha firmato il “Documento sugli ostacoli al diritto alla bigenitorialità e al loro superamento” assieme ad altri psicologi e psichiatri. Professionisti che certamente non offrono gratuitamente le loro perizie e consulenze, anzi. Ed è probabilmente l’impostazione “soggettiva di natura psicologica” decretata da questa consulente tecnica d’ufficio che ha portato i servizi ai comportamenti per cui ora sono stati querelati. L’eccessivo appiattimento sulle perizie psichiatriche e psicologiche è alla base di tanti abusi ed errori, e recentemente è stato censurato dalla Corte di Cassazione, che proprio nel caso di Cittadella ha criticato il giudice di merito per aver basato il suo giudizio esclusivamente sulla valutazione psicologica/psichiatrica…

Ma è un articolo contro l’utilizzo dell’alienazione genitoriale nei Tribunali! Danno addirittura della fanatica ad una delle professioniste che sostengono l’esistenza del fenomeno Pas!

La domanda sorge spontanea: è la medesima associazione o un è caso di omonimia?

O Adiantum ha improvvisamente cambiato idea e si schiera contro i sostenitori dell’alienazione genitoriale?

Fra le associazioni citate dalla pagina Cresco a casa, troviamo anche Gesef, ovvero “Genitori separati dai figli”; nel sito web della Gesef troviamo questo articolo  dal titolo La PAS: Violenza e Rivalsa (Relazione Convegno AMI :“Orfani di genitori vivi: la Pas tra diritto e psicologia”, Roma, sala Protomoteca del Campidoglio, 14 gennaio 2011 – Di ELVIA FICARRA, Responsabile Osservatorio Famiglie Separate della Gesef), un intervento appassionato sull’alienazione genitoriale.

Eccone alcuni passi:

“Si è affacciato da poco nella letteratura psicologica italiana il parametro concettuale della Sindrome di Alienazione Genitoriale (Parental Alienation Syndrome – PAS), così definita dallo psicologo forense Richard Gardner, della Columbia University di New York, all’inizio degli anni Ottanta.

Si definisce come una patologia relazionale la cui principale manifestazione è la campagna di denigrazione da parte del figlio nei confronti del genitore non convivente fino al suo rifiuto , a seguito dell’indottrinamento dell’altro genitore.

La PAS è il risultato della combinazione di una “programmazione” effettuata dal genitore alienante e dal contributo offerto dal figlio, per escludere il genitore bersaglio dalla propria vita.”

Insomma anche la Gesef ha contribuito in questi ultimi anni ha diffondere l’alienazione genitoriale fra i responsabili degli allontanamenti dei bambini. Non solo: è fra le associazioni che ha difeso in Senato il ddl 957.

E’ la stessa Gesef che sostiene la pagina Cresco a casa? La stessa Gesef che tuona contro la fanatica della Pas? O è un altro caso di omonimia?

Fra le associazioni citate da Cresco a casa c’è anche “Tu sei mio figlio“, una associazione che – potete leggerlo nella home page – fa parte di Adiantum.

Guardate un po’ chi compare sulle pagine di “Tu sei mio figlio”: Sara Pezzuolo, una delle firmatarie del “Documento sugli ostacoli al diritto alla bigenitorialità e al loro superamento”, il documento violentemente criticato dalla pagina Cresco a casa.

Tra l’altro, seguendo il link di “Tu sei mio figlio”, torniamo al sito di Adiantum, nel quale possiamo leggere “In qualche modo possiamo dire che il mobbing genitoriale è l’anticamera per lo sviluppo della P.A.S. od ancora che la PAS sia il grado estremo della realizzazione del mobbing genitoriale”…

Qui trovate una lista di tutti i sostenitori del disegno di legge che voleva introdurre il termine “sindrome da alienazione genitoriale” nell’ordinamento italiano, quelli che l’hanno spiegata per benino ad avvocati e assistenti sociali durante i convegni, quelli che l’hanno spammata per tutto il web attraverso i loro siti, quelli che hanno difeso quegli operatori che hanno trascinato il bambino di Cittadella verso la casa famiglia che doveva “curarlo” dalla Pas.

Ecco un intervento di Fabio Nestola di Adiantum sul caso: “Non è importante inserire la Pas nel catalogo dei disturbi comportamentali o delle malattie mentali, invece è fondamentale stabilire che esiste un comportamento negativo e ostativo nei confronti dell’altro genitore. Lo stalking, il bullismo o il mobbing non sono sindromi psichiatriche, eppure fanno danni enormi a chi subisce questi comportamenti.

Ma potete anche leggere qui cosa scrisse Adiantum della crudele mamma, del povero papà e dell’indispensabile allontanamento coatto.

Allora: che storia è questa?

sherlock_ricciocorno


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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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26 risposte a Riciclaggio

  1. Samuele G ha detto:

    È il problema delle grandi associazioni, che raccolgono opinioni diverse. Occorre pazienza, mediazione e ragionevolezza. Da un lato, il caso specifico è effettivamente così grave che chi crede che una vera associazione a tutela dell’infanzia debba essere basata su principi (e quindi non debba tollerare posizioni vicine a chi cerca di negare che l’alienazione genitoriale o PAS è un abuso sull’infanzia) ha sollevato il problema arrivando ad andarsene. Dall’altro lato, al di là dell’articolo citato, l’opera di crescoacasa in vicende concrete di bambini vittima di PAS è stata ragionevole e positiva, e cioè improntata a far sì che i bambini tornassero il prima possibile ad una vita normale con entrambi i genitori. Nonostante l’infelice testo, assolutamente nulla a che vedere con le associazioni che aiutano ad alienare bambini con false accuse, e che quindi strumentalmente cercano di negare che la PAS è abuso sull’infanzia

    • “È il problema delle grandi associazioni, che raccolgono opinioni diverse.” Quale è il problema delle grandi associazioni? Propagandare una malattia inventata e poi fingere di scandalizzarsi se le conseguenze delle proprie azioni sono terrificanti? La pagina di Cresco a casa evidentemente nega “la Pas abuso sull’infanzia”. Il suo discorso, invece, è confuso e scritto male: ” Da un lato, il caso specifico è effettivamente così grave che chi crede che una vera associazione a tutela dell’infanzia debba essere basata su principi ha sollevato il problema arrivando ad andarsene.” Chi è che se n’è andato? Andato dove? Quali principi? Davvero, Lei fa perdere tempo a chi legge…

    • Lilli ha detto:

      La P.A.S. è un abuso sull’infanzia? E dove lo ha letto? Mi saprebbe dire quale organismo serio ha riconosciuto l’esistenza della P.A.S.

    • Romano ha detto:

      Sanuele G.,
      Continui a scrivere solo minchiate perché tutti hanno diritto dio espressione.
      La PAS NON ESISTE. Non c’è bisogno di negarla. Non esiste negazionismo della PAS, ESISTE ASSERZIONISMO DELLA PAS, informati una volta per tutte perché quello che scrivi è anacronistico e sempre più contro la logica.

  2. Andrea Mazzeo ha detto:

    Oddio, questo Samuele o è fru-fru riciclato o qualcun altro di loro.
    Adiantun NON è affatto una grande associazione, raccoglierà al massimo 100-150 persone che non hanno avuto l’affidamento dei figli al momento della separazione; più volte ho chiesto a questi piagnoni di far conoscere le loro sentenze di separazione, di far sapere perché quei cattivoni dei giudici non gli hanno dato l’affidamento dei loro figli, ma quando si parla di questo minacciano querele. Minacciano querele peché i motivi principali del mancato afffidamento sono la presenza di violenza in famiglia o gli abusi sessuali sui figli minori. Da qui il sostegno alla teoria della PAS e tutto il piagnisteo delle false accuse.
    Le presunte associazioni riunite in A-piantum non sono vere associaioni ma scatole vuote delle quali esiste solo il sito internet o il blog e un paio di persone che li mandano avanti pubblicando sempre gli stessi post riciclati da altri siti del loro giro.
    Qui abbiamno spiegato tutto tre anni fa: http://xoomer.virgilio.it/ibpmaz/pas/index.html
    “Cresco a casa” poi fa capo a scientology, e non c’è bisogno di aggiungere altro; il modello cui si ispirò Gardner per creare il suo “regno della PAS” (Discorso di Francoforte) è proprio quello di scientology.

    • Antonio ha detto:

      …in questo blogghino senza coraggio dove si censurano le risposte…

      • Caro Antonio, i tuoi sono commenti sgradevoli su un altra persona che ha scritto qui, quindi non “rispondono” a nulla che possa interessare tutti gli altri lettori. Se devi litigare, telefona alla persona contro la quale hai gli insulti pronti e vedetevela fra di voi.

      • Simona69 ha detto:

        Antonio, in effetti, i toni dovrebbero restare civili e rispettosi delle opinioni altrui. Altrimenti, puoi accomodarti in uno dei tanti talk show domenicali della tv italiana!

      • Lilli ha detto:

        Hai ragione Simona. Il diritto di visita dei nonni migliorerà la vita solo di una categoria di persone: gli avvocati, che vedranno quadruplicarsi i guadagni perché le cause per il diritto di visita le potranno intentare anche i quatto nonni. Ei bambini saranno ancora più stressati dalla voglia e dalla possibilità di dominio di altri 4 adulti.

      • Simona69 ha detto:

        Lo so bene! Conosco molti miei colleghi senza scrupoli e che si improvvisano “avvocati familiaristi” quando farebbero meglio a dedicarsi ad altro!

      • Romano ha detto:

        Antonio,
        Ma se pubblicano persino le cose che scrive Samuele G., cosa dici? Sai quante ne ho scritte io sui siti PAS-SISTI senza offendere, che non han pubblicato?

  3. Simona 69 ha detto:

    Non si deve più parlare di PAS e lo dice l’OMS e la psichiatria mondiale. Ma in Italia tutto questo non viene recepito, a vantaggio di chi? Di chi ci ha costruito la propria credibilità professionale, direi. Essere un genitore “farabutto” non necessariamente significa avere una sindrome psichiatrica, altrimenti anche chi non paga il mantenimento per i figli sarebbe affetto da una fantasiosa MAS (money alienation syndrome)???

  4. Ccdu Minori ha detto:

    Gentile Ricciocorno, fatichiamo molto a credere alla sua buona fede. A noi il suo sembra un tentativo di screditare delle associazioni meritevoli che tra il resto non hanno scritto l’articolo in questione che riporta il punto di vista del nostro comitato. Pare proprio che lei stia facendo di tutta l’erba un fascio. Il fatto stesso di chiamare “riciclaggio” l’evoluzione di Adiantum che ha portato al concetto di impedimento doloso della cura filiale, la dice lunga sull’intento del suo articolo. Molti ormai hanno capito le derive e gli abusi derivanti da una valutazione psichiatrico/psicologica di un fenomeno reale quale l’alienazione genitoriale. L’attacco non era e non è mai stato al fenomeno dell’alienazione genitoriale in quanto tale ma alla strumentalizzazione del fenomeno da parte di alcuni “professionisti” che sostengono a spada tratta quest’impostazione con le nefaste conseguenze che ne derivano per i minori. Forse è per questo che non ha visto, o forse ha fatto finta di non vedere, l’ultimo paragrafo dell’articolo…

    • Vede, non c’è nessun bisogno di credere a me. Non ho mai chiesto di essere creduta, anche perché io non offro delle risposte ai miei lettori, bensì pongo delle domande.
      In questo post riporto una serie di link – che chi legge può verificare in prima persona – e le mie perplessità in merito.
      Lei afferma “l’attacco non era e non è mai stato al fenomeno dell’alienazione genitoriale”.
      Intanto, come ho spiegato più volte, il termine “fenomeno” è usato impropriamente, e basta un dizionario della lingua italiana per verificarlo: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/04/16/propaganda-parte-vi-il-fenomeno/
      L'”alienazione genitoriale” è una teoria, non un fenomeno, una teoria non supportata da ricerche scientifiche, quindi chiunque se ne serve è sempre e comunque in errore e mette a rischio le persone coinvolte.
      L’articolo di “cresco a casa” si pone chiaramente in polemica con la decisione presa sul caso di Cittadella, quello del celebre video del bambino trascinato dalla Polizia, come possiamo leggere qui: “L’eccessivo appiattimento sulle perizie psichiatriche e psicologiche è alla base di tanti abusi ed errori, e recentemente è stato censurato dalla Corte di Cassazione, che proprio nel caso di Cittadella ha criticato il giudice di merito per aver basato il suo giudizio esclusivamente sulla valutazione psicologica/psichiatrica.” (è ambiguo, ma si fa riferimento alla Cassazione, quindi immagino a questa sentenza:
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/03/21/la-pas-non-esiste-e-ce-chi-comincia-a-prenderne-atto/, sentenza che definisce la Pas “devianza dalla scienza medica ufficiale” e “senza conforto scientifico”).
      In quel caso Adiantum si è schierata a favore della decisione del perito di sottrarre e rinchiudere il minore senza che vi fossero “fatti gravi ed accertati”, sostenendo la posizione del padre, che aveva preteso l’allontanamento del bambino.
      C’è una evidente contraddizione fra le affermazioni di allora e l’articolo e gli intenti di “cresco a casa” che non mi sto inventando io, ma che è sotto gli occhi di tutti.
      Non credo proprio mi si possa accusare di mala fede, quanto piuttosto di “eccesso di coerenza”. Non credo di eccedere, comunque…

  5. Riguardo la proposta di inserire il reato ” di impedimento doloso della cura filiale”, il 2° comma dell’art. 709 ter c.p.c. (articolo introdotto dalla legge 54/06, in tema di affido condiviso) prevede che, per il caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento, si possono modificare i provvedimenti in vigore e il giudice può, anche congiuntamente: 1) ammonire il genitore inadempiente (un primo provvedimento simbolico) 2) condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di settantacinque euro a un massimo di cinquemila euro a favore della cassa delle ammende e infine 3) disporre il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore; 4) disporre il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori, nei confronti dell’altro.
    A cosa dovrebbe servire l’introduzione di una simile fattispecie visto che la norma c’è già?

    Ma soprattutto: che senso ha parlare di “impedimento della cura filiale” in un contesto in cui si riporta un caso in cui uno dei genitori tenta di proteggere il minore da una figura genitoriale abusante? E’ quanto meno fuori tema…

    Inoltre: “impedimento della cura filiale”. Chi è il soggetto il cui diritto è leso? Il genitore, non il minore, cioè l’adulto cui si impedisce di esercitare la genitorialità. Questa prospettiva è evidentemente adultocentrica e non tiene minimamente conto dell’interesse del minore coinvolto. Una simile fattispecie, così espressa, andrebbe a tutelare anche il genitore abusante, perché la norma è a protezione dei suoi diritti e non menziona il pregiudizio arrecato al minore…

    Chi è in mala fede?

  6. Ccdu Minori ha detto:

    Scusi ma lei ha letto il manifesto di Crescoacasa? http://www.crescoacasa.com/manifesto
    Il nostro comitato ha sostenuto Crescoacasa proprio perché sono anni che sostiene sempre le stesse cose… La PAS non è mai stata sostenuta da Crescoacasa. Crescoacasa ha sempre sostenuto la bigenitorialità e si è sempre schierata contro le perizie psichiatriche e psicologiche e contro le soluzioni drastiche di allontanamento da uno o entrambi i genitori, salvo i casi di abusi reali e accertati come quello di Padova.

    Il nostro comitato vorrebbe isolare gli estremisti di entrambe le parti (generi) per arrivare a una mediazione e conciliazione a favore dei bambini. Riteniamo che l’introduzione da parte di Adiantum del concetto di impedimento della cura filiale sia un’evoluzione perché permette di stabilire la verità e di garantire ai minori la soluzione corretta basata sui fatti e sulle prove e non su valutazioni soggettive di natura psichiatrica e psicologica che per la loro intrinseca discrezionalità possono essere strumentalizzate da uno dei due partner per escludere l’altro dalla vita dei figli o dai servizi per escludere entrambi dalla vita dei figli. Le perizie si prestano a questa strumentalizzazione sia da parte dei “fanatici della PAS” che da parte dei cosiddetti “abusologi”. Tornando alle buone, vecchie, solide prove si è certi della verità.

    Per comprendere in modo pratico il nostro punto di vista, allego un articolo di un padre che era stato falsamente definito “pedofilo” da una parte, e di una madre falsamente accusata di “PAS” dall’altra. Per colpa della naturale conflittualità di coppia, di avvocati senza scrupoli e di servizi e consulenti “fanatici” il bambino era finito in casa famiglia. Ora i genitori, anche grazie a noi, hanno ripreso dei contatti civili, hanno dismesso certi consulenti e avvocati e la vicenda va verso una soluzione positiva http://www.lavalsugana.it/home/le-cronache/5690/ritorna-casa-bambino-mamma-accuditiva.html

    Ogni caso va valutato ed esaminato senza fissarsi sulle ideologie ma nel vero interesse del minore, cercando di stabilire come stanno effettivamente le cose con onestà intellettuale.

  7. Ccdu Minori ha detto:

    Un’altra precisazione.

    Lei dice: “Qui trovate una lista di tutti i sostenitori del disegno di legge che voleva introdurre il termine “sindrome da alienazione genitoriale” nell’ordinamento italiano… “

    Ma quando mai !!!

    Quella era la lista dei sostenitori della manifestazione. Infatti nella pagina http://www.salviamolafamiglia.it/2012/index.php/associazioni-sostenitrici si dice chiaramente:
    La manifestazione del 4 ottobre 2012 è sostenuta da: …

    In questa pagina si esprime lo scopo della manifestazione http://www.salviamolafamiglia.it/2012/index.php/manifestazione

    Nel menu del sito è menzionato il DDL 957 ma quelle associazioni hanno aderito alla manifestazione e non certo al DDL. Questa è una sua trasposizione o malcomprensione.

    Nel caso specifico, il CCDU che si batte contro le etichettature psichiatriche non può certo sostenere un’etichettatura psichiatrica, non le pare?

    Nella manifestazione si parla precisamente di: introduzione del REATO di “mobbing genitoriale” che sanzioni il genitore alienante, ma senza consentire MAI la sottrazione dei minori alla famiglia per tale fattispecie di reato o per “conflittualità genitoriale”. Nessuno ha mai sostenuto la PAS in quella manifestazione.

    Quella manifestazione si riuniva sotto un preciso slogan “uniamo mamme e papà, nonne e nonni, mondo accademico e forense, associazioni, movimenti e cittadini per sostenere e proteggere la famiglia” non certo per il DDL 957. E’ un nostro sogno, e speriamo che un giorno potremmo mettere alle spalle le contrapposizioni di genere e ideologiche e unirci tutti per il bnene della famiglia e dei bambini.

    Certo molte persone: esperti, professionisti, avvocati, psicologi, psichiatri, operatori, assistenti sociali e case famiglia vedranno una riduzione del loro reddito, ma se non sono d’accordo per trovare una conciliazione significa solo che Guidi aveva ragione: “Vale più un chilo di bambino che un chiulo di eroina”.

    • Adiantum sostiene da sempre la Pas. E non ho ancora ben compreso la sua di posizione. Il reato di “mobbing genitoriale”, come ho spiegato nel post che le ho linkato, si basa sull’invalidazione della testimonianza del minore.

      Lo slogan “uniammo mamme e nonni” che cosa dovrebbe significare? Li uniamo per farci che? Una catena dell’amore? E’ semplicemente ridicolo… “E’ nominato il ddl 957 ma non era sostenuto”… Allora viene nominato perché? Ma lei è sciocco o pensa veramente di risultare credibile?

  8. Simona 69 ha detto:

    Troppo semplice definirsi difensori dei bambini e basta. Di solito, PRIMA della separazione, durante il rapporto di coppia, uno dei due genitori è costantemente assente e delega tutto all’altro. Riflettiamoci bene: come mai questi padri si scoprono tali solo DOPO la separazione e non prima?Come mai moltissimi figli dichiarano che i papà non li capiscono, non li accolgono, non comprendono i loro bisogni e, quindi, non vogliono più essere costretti a frequentarli? Ogni caso andrebbe analizzato a fondo, cosa che è impossibile per un magistrato che ha sul ruolo centinaia di cause. Quindi, ancor più pericoloso e strumentale parlare di PAS laddove questa “sindrome” è stata abbandonata da anni dai professionisti seri e documentati. Il Ddl 957 che darebbe addirittura ai nonni potere autonomo per tutelare i propri diritti non farebbe altro che aumentare il contenzioso dando vita a cause tra ex suoceri contro ex generi e nuore: il massimo della vendetta per i nonnetti italici che difendono i propri figli a spada tratta! La verità vera è che dietro a tutto questo si cela una grande incapacità di essere genitori da soli, senza il sostegno di nonni che fungono da factotum e sponsor economici!

    • Lilli ha detto:

      Più che vendette contro ex nuore e generi, il diritto dei nonni a chiedere visite ai nipoti li vedrebbe a contenzioso con i propri figli. Se due genitori hanno il condiviso, infatti, quando il minore è con uno dei genitori, mettiamo il padre, è normale che vedrebbe anche i nonni paterni. Allora a cosa serve questo diritto dei nonni? Nel caso sia il figlio stesso a non volergli far frequentare i propri bambini. Immaginiamo quante cause, quanta sofferenza in più per i bambini, divisi già tra due genitori litiganti, ai quali potrebbero aggiungersi i 4 nonni, a loro volta separati. In quel caso, il giudice dovrebbe stabilire come questo bambino debba dividersi per accontentare 6 persone che se lo contendono. E il tempo per lui questo bambino quando lo troverà? Quanto disinteresse per i veri diritti dei bambini c’è dietro questo diritto di visita dei nonni!

      • Simona69 ha detto:

        Lilli cara, non è solo questo, credimi! I nonni partiranno armati per qualunque occasione “mancata” contro ex generi e nuore. Un esempio? La festa di compleanno del bimbo organizzato dalla nuora/genero: il nonno non viene invitato, protesta per violazione del proprio diritto a partecipare alla vita del nipote e ti arma un contenzioso. Oppure il bimbo costretto a casa per una malattia più o meno lunga: il nonno non è gradito a casa della ex nuora/genero e ti fa un’istanza urgente al giudice per visitare la “creatura”! Ecc. Ecc. Ecc. Gran macello, te lo assicuro!

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