Il reato di impedimento doloso alla cura genitoriale: ancora un volto della Pas

Mille voltiIl DSM non ha accolto le istanze di chi voleva appellarsi alla sindrome ed evidentemente evocare gli spiriti non sembra sufficiente ai fan dell’alienazione genitoriale…

Così, fingendo di intenerirsi per un minore costretto a frequentare il genitore accusato di abusi sessuali, le associazioni che hanno già proposto il disegno di legge 957 sul “vero affido condiviso” (disegno di legge che voleva introdurre il termine sindrome da alienazione genitoriale nel nostro codice civile) ripropongono il reato di impedimento doloso alla cura genitoriale.

E’ una storia vecchia, vecchissima, ma la pagina Cresco a casa la spaccia per nuova di zecca. Addirittura la spaccia per alternativa “sensata” alla sindrome da alienazione genitoriale.

Ma siccome non sono un pesce rosso (sono in possesso di memoria a lungo termine!) e siccome il web non elimina nulla, ecco che dalle nebbie del 2010 riemerge una prima versione del reato di impedimento doloso alla cura genitoriale:

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(Dalla pagina di Adiantum) Al di là dei casi-limite, non può non rilevarsi che un generico e astratto richiamo alla volontà del minore può rivelarsi spesso un criterio di valutazione non affidabile rispetto al dato di realtà. Ovvero spesso è impossibile affermare con certezza quale sia la reale volontà di un bambino oggetto di contesa. Troppo spesso ciò che il minore esprime in tali casi è frutto di “indottrinamento” di un qualcosa che gli viene imposto, o più semplicemente può essere dettato dal “ricatto affettivo” di un genitore, dalla paura di dispiacergli; può essere persino il desiderio di punire il soggetto che ha deciso di disgregare l’unione familiare. Oltre a privare i figli di un importante supporto affettivo, ovvero quello dell’altra figura genitoriale, il genitore “controllante” inizia un sottile lavoro volto a demolire il genitore “controllato”, a catturare l’attenzione dei figli, ricercando con loro quasi un legame compensativo, originato dalla perdita naturale del compagno o della compagna. Tale condizione si sostanzia in un vero e proprio plagio a danno della prole…

E da chi mutuano i criteri per valutare l’inaffidabilità del minore, gli estensori del documento sul reato in oggetto? (Alessio Cardinale, Segretario Nazionale ADIANTUM – Presidente CESTUT; Avv. Claudia Bianco, Foro di Palermo – Delegazione ANFI Palermo, Opera di Giustizia; Avv. Rita Rossi, Foro di Bologna – Persona e Danno; Dr.ssa Carmela Trippodo, Psicologa – Ass. “Psiche, Ius et Labor”; Dr.ssa Daniela Zummo, Psicologa – Ass. “Psiche, Ius et Labor”)

Ma da Gardner, naturalmente, l’inventore della Pas:

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Spesso uno dei due genitori mette dunque in atto un processo di programmazione, di brainwashed children (Gardner, 1992)  nei confronti dell’altro genitore, operando una “distorsione relazionale” (Gulotta, 2008), per mezzo della quale i sentimenti del bambino verso uno dei due genitori vengono mistificati e manipolati dall’altro. Questi costanti comportamenti di alienazione, percepiti dal bambino come un ricatto strutturato nella vita di ogni giorno, lo convincono che potrà essere amato e curato dal genitore manipolatore solo se sente e pensa come lui/lei.  L’indottrinamento deve dunque parte del suo successo al principio di lealtà, che il minore sviluppa nei confronti del genitore programmante, il quale chiede al bambino di condividere i propri sentimenti avversi nei confronti dell’ex coniuge.

Insomma, il reato che dovrebbe rimettere al loro posto i “fanatici della Pas” si fonda sulle teorie dell’inventore della Pas, il Dott. Richard Gardner.

Alla base del reato c’è l’inattendibilità della testimonianza del minore.

Cosa ci prongono i promotori dell’inserimento di questa fattispecie?

Di non ascoltare i bambini.

Caro Silvio De Fanti, che scrivi sulla pagina Cresco a casa, ci stai per caso prendendo in giro?

Vi rimando a quanto espresso dalla Presidentente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio:

Secondo lo psichiatra americano Richard Gardner, che ha formulato per la prima volta le definizioni teoriche di questa sindrome, non bisogna prevedere alcun momento di ascolto e di attenzione nei confronti delle decisioni dei minori. Costoro infatti sono considerati inattendibili nelle loro scelte quando dichiarano di preferire un genitore o l’altro in caso di separazione o divorzio.

... Oltre al doveroso ridimensionamento di una teoria inadeguata, a nostro parere, il punto di riferimento essenziale per ogni considerazione è che il tema dell’ascolto del minore sia posto al centro della riflessione pubblica e delle attività processuali. È impensabile infatti che un minore non venga considerato degno di ascolto all’interno di un procedimento che deciderà del suo affidamento.

Per informarvi: alcune delle più pittoresche maschere della Pas…

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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