Evoluzione

evoluzioneNavigando a vista nella rete incappo in questa pagina, che titola drammatica: Single mother a risk to children. A new research.

Oddio! Le mamme single sono un rischio per i bambini!

Ma come? Perché? Che ricerca? Ovviamente mi metto a leggere…

We are all shocked when we read of another innocent child horribly abused and/or killed. The victims are a sad reflection of our society.

“Siamo tutti terrificati quando leggiamo di un altro innocente bambino orribilmente abusato o ucciso. Queste vittime sono il triste specchio della nostra società.”

Si, certo… Siamo atterriti. Chi le abusa o le uccide queste vittime?

Non è specificato, ovviamente. L’abusatore o l’assassino sono dettagli irrilevanti per l’autore dell’articolo, perché la causa di questo orrore risiede altrove. Dove? Andiamo avanti.

But what can we do? Please read the news stories, you will find that almost always the child lived with either a single mum,. or, more typically, with ‘mum-and-mummies-new-boyfriend’, a stepfather.

“Ma che possiamo fare? Per favore, leggete le nuove storie, e scoprirete che si tratta quasi sempre di bambini che vivono con una mamma single… o, ancora più spesso, con la mamma e il suo nuovo fidanzato, il patrigno.”

Si, ok, ma chi li uccide? Chi li abusa? La mamma? Il patrigno? Non ce lo dicono.

Almost never is the child living with both natural parents. This is especially important because almost all children live with both natural parents at least for their first few years. Nearly all are safe.

“Quasi mai il bambino viveva con i genitori naturali. Questo è importante, perché più o meno tutti i bambini vivono almeno nei primi anni di vita con i genitori naturali, e sono quasi tutti in salvo.”

Insomma, si sostiene che a morire o a venire abusati sono i bambini che vivono con mamma single o (peggio!) con la mamma e il suo nuovo compagno e non perché le mamme single o gli uomini che vanno a vivere con una mamma single sviluppano una misteriosa tendenza ad uccidere i poveri bambini…

Il perché dovrebbe spiegarcelo una recente ricerca sull’origine dell’istituto della monogamia nei primati, questa.

Controllate, è proprio la stessa ricerca. Eccola qui.

Sapete, vero, cosa sono i primati? A scanso di equivoci, meglio puntualizzare.

I primati sono mammiferi Euteri in genere suddiviso nei sottordini Strepsirrini (con gli infraordini Chiromiformi, Lemuriformi, Lorisiformi), comunemente chiamati proscimmie, e Aplorrini (con Tarsiformi, i tarsi, Platirrini e Catarrini, gli ultimi due comunemente noti come scimmie). Vi appartengono 15 o 16 famiglie, diffuse per lo più nelle foreste calde e temperate di Asia, Africa e America; fa eccezione il genere Homo, famiglia Ominidi, diffuso su tutta la Terra. Strepsirrini, Platirrini e Catarrini hanno in genere abitudini arboricole e diurne e sono in prevalenza vegetariani. I primati sono tutti plantigradi e pentadattili, spesso con pollice opponibile; hanno occhi diretti in avanti (visione stereoscopica) e una struttura della retina che permette una funzione visiva molto perfezionata; emisferi cerebrali particolarmente particolarmente sviluppati; clavicola sempre presente; la coda può mancare (Pongini, Ominidi), ma in genere è lunga e rivestita di pelo. Comprendono la specie Homo sapiens; ciò ha dato grande impulso alla primatologia, il settore specialistico delle scienze biologiche rivolto allo studio dei Primati sotto l’aspetto comparativo e filogenetico, allo scopo di ricostruire la storia evolutiva dell’uomo.

Si, esatto, anche noi siamo primati.

L’ultimo stadio evolutivo dei primati, o almeno ci piace pensarlo.

Io, francamente, non so cosa pensare a riguardo, perché a leggere simili castronerie mi viene voglia di iniziare una seria discussione sull’argomento con un lemure, magari con questo lemure:

Perché studiamo le abitudini dei primati?

Non certo per trarne delle lezioni su come condurre la nostra vita.

Il Dott. Opie e i suoi illustri colleghi non si sono messi ad osservare 230 specie di primati allo scopo di suggerirci una ideale struttura della società umana, bensì per ricostruire la storia evolutiva dell’uomo, cioè per rispondere alla domanda: come siamo arrivati ad essere ciò che siamo?

Nello specifico, la ricerca voleva rispondere alla domanda: come è nata la monogamia?

La risposta che si sono dati è questa:

Di fronte a una femmina che, inerme, accudisce il proprio piccolo, un altro maschio non ha infatti grosse difficoltà a ucciderlo. Questo comportamento, molto diffuso tra i primati, segue una logica ben precisa: le cure parentali tengono le madri impegnate a lungo, ed esse si dedicano completamente ai piccoli sottraendosi così ad altre occasioni di concepimento.  Il cucciolo, dunque, diventa per i maschi diversi dal padre un ostacolo alla riproduzione, che viene superato con l’infanticidio.

Gli scienziati … si sono resi conto che solo l’infanticidio precedeva l’evoluzione della monogamia, diventandone perciò il principale motore trainante. Le cure parentali congiunte e la protezione fornita dal maschio alla femmina si sono dunque verificate solo in seguito, come conseguenze e non cause della monogamia stessa.

Come sottolinea Susanne Shultz della University of Manchester, la peculiarità di questo studio è che ci permette di arrampicarci all’indietro sul nostro albero genealogico, arrivando alle origini dell’evoluzione di quei tratti che ci rendono umani. Da quando i padri hanno deciso di rimanere nei paraggi per occuparsi della prole, infatti, le madri hanno potuto rilassarsi, modificando le loro abitudini riproduttive e dando alla luce una prole più intelligente.

In altri termini: per evitare che altri maschi uccidessero il cucciolo da lui concepito (cosa che a quanto pare fanno spesso), il maschio-papà ha iniziato a ronzare attorno alla femmina-mamma per impedirlo. Le femmine, non più impegnate a difendere i cuccioli dagli assalti degli altri maschi della specie, hanno avuto la possibilità di dedicarsi all’educazione del cucciolo, che col tempo è diventato più intelligente.

Davvero? E’ diventato più intelligente? Forse qualcuno di quei cuccioli… Gli altri dovevano avere un primate-papà piuttosto incapace.

Perché se l’autore dell’articolo titola “Le madri single sono un pericolo per bambini” per raccontarci di questa ricerca, forse invece di mettersi al computer avrebbe fatto meglio a dedicare il suo tempo ad una carriera da fischiatore professionista.

Ora, se fossi una seguace del pensiero di chi posta simili articoli sui social network, il pensiero “aspetta che traggo conclusioni assurde dalla prima ricerca che parla di genitorialità che trovo in rete, anche se si occupa di protoscimmie e Catarrini”, potrei concludere che i maschi dei primati (e quindi anche gli homo sapiens) sono vittime di tendenze infanticide a causa del loro compulsivo bisogno di accoppiarsi, ergo sono un pericolo per i bambini: Di fronte a una femmina che, inerme, accudisce il proprio piccolo, un altro maschio non ha infatti grosse difficoltà a ucciderlo.

Per fortuna oltre al pollice opponibile credo di aver sviluppato anche una discreta quantità di materia grigia e non giungerei mai ad una conclusione così ridicola. Ridicola esattamente come il concludere che “per salvare i bambini” basta fare in modo che rimangano con i genitori naturali.

Sappiamo che non è così.

Che a volte sono i genitori naturali ad uccidere i bambini.

Oggi, però, oltre a questo articolo me ne è capitato a tiro un altro, che titola: Child custody rights for rapist? Most States have them.

In ben 31 paesi degli Usa chi ha stuprato una donna, se questa donna è rimasta incinta e ha deciso di portare avanti la gravidanza, può vantare i diritti di padre sul bambino nato dalla violenza.

Davvero volete farci credere che questo genere di genitore naturale è il meglio che abbiamo da offrire ad un bambino? Davvero?

Vi lascio con un inquietante quesito: alla luce di simili considerazioni, i figli di madre vedova che speranze di sopravvivenza avrebbero?

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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8 risposte a Evoluzione

  1. Paolo1984 ha detto:

    un bambino può essere amato o purtroppo abusato dai genitori naturali (di ambo i sessi) come da quelli “acquisiti” (non è il termine adatto, ma vabbè)

  2. AnneL ha detto:

    Le ricerche hanno trovato che i figli di madri single hanno una molto maggiore tendenza di diventare adulti delinquenti, di abbandonare la scuola, di suicidiarsi… Addirittura è stato trovato che il maggior tasso di delinquenza nei neri è dovuto alla pratica delle madri single, che a sua volta è rimasta dai tempi dello schiavismo, in cui le famiglie dei neri venivano distrutte per poterli schiavizzare. È la stessa cosa che magistrati comunisti-femministi fanno oggi contro i papà separati, seguendo l’ideologia secondo cui lo stato può ingerirsi nella famiglie e se vuole appropriarsi dei bambini.

    • QUALI ricerche? Quelle condotte da Ron Hubbard?

      La storia della mamme single dei neri è stata confutata diversi anni fa: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/12/28/la-colpevolizzazione-della-vittima-2/

      Si legga William Ryan. Il saggio Blaming the victim è del ’71.

      La smettiamo di citare fantomatiche “ricerche” per sostenere la teoria del “complotto femminista”? Perché questa storia somiglia sempre di più ai Protocolli dei Savi di Sion… http://it.wikipedia.org/wiki/Protocolli_dei_Savi_di_Sion

      E se queste sono le premesse, dove intende arrivare il “papà-separatismo”?

      • Paolo1984 ha detto:

        poi come si fa dire che “la madre single” è una pratica? Essere madri sole è una cosa che capita per separazioni, morte del coniuge o semplicemente perchè lui non voleva fare il genitore ma lei sì..non è una cosa pianificata a parte i casi di donne single che ricorrono alla fecondazione artificiale oppure per una qualsiasi ragione vogliono un figlio senza un uomo al fianco ma sono casi non frequenti

      • AnneL ha detto:

        Sono figli di madri divorziate o single: il 70% dei bambini che fuggono di casa, il 70% dei teen-ager che si suicidano, il 70% dei delinquenti giovanili, il 70% degli assassini di bambini, il 70% delle minorenni incinte, il 70% degli incarcerati in centri di detenzione giovanile on condanne gravi, il 71% degli adolescenti tossicodipendenti, il 72% dei ragazzi omicidi, l’80-85% dei giovani incarcerati, il 90% dei giovani senza casa.
        Rispetto ai bambini cresciuti con entrambi i genitori, i figli di madri divorziate o single hanno probabilità: 2.6 volte maggiore di subire maltrattamenti; 5 volte maggiore di suicidarsi; 6 volte maggiore di vivere sotto la soglia di povertà; 9 volte maggiore di abbandonare la scuola; 10 volte maggiore di abusare di sostanze chimiche; 14 volte maggiore di commettere stupri; 20 volte maggiore di finire in prigione; 32 volte maggiore di scappare di casa; da 6 a 30 volte maggiore di subire gravi abusi.

        Alcune fonti sono: Richard E. Redding, “It’s Really About Sex”, Duke Univ. Journal of Gender Law and Policy, 1/1/2008; organizzazione Svizzera IGM; M. Charen, “More Good News Than Bad?”, Washington Times, 16/3/2001; C. Colson, “How Shall We Live?” Tyndale House 2004, pag. 323; D.T. Lykken, “Reconstructing Fathers”, American Psychologist 55 681 2000; W. Horn, “Why There Is No Substitute For Parents,” IMPRIMIS 26, N0. 6, June 1997; B.H. Waldman e S.P. Perlman, “Homeless Children With Disabilities, The Exceptional Parent, 1/6/2008, American Academy of Developmental Medicine and Dentistry. P.F. Fagan e K.A. Johnson, Heritage Foundation Backgrounder 1535, ricerca basata sui dati del Department of Justice e del National Crime Victimization Survey.

        I decimali potranno cambiare, ma è innegabile il disastro sociale causato da una ideologia folle.

      • William Horn, autore di “Why There Is No Substitute For Parents”, presidente del National Fatherhood Initiative. Oh, ma guarda…
        Eccoli qua: http://www.fatherhood.org/ Se ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli, è facile chiamarsi ragione.

        Non ho francamente voglia di andare oltre. Questo post tratta di una ricerca e di come viene citata a sproposito. Dovrei andare a cercare le ricerche da lei citate… quante saranno citate a sproposito come quella delle scimmie? Quante saranno state scritte dai “papà separati”?

        Lei scrive cose assolutamente off topic e questo mi indispone. Non ho voglia di perdere tempo dietro alle sue citazioni. Perché è a questo che servono, a farmi perdere tempo.

        Può rispondere alle domande poste dall’articolo che ho scritto? Ovvero: cosa c’entra la primatologia con questo delirio che vorrebbe l’esistenza umana condizionata irrevocabilmente dalla biologia? Gli stupratori, in quanto genitori biologici, sono comunque i migliori genitori possibili? A che cosa mirano tutti questi sproloqui pseudo-scientifici? Che cosa vogliono dimostrare questi siti? Che non c’è niente al mondo meglio di un papà? Che le mamme fanno schifo?

        A me le sue considerazioni fanno venire in mente una sola conclusione: le donne sono condannate a rimanere accanto all’uomo che le ha messe incinte, non possono prendere autonomamente la decisione di allontanarsene, perché vengono minacciate attraverso i suoi bambini. Quiando gli uomini vogliono liberarsi di donne e bambini, naturalmente, possono farlo. Sono giustificati. https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/01/03/la-contraddizione-di-chi-predica-la-bigenitorialita-e-poi-scrive-questo-ii/

        E quando una donna alza troppo la cresta basta ucciderla… https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/12/10/la-contraddizione-di-chi-predica-la-bigenitorialita-e-poi-scrive-questo/

        Perché, non è così che vanno le cose? Basta aprire un giornale per rendersene conto…

  3. AnneL ha detto:

    Paolo, era una pratica pianificata nei paesi schiavisti. I figli degli schiavi venivano privati dei loro papà, per poter meglio controllare gli schiavi. Questa osservazione del sociologo D.P. Moynihan è stata criticata da alcuni, ma non per questo è sbagliata. Le opposte politiche Marxiste-femministe praticate ad esempio a Detroit hanno portato quella città al fallimento.

  4. clorinda ha detto:

    lasciando perdere questo discorso delle madri single nere che mi sembra una forzatura di malafede intellettuale, vorrei ricordare che le madri single ,come dice Paolo 1984, sono fatti casuali dovuti a contingenze sfortunate e rarissime scelte, ma se si vuole con questo discorso arrivare a dire che le madri vogliono escludere i padri vivi, sani e disponibili per allevarsi i figli da sole come madri single, ebbene questo discorso lo può fare solo chi non ha avuto figli o non conosce l’amore genitoriale, in quanto prima di tutto quando scegli un uomo e ci fai un figlio hai un legame con esso che non è un legame qualsiasi,e anche dopo una separazione spesso resta un rapporto di rispetto, inoltre allevare un figlio da soli è veramente dura e le assicuro che una madre non desidera altro che avere un partner affidabile che faccia la sua giusta parte di genitore, perchè l’amore genitoriale non desidera altro che vedere il proprio figlio sano e felice. Quindi se una donna chiede l’allontanamento del “padre” vuol dire che questo uomo, per sua disgrazia e degli altri, di padre non solo non ha niente, ma addirittura può essere pericoloso per i figli, quindi è solo e sempre per proteggere i bambini che una madre si vede costretta a restare sola con tutte le fatiche e le angosce che questo comporta, ma non solo, prima di fare questo possiamo stare sicuri che ci avrà provato migliaia di volte a far funzionare quella relazione, anche sopportando troppo. Le donne non hanno nessun vantaggio dal restare sole, questa società non le agevola, ma se hanno avuto la sventura di incontrare uomini snaturati che mettono in pericolo i loro figli, allora è proprio l’amore materno che le porterà a combattere per proteggerli perchè nessuno mi potrà mai fare credere che un uomo violento verso la propria donna possa amare i piccoli che sono il frutto di quella donna che lui odia, l’associazione in una mente anomala è evidente, e allora io non credo che possa essere capace di amore genitoriale e credo che mettere a rischio la sicurezza dei bambini per un individuo che ha già questi presupposti sia una follia oltre che un crimine. Solo chi non ama i bambini, ma solo se stesso, può dire e volere questo.

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