Il potere logora chi ce l’aveva

“Babbani” sussurrò Hermione “Al posto che spetta loro.”

statua MdM

“Il potere logora chi non ce l’ha” è forse l’aforisma più celebre di Giulio Andreotti.

Eppure pare che la frase non sia sua, bensì – così dicono – del celebre politico e diplomatico francese del Settecento, Charles Maurice de Tayllerand.

Ecco, quando la grande maggioranza della gente è convinta che qualcosa sia vero (anche se questo qualcosa non corrisponde alla realtà delle cose) si parla di “verità pubblica”.

La “verità pubblica” può arrivare a suggestionarci al punto che il vero, ciò che è reale, passa in secondo piano; col tempo la gente si concince che siccome lo pensano tutti, allora è vero.

Ultimamente il mio blog è stato preso di mira da una commentatrice, tale AnneL, che scrive dei veri e propri papiri per spiegare come un complotto di lesbiche nazifemministe dedichi il suo tempo a fare il lavaggio del cervello alla Polizia per intascare soldi pubblici e danneggiare poveri uomini innocenti. Tanto che ci sono, e visto che sono estremamente malvage, queste perfide donne molestano sessualmente i bambini.

Vi riporto alcuni passi tra i più deliranti della cara Anne:

Dire di odiare il maschilismo è solo un modo di odiare gli uomini, che si concretizza in questi centri che calunniano gli uomini ed alienano i bambini….

Le femministe presero i soldi che ricevevamo dallo Stato, ed ebbero una scusa legittima per odiare tutti gli uomini. Inventarono slogan fasulli “tutte le donne sono vittime innocenti della violenza maschile”. Aprirono tanti centri, ed impedirono agli uomini di lavorarci, cacciandoli anche dagli organi di controllo governativi. Lentamente, fecero il lavaggio del cervello alla polizia, nascondendo gli studi che mostravano che anche gli uomini erano vittime. Il movimento femminista ovunque ha distorto il problema della violenza domestica per i propri fini politici e per riempirsi i portafogli. Mi stupii dell’organizzazione e delle palate di soldi che giravano. Vidi le femministe costruire le loro fortezze di odio contro gli uomini, dove insegnavano alle donne che tutti gli uomini erano stupratori e bastardi. Testimoniai il danno fatto ai bambini in tali rifugi. Osservai i “gruppi di consapevolezza” progettati per plagiare le donne e far loro credere che i mariti fossero nemici da sradicare. Vidi che i padri ed i bambini venivano perseguitati negando i loro diritti”.
Tante donne che amano i loro mariti, i loro partner, i loro figli, si sono unite ai movimenti che voi chiamate “mascolinisti” pel combattere questo criminale movimento femminista.

Sono ricchissime queste odiatrici di uomini e in possesso di poteri eccezionali: riescono a convincere altre donne di essere state maltrattate tanto bene che queste si fanno comparire addosso lividi e ferite con la sola forza del pensiero e le loro ossa si spezzano spontaneamente; alcune addirittura arrivano a morire di morti orrende (bruciate, sepolte vive…) con l’unico obettivo di perseguitare dei maschietti amorevoli e deliziosi.

Sono delle criminali queste femministe e meritano di morire. E a dircelo è arrivato Giovanni, un vero tenerone. Cito il suo commento di ieri:

Ogni volta che lo stato tollera che una avvocata femminista rapisce un bambino con false accuse, magari addirittura di pedofilia, lo stato dovrebbe anche tollerare ai papà di difendere i figli ammazzando queste maledette criminali.

Al di là dell’uso criminale della lingua italiana (“dovrebbe tollerare che i papà uccidano” oppure “dovrebbe permettere ai papà di uccidere” sono le opzioni corrette) il signor Giovanni sta commettendo anche un reato penale: l’apologia di reato, o istigazione a delinquere.

Dal punto di vista giuridico, l’apologia di reato può definirsi come quel delitto, genericamente previsto dall’’ultimo comma dell’art. 414 c.p., che punisce colui il quale pubblicamente esalta e/o manifesta la correttezza e la giustificabilità di atti ritenuti illeciti dall’ordinamento giuridico.

Sono solo un paio di pazzi – direte voi – perché non li ignori?

Beh, non li ignoro per un paio di motivi.

Il primo lo pesco direttamente dal volume “La banalità del male”, di Hanna Arendt: Il guaio del caso Eichmann era che uomini come lui ce n’erano tanti e che questi tanti non erano né perversi né sadici, bensì erano, e sono tuttora, terribilmente normali.” 

In altri termini: questa gente non è affatto pazza.

Il secondo motivo: non è che se smetto di ascoltarli loro smettono di parlare.

Molta gente vive secondo il Tata-pensiero, quello che insegna al genitore in difficoltà: non badare al bambino che fa i capricci, prima o poi si stancherà di frignare; che rapportato agli adulti suona più o meno così: se ne parli dai loro maggiore visibilità.

Il Tata-pensiero si rifà a quel principio del marketing che dichiara di ispirarsi ad Oscar Wilde: “Bene o male, purchè se ne parli“. Ovvero: l’indifferenza li precipiterà nell’oblio

Sciocchezze, e lo sanno bene i Brand Reputation Manager (vero ragazzi?).

Hanno successo le idee che piacciono. E le idee di questi soggetti piacciono, è inutile crogiolarsi nell’illusione che non sia così. Le idee di questi soggetti sono riuscite ad occultare la realtà e a diffondere una ormai radicata “verità pubblica”: il dramma dei “poveri papà separati“.

Grazie ad una pressante propaganda i servizi sociali sempre più spesso concedono diritti di visita a uomini pericolosi e donne e bambini muoiono per questo.

Violenza e affidamento

Responsabilità

Quando la bigenitorialità uccide

Allora smettiamo di chiederci con sgomento “ma come mai avvengono cose del genere?“, perché avvengono proprio perché negli ultimi anni abbiamo ostentatamente ignorato i vari Giovanni e AnneL nella speranza che si stancassero dei loro capricci.

Un po’ di storia recente:

nel 1960, con un accordo interconfederale, si è decisa l’eliminazione dai contratti collettivi nazionali di lavoro delle tabelle remunerative differenti per uomini e donne; venne così sancita per la prima volta la parità formale e sostanziale tra uomini e donne nel mondo del lavoro;

nel 1968 è stato dichiarato incostituzionale l’articolo 559 c.p., che prevedeva la punizione del solo adulterio della moglie e non anche del marito e del concubinato del marito;

nel 1975, con la L.151, la riforma del diritto di famigliaha introdotto  la parità tra uomini e donne nell’ambito familiare: la potestà sui figli, infatti, spetta da allora a entrambi i coniugi, che hanno identici diritti e doveri, e non più solo al padre;

la Legge 22 maggio 1978, n.194 (conosciuta come “la 194”) ha abrogato i reati previsti dal titolo X del libro II del codice penale (articoli dal 545 al 555, oltre alle norme di cui alle lettere b) ed f) dell’articolo 103 del T.U. delle leggi sanitarie) consentendo alle donne, nei casi previsti dalla legge, di poter ricorrere alla interruzione volontaria della gravidanza in una struttura pubblica  nei primi 90 giorni di gestazione;

nel 1981 è stata abolita l’usanza del matrimonio riparatore, grazie alla quale quell’uomo che commetteva, nei confronti di una donna nubile ed illibata, stupro o violenza carnale punibile con la pena prevista dall’art. 519 e segg. del codice penale, onde evitare il processo o al fine di far cessare la pena detentiva inflitta, poteva offrire alla ragazza il matrimonio riparatore facendo così cessare ogni effetto penale e sociale del suo delitto (art. 544 cod. pen., ora abrogato); lo stupratore, affinché potesse fruire del beneficio di legge, doveva offrire il matrimonio alla ragazza addossandosi altresì tutte le spese della cerimonia e senza poter pretendere alcuna dote. Se la ragazza rifiutava la riparazione offerta subiva il disprezzo sociale, e presumibilmente non si sarebbe mai più sposata; la fine di questa barbarie si deve principalmente al coraggio della prima donna  che disse di no;

nel 1996 la L. 866 ha stabilito che la violenza sessuale non è più un delitto contro la morale, bensì contro la persona.

E adesso si parla addirittura di femminicidio.

Gli uomini non potranno più uccidere queste maledette criminali, vi rendete conto?

Perché il crimine, se ci riflettiamo bene, in effetti c’è: la sovversione.

In poco più di una cinquantina d’anni gli uomini non hanno potuto far altro che osservare impotenti il volatilizzarsi di una serie di consuetudini che da tempo immemorabile erano alla base del sistema patriarcale.

Le donne oggi lavorano, denunciano se stuprate,  pretendono di decidere quando avere un figlio, addirittura si arrogano il diritto di lasciare l’uomo che ha deciso di averle per sé!

Non crediate che non li capisca se sono arrabbiati.

Noi, le perfide femministe, abbiamo lentamente trascinato le donne sempre più lontano dal posto che spetta loro: schiacciate sotto il peso del “giusto” dominio del pater familias.

Se facciamo lo sforzo di osservare la faccenda da questo punto di vista è facile capire perché siamo cattive.

Non è forse cattivo colui che sconvolge, che si oppone, che dice di no?

Continuate a scrivermi che sono cattiva, dunque. Temo di esserne lusingata.

Tanto non c’è possibilità alcuna di ristabilire l’ordine che sperate di restaurare.

Non senza una bella battaglia, comunque.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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9 risposte a Il potere logora chi ce l’aveva

  1. Lidia Zitara ha detto:

    Be’, non ho molto da dire oltre a ripetere che seguire il tuo blog mi ha letteralmente spalancato una finestra di agnizione.
    Ti dico solo questo: essendo una fan di Tolkien (ante-Jackson natum), mi lessi più o meno tutte le recensioni del web sui film. In una di queste, giuro, non ricordo dove, si diceva più o meno: ed ecco Eowyn, che si toglie l’elmo e come se gridasse “Io non sono un uomo e indosso gli assorbenti ultra-notte…” . O qualcosa così. La frase mi disturbò, perciò l’ho memorizzata. Non ho mai capito perchè. Grazie ANCHE di questo.

    • Ti ringrazio, soprattutto per l’uso della parola “agnizione” (dopo tante sgrammaticature, sei una gioia!!!): L’agnizione (dal latino agnitio = riconoscimento) è un topos delle opere narrative o drammatiche. Consiste nell’improvviso e inaspettato riconoscimento dell’identità di un personaggio, che determina una svolta decisiva nella vicenda. È stata descritta da Aristotele nella sua Poetica. 🙂

  2. stregadellosciliar ha detto:

    Come sempre encomiabile. Chiara, puntuale, precisa, giusta, incisiva e completa.

  3. A tutti quelli che vorrebbero inserire commenti su “regime ginarchico” e “femministe che fanno il lavaggio del cervello”, i miei affezionati lettori si sono un po’ stancati. Potreste tentare di produrre qualcosa di un po’ più originale, altrimenti, come ho già detto ad AnneL nel post precedente a questo, non sarete pubblicati.
    A proposito delle ipotesi di un complotto femminista per creare un nuovo ordine in cui le donne dominano il mondo, avevo già scritto qui: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/05/18/non-ci-posso-credere/, riportando una serie di esempi di propaganda razzista. Vediamo se cogliete le somiglianze…

    • Paolo ha detto:

      Senti Riccio, a me Annel invece ha convinto: dove ci si iscrive al club di queste erinni femministe carbonar,e immerse nei denari pubblici e capaci di fare lavaggi del cervello di massa? dopo aver letto i suoi commenti voglio la tessera da socio sostenitore

  4. Stefano Dall'Agata ha detto:

    Ma AnneL è l’identità segreta di Giovanni? 🙂
    Perché questi vigliacchi sono quattro gatti, e per far credere di essere di più utilizzano vari account fake.

  5. Emanuele Di Felice ha detto:

    “In poco più di una cinquantina d’anni gli uomini non hanno potuto far altro che osservare impotenti(cioè con tutti gli strumenti di potere a loro uso e consumo ndr) il volatilizzarsi di una serie di consuetudini(con quali strumenti? ndr ) che da tempo immemorabile erano alla base del sistema patriarcale.”
    Ci hanno messo millenni per ribellarsi alla schiavitù?.
    Non potevano pensarci prima?

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