Le false accuse e i cerchi nel grano

Avete mai provato a cercare “false accuse” su google?

Se provate in questi giorni, con il ddl sul femminicidio sfornato da poco, troverete montagne di articoli accorati come il commento proposto dalla redazione di Adiantum, associazione di associazioni nazionali per la tutela dei minori (pubblicato il 9 agosto), che titola angosciata: Le norme sulla violenza di genere aumenteranno le false accuse.

“Aumenteranno”: modo indicativo, quindi si parla di un pericolo concreto. In altri termini: le false accuse non potranno che aumentare.

Perché?

Perché la donna è bugiarda, ne abbiamo già parlato: è bugiarda e malvagia. Quando termina di darsi lo smalto alle unghie e non trova un’amica con la quale andare a comprare costosissime scarpe, per passare il tempo si diverte a scovare poveri uomini da sedurre e poi accusare di qualche reato…

Si chiedono terrorizzati gli inermi maschi di Adiantum:

“Chi determinerebbe il grado di rischio di una violenza concreta, in base ad una semplice minaccia?”

Vogliamo perseguitare un pover’uomo solo perché reo di una piccola, innocua minaccia? Come faranno i maschi a controllare queste terribili donne affamate di procedimenti penali se lo Stato si mette in testa di impedire l’uso delle minacce? Occorrerebbero litri e litri di smalto per tenerle occupate…

E’ probabile che la redazione di Adiantum ignori il fatto che la minaccia è un reato penale da molto prima che l’attuale Governo si mettesse a parlare di femminicidio. A tale proposito vi rimando all’art. 612 del codice penale.

Questo genere di paura, comunque, attanaglia anche i professionisti del settore, fra i quali l’Avvocato Luca Rampi, per il quale le norme recentemente varate non possono che sollecitare la naturale tendenza delle donne a “denunciare senza motivo“:

false_accuseAlla radice di queste considerazioni c’è uno dei miti più diffusi dopo l’esistenza dei rettiliani e degli alieni che fanno cerchi nel grano: le percentuali sulle “false accuse”.

Cito sempre da Adiantum:

“...le false accuse che, in ambito separativo, rappresentano una percentuale oscillante tra l’80% e il 90% del totale.”

Abbiamo già visto che simili percentuali sono campate in aria.

Visto che non è opportuno alimentare il panico e visto che sono sinceramente dispiaciuta per tutti quegli ometti che, a causa di questo genere di propaganda, da giorni non riescono a dormire sonni tranquilli, vorrei parlarvi di alcuni dati recentemente pubblicati dal giornale inglese The Guardian, che nel marzo di quest’anno ha pubblicato un articolo dal titolo:

Rape investigations ‘undermined by belief that false accusations are rife’ (Le indagini nei casi di stupro danneggiate dalla credenza che vuole le “false accuse” un fenomeno diffuso).

A parlare è Keir Starmer, che, oltre ad essere un avvocato difensore celebre per la sua competenza in tema di diritti umani, è anche il quattordicesimo Director of Public Prosecutions (DPP), a capo del Crown Prosecution Service del Governo della Gran Bretagna.

Che cosa ci racconta l’Avvocato Starmer? Leggiamo:

… during 17 months over 2011 and 2012… there were 5.651 prosecutions for rape and 111.891 for domestic violence in England and Wales. By comparison, over the same timespan, there were only 35 prosecutions for making false allegations of rape, six for false allegations of domestic violence and three that involved false allegations of both rape and domestic violence.

Nei 17 mesi di osservazione, tra il 2011 e il 2012, in Inghilterra e Galles si sono registrati 5.651 casi di stupro e 111.891 casi di violenza domestica; nello stesso periodo, i casi in cui si sono riscontrate false accuse di stupro risultano essere 35, mentre sono solo 6 i casi di false accuse di violenza domestica e 3 i casi in cui le false accuse erano di stupro e violenza domestica insieme.

Direi che i numeri parlano da soli, ma ricaviamone delle percentuali:

5.651 casi di stupro – 35 “false accuse” (pari allo 0,6%)

111.891 casi di violenza domestica – 6 “false accuse” (pari allo 0,005%)

Nulla che assomigli neanche vagamente alle percentuali di Adiantum… Mi chiedo: le donne italiane sono le più malvage d’Europa?

Ma torniamo a Starmer, che conclude: “False allegations are rare“, ovvero il fenomeno delle “false accuse” è raro.

Che cosa comporta, invece, la convinzione che siano molto diffuse?

“A ‘misplaced belief’ that false accusations of rape or domestic violence are commonplace may be undermining police and prosecutors’ efforts to investigate such crimes”, afferma Starmer; traduco: la convinzione errata che le “false accuse” di stupro o violenza domestica siano comuni può minare il lavoro di polizia e autorità giudiziarie nel momento in cui si trovano ad investigare su questo genere di crimini.

Aggiunge Starmer: “Victims of rape and domestic violence must not be deterred from reporting the abuse they have suffered”, cioè “le vittime di stupro e violenza domestica non debbono essere scoraggiate dal denunciare gli abusi subiti.”

Perché la diffusione del mito delle “false accuse” e la conseguente tendenza dei soggetti preposti a raccogliere le denunce a considerare tutte le donne delle potenziali bugiarde, può dissuadere le vittime di abusi dal chiedere aiuto.

Come ha raccontato la giovane stuprata dal branco di “bravi ragazzi” (reo confessi) a Montalto di Castro:

“Mi hanno preso la vita e rubato il futuro, ho sperato ogni giorno di avere giustizia, ma se avessi saputo che finiva così non li avrei mai denunciati. Ora sono stanca, non ho più la forza di combattere”.

Creiamo nuove fattispecie, inaspriamo le pene… ma se nel contempo si continuano ad alimentare gli stereotipi sulla “donna malvagia e bugiarda” è solo una perdita di tempo.

Sullo stesso argomento:

Le false denunce delle donne sono purtroppo vere

Riflessioni sullo stupro II

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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37 risposte a Le false accuse e i cerchi nel grano

  1. L’ha ribloggato su antropologia e sviluppoe ha commentato:
    Nei 17 mesi di osservazione, tra il 2011 e il 2012, in Inghilterra e Galles si sono registrati 5.651 casi di stupro e 111.891 casi di violenza domestica; nello stesso periodo, i casi in cui si sono riscontrate false accuse di stupro risultano essere 35, mentre sono solo 6 i casi di false accuse di violenza domestica e 3 i casi in cui le false accuse erano di stupro e violenza domestica insieme.

    Direi che i numeri parlano da soli, ma ricaviamone delle percentuali:

    5.651 casi di stupro – 35 “false accuse” (pari allo 0,6%)

    111.891 casi di violenza domestica – 6 “false accuse” (pari allo 0,005%)

  2. Paolo1984 ha detto:

    le false accuse esistono come in ogni reato ma sono poche rispetto a quelle autentiche. E’ questo che non si vuol capire

  3. donnecontro ha detto:

    E le argomentazioni di questo Stramer quali sarebbero? Qui vengono riportate solo affermazioni. Sospetto che il Ricciocorno ignori il significato del concetto “sillogismo”: ma questo è abbastanza ovvio perchè la propaganda non procede per sillogismi. Non vengono citate metodologie di analisi, si ignora il fatto che gli inquirenti e i tribunali sono tendenzialmente predisposti a dare credito alla parola della donna che denuncia violenza senza cercare di approfondire ulteriormente la questione, dell’istituto della presunzione di colpevolezza, etc. Se le statistiche sulle false accuse sono così basse è semplicemente perchè vengono scoperte solo in casi molto fortuiti e “fortunati” per l’indagato: nella maggior parte dei casi, costui non riesce a dimostrare l’infondatezza delle accuse e per questo viene condannato anche se innocente. Condannato non sulla base di prove ma solo sull’assenza di alibi. Dunque, quelle percentuali (che per onestà andrebbero riferite alle condanne penali e no alle semplici denunce come fa il Ricciocorno, sempre per rimanere in tema di propaganda e mistificazione: in tal caso si otterrebbero comunque percentuali abbastanza basse, dell’ordine del 2-4% in UK se non ricordo male) sarebbero da intendere come limiti inferiori di percentuali reali più alte (si sospetta parecchio più alte), ma difficilmente quantificabili dagli osservatori indipendenti che, contrariamente agli organi di disinformazione della Sorellanza, fanno informazione onesta e non ricorrono a trucchetti e dati inventati e/o decontestualizzati.

    • Non mi stupisco più per le cappellate che affermate ma qualche volta mi stupisco per la testardaggine con la quale continuate a racimolare figuracce.
      Soprattutto perché arrivate insultando, offendendo ed accusando. Il toro nella cristalleria non è quello che ha ragione. Prima o poi il contadino che l’ha lasciato scappare paga il danno.
      E quindi il restante 90% degli accusati sarebbe in prigione da innocente?
      E naturalmente solo se ad accusarli è stata una donna?
      E quello che tentate di far passare è che le donne sono talmente favorite che basta che denuncino per essere credute istantaneamente.
      S’è visto.
      Con quanta faccia tosta ancora ignorerete la cronaca continuando a parlare di mitologia?
      Ma almeno prima di accusare gli altri di mistificazione andate a vedere se c’è uno straccio di logica in affermazioni che fate senza il minimo supporto empirico, neppure l’ombra. Soprattutto il processo italiano è uno dei più garantisti in assoluto per l’imputato, non per l’accusa/vittima.
      Sembra la ricostruzione di un bambino che ha visto (male ) qualche puntata di C.S.I.
      Non è più l’epoca del tenente Colombo. Oggi le prove si producono a migliaia da un centimetro di stoffa e le denunce senza referti sono usualmente archiviate. Andatevi a leggere la percentuale di archiviazioni solo per mano della procura di Milano.
      Una denuncia che abbia solo 7 giorni di referto è destinata ad una pacca sulla spalla e “signora, è il padre dei suoi figli. Non spacchi la famiglia”. E questo la cronaca ve lo grida in faccia ogni giorno, mentre cercate l’appiglio per sparare altre cifre gonfiate.
      Il fatto che nella maggioranza dei casi gli imputati non si ritengano colpevoli non vuol dire che non abbiano davvero fatto nulla di male. I processi non si fanno sulla scorta della relatività della morale.

    • Romano ha detto:

      Ehi Donnecontro, ti rendi conto che fai ridere?
      Apri il discorso con la parole sillogismo per far vedere che hai studiato storia della filosofia al liceo e poi prosegui seminando illazioni e sospetti di tendenziosità rispetto a numeri presentati da un public prosecutor britannico. Come pensi di ribaltarli a tuo favore quei numeri?
      Sai che dalle parti del mondo anglosassone quando sfoderi numeri a vanvera non è come in Italia? Se dici fesserie poi ti sbugiardano pubblicamente.
      Sei esattamente la conferma di quanto sostiene l’articolo, facevi meglio a npon dire niente.

  4. Singer ha detto:

    C’è un significativo errore di traduzione nel tuo post, l’originale parla di “incriminazioni” e non di “casi”. I dati di Starmer in realtà dicono solo che in quei 17 mesi furono avviate 35+6+3 incriminazioni per falsa accusa, ma questo non è mica il numero dei casi. Non consideri il numero dei sommersi e di tutti i casi in cui nonostante l’accusa non sia corroborata e dimostrata, non si procede contro l’accusante. La statistica che ottieni è insensata e fuorviante in quanto considera solo una parte delle false accuse e potrebbe indurre il lettore a credere che il rimanente 99% e passa delle accuse siano vere.
    Infatti capziosamente non hai citato l’altra metà delle raccomandazioni contenute nell’intervista di Starmer: “False accuse possono rovinare reputazioni e devastare vite. Simili casi saranno trattati vigorosamente e coloro che sono falsamente accusati possono nutrire fiducia che il sistema della giustizia penale perseguirà questi casi laddove vi siano evidenze sufficienti e che ciò sia nel pubblico interesse”.

    • In realtà si parla di “prosecutions”, che non significa “incriminazioni” bensì “procedimenti” (prosecution and conviction, ovvero “processo e condanna”). Io ho parlato di “casi” e non di condanne. Non mi sembra dunque di aver commesso scorrettezze.

      • Singer ha detto:

        Spiace dover insistere, ma “prosecution” in italiano invece si traduce proprio con “incriminazione” (http://www.poole.it/cassino/ARCHIVE/TEXTS_legal/glossario_legale_inglese.htm), ovvero se preferisci con “apertura di un procedimento penale d’accusa”. E’ logicamente scorretto tradurre con “caso”, perché a fronte di una incriminazione la sussistenza del caso è ancora da dimostrare. Né “incriminazione”, né “procedimento” (e neppure “processo”) per furto sarebbero sinonimi di un “caso” di furto, perché non necessariamente essi corrispondono ad un furto effettivo (ad es. se furto simulato per truffa assicurativa). Non sembri pignoleria, poiché in questo errore di traduzione risiede in nuce l’errore logico del tuo ragionamento (inversione dell’onere della prova) e delle insensate statistiche offerte. Basterà correggere il termine mal tradotto per cogliere la differenza.

      • Non vedo come correggere il termine potrebbe invertire la sproporzione offerta dai numeri, oppure negare l’evidenza della conclusione offerta dall’Avvocato Starmer: “A ‘misplaced belief’ that false accusations of rape or domestic violence are commonplace may be undermining police and prosecutors’ efforts to investigate such crimes”. Oppure ho tradotto male anche “misplaced”?
        Più avanti (nell’articolo originale) si afferma: “The report’s demonstration that false allegations were relatively rare is therefore highly significant”. Me lo traduca lei, la prego.

        Scusate, ma quello che sento è forse il fastidioso rumore prodotto da qualcuno che tenta di arrampicarsi sugli specchi?

        Eh, si. Temo proprio di si.

        Lei può impegnarsi quanto vuole nel tentativo di farmi apparire come una intrigante che manipola dati allo scopo di ingannare innocenti lettori, ma è tempo perso: nel momento esatto in cui ho riportato la fonte originale ho dimostrato a chiunque incappi in questa pagina la mia onestà.
        Io ritengo di aver interpretato correttamente quanto espresso da Starmer, ma ovviamente ogni lettore è libero di farsi la sua idea. Come ogni lettore è libero di credere ai rettiliani o ad enormi e invisibili navi spaziali che si dilettano a comporre cerchi nel grano.

    • Lilli ha detto:

      Singer, caso, incriminazione, procedimento… che questione di lana caprina!

    • Romano ha detto:

      Singer, quello che vbfa ridere siete tu, donnecontro & co. cercando di ribaltare un dato questa volta presentato da un giudice. Come pensi di passare da un dato che sostiene che le false accuse sono una eigua percentuale del totale arrivando a sostenere l’esatto opposto. Perché ci sono mentecatti in giro che sostengono che le false accuse siano oltre 97% in Italia. Quindi le denunce di false accuse e non le denunce di violenza non verrebbero fatte per paura. Ho capito.
      Ahahahahahahah 🙂 🙂 Uahahahah!

  5. Consulenza Penale ha detto:

    Lei confonde le calunnie con le false accuse. La magistratura quasi mai persegue il reato di calunnia perché in molti stati (fra cui il nostro) occorre dimostrare che l’accusatore è consapevole della falsità delle accuse. Una avvocata femminista facilmente istruisce le donne a calunniare con impunità. Per cui, pur essendo la grande maggioranza della accuse FALSE (la persona accusata viene riconosciuta innocente, anche “perché il fatto non sussiste”), quasi mai chi accusa viene perseguito per CALUNNIA.

    • Se certi personaggi apparissero col proprio nome, potremmo parlare dei loro processi ma non gli conviene perché anche i loro processi sono la conferma di come gli imputati per maltrattamenti e altre cosucce se la cavino sempre, soprattutto se hanno messo in moto tutte le conoscenze, se hanno convinto le ex a ritirare le querele e nel frattempo si sono sfogati su altre donne e se i referti non sono superiori ai 7 giorni.

    • Romano ha detto:

      Parole, parole, parole, parole
      parole soltanto parole
      parole tra noi…

      Ma perché non rispondi con dei dati sottorascritti da qualcuno di altrettanto ufficiale? Altrimenti sembra solo uno sforzo per dire “Non è vero quello che dite, cattivi!”- Questo è l’effetto.
      Io ti dico invece che pagando degli avvocati col pelo sullo stomaco o meglio sul panzone e pagando qualche psicologo forense che come clinico è fallito si può intentare una causa basata sulla PAS. Questo grazie al fatto che in Italia si usano le parole e si possono invocare dei saggi che sanno come si deve interpretare la PAS.
      Argomenti ZERO, signor consulenza penale.

  6. Io non confondo niente e non faccio “propaganda”. Ho riportato i dati contenuti in un articolo del giornale The Guardian con il link per verificare la fonte originale. Voi, invece, cari Singer, Consulenza Penale e DonneContro, non avete dati concreti da fornire né fonti da cui trarli, ma solo livorose chiacchiere su presunte “avvocate femministe” e “sorellanza”… Discorsi che ben si accoppiano con quelli sui cerchi nel grano, appunto.

  7. Andrea Mazzeo ha detto:

    Di solito parla di false accuse chi ha fatto violenza alla sua donna e usa questa strategia difensiva. Quindi non ti curar di loro … come ebbe a dire Virgilio a Dante che gli chiedeva perchè gli ignavi si lamentassero tanto; come fanno certi … Ah, falsiaccusati, aspettiamo con ansia il nuovo sito http://www.violenzadonne.org

    • Emanuele Di Felice ha detto:

      @ Andrea Mazzeo .
      Scusa uomo, visto che la violenza femminile contro gli uomini è praticamente inesistente*(morale o fisica che sia), mi sai dire da dove deriva questa diversità/superiorità morale femminile?. Natura o cultura?.
      Se la colpa/violenza alberga sempre da una parte sola, la colpa possiede anche una lato positivo: solo chi è pienamente umano può essere colpevole.

      * non come lo stupro nel mondo animale, che in alcune specie esiste.

  8. Tolleranza Zero Per Le False Accuse ha detto:

    Il sistema criminale delle false accuse per appropriarsi di bambini verrebbe eliminato se i sistemi giudiziari lo trattassero per quello che é: un sistema criminale. Giudici che fanno il loro dovere onestamente o almeno giudici che rifiutano di venire usati come strumenti di abusi sull’infanzia fermerebbero questo sistema criminale, dai massimi livelli di chi gestisce il racket delle calunnie ai poveri tapini ridottisi a cercare di negare che l’alienazione genitoriale è un abuso sull’infanzia.

    Giudici integri con una passione per la giustizia chiederebbero che anche i giudici siano licenziati e perseguiti penalmente se privano un bambino di un genitore agendo in assenza di prove oggettive.

    Perché è un abuso sull’infanzia, puro e semplice.

    • “Le grandi masse di gente cadranno più facilmente vittime di una grande bugia piuttosto che di una piccola. Particolarmente se la bugia viene ripetuta spesso.” lo diceva Adolf Hitler. Almeno così si dice in giro (credo che la citazione sia tratta dal lavoro di Langer… http://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Charles_Langer)
      Comunque, a quanto pare, tutti voi concordate con questa linea di pensiero.
      Dovreste iniziare a commentare con qualcosa di più sensato di questi deliri… Perché alla fine la gente potrebbe stancarsi di essere considerata tanto stupida da credere alla storia del “sistema criminale” o al complotto noto come “il racket delle calunnie”.

    • Romano ha detto:

      Caspita ma il ferragosto ha postato ispirazione. Ogni commento fa più ridere del precedente. Io ti dico invece che i giudici sono piuttosto propensi a farsi turlupinare con la favoletta della PAS. Solo che i mentecatti saggi della PAS, che nonrmalmente era un argomento di nicchia che non veniva nemmeno citato sui grandi giornali, il 12 ottobre ebbe un’improvvisa risonanza a causa del caso di cittadella. Il risultato fu che persone piuttosto autorevoli ci dissero di come questa malattia dei puffi causa dei disastri quando viene usata per difendere dei “papà” (oddio che parola tenera, mi è scappata la lacrimuccia) da false accuse di qualche tipio o comunque quando i figli del papi non ne vogliono più sapere (ma i bambini sono inesperti ma non deficienti).
      E subito alcuni saggi pensarono di precisare cosa si deve intendere per PAS ma è divertente vedere cosa ne pensavano il 12 ottobre e cosa scrivevano invece il 15 ottobre. Deve essere successo di tutto in quel fine settimana.
      Ma niente paura, nell’Italia dei cialtroni si può continuare a vendere fumo a discapito dei deboli ancora per un po’. Per dei bravi mutanti c’è tutto il tempo di cambiare il brand del prodotto.

    • Romano ha detto:

      @ Emanuele di Felice, il fatto è che esiste un limite di decenza, persino no Paese e’ Pulecenella, oltre il quale non puoi andare perché poi la gente dice basta e in certi casi si rischia pure il linciaggio.

    • Romano ha detto:

      Tolleranza Zero, ricordati anche di parlare dell’Area 51 e dei misteriosi aerei senza logo negli aeroporti del Nevada. Guarda che secondo me devi indagare perché è tutto parte dello stesso piano.

    • Lilli ha detto:

      Un genitore che non paga il mantenimento per i figli commette un abuso sull’infanzia: gravissimo! Eppure di padri in galera per questo motivo non se ne vedono: saranno una lobby?

  9. ladymismagius ha detto:

    Mi chiedo in base a quale criterio elaborino le loro statistiche sulle “false accuse”…forse è falsa accusa ogni volta che il processo si conclude con un’assoluzione dell’accusato di stupro/molestie/violenza domestica/quello che è?

  10. Emanuele Di Felice ha detto:

    Scusami, ma i dati riportati da Keir Starmer derivano da organi giudiziari o dalle associazioni femminili?.
    L’associazione Adiantum potrebbe avere interesse a gonfiare i dati sulle false accuse, ma anche l’avvocato Starmer potrebbe avere interesse a minimizzare i dati sulle false accuse.

    • Keir Starmer è il capo del Crown Prosecution Service, la pubblica accusa inglese. Il rapporto presentato non ha nulla a che fare con “associazioni femminili”. Credo che dovrete rassegnarvi al fatto che si tratta di dati ufficiali.

  11. Emanuele Di Felice ha detto:

    Grazie.
    Da Adiantum: “Nel contempo, nel nostro Ordinamento, negli anni abbiamo assistito alla sostanziale depenalizzazione del reato di calunnia – che dovrebbe sovraintendere al fenomeno incivile delle false accuse – giacchè le condanne per questo tipo di crimine, in ambito familiare (e non solo), sono pressocchè inesistenti o giungono dopo anni di giudizio. ”

    Se in sede giudiziale sono stati accertati solo pochi falsi abusi(come riportato da Keir Starmer), forse ciò deriva dal fatto che le false accuse(la maggior parte) vengono cestinate prima e dunque non rientrano nei dati ufficiali, le false accuse non si ritorcono contro chi le fa.
    Le false accuse non compaiono né nelle statistiche dei reati contro le donne, né nelle statistiche sui reati di calunnie contro gli uomini, semplicemente non si dà luogo a procedere né in un senso né nell’altro.

    «Molte volte-rivela il pm Pugliese- siamo noi stessi a chiedere l’archiviazione. In altri casi, invece si arriva a un processo dove la presunta vittima ridimensiona il proprio racconto. È successo anche che qualche ex moglie sia finita indagata per calunnia».”

    La violenza: fisica, morale(il mito delle false accuse), economica, simbolica, psicologica etc.,è una caratteristica maschile, allora alle donne non resta che l’innocenza(non c’è una violenza specifica femminile) nei loro rapporti con gli uomini, ma un innocenza che si perde nel passato fino ad arrivare al futuro, è l’innocenza che corrisponde all’innocenza ontologica-naturale.
    Dunque le femministe implicitamente affermano la non piena umanità delle donne, non sono misogine, semplicemente cadono nella misoginia. Perché?

  12. http://www.repubblica.it/cronaca/2013/08/09/news/teresa_matasso_mia_figlia_ritir_quattro_querele_contro_il_suo_assassino_con_la_legge_antifeminicidio_oggi_sarebbe_ancora_v-64529184/
    Rosi Bonanno, uccisa. Aveva presentato e successivamente ritirato 4 querele. Perché ritirarle? “Ogni volta che lei presentava denuncia, lui tornava, la minacciava, si prendeva il bambino, e lei per riuscire a conquistare un po’ di serenità ritirava tutto.” racconta la madre.
    Il fatto che le donne ritirino le querele, fatto che per la PM Pugliese è sintomo di “false accuse”, in realtà è spesso il sintomo di ben altro.

  13. vittorinof ha detto:

    Le norme sulla violenza di genere aumenteranno le false accuse.

    “Aumenteranno”: modo indicativo, quindi si parla di un pericolo concreto. In altri termini: le false accuse non potranno che aumentare.

    Perché?

    Perché la donna è bugiarda, ne abbiamo già parlato: è bugiarda e malvagia. Quando termina di darsi lo smalto alle unghie e non trova un’amica con la quale andare a comprare costosissime scarpe, per passare il tempo si diverte a scovare poveri uomini da sedurre e poi accusare di qualche reato…
    _____

    No. Le donne non sono malvagie e bugiarde. Così come la maggior parte della popolazione è composta da brave persone che non rubano, non uccidono e non vanno contromano in autostrada.

    Ma, se domani facciamo una legge che dice “Si può rubare, uccidere e andare contromano in autostrada.”, il numero di persone che commette queste mascalzonate aumenterà.

    “Impunitas semper ad deteriora invitat”. Le persone oneste sono più delle persone disoneste ma sdoganare i comportamenti disonesti resta sbagliato.

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