Le “false accuse” in Australia: gli studi confermano che sono comuni come i quadrifogli

Il quadrifoglio è un’anomalia, relativamente rara, del trifoglio bianco, che eccezionalmente può presentare delle foglie composte da quattro piccole foglioline invece che da tre.

quadrifoglio

Le “false accuse” sono uno dei miti preferiti dei “papà separati” di tutto il mondo. Dalle Alpi alle piramidi, dal Manzanarre al Reno, lo slogan è sempre lo stesso: le donne si inventano abusi di ogni genere allo scopo di danneggiare gli uomini più buoni del mondo. Dietro questo endemico fenomeno ci sarebbe una segreta organizzazione criminale composta da avvocate femministe, operatrici (presumibilmente lesbiche) di centri antiviolenza, poliziotti corrotti e giudici conniventi, che si riuniscono una volta l’anno con i loro complici alieni nella celebre Area 51. Si sospetta che in queste occasioni mangino bambini.

Siccome “la ricerca della verità e della conoscenza è una delle più alte attività umane” (diceva Einstein) mi sembra giusto riportare un po’ di bibliografia sull’argomento.

Abbiamo già esaminato i numeri presentati dal rapporto del Crown Prosecution Service inglese; nell’attesa che anche l’Italia si decida ad indagare sul complotto in atto contro tutti i maschi del pianeta terra, vediamo un po’ di numeri che ci giungono dall’Australia, un altro dei paesi messo a ferro e fuoco dalle perfide femministe.

Nel caso non siate soddisfatti delle mie traduzioni, potete proporre la vostra versione, non mi offendo. Potete cercare gli studi cui faccio riferimento, oppure limitarvi a dare un’occhiata all’articolo dal quale ho tratto i dati che andremo ad esaminare, che trovate qui.

Cominciamo con qualche percentuale:

An analysis of the family court records of 200 cases where child abuse allegations had been made over 1995-96 from two of Australia’s states found that only nine per cent of allegations were false (Brown, T., Frederico, M., Hewitt, L., & Sheehan, R. – 2001 – “The child abuse and divorce myth.” Child Abuse Review, 10, 113-124).

Una analisi dei documenti del Tribunale dei minori che ha preso in esame 200 casi nei quali erano state mosse accuse di abuso sui minori, mostra che solo il 9% di queste accuse erano false.

Un altro studio, sempre di Brown, T. (2003) “Fathers and child abuse allegations in the context of parental separation and divorce”, pubblicato sulla Family Court Review, 41(3), 367-381, ci dice che il 52% delle accuse presentate sono risultate “substantiated”. Le accuse possono essere “substantiated”, “not substantiated” (quando le informazioni sono insufficienti a stabilire se sono vere o false) oppure “false”, quando è dimostrato che non c’è stato abuso.

Le accuse “not substantiated” non sono da considerarsi false.

Sempre il medesimo studio ci dice che:

Among substantiated abusers, 61 per cent were fathers, 31 per cent were other family members (almost all male), and eight per cent were mothers. Of the four types of abuse (physical, sexual or emotional abuse, and neglect), sexual abuse was the type most likely to be substantiated and males were the most common perpetrators of this.

Dei colpevoli di abuso (quelli trovati colpevoli al di là di ogni ragionevole dubbio), il 61% erano padri, il 31% altri membri della famiglia (per lo più maschi) e l’8% erano madri. Dei 4 tipi di abuso (abuso fisico, sessuale, psicologico e negligenza), l’abuso sessuale è risultato quello maggiormente confermato dalle indagini e i maschi rappresentano la percentuale più alta fra i perpetratori.

Of mothers’ allegations, 63 per cent are substantiated, compared to 13 per cent of those made by fathers. Allegations were assessed as false in 11 out of 147 families, and fathers and mothers were equally likely to have made these.

Delle accuse presentate dalle madri, il 63% è stato confermato dalle indagini, mentre solo il 13% delle accuse presentate dai padri è stato confermato. Su 147 famiglie esaminate, in 11 casi le accuse sono risultate false (pari al 7%), e non si è riscontrata una sostanziale differenza di genere fra chi le ha presentate.

Secondo gli adepti della teoria delle “false accuse”, le donne si servirebbero di questo “potente strumento” per strappare i bambini ai loro affettuosi papà.

Fathers’ rights advocates contend that women’s allegations of abuse are a successful weapon in family law proceedings. Again, the evidence suggests otherwise… When fathers are subject to allegations of abuse, their chances of being denied contact with children are remote even if these allegations are substantiated, and the numbers of parents falsely accused of child abuse are tiny compared to the numbers of children who are being abused and about whom the Family Court never hears (Young, L. – 1998 – “Child sexual abuse allegations in the family court of Western Australia: An old light on a new problem.” Sister in Law, 3, 98-121.)

Quando i padri vengono accusati di abuso, la possibilità che queste accuse conducano il Tribunale a negare i contatti con la prole è remota anche quando le accuse sono confermate dalle indagini; i genitori accusati di abuso su minore che sono risultati innocenti sono pochi rispetto al numero di bambini che sono stati realmente abusati e dei quali il Tribunale non sa nulla.

In a more recent study, children going through the West Australian Family Court expressed frustration that their disclosures of abuse and their preferences for no contact with abusive fathers were minimised and rejected as maternal influence (Hay, A. – 2003, May – “Child protection and the family court of Western Australia: The experiences of children and protective parents.” Paper to the Child Sexual Abuse: Justice Response or Alternative Resolution Conference, Australian Institute of Criminology, Adelaide)

In uno studio più recente, i bambini passati dal West Australian Family Court hanno espresso tutta la loro frustrazione per il fatto che l’aver denunciato gli abusi subiti e l’aver espresso il desiderio di non avere più contatti con il padre abusante sono stati minimizzati e rigettati dalla Corte, che li ha imputati all’ “influenza materna”.

Insomma, dai dati raccolti in Australia non emerge un “problema di false accuse”, bensì un problema di bambini poco tutelati.

Eppure anche in Australia, come in Inghilterra, il mito delle “false accuse” risulta essere piuttosto diffuso.

Sullo stesso argomento:

Sui falsi abusi

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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15 risposte a Le “false accuse” in Australia: gli studi confermano che sono comuni come i quadrifogli

  1. Australia Feminazi Herald ha detto:

    Il 24 giugno 2010 per la prima volta una femminista di sinistra diventava prima ministra dell’Australia. Julia Gillard arrivava al potere non grazie al voto dei cittadini ma sostituendo il primo ministro Kevin Rudd tramite una manovra interna al suo partito di sinistra, descritta come “accoltellamento” dalla stampa. Alle successive elezioni non riusciva a vincere, ma quattro politici di altri partiti le davano i voti mancanti per rimanere al potere con un governo di minoranza.
    Era anche la prima donna, e purtroppo `e stato un disastro.
    Dalla sua posizione di potere Julia Gillard ha attaccato gli uomini con la propaganda fem- minista: “un miliardo di donne vengono picchiate o stuprate”. Al solito, dati grottescamente gonfiati. Pero` gli uomini australiani non si sono messi a ridere: diffamati come violenti e stupratori le hanno levato il voto. Le donne australiane la hanno ignorata. Allora la Gillard ha detto che non votare per lei era un ritorno al “patriarcato”, che avrebbe “bandito la parola della donna dalla vita politica”, che ogni critica contro di lei era misoginia, attaccando l’av- versario come “sessista”. Risultato: la stampa titola “la goffa e manipolativa guerra di genere di Julia Gillard”,2 ed informa che un altro mezzo milione di elettori le hanno levato il voto.3
    Nel suo partito si `e iniziato a parlare di “annichilazione elettorale”, di “suicidio politico”. E cos`ı i parlamentari del suo partito le hanno staccato la spina.
    Fra le riforme del governo Gillard c’`e l’aver di fatto smantellato la popolare legge Austra- liana sull’affido condiviso, introducendo emendamenti che, in ossequio all’ideologia femmi- nista, di fatto rendono le false accuso uno strumento efficace per evitare l’affido condiviso. Addirittura, un papa` si `e visto rifiutare l’affido condiviso, ed anzi bloccare ogni contatto con la figlia di 5 anni fino a quando sara` adulta, con la motivazione che “la madre distruggerebbe la relazione padre/figlia piuttosto che accettare l’affido condiviso e violerebbe ogni prescrizione in merito ai contatti. La nostra decisione non deve essere interpretata come supporto per il comportamento della madre”. Il Difensore Civico ha trovato un ente governativo colpevole di “irragionevole e sbagliata azione amministrativa” in merito ad una statistica che falsamente sosteneva che gli uomini fossero piu` violenti delle donne.

    • Sulla propaganda dei “papà separati australiani” ho già scritto, grazie.
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/07/19/dallaustralia-i-papa-separati-e-la-violenza-contro-le-donne/
      “Il movimento dei “papà separati” proclama che “il sistema”, dominato dalle femministe e caratterizzato da un odio di genere verso i maschi, depriva sistematicamente i padri dei loro diritti e che i padri vengono discriminati in quanto maschi. (…)
      Ciò che i “papà separati” intendono difendere è il diritto ad esercitare la loro autorità sulle vite dei figli e dell’ex-partner.
      Insieme ai gruppi di attivisti per i “diritti degli uomini”, i “papà separati” lottano per tornare indietro nel tempo ed eliminare tutti quei cambiamenti sociali e giuridici che hanno diminuito il gap fra i generi.
      I gruppi di “papà separati” sono organizzati in modo da produrre concreti cambiamenti nel corpo di leggi che riguarda il diritto di famiglia e per opporsi ad una lettura femminista (e quindi ad una prospettiva di genere) sulla violenza interpersonale.”

      E ovviamente non c’è neanche una fonte per gli sproloqui del Feminazi Herald…

  2. Australia Feminazi Herald ha detto:

    Purtroppo qualcuno portò una femminista in Australia, e si sono riprodotte in maniera incontrollata. Peggio dei conigli. Se non si interviene, finiranno per soppiantare il canguro come simbolo dell’Australia. A proposito, ecco le fonti per le citazioni:

    http://www.dailytelegraph.com.au/news/national/tv-series-of-rudd-knifing-a-real-drama-for-gillard/story-fndo28a5-1226567407031

    http://www.theaustralian.com.au/opinion/editorials/julia-gillards-clumsy-and-manipulative-gender-war/story-e6frg71x-1226662755252

    http://www.couriermail.com.au/news/opinion/party-games-prime-minister-julia-gillard-loses-500000-male-voters-in-a-month-with-her-blue-tie-speech/story-fnihsr9v-1226665229700

    Sunday Herald Sun, “Feminists tilt figures”, 12/11/2010

    • Lo sai che paragonare gli esseri umani agli animali era tipico del linguaggio propagandistico del Terzo Reich?
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/07/09/forma-e-sostanza/
      Un fenomeno diffuso nella lingua nazista era quello della reificazione, cioè dell’uso soprattutto nei riguardi degli ebrei, degli oppositori politici e dei nemici in genere, di parole prese dal lessico degli animali o delle cose materiali. I prigionieri non erano persone ma “pezzi” (Stuck), un’uccisione di massa di ebrei o zingari era una “disinfestazione”.
      Come racconta Primo Levi, nei campi di concentramento il verbo usato per “mangiare” era fressen, il verbo che in tedesco è riservato agli animali (essen è invece il verbo che indica “mangiare” per gli uomini).

      Questa cosa dei conigli, mio caro, ci rivela che genere di persona sei.

  3. Australia Feminazi Herald ha detto:

    I conigli sono carini, non odiano gli uomini, non rapiscono i bambini con false accuse, non negano che l’alienazione è un abuso sull’infanzia, e hanno anche un senso dell’umorismo migliore delle femministe.

  4. donnecontro ha detto:

    Le accuse substantiated sono quelle che il Department of Health and Human Services ritiene altamente probabili, non sono quelle che sono sfociate in condanne penali. Ma naturalmente il Ricciocorno un abusatore substantiated lo fa passare per colpevole “al di là di ogni ragionevole dubbio”, come se sulla questione si fosse espresso un tribunale regolare con tanto di giuria, testimoni e dibattimento e non un semplice poliziotto. L’onestà del Ricciocorno è disarmante. Chissà come mai invece non vengono riportati i tassi delle condanne vere invece delle accuse substantiated (neologismo giustizialista creato dalla Gilliard, la paladina dei diritti delle donne contro il patriarcato australiano che l’ha votata); selezione ad arte dei soli dati che fanno comodo?

    • Leggi prima di commentare. Leggi quello che c’è scritto, invece di inventare: “il Ricciocorno un abusatore substantiated lo fa passare per colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio” non sta scritto da nessuna parte. Io non mi invento niente: non sono io che determino il significato delle parole. Il significato lo trovi nel link all’articolo originale: http://www.xyonline.net/content/fact-sheet-1-myth-false-accusations-child-abuse
      “When allegations of child abuse are investigated by child protection authorities, their reports may indicate that the allegations were substantiated, not substantiated (where there is insufficient information to support either substantiation or an assessment of a untrue accusation), or false.”
      “substantiated” significa “comprovato”, “verificato”. http://www.wordreference.com/enit/substantiated
      Non sono io quella che mente, qui, ma nella pagina sono presenti dei bugiardi. Chi saranno mai?
      Non mi piace che mi si dia della bugiarda.
      Perché non fate delle vere ricerche invece di limitarvi a linkare siti tipo “a voice for men” o ad accusare la gente che posta una bibliografia?

  5. MHR.it ha detto:

    A proposito dei nostri amici e collaboratori di A Voice For Men, vorrei segnalarvi che la TV e la stampa e l’industria cinematografica stanno preparando documentari sul nascente movimento a tutela dei diritti di bambini e uomini. Se volete partecipare ed avete storie da raccontare contattate Paul Elam, paul@avoiceformen.com

  6. Il Rasoio di Occam ha detto:

    Paul Elam è quello che dice apertamente che lui assolverebbe uno stupratore anche se lo ritenesse colpevole. Mi pare che una delle sue ‘chiamate all’azione’ comprendesse piazzare bombe fuori dai tribunali. Sul suo sito si discute di questioni rilevanti per gli uomini del tipo come picchiare le donne senza finire in galera, e se si debba lasciare affogare una bambina per timore che possa diventare femminista. Un gran numero di iscritti sono apertamente pedofili.

    La stampa e la TV si sono già occupati del movimento ‘nascente’ (in realtà in declino) e l’hanno correttamente identificato come la lobby degli stupratori e abusatori domestici.

    Il sito in questione è monitorato dal Southern Poverty Law Center insieme ai siti neo-nazisti per istigazione all’odio.

    http://www.splcenter.org/get-informed/intelligence-report/browse-all-issues/2012/spring/a-war-on-women

    Per chi legge l’inglese, Manboobz di David Futrelle ( http://manboobz.com/) è una fonte aggiornatissima (e ironica) sul torrente di boiate, violenza e paranoia che è questo ‘movimento’.

  7. Comunicazione di servizio: alla luce della pessima reputazione, non saranno pubblicati estratti dal sito “A voice for men”. Non ci tengo ad essere indagata per “istigazione all’odio”.

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