Papà separati vs mamme separate: due pesi e due misure

bilanciaQualche tempo fa scrissi un post dal titolo “I poveri papà separati“. Il mio post iniziava con una doverosa premessa:

Vorrei chiarire che non ho niente contro “i papà”, intesa come categoria di persone di sesso maschile che hanno concepito, categoria che ricomprende all’interno una moltitudine di individui diversi fra loro. Non neanche nulla contro “i separati”, né tantomeno contro chi si colloca nell’insieme frutto dell’intersezione di questi due vasti gruppi di esemplari del genere umano.

E si concludeva con una osservazione:

considerato che ci sono anche molte “povere mamme separate”, anzi, che ci sono molte più “povere mamme separate” che “poveri papà separati”, perché le Iene non hanno fatto un servizio sul “povero genitore separato” includendo entrambe le categorie? Questa non è discriminazione?

Stamattina, proprio dopo aver letto un articolo su “Il Fatto Quotidiano” dal titolo “Famiglie monoparentali: una rete di sostegno alle madri separate”, mi ritrovo sotto il post questo commento:

Egregio Ricciocorno,
leggendo il suo articolo e le sue risposte ai commenti mi è venuta subito in mente una frase letta in un blog che diceva “I politici usano le statistiche come un ubriaco usa i lampioni: non per la luce ma per il sostegno.”.
Questa è la stessa sensazione che le sue parole mi hanno dato.
Non è così semplice e chiaro come dice lei.
La sofferenza di un genitore separato (e, attenzione, ho detto genitore, non mamma o papà) non puo’ essere generalizzata in questo modo.
Lo trovo inopportuno, quasi violento.
Come sicuramente sarà la sua prossima risposta.
Saluti.
Pietro Conconi.

Io ho usato le statistiche per commentare un servizio televisivo che riportava il dramma dei “poveri papà separati”, ignorando completamente la situazione delle “povere mamme separate” e mi ponevo la domanda: perché si parla sempre e solo di “poveri papà?”

Per questo vengo definita come una persona inopportuna, quasi violenta.

Di articoli e di iniziative a sostegno dei “poveri papà” che ne sono in giro a bizzeffe.

Fra le più recenti vorrei citare la lodevole iniziativa di Suor Anna, che a Cagliari ha aperto una casa di accoglienza per i “poveri papà”. Se seguite il link e leggete l’articolo, sotto non solo non troverete alcun commento che insulta i “poveri papà”, ma troverete invece questo commento:

…quand’è che mandiamo in carcere queste donne criminali? Quei padri non finiscono così solo per una legge “sbagliata” (da trenta anni) ma perché le ex ne fanno abuso.

A Brescia i papà separati godono di affitti agevolati, e così pure in provincia di Ravenna. Ed è del 20 agosto l’appello del responsabile della mensa dei poveri di Rossano (Calabria), che naturalmente non manca di citare i “papà separati”.

Insomma: il dramma dei “poveri papà” scalda parecchi cuori.

I rapporti ufficiali, però, ci parlano anche di “povere mamme separate” in difficoltà:

Sempre più italiani, casalinghe, anziani, genitori separati, soprattutto donne, con situazioni di multi problematicità che coinvolgono intere famiglie. Il profilo dei nuovi utenti dei Centri di ascolto Caritas è sempre meno coincidente con quelli della grave marginalità e va verso una “normalizzazione sociale” del bisogno.

Ci dice il rapporto Caritas 2012, citato da Il Sole 24 ore.

E di “mamme nella crisi” ce aveva parlato anche Save The Children, con un rapporto presentato nel settembre 2012:

Gli effetti della crisi colpiscono le mamme in modo sempre più grave, evidenziando, in Italia, un circolo vizioso che lega il basso tasso di occupazione femminile, l’assenza di servizi di cura all’infanzia, le scarne misure di conciliazione tra famiglia e lavoro e la bassa natalità, con una pesante ricaduta sul benessere dei bambini. La difficile condizione delle madri nel nostro Paese è infatti uno dei fattori chiave che determinano una maggiore incidenza della povertà sui bambini e sugli adolescenti.

Così, la giornalista Nadia Somma, il 21 agosto 2013, dedica uno spazio de “Il fatto Quotidiano” alle iniziative di Rete Interattiva, volte a:

Far uscire dal silenzio le madri separate, indirizzarle a consulenze legali o in quei luoghi dove possano trovare sostegno psicologico e sensibilizzare sulla loro realtà, ben diversa dalle rappresentazioni irreali e fantasiose  di “privilegiate”.

(o criminali, mi permetto di aggiungere)

Se date un’occhiata ai commenti sotto l’articolo della Somma, avrete l’occasione di scoprire cosa significa realmente “generalizzare“.

Vi prego di confrontare poi le seguenti affermazioni con la mia quasi violenza.

Si, si, le solite s..bip..bip..bipp.. ate! Ma quando mai??? In una separazione la donna SEMPRE si prende tutto, si tiene i figli e l’uomo diventa solo un bancomat… finche’ ne ha. Poi puo’ pure marcire in un fosso e nessuno dei benpensanti sulla parita’ gliene importa nulla. Non parliamo poi dei ricatti quotidiano a cui sono sottoposti gli uomini ai quali mai vene affidata la prole. Se non fai questo non vedi piu’ tuo figlio.. dammmi quello altrimenti addio a tuo figlio. Ma basta! E poi tocca leggere anche articoli come questo.

Quest’articolo è una pura provocazione racapricciante.
La realtà la conoscono tutti bene, benissimo, quando una coppia si separa in tribunale l’uomo è umiliato, gli viene rovinata la vita per sempre togliendogli i figli e riducendolo in miseria perchè costretto a dare tutto quello che ha alla ex, anche se questa non avrebbe bisogno di nulla e addirittura anche quando conti alla mano sarebbe la ex a dover dare dei soldi all’uomo. QUESTA E’ LA REALTA’, SE QUALCUNO LO VUOLE NEGARE PRODUCA DEI DECRETI DEI TRIBUNALI CHE DICONO IL CONTRARIO, PERCHE’ SONO MIGLIAIA I DECRETI CHE TUTTI CONOSCONO E SONO ANCHE PEGGIO DI QUELLO CHE SCRIVO.
Questo accade dagli anni 70, quando cambiò la legge tutta a favore delle donne, e questo accade ancora oggi malgrado e a dispetto della legge 54/2006 formalmente giusta ma totalmente disapplicata dai magistrati che se ne fottono delle leggi del parlamento italiano e liquidano le separazioni velocemente secondo la loro consolidata prassi (metodo facile e veloce che non richiede loro di lavorare).
Che poi ci siano degli uomini che cercano di sottrarsi ai loro impegni è vero, chi potrebbe mai accettare quello che a priori è un’ingiustizia conclamata che danneggia anche quei rari casi di decreti giusti????
I tribunali sono popolati da dipendenti pubblici talmente sfacciati che uomini nullatenenti senza lavoro perchè lo hanno perso, sono stati condannati a dare ugualmente dei soldi alla ex che intanto il lavoro lo aveva ancora, in base al potenziale reddito che potrebbe avere se riuscisse a trovare lavoro!!!
Se non è discriminazione di genere questa, cosa è?
Qui mi fermo ma avrei da scrivere per ore!!!!!!!!!!!! Vergognatevi.

articoli come questi sono da cestinare come spazztura giornalistica… alle donne articoli come queste servono per alimentare la loro ingordigia nel richiedere tutele egoisticamente solo per se stesse e per il genere a cui appartengono… meglio le ucraine… anzi… qualsiasi donna europea è meglio delle italiane… diventeranno tutte zitelle…

Di messaggi analoghi (e peggiori) ce ne sono a centinaia…

Il succo è che non esistono “povere mamme separate”, ma solo “poveri papà separati”. Solo i papà separati hanno il diritto di richiedere un aiuto, la mamme no. Tutte le donne che si separano dal coniuge sono malvage, avide e soprattutto ricche. I Tribunali corrotti odiano i “poveri papà separati”. E la Somma si dovrebbe vergognare a produrre simile “spazzatura giornalistica”.

Vorrei premiare con una menzione speciale uno dei pochi commentatori sinceri:

…cosa vuol dire che a queste se le deve mantenere l’ex marito? quando non ci sono figli e il matrimonio va male i problemi di miseria e o ricchezza dell’ex coniuge non sono affari dell’ex amato… possibile che neanche su questo ci si mette d’accordo? gli ex mariti non sono assistenti sociali… affido condiviso realmente applicato cosi alle donne resta tanto tempo per andare a lavorare… fatti loro se non sanno fare niente… e ahime sarà sempre peggio per persone che non hanno voglia di lavorare e o che non sanno fare niente se non passare il tempo a piangersi addosso.

Ti ho piantato, non me ne frega più niente di te, non è un problema mio se muori di fame. E se muori di fame probabilmente è perché sei una fannullona che tutto il giorno si piange addosso perché “non sa fare niente”.

A tale proposito vi rimando al concetto della colpevolizzazione della vittima, ad una riflessione intorno al valore economico e sociale del lavoro domestico, con annesso conteggio in vecchie lire, e alle ultime notizie sul mondo del lavoro.

L’accusa di generalizzare e di esprimermi in modo “quasi violento” la respingo al mittente con una punta di indignazione.

Colgo l’occasione per esprimere tutta la mia solidarietà a Nadia Somma: ci vuole un bel coraggio, oggi come oggi, per scrivere sulle “mamme separate” qualcosa di diverso da una sequela di insulti.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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15 risposte a Papà separati vs mamme separate: due pesi e due misure

  1. Emanuele Di Felice ha detto:

    Ci sono dei commentatori che insultano: male, molto male.Invece le commentatrici di solito non insultano, ma semplicemente criminalizzano gli uomini, infatti del bene compiuto dagli uomini non se ne parla mai.

    Due pesi e due misure?
    Di articoli sulla violenza contro le donne ce ne sono in giro a bizzeffe, sulla violenza contro gli uomini neanche uno.
    Sui problemi femminili ci sono articoli a bizzeffe, sui problemi maschili neanche uno(oppure si utilizzano i problemi maschili per deriderli).
    Sulle qualità femminili ci sono articoli a bizzeffe, sulle qualità maschili neanche uno.
    Etc.
    Sono le donne che chiedono il divorzio nel ca.70%(consensuale e non) dei casi, evidentemente lo fanno per piombare nella povertà!.
    Invece, sono proprio le donne che chiedono il divorzio in misura maggiore degli uomini, perché sono loro a perdere di meno con il divorzio, anzi a guadagnarci:la liberazione dagli uomini, che comunque devono provvedere al mantenimento dell’eventuale prole(o ex moglie),in cambio di nulla.
    Inoltre le richieste di divorzio si impennano con la nascita del primo figlio e secondo figlio:
    la fine del bisogno riproduttivo toglie la maschera a l’amore!.

    Che a livello di diritto di famiglia e soprattutto giurisprudenziale, ci sia uno squilibrio tra i coniugi a vantaggio delle donne, ti sfugge, forse perché lo squilibrio giurisprudenziale serve a compensare lo status di vittima di default delle donne. Un pregiudizio femminista che condiziona tutto il resto.

    http://www.adiantum.it/public/2802-l%C2%B4istat-racconta-la-disneyland-dei-separati.-dove-sono-le-note-metodologiche–.asp

    • “Di articoli sulla violenza contro le donne ce ne sono in giro a bizzeffe, sulla violenza contro gli uomini neanche uno.”
      Ma di che parli? La violenza è sempre condannata, a prescindere dal sesso delle vittime: http://lepersoneeladignita.corriere.it/2013/05/13/russia-giovane-gay-torturato-a-morte/
      “le commentatrici di solito non insultano, ma semplicemente criminalizzano gli uomini”: se una donna si indigna ad un commento offensivo di un uomo, lo sta criminalizzando?
      “Sui problemi femminili ci sono articoli a bizzeffe, sui problemi maschili neanche uno (oppure si utilizzano i problemi maschili per deriderli).”
      Ma se te li ho pure postati gli articoli a sostegno dei “problemi maschili”! E la suora che apre il centro per i poveri papà?!? Lo apre per prenderli in giro?!?
      “Sulle qualità femminili ci sono articoli a bizzeffe, sulle qualità maschili neanche uno.”
      Stai scherzando spero. Di complimenti ad uomini ne trovi anche in questo blog: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/10/14/uomini-che-raccontano-di-donne-ii/

      E’ un piagnisteo veramente inqualificabile questo.

      “lo squilibrio giurisprudenziale serve a compensare lo status di vittima di default delle donne.”
      Qui l’unico che rivendica lo status di vittima mi sembri tu. E lo rivendichi per tutti i poveri uomini vittime di un fantomatico “pregiudizio femminista” che vive esclusivamente nella fantasia tua e dei commentatori di Nadia Somma.

    • salvo ha detto:

      Ah, il famoso Fabio Nestola, pseudo-statistico che di statistica ne sa meno di zero e che critica l’ISTAT dopo aver cercato di scopiazzare, e fallendo miseramente, un suo studio. Le note metodologiche sono li’ sulla pagina dove ci sono le statistiche.

      Ora il Nestola fa parte del gruppo del gruppo del M5S che ha lavorato sul disegno di legge sulla bigenitorialita’ (Confronta qui su FB Borromeo, il podista di Strasburgo). Nestola ne e’ il consulente statistico — tra altre cose.

  2. rosalia ha detto:

    certo che l’ottusità è dura a morire, ma perchè queste persone non aprono un pò le finestre della loro mente e si accorgono che fuori c’è un mondo di individui e una vita reale diversa dalle loro fobie? almeno informatevi, non esistono complotti di mogli, ma solo una mancanza di verità e giustizia custodita da sentimenti rancorosi. Rifatevi una vita e siate felici, vedrete che tutto andrà meglio.

  3. Hana ha detto:

    Sono l’ex moglie e madre dei figli di un padre, che era riuscito, impunemente, a non pagare per anni gli alimenti ai figli, ma aveva fondato un’associazione di padri separati con la sigla “PIU” (padri italiani uniti). L’unico scopo dei PIU era quello di insegnare come non pagare una lira di alimenti e di diffamare le madri dei loro figli, restando impuniti. Erano stati ospiti di diversi tg e talk-show, raccontavano balle spaziali sulla loro situazione di “poveri papà separati dalle loro creature”. Mentre le mamme separate devono far fatica 24 ore al giorno, per crescere i figli da sole, i sedicenti “poveri” padri separati hanno invece tutto il tempo di andare in giro a lamentarsi in vari tg, sulle pagine dei quotidiani ecc. Inoltre, se la mamma con figli minorenni osa a incatenarsi davanti al tribunale per protestare contro i tempi lunghi tra le udienze e la sentenza (io l’avevo fatto), il giudice indispettito affida i ragazzi ai servizi sociali, levando la custodia alla madre, con la seguente motivazione: “la madre non è in grado di provvedere economicamente ai figli” (non potendo affidare i minori al padre che si era dimostrato rabbioso e violento). Questo, era successo a me 18 anni fa, ma succede ancora oggi, nulla sembra cambiato.

  4. Jerry ha detto:

    Grazie al cazzo che le donne ci tengono al matrimonio, così poi ti mollano e campano alla grande in culo ai loro ex mariti che si sbattono di lavoro, in più poi li sbattono fuori da casa (magari inventandosi violenze MAI SUBITE) e dentro casa SUA ci trombano alla grande con chi vogliono.

    • Cari lettori: adesso, gentilmente, confrontate questo commento con le considerazioni riportate in questo post https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/08/23/chi-ha-paura-di-paul-elam-ovvero-i-papa-separati-degli-usa/
      Ve ne trascrivo una: “Se sei disponibile a sposare una donna – una qualsiasi donna – occidentale, allora devi anche essere pronto a diventare il protagonista di una storia di omicidio suicidio non appena lei minaccia il divorzio, di strapparti i bambini e ogni singolo dollaro che hai guadagnato, che guadagni e che guadagnerai.”
      Jerry, perché invece di usare copia e incolla non scrivi qualcosa di originale? Non è difficile, basta sforzarsi di pensare… Sono certa che quel cervello non aspetta altro che essere usato.

    • Lilli ha detto:

      Ma come si può lasciare una personcina dolce ed educata come te? Cattiva cattiva cattiva la tua ex, non ha capito che si è persa un principe che ha studiato a Oxford, visto il tuo linguaggio …

    • Morgaine le Fée ha detto:

      Ma a sto punto, cari signori mascolinisti che odiate le donne, perché non traslocate tutti in massa in una qualche bella isoletta tropicale con tutte le gioie della natura, e non vi sposate tra di voi? Niente donne, niente figli da contendersi, nessuna creatura XX malvagia stupida perversa e quant’altro intorno a voi.
      Sareste cosí felici, senza complicarvi la vita, tra i vostri simili e lontano dall’oggetto della vostra rabbia.
      Ricciocorno buone ferie, e continua cosí.

    • Romano ha detto:

      Niente è per sempre, purtroppo quel contratto che è il matrimonio può “fregare” l’uno e l’altra, ma gli ultimi responsabili di un contratto sono quelli che lo sottoscrivono. Esiste la separazione dei beni, esistono però anche i diritti dei figli. Se ci sono due persone che non possono più stare sotto lo stesso tetto e ci sono dei figli ma c’è una casa sola, conta solo la pura e semplice aritmetica. Inutile farsi venire la schiuma alla bocca.
      Lo stesso vale per i soldi. Se metti al mondo dei figli la regola è che poi li devi mantenere.
      Del resto di paraculi che fanno sceneggiate assurde piangendo miseria ne conosco. Dichiarano zero reddito ma poi girano con auto di lusso e fanno finta di essere morti di fame per non pagare 700 Euro al mese.

    • Romano ha detto:

      Jerry, a te è successa veramente ‘sta cosa?

  5. pinzalberto ha detto:

    Ce ne vuole del coraggio per definirti “violenta”! O qualcuno non sa leggere, con problemi di comprendonio, o ti vogliono prendere in giro. Ti accusano d’istigazione alla violenza solo perché ti permetti di portare alla luce quello che un maschio non vorrebbe mai sentirsi dire: che siamo dei piagnoni, non sappiamo reagire alle avversità della vita e risolviamo tutto con la violenza, come i bambini, se vogliamo un gioco alziamo le mani! I nostri nonni lavoravano tutto il giorno nei campi, e dopo cena preparavano i terreni per il giorno dopo. Abbiamo perso lo spirito di sacrificio.

  6. Grazie Ricciocorno,
    per l’incoraggiamento. Tornerò di nuovo sull’argomento anche se mi toccherà mettere l’elmetto.
    🙂

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