Disclaimer

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Avete presente il disclaimer  che compare spesso fra i titoli di coda dei lungometraggi: “Nessun animale è stato maltrattato durante la produzione di questo film”?

Lo scorso anno una accesa polemica ha investito uno dei film più atteso dagli amanti del genere: “Lo Hobbit“.

Pare che le riprese del film abbiano causato la morte di ben 27 cavalli, per non parlare delle capre, dei polli e delle pecore: a causare la morte degli animali, sopratutto cavalli, non sono state le scene particolarmente movimentate ma, piuttosto, la fattoria dove le bestie erano tenute quando non erano sul set: un luogo pieno di rocce acuminate, doline e altre “trappole mortali” che avrebbero condotto gli animali alla morte. Nonostante le proteste dei mandriani, gli animali hanno continuato a vivere in quel luogo pericoloso (fonte: Lo Hobbit uccide gli animali)

Ma Peter Jackson, il regista, e la produzione hanno risposto offesi alla PETA, che minacciava manifestazioni all’uscita del film: “I produttori de Lo Hobbit prendono molto seriamente la salute degli animali e hanno sempre mantenuto il più alto standard di cura nei loro confronti. Tutti gli incidenti a proposito sono stati investigati e affrontati con azioni appropriate”. “I produttori negano completamente le accuse. “Sono state adottate misure straordinarie per far sì che gli animali non venissero usati durante scene d’azione per loro pericolose. Più del cinquantacinque percento degli animali ne Lo Hobbit sono generati al computer”. (fonte: Lo Hobbit, cause legali e animalisti infuriati)

Qualche giorno fa leggevo questo articolo dal titolo Could you be a virtual abuser? e un particolare ha attirato subito la mia attenzione:

Back in spring, PRUK talked to an ex-porn star via Skype about her time in the industry… There was one sentence in particular during our conversation with her that struck us deeply at PRUK: ‘You’ll not be able to tell it if you’re watching my movies, but in 4 of them I was raped …’.

Traduco: la scorsa primavera Pruk ha avuto una conversazione con una ex porno-star via Skype sui suoi trascorsi nell’industria (del porno)… Una frase della conversazione con lei ci ha colpito particolarmente: “Non saresti in grado di rendertene conto guardando i miei film, ma in 4 di questi sono stata stuprata…”

E’ di stamattina la notizia della dichiarazione di Bernerdo Bertolucci: “Forse sono stato colpevole per Maria Schneider, ma non potranno condannarmi per questo”.

Colpevole di cosa?

“La scena del burro? E’ stata un’idea di Marlon Brando. E Bertolucci mi disse che cosa dovevo fare solo poco prima di girarla. Mi hanno ingannato” raccontò in proposito Maria Schneider Mi hanno quasi violentata. Quella scena non era prevista nella sceneggiatura. Io mi sono rifiutata, mi sono arrabbiata. Ma poi non ho potuto dire di no. Avrei dovuto chiamare il mio agente o il mio avvocato perché non si può obbligare un attore a fare qualcosa che non è nella sceneggiatura. Ma all’epoca ero troppo giovane, non lo sapevo. Così fui costretta a sottopormi a quella che ritengo essere stata una vera violenza. Le lacrime che si vedono nel film sono vere. Sono lacrime di umiliazione.

A differenza di Peter Jackson, Bertolucci non nega ed è convinto di non meritare alcuna condanna…

Ma c’è ancora un’altra storia, quella di Linda Lovelace, la celebre protagonista del cult-movie “Gola Profonda” che della sua carriera cinematografica racconta: “Ogni nuova cosa degradante mi rendeva più debole e ubbidiente. Mi sentivo completamente sconfitta. Non ci potevano essere umiliazioni più grandi.

Sia chiaro, mi dispiace per i cavalli, i polli e le capre…

Ma quand’è che cominceremo a pretendere il disclaimer: “Nessuna donna è stata stuprata, umiliata o degradata durante la produzione di questo film?”

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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34 risposte a Disclaimer

  1. imaginarymiki ha detto:

    Dire che sono sconvolta e nauseata è dire poco. Ho visto poco tempo fa “Ultimo tango a Parigi” e l’ho trovato un film davvero ma davvero angosciante e… brutto! Non mi viene in mente un’altra parola. La scena incriminata è terribile e non sono riuscita a guardarla. Scoprire adesso che durante quella scena una donna è stata veramente sottomessa e umiliata mi fa profondamente schifo. Immaginare due “signori” in panciolle che mentre mangiano pane e burro si scambiano sguardi complici e ammiccanti e decidono di perpetrare una violenza simile nei confronti di una giovane donna è rivoltante.

  2. Emanuele Di Felice ha detto:

    Mai nessun articolo sulle donne che sono diventate ricche e famose grazie al desiderio maschile, alla strumentalizzazione del desiderio maschile.
    Solo la violenza, perché solo questa è utilizzabile contro gli uomini.

  3. Pingback: Disclaimer | Giardinaggio Irregolare

  4. Lidia Zitara ha detto:

    Sono annichilit. Questo è un post da agnizione che mi porterò fino alla tomba.

  5. Paolo1984 ha detto:

    comunque Linda Lovelace ha subito violenza dal compagno, non dal regista nè dagli attori di Gola Profonda

    • Chuck Traynor, il compagno di Linda, era anche production manager di Gola Profonda: fu lui a proporla per il ruolo. Si racconta che la capacità di rilassare completamente i muscoli della faringe durante la fellatio le fu insegnata da Chuck a suon di botte e minacce.

      • Paolo1984 ha detto:

        stai confermando quello che ho scritto. Perchè il mio post delle 17.10 è ancora in moderazione?

      • Io non lo vedo, il post delle 17:10… Strano!

      • Paolo1984 ha detto:

        lo rimando:
        si può essere grandi registi e pessimi esseri umani. Come sai io credo che il cinema debba poter raccontare tutto violenza inclusa (perchè anche quella fa parte della società e dell’umano) ma scene di questo tipo (anche le altre ma queste a maggior ragione) vanno concordate e discusse tra regista e attori.
        Ho amato alcuni film di Bertolucci e continuerò ad amarli ma come persona fa schifo

  6. Vale ha detto:

    Io non ho visto nessuno dei film di cui parlate (e da quello che ho appena letto, non ho neppure intenzione di vederli!). Quindi non riesco a capire cosa sia successo nel film :-/

    • La famosa scena incriminata di “Ultimo tango a Parigi”: https://www.youtube.com/watch?v=6sU5IJwVl8o
      La mia opinione personale sul film è sempre stata che è un film noioso e privo di qualsivoglia significato. Bertolucci ha voluto portare sul grande schermo le sue fantasie sessuali. Forse qualcuno lo trova interessante, io ho sempre pensato che guardare questo film o spiare Bertolucci che si masturba in bagno sia più o meno la stessa cosa e non mi stimola l’idea di fare nessuna delle due cose.
      Sul fatto che il film possa essere considerato “uno schiaffo nei confronti dei benpensanti dell’epoca” ho i miei dubbi. In questa scena c’è un uomo di mezz’età che possiede una ragazza molto più giovane mentre grida “no!” e piange: una perfetta descrizione del sesso all’interno di un sistema patriarcale, che annichilisce il desiderio della donna e si bea della sua umiliazione. Più che una rottura con il passato mi sembra un modo per regalargli delle fondamenta più solide, un modo per dire: ehi, smettela di nascondervi, signori, basta coi falsi moralismi, è ora di farlo alla luce del sole!
      E difatti è esattamente è quello che poi è successo. Oggi come oggi si può tranquillamente stuprare una donna sul set di un film hard senza che nessuno ci trovi nulla da ridire… neanche la donna stuprata, che è consapevole di subire una violenza e considera la cosa lo scotto da pagare per il fatto di essere una donna.
      Forse ci sentiamo “meno moralisti” e pensiamo di averci guadagnato, ma all’atto pratico, per moltissime donne, nulla è cambiato.
      La cosa triste è che l’opinione pubblica si scandalizza ed è disposta a scendere in piazza per dei cavalli costretti a pascolare fra rocce aguzze, ma reputa un “male necessario” nel nome dell’arte un regista che non si preoccupa minimamente de “il più alto standard di cura” nei confronti di una giovane attrice.

      • Paolo1984 ha detto:

        Bè Ultimo tango a Parigi in effetti all’epoca suscitò censure e scandalo. Ciò non toglie che il comportamento di Bertolucci sia stato indegno..neanche i registi di B-movies girerebbero una scena di stupro (simulato, ovviamente) tenendo all’oscuro fino all’ultimo momento l’attrice coinvolta. Nessuno fa così sopratutto con scene come questa,T’immagini se Quentin Tarantino durante Pulp Fiction avesse avvertito Ving Rhames solo all’ultimo minuto che doveva subire uno stupro anale? Ti immagini se Argento girasse le scene di omicidio senza dir nulla agli attori?
        Nei film hard poi non c’è simulazione ma se la produzione è seria gli attori non vengono ingannati su quello che devono fare.

      • Vale ha detto:

        Grazie del link ma… spero non ti offenderai se non ci cliccherò sopra. Trovo rivoltante un certo tipo di spettacoli e sostanzialmente, sì, la penso come te. Film di denuncia un accidenti!, mi paiono anzi tentativi di legittimazione.

      • Offendermi, e perché? Certo che no! Non sono fra quelli che fanno confusione tra “perbenismo” e “rispetto della persona umana”…

      • Emanuele Di Felice ha detto:

        “una perfetta descrizione del sesso all’interno di un sistema patriarcale, che annichilisce il desiderio della donna e si bea della sua umiliazione”, implicitamente significa che nel sistema patriarcale ogni coito era uno stupro, e che il desiderio sessuale femminile era del tutto assente.
        Una perfetta descrizione dell’assenza del desiderio sessuale femminile.

        “Più che una rottura con il passato mi sembra un modo per regalargli delle fondamenta più solide, un modo per dire: ehi, smettetela di nascondervi, signori, basta coi falsi moralismi, è ora di farlo alla luce del sole!”, infatti nel sistema patriarcale di allora il film è stato oggetto di censura e Bertolucci condannato. Proprio perché era trasgressivo il film è stato censurato, non perché normalizzasse il sistema. Se il film avesse dato al sistema patriarcale delle fondamenta più solide, sarebbe stato proiettato fin dalle elementari!.
        Sorvolo sulla dietrologia, che come tale è a buon mercato.

        “Oggi come oggi si può tranquillamente stuprare una donna sul set di un film hard senza che nessuno ci trovi nulla da ridire… neanche la donna stuprata, che è consapevole di subire una violenza e considera la cosa lo scottoCome da pagare per il fatto di essere una donna.”
        Come si può stuprare una donna su un set pornografico? Ma una donna che va a girare film pornografici non sa quello che andrà a fare?.

      • “implicitamente significa che nel sistema patriarcale ogni coito era uno stupro, e che il desiderio sessuale femminile era del tutto assente.” Ma perché dovrebbe significare questo? Perché senti sempre la necessità di generalizzare?
        Qui si parla solo quei coiti in cui la donna piange e dice “no”, invece di godersela e dire “si, ancora!” Sono due situazioni diverse, che possono coesistere all’interno di un sistema che le legittima entrambe, sebbene sembri preferire la prima…

        “nel sistema patriarcale di allora il film è stato oggetto di censura e Bertolucci condannato”: il film di Bertolucci ha mostrato quello che era coperto da un velo (piuttosto sottile) di ipocrisia, quello che il sistema non voleva ammettere su se stesso. Dopo questo genere di film alcune persone sono meno ipocrite, ma non sono certo persone migliori. E questa è la mia opinione.

        Come si può stuprare una donna su un set pornografico? Costringendola con la violenza a fare cose che non vuole fare. E’ tanto ovvio che non credevo servisse spiegarlo.

        La tua domanda stupita ci dimostra che l’attrice porno è concepita non come una persona che recita, non come un essere umano, ma come un corpo da usare a proprio piacimento. Eh no, è una persona invece…

  7. paolam ha detto:

    Signora mia, è che Bertolucci non è professionale, quelli dei film porno sì che sono seri, loro non hanno mai compiuto abusi di nessun tipo, ce lo hanno sottoscritto per statuto professionale: solo donne consenzienti alle più bizzarre e inimmaginabili forme di “uso”. Va da sé. Quanto a Bertolucci, complimenti, ci sono tutti gli elementi dello stupro, di gruppo: l’alleanza tra maschi ai danni una donna ignara di ciò che sta per capitarle, l’abuso della posizione di potere, l’uso del corpo femminile, e della violenza sessuale esercitata su di esso, come una forma di comunicazione tra maschi. Il ruolo performativo dell’uno in funzione (anche) del guardonismo dell’altro e del proprio esibizionismo. Complimentoni veramente, a incontrarlo, uno sputo per occhio.

  8. Stefania Primieri ha detto:

    Tu dici:
    “Oggi come oggi si può tranquillamente stuprare una donna sul set di un film hard senza che nessuno ci trovi nulla da ridire… neanche la donna stuprata, che è consapevole di subire una violenza e considera la cosa lo scotto da pagare per il fatto di essere una donna.”

    Io credo che lo consideri uno scotto da pagare per il fatto di essersi scelta un mestiere molto particolare in cui accetta non solo di prostituirsi (cioè fare sesso per denaro) ma anche di mostrare a tutti il proprio corpo e la propria sessualità al fine di farli eccitare.
    Non “per il fatto di essere donna”

    • Io vorrei farvi riflettere sul fatto che l’attrice porno, nell’intervista, sostiene che, guardando i suoi film , non è possibile distinguere fra quelli in cui è consenziente e quelli in cui è costretta contro la sua volontà. Questo mi porta a dedurre che quando recita, recita il ruolo di una donna non consenziente, mentre gli attori maschi recitano il ruolo di stupratori, e mi domando: perché? Ce lo dovremmo domandare tutti il perché, uomini e donne. Che sia un vero stupro o uno strupro simulato, quello che va in scena è sempre sesso senza consenso. Per questo mi sento di dire che il suo problema ci coinvolge tutte.
      E onestamente non parlerei di “rischi del mestiere”, visto che lo stupro è un reato penale… Quando un operaio si fa male perché il datore di lavoro o i colleghi non hanno ottemperato, ad esempio, alle misure di sicurezza, non ci si può appellare ai “rischi del mestiere”, e in ogni caso l’operaio è risarcito dei danni. Gli esseri umani dovrebbero tutti godere dei medesimi diritti fondamentali, a prescindere dal lavoro che fanno.

      A tale proposito vorrei citare il blog di Massimo Lizzi, che affronta il delicato tema del consenso: http://www.massimolizzi.it/2013/09/bertolucci-e-lo-stupro-artistico.html
      “Tutte le argomentazioni (che difendono Bertolucci) hanno un punto in comune: l’idea che in fatto di sesso, reale o simulato, il consenso della donna, sia un optional e non una discriminante imprescindibile.”

  9. Franco ha detto:

    Bertollucci non è difendibile , sulla pornografia , il sesso anale lo fanno anche le donne con i loro compagni, certo sono una minoranza ma ci sono, e il sesso orale e molto comune, poi molte attrici hard hanno detto che anche fuori dal set, con i loro partner fanno quelle pratiche sessuali, e poi perché un uomo non potrebbe essere violentano da una donna in un film porno? esistono film dove donne dominano uomini(bisessuali) e poi li penetrano analmente con dei dildo detti strap-on,e alcuni sono anche molto grandi.

    • Il problema non è il sesso anale, è il consenso.

      • Franco ha detto:

        Nei film pornografici americani , quindi le produzioni al top, ci sono anche pornostar che non praticano il sesso anale,e poi sulle scene di sadomaso alla fine fanno vedere gli attori e le attrici insieme dopo le riprese, che parlano delle scene e sorridono sono rilassati, e comunque esiste anche la ganbang al contrario dove l’uomo deve praticare del sesso orale a più donne,e poi se in qualche porno c’è della violenza , mi dispiace ma dire che in tutto i porno c’è violenza questo è un esagerazione, e di certo la soluzione non è abolire il porno, e poi vedi che il porno lo vedono tutti (in particolare gli uomini) quindi mica un uomo che guarda porno è un pervertito.

      • Ma infatti io non ho mai scritto “in tutto il porno c’è violenza”. Quanto porno c’è in giro? Potrei mai averlo visionato tutto tutto? Dicevo che questo post non riguarda il porno in sé – visto che prende spunto dalla testimonianza di Bertolucci (è porno Bertolucci?) – ma parla del consenso. Del fatto che alcuni registi non si fanno scrupolo di ignorare la donna che dice “no”.

  10. Franco ha detto:

    a ok , allora ci siamo, ma comunque una donna può denunciare se viene maltrattata durante le riprese di un film (hard o no) e il consenso quello importante , e sulla degradazione be quella e soggettiva , se una donna dice si a una penetrazione anale e vaginale , ed è consenziente, non è mica violenza, certo e una pratica un pò forte , ma ci sono donne disposte a farla.

  11. Pingback: L’impotenza contrattuale degli attori e delle attrici hard » Massimo Lizzi

  12. Pingback: Bertolucci e lo stupro «artistico» » Massimo Lizzi

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