La bocca chiusa

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.

(Mi piaci quando taci, di Pablo Neruda)

la bocca chiusa

Una mia lettrice mi segnala questo articolo (cosa farei senza di voi!).

L’autore, dopo averci riflettuto per benino, ha capito finalmente la causa del femminicidio: laciamoci illuminare.

Intanto la premessa: chiunque compie atti violenti è mentalmente malato.

Vi ricordo che poco tempo fa pubblicai, in merito al legame tra violenza e disturbo mentale, il parere del Presidente della Società Italiana di Psichiatria Claudio Mencacci, che ha dichiarato:

Solo il 5% delle persone imputate di omicidio sono dichiarate inferme di mente, il restante 95% sono capaci di intendere e volere…
Va dunque sfatata la convinzione che vi sia necessariamente una connessione tra malattia mentale e violenza. Attribuire automaticamente gli atti di violenza a persone con disturbi mentali porta ancor più a stigmatizzare queste patologie e coloro che realmente ne soffrono e che si curano…

Anche il Dott. Mencacci ha una sua opinione sulle cause scatenanti del femminicidio:

La ragione (della violenza) risiede in un atteggiamento comportamentale e culturale, sempre più diffuso, rivolto all’intolleranza, alla prevaricazione e alla possessività tale per cui le persone hanno perso la loro identità e sono diventate “oggetti” che appartengono ad altri e di cui non si accetta l’idea che possano essere perduti” e che si è pronti a distruggere.

ma l’autore dell’articolo “Maschi contro femmine: il momento della violenza” non concorda con questa versione. Secondo lui è un altro, il motivo che scatena nel maschio la violenza contro la sua donna: la brutta abitudine che hanno le donne di non tenere la bocca chiusa quando a volte ce ne sarebbe stato bisogno.

Intanto chiariamo che il discorso filerebbe meglio così: la brutta abitudine che hanno le donne di non tenere la bocca chiusa quando ce ne sarebbe bisogno…
Evidentemente il momento in cui ce n’è bisogno si può determinare solo a posteriori, quando troviamo la donna morta: di fronte al cadavere martoriato si può dire con certezza “ecco, quello era un momento buono per rimanere in silenzio”. Da qui l’uso del condizionale passato.

Notate l’uso dell’impersonale: ce ne sarebbe stato bisogno. Ma chi aveva bisogno del silenzio? Chi è che stabilisce quando c’è bisogno di parlare e quando, invece, c’è bisogno di tacere?

Secondo il nostro autore c’è una differenza sostenziale fra l’uomo e la donna (cito):  Hanno una parte del cervello, quella dedicata alla favella, molto più sviluppata della nostra.

Ora, l’area del cervello deputata alla produzione del linguaggio si chiama area di Broca ed è situata nel lobo frontale sinistro. Ho cercato qualche notizia sulle differenze macroscopiche dell’area di Broca femminile e quella maschile, ma non ho trovato niente. Se volete approfondire l’argomento, vi rimando ad un articolo che tratta di neurosessismo e si intitola “Il cervello della donna? Diverso. Ma non è vero”. Se non vi ritenete soddisfatti, su Repubblica è apparso tempo fa un articolo dal titolo “Tutte le bugie del neurosessismo” che riporta un dato: dei 16mila studi con immagini a risonanza magnetica, dal 1992 a oggi, solo il 2,6% ha riscontrato significative differenze sessuali tra i cervelli maschili e femminili. Insomma, poco più che niente…

Non sappiamo a quale di questi studi il nostro autore faccia riferimento, ma afferma con grande sicurezza che questa ipertrofia dell’area di Broca nel cervello delle donne, invece di essere un vantaggio, comporta una scomoda conseguenza: gli uomini sanno quando stare zitti, le donne no.

Questo è terribile: non sapendo distinguere – per ragioni legate alla struttura cerebrale – quando è meglio tacere e quando no, cosa dovrebbero fare le donne per non finire ammazzate? Beh, ovvio: tacere sempre.

Ecco svelato anche il mistero della differenza numerica fra gli omicidi di donne e quelli di uomini da parte del partner: riuscendo a riconoscere l’esatto momento in cui c’è bisogno di silenzio, l’uomo evita di provocare quelle donne mentalmente disturbate che potrebbero reagire con violenza. Si presume che l’uomo abbia una qualche altra parte del cervello più sviluppata che gli conferisce questa particolare competenza… o più è piccolo più funziona meglio? (il cervello)

Le donne parlano, parlano, parlano fino a sconvolgere il povero maschio conducendolo all’inevitabile atto violento.

E’ terribile quello che può fare una donna usando solo le corde vocali: “ed a quel punto lei parte come un treno al fischio del capostazione, e marcia, accelera, corre più della tav, senza mai deragliare, e ti prende in pieno, ti trascina ti fa a pezzi ti smembra. Tu vorresti sbattere la testa al muro, fracassarla, farne uscire le cervella, inghiottirle digerirle e rimetterle a posto, ma non ce la fai e ti prende la depressione e ti riprometti nella prossima vita di diventare gay perché tutte quelle polemiche ti bruciano, ti si ammalloppano come un magone alla bocca dello stomaco, ti prendono al sistema cardiaco, ti aumentano la pressione, i battiti l’ipertensione il mal di testa il pulsare nelle tempie il mal di pancia… Ma loro niente, continuano imperterrite a scavare la piaga con il pugnale di Rambo ed a metterci sopra sale e acido solforico, acetone e idraulico liquido, perché ti vogliono disintegrare.”

Le parole delle donne colpiscono come treni in corsa, procurano un acuto desiderio di morte, causano bruciori di stomaco, dubbi sull’identità sessuale, provocano tachicardia, ipertensione e forti emicranie… e le donne lo sanno, infatti a spingerle a parlare non è il bisogno di dire qualcosa, di essere ascoltate, ma il loro perverso desiderio di annientare l’ascoltatore, di condurlo al suicidio.

Insomma, come al solito, il femminicidio è in realtà una forma legittima difesa.

Visto che sono una donna, e visto che non voglio esagerare con le parole (dovesse venire una gastrite a qualcuno per causa mia), la chiudo qui…

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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6 risposte a La bocca chiusa

  1. Pinzalberto ha detto:

    Visto che sono un uomo, e so quando devo tenere la bocca chiusa, lo mando a fare in c–o in un’altra occasione.

  2. Paolo1984 ha detto:

    sto tizio ha dei seri problemi con l’altro sesso..o ha litigato con la fidanzata se ne ha una

  3. AlessioX1 ha detto:

    lui è sessista e misogino, ma è vero che le donne parlano di più dei maschi e penso che ci siano delle differenze fra il cervello maschile alla fina cosi come è diversa l’anatomia sarà diverso il cervello , ma questo non è mica una cosa negativa, ovviamente non si può dire che una donna e morta perché parlava troppo, e un insulto a quella donna.

    • Emmy Stark ha detto:

      Leggo molti “secondo me”, “io penso che”… siete dei cazzo di medici? Se ci sono dei cazzo di studi che smentiscono queste minchiate. Le vostre teorie ve le potete mettere in quel posto.

  4. Vale ha detto:

    Giuro, io adoro queste cose. Adoro quando gli uomini, al posto di prendersi una singola responsabilità di quello che fanno, trovano sempre il modo di sbolognarla a qualcun altro, meglio se donna.
    E non mi riferisco solo alle signore morte ammazzate (per mano di ignoti -_-‘ ) (era ovviamente sarcasmo), ma anche nelle discussioni di coppia. Non è lui che si è comportato male e lei che, giustamente, è arrabbiata. Ma è lei che se la prende per niente e lui che, poverino, deve sorbirsi le lamentele della partner per cose inutili e già dimenticate. Beh, forse se non si dimenticasse che si era comportato da schifo, riuscirebbe anche a capire perché la signora ha il sacrosanto diritto di essere arrabbiata come una biscia.
    Vale

    PS: sottolineo per i “distratti” che non è che se la signora non ha motivi di essere arrabbiata, in caso di una discussione sia giusto ucciderla, eh!

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