Il consenso

Leggo stamattina un post dedicato allo stupro di Modena. Si parla di ragazzini e io sono un genitore. Si parla di “famiglie” e io penso alla mia.

hansel-gretel-cacciatoriCosì mi viene in mente una discussione avuta con mio figlio. Eravamo stati al cinema a vedere Hansel&Gretel – Cacciatori di streghe (un film orrendo, dovrebbe essere previsto il rimborso del biglietto in casi come questo…)

In una scena del film la bella Gretel, priva di sensi, viene tratta in salvo dal giovane Ben,  che la porta nella sua stanza. La situazione è parecchio inquietante: tutte le pareti sono coperte da foto e articoli che riguardano l’avvenente cacciatrice di mostri e la sensazione sgradevole è che ragazzo sia fin troppo entusiasta di avere per le mani la sua eroina… Tanto che, ad un certo punto, mentre lei è ancora svenuta, le slaccia il corpetto.

Mio figlio è abituato a verbalizzare i suoi turbamenti e quella scena l’ha turbato. Di due ore di film, in cui volano arti e budella e sangue e cervella schizzano ovunque, mio figlio è rimasto turbato dal giovane Ben che mette le mani addosso a Gretel addormentata.

“Mamma, ma lui ne è innamorato?” mi ha chiesto.

Così abbiamo affrontato il problema del consenso.

la bella addormentata

Se c’è un mito al quale questa società non riesce a rinunciare è quello cantato da Robin Thicke nella criticata Blurred Lines, la canzone che abbiamo ascoltato volenti o nolenti tutta l’estate: Lo so che lo vuoi.

unbreakableNon c’è modo di sapere che cosa una persona vuole senza prima averglielo chiesto, ecco cosa ho spiegato a mio figlio. Non tutti desideriamo le stesse cose. Il fatto di desiderare una persona non implica che quella persona ci desideri a sua volta e toccarla senza averle prima chiesto se è d’accordo è sbagliato. Il fatto che desideriamo qualcosa non ci autorizza in nessun modo a prendercela: alcuni desideri rimangono insoddisfatti e dobbiamo imparare a convivere con la frustrazione.

Io credo che sia questo quello che dovrebbe fare una “buona famiglia”.

Non è così difficile…

Le foto sono tratte da:

Feminist Disney

Project Unbreakable

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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39 risposte a Il consenso

  1. alessiox1 ha detto:

    Be il consenso è fondamentale,(non pensavo fossi una madre se mi posso permettere quanti anni ha tuo figlio?) sulla bella addormentata, be lei è vittima di un incantesimo e per svegliarla bisogna baciarla e infatti lui la bacia solamente, sulla canzone Blurred Lines, be le donne che ballano nel video sembrano consenzienti e felici.

    • Il fatto che una persona sembri felice non significa che voglia qualcosa… Si può sorridere per tanti motivi. Se sorrido a qualcuno, il 99% delle volte non sto pensando a fare del sesso con lui/lei. Le donne nel video, ad esempio, sorridono perché sono pagate per farlo.

      (Ma se questo blog è dedicato a mio figlio! https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/il-ricciocorno-e-il-suo-perche/)

    • IDA ha detto:

      Non escludo, che a molte donne possa piacere, vedere un rapporto sessuale, a me, piace parlare di sesso, ma sopratutto fare…. guardare no.. non rientra nei miei gradimenti. Si tende, secondo me erroneamente, a considerare la pornografia come atto di libertà, ma non è così.. e la facilità di accesso al prodotto porno, ha allargato il numero dei fruitori.. ma non a reso il sesso più libero.. le persone più libere e consapevoli..

  2. Cinzia ha detto:

    Eccomi. Madre di figlio adolescente… in piena esplosione ormonale… ma di amore e sessualità ne parliamo da anni… con la gradualità che l’età ha richiesto, ovviamente.
    Il primo passo importante (dopo il “come nascono i bambini” e il mamma cos’è quel “tubetto” davanti ad un profilattico usato, abbandonato sul marciapiede 😦 ) e stato quando tornando da scuola, in prima media, mi ha raccontato che alcuni suoi compagni accedevano a film pornografici con i cellulari e li visionavano in classe…
    Così abbiamo avviato un dialogo molto aperto sul perchè la pornografia non è salutare, men che meno in un momento in cui ogni persona deve scoprire con meraviglia e poesia la propria sessualità. Ho proprio usato la parola poesia, consapevolmente,
    Senza farla lunga, ho insegnato al mio ragazzo che la sessualità naturale, scoperta quando si è pronti a viverla, pervasa di sentimenti piacevoli è uno dei doni più preziosi della vita, farsene un’idea deviante con una forma degradata, come la pornografia è una perdita grave nello sviluppo emotivo ed affettivo di una persona,
    Passare a spiegare che non vi è nulla di sporco o sbagliato nel sesso tra pari e consenzienti, che NO vuol dire NO, che chi degrada il patner degrada se stesso e chi vuole rispetto deve rispettare, è arrivato di conseguenza.
    Vorrei aggiungere che l’educazione AFFETTIVA e SESSUALE dei figli, sopratutto maschi, dovrebbe essere dovere anche delle madri… i nostri figli hanno diritto a conoscere tramite di noi il primo esempio dell’essere Donna.

    • alessiox1 ha detto:

      Tanto in futuro che ti piaccia o no il porno lo guarderà.

      • Ma è obbligatorio? Non a tutti piacciono le stesse cose, come ho già scritto. E sono molti a non apprezzare il porno, donne e uomini. http://www.theguardian.com/culture/2010/oct/25/men-believe-porn-is-wrong

      • IDA ha detto:

        Anni fa, trovai scaricato nel pc, di mio figlio un filmato porno.. io feci finta di nulla, ma lacerata dal dubbio, se intervenire oppure no, poi un giorno ,lo sentii discutere con sua sorella, sui film porno, e questo mi tranquillizzò, perché lei (con un altro linguaggio e meno paternalista) li stava dicendo quello che li avrei detto io.. ma forse questo non c’entra nulla.. Il problema del porno, (per lo meno quello eterosessuale che conosco io) non fa che rafforzare concetti errati negli uomini sulla sessualità femminile, e le donne sulla sessualità maschile.. mi dicono che a molte donne piace? Che ci posso fare! Non è un motivo, perchè debba piacere anche a me! Il porno è fatto da esibizionisti per degli voyeuristi? (Si dice così? Non lo so..) per aver detto questo mi sono presa della moralista, non lo so se lo sono, ma, non a tutti piacciono le stesse cose.. Comunque non userei l’aggettivo che ha usato Cinzia..

      • Siamo convinti di poter scegliere liberamente cosa ci piace e cosa no? Il fatto di sentirci dire “sei un/una moralista” ogni volta che proviamo ad affermare “il porno non mi piace (per questo o quest’altro motivo)” non è forse una forma di violenza simbolica?

      • Paolo1984 ha detto:

        non sei moralista se dici “non mi piace il porno”..ma se dici “il porno non piace a me e non deve piacere a nessuno perchè è sempre una cosa maligna, malvagia, e se ti piace sei malato o potenzialmente pericoloso” e se a questo si aggiunge il fatto che c’è chi vede pornografia (e quindi il Male) ovunque ..bè è un’altra cosa.

      • Paolo1984 ha detto:

        e non dico che tu lo abbia detto.
        io comunque so bene cosa mi piace e cosa no e me ne frego se chi non ha i miei stessi gusti e le mie stesse idee mi giudica

      • Cinzia ha detto:

        Ingenuo, certo che lo guarderà, non sono mica una bacchettona illusa di aver partorito uin’anima candida, ma se viene definito “per adulti”, un motivo c’è.
        L’importante è che non sia lo strumento di apprendimento (unico), per persone dalla sessualità in sviluppo… per ogni esperienza della vita le condizioni realmente necessarie sono consapevolezza e maturità.
        Il problema è che nella nostra cultura, non si fa educazione affettiva e sessuale ai propri figli punto e basta, Col risultato di crescere adulti con un atteggiamento sessuale a dir poco immaturo. La carica di dispettosa malizia di cui si riveste l’argomento, n’é la prova più lampante. ti pare alessiox1?

    • alessiox1 ha detto:

      Be sicuramente l’italia è un paese bacchettone e parlare di sesso, ancora e un tabu, di certo aiuterebbe molto una reale educazione affettiva e sentimentale.

    • Stardust ha detto:

      Nom ho idea di quanti anni abbia tuo figlio e premetto che non sono genitore, e probabilmente mai lo sarò (non è proprio il caso), ma definire la pornografia non salutare e descriverla come qualcosa di “sbagliato” mi sembra insalubre.

    • Stardust ha detto:

      Chiaro che se il figlio ha dieci anni è presto direi, ma altrimenti più che definirla insalubre io spiegherei che la pornografia è quello che è. Non una rappresentazione della realtà, non un modello né un esempio, solo la rappresentazione di desideri, fantasie varie ed eventuali, messi in scena

      • Io direi che è anche un’industria, che deve produrre degli utili.

      • Stardust ha detto:

        Chiaro, è anche quello, ma da lì a dire che è sbagliata passa molto. È come l’industria dei vestiti. Cerco di evitare di andare da H&M più che posso, perché so che da qualche parte, dove io non posso vederli, ci sono persone che si fanno a pezzi con turni massacranti per produrre quella roba. Però insomma, i vestiti li compro da altre parti (anche se sono consapevole che purtroppo probabilmente anche quei vestiti non saranno del tutto liberi da sfruttamento. Ogni volta che leggo l’etichetta c’è scritto “made in Bangladesh”,”made in Pakistan” ecc)

      • L’industria dei vestiti è sbagliata e io non ho nessun problema a dirlo: http://www.huffingtonpost.it/2016/09/08/vestiti-moda-spreco_n_11911280.html E’ sbagliata e le cose devono cambiare.
        Il punto è che se qualcuno si scaglia contro l’industria della moda, nessuno lo accusa di essere bacchettone, frustrato, autoritario, “vestitofobo” o di voler impedire al povero operaio tessile di scegliere liberamente di venire sfruttato in qualche fabbrica del Bangladesh.
        Tutte cose che si sente dire, invece, chiunque provi a sollevare problematiche del genere: http://espresso.repubblica.it/attualita/2016/06/28/news/giappone-ecco-le-nuove-schiave-del-porno-1.275242

      • Stardust ha detto:

        Con questo sono d’accordo, ma nessuno direbbe che uno non deve andare a prendersi dei vestiti per principio, proprio in generale. Invece col porno accade spesso che venga detto ah ok, accadono anche episodi di sfruttamento, quindi bisogna smettere di guardarlo (fra l’altro non era questa la motivazione di IDA per suggerire al figlio si non guardarlo). Inoltre, non è che abbia dati alla mano per questo, ma così ad occhio credo che nell’industria del porno ci sia meno sfruttamento che in quella vestiaria.

      • Il problema con il porno non è un problema con il sesso o il desiderio sessuale, ma un problema con il modo in cui il sesso e il piacere sessuale sono rappresentati, oltre che con lo sfruttamento della “manodopera”; proprio come il problema con l’industria dell’abbiagliamento non è un problema coll’indossare dei vestiti, ma un problema con il modo in cui sono prodotti i vestiti, e con l’uso che si fa dell’abbigliamento prodotto a basso costo.

    • Stardust ha detto:

      da attori che alla fine della fiera stanno fingendo (scusate se scrivo in ‘sta maniera oscena eh ma scrivere dal telefono è un macello).

  3. Paolo1984 ha detto:

    bè il consenso, esplicito o implicito, verbale o no, ci deve sempre essere nel sesso.

    (ma Ben al di là dell’attrazione che prova si comporta correttamente nei confronti di Gretel? Il film voglio vederlo, sembra il tipo di fiaba horror-splatterosa che piace a me e adoro Gemma Arterton, ma forse è un film più adatto ad adolescenti e “giovani adulti” che bambini)

    • Ho pensato che era importante che vedesse il suo primo splatter con me, piuttosto che senza un adulto con cui parlarne vicino (tanto prima o poi ne avrebbe visto uno). E ho fatto bene.

      • Paolo1984 ha detto:

        certo hai fatto bene. Un adulto dovrebbe guardare assieme al figlio piccolo pure i film specificatamente per bambini e famiglie figuriamoci gli altri..guardare i film e la tv assieme ai propri figli è meglio che vietare
        dopodichè, l’attrazione, l’interesse di Ben per Gretel è qualcosa che esiste, fa parte dell’umano (e peraltro può riguardare anche le donne nei confronti degli uomini) e va raccontata e poi per te è stata l’occasione per affrontare un tema importante

      • Non ho mai capito cosa intendi con “va raccontato”. Un film è l’opera di qualcuno, l’autore sceglie cosa raccontare e cosa no, come raccontarlo e che genere di messaggio trasmettere…

      • Paolo1984 ha detto:

        intendo che ogni autore racconta il mondo, la società, l’umano o lo trasfigura secondo la propria sensibilità, ma ciò che racconta fa comunque parte di noi esseri umani ed è legittimo raccontarlo

      • Ed è legittimo criticarlo… se offende la nostra sensibilità.

      • Paolo1984 ha detto:

        la sensibilità è soggettiva, a me un film come Hostel 2 piace molto e trovo che offra riflessioni interessanti, a te magari disgusta, a me e a te un film come A qualcuno piace caldo diverte molto (è un capolavoro della commedia,peraltro), un bigotto omofobo lo troverà insopportabile…non a tutti piacciono le stesse cose, non tutti si “offendono” per le stesse cose e di sicuro non possiamo censurare tutto ciò che offende la nostra preziosa sensibilità.
        E comunque la storia dell’arte (“alta” o “pop” che sia) è piena di opere importantissime che hanno “disturbato”, “offeso” “turbato” e turbano ancora oggi. La narrativa e l’arte hanno il diritto anche di raccontare ciò che sciocca e turba e talvolta disgusta

      • Paolo1984 ha detto:

        ad esempio per me questa roba è offensiva, andrebbe vietata ai bambini esattamente come il porno

      • alessiox1 ha detto:

        secondo me si si può cambiare il sistema dal interno.

  4. IDA ha detto:

    Sul chiedere, mi è venuta a mente questa frase:
    “ La volpe sostiene che si vede bene solo con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi, le parole possono essere fonte di malintesi.” (A. de Saint-Exupery)

    E sull’educazione : “ Navigare in un mare senza porti” ( e qui non sono sicura, forse Simone Weil??)

    Io ho due figli, ora adulti, (22-24 anni, uno per genere per non far torto a nessuno.) Nell’educazione, non ho, ( più corretto dire abbiamo,) seguito teorie ma semplici principi che ci appartenevano.. e consapevoli di fare molti errori.. Educare significa liberare, far emergere, portare alla luce quanto di più profondo e intenso vi è in ciascuno. Quindi l’educare per condurre all’essere, contro l’educare per il dover essere. Se l’essere è dunque il fine dell’educazione, la diversità diventa allora un valore, perché senza diversità non vi può essere libertà. Ma non c’è educazione senza empatia, senza cioè quella capacità di focalizzare il proprio sentire-agire sul mondo interiore dell’interlocutore, di intuire cosa si agita in lui, cosa sente in una data situazione,
    cosa realmente prova al di là di quello che esprime verbalmente. Si hai fatto bene di andare al cinema con lui..
    Sul sesso; ritengo che ogni individuo deve disporre del proprio corpo, della propria vita sessuale e sentimentale, ma non quello dell’altro che appartiene all’altro. Questo può sembrare un’ovvietà, ma credo che questo concetto non sia poi tanto ovvio per molti, purtroppo…

    • alessiox1 ha detto:

      Be esiste anche un genere pornografico fatto dalle femministe, non in tutto il porno ci sono stereotipi.

      • IDA ha detto:

        Si lo so.. il famoso post-porno… ecco quello non lo capisco.. se c’è qualcosa da capire.. e anche che non ci siano stereotipi, ci andrei cauta..

    • alessiox1 ha detto:

      Spiegati meglio cosa non ti piace del post-porno?

      • Quello che non convince me, del post porno, è che prima riconosce il carattere repressivo del porno e poi propone un cambiamento dall’interno: l’idea è riappropriarsi del porno per trasformarlo da strumento di oppressione a strumento di liberazione della sessualità femminile. E’ davvero possibile dare il via ad una rivoluzione dal cuore del sistema?

  5. alessiox1 ha detto:

    Sulla scena che citi lui di certo non doveva aprirli l’abito , dopo averla messo sul letto poteva solo guardarla.

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